Home > "altri" animali, biodiversità, caccia, difesa del territorio, giustizia, pianificazione, società, sostenibilità ambientale > Caccia e Tribunali, una finestra suIl’Esecutivo regionale sardo.

Caccia e Tribunali, una finestra suIl’Esecutivo regionale sardo.


RMN Pernice sarda 2 w

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

anche su Il Manifesto Sardo (“Caccia e Tribunali, una finestra sull’esecutivo regionale sardo“), n. 26816 settembre 2018

 

Il contenzioso fra Regione autonoma della Sardegna, alcune associazioni ecologiste e il mondo venatorio sulla caccia alla Lepre e alla Pernice sarda potrebbe sembrare una vicenda limitata ai diretti interessati, ma la realtà è un po’ diversa e riguarda proprio il modo di porsi dell’Esecutivo regionale verso l’ambiente e la società isolana.

Che cos’è accaduto?

Il T.A.R. Sardegna, ancora una volta, ha accolto il ricorso delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GrIG), Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.), Lega Anti-Vivisezione (L.A.V.), WWF, con l’intervento ad adiuvandum la Lega Italiana Protezione Uccelli LIPU – BirdLife Italia, patrocinato dall’avv. Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari, e ha disposto con l’ordinanza Sez. I, 13 settembre 2018, n. 275, la sospensione del decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna n. 16139/13 del 20 luglio 2018 relativo al calendario venatorio regionale sardo 2018-2019, nella parte in cui prevede la caccia alla Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e alla Pernice sarda (Alectoris barbara).

All’udienza pubblica del 5 dicembre 2018 sarà discusso il merito della causa.

Lepre sarda (foto Raniero Massoli Novelli)

Lepre  (Lepus capensis mediterraneus, foto Raniero Massoli Novelli)

Ora Lepri e Pernici sarde sono salve, per la seconda stagione venatoria di seguito.

E’ stata confermata, quindi, la sospensione adottata con decreto presidenziale T.A.R. Sardegna, Sez. I, n. 260 dell’1 settembre 2018.

Il provvedimento sospeso, prevedeva per le due giornate di caccia previste (30 settembre e 7 ottobre 2018) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (piano faunistico-venatorio della Sardegna in corso di approvazione).

La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite tendenti alla diminuzione dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.

Non solo.

Sardegna, bosco

Massiccio dei Sette Fratelli, vette

Con nota prot. n. 45393/T-A11 del 13 luglio 2018 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha fornito il parere di legge (art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.) in merito alla proposta di calendario venatorio regionale sardo 2018-2019 e ha chiesto esplicitamente la chiusura della caccia alla Lepre sarda e alla Pernice sarda in assenza di censimenti relativi alle popolazioni esistenti nell’Isola.

Analoga richiesta per le medesime motivazioni ha fatto l’I.S.P.R.A. (ma non è stata oggetto di provvedimento sospensivo) per il Coniglio selvatico, oggetto di un assurdo “carniere” potenziale (5 capi abbattibili per ogni cacciatore) di 179.935 Conigli.

Si è riproposta, quindi, la medesima situazione dichiarata illegittima dal T.A.R. Sardegna con riferimento al calendario venatorio 2017-2018 (sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 1 febbraio 2018, n. 65 e ordinanza cautelare T.A.R. Sardegna, Sez. II, 15 settembre 2017, n. 308/2017).

Infatti, a oggi, non sussiste alcun censimento delle popolazioni esistenti di Pernice sarda e di Lepre sarda, come pacificamente ammesso dalla stessa Regione autonoma della Sardegna (“è stato presentato il piano per il censimento della pernice sarda e della lepre sarda che sarà portato in giunta regionale per l’approvazione”, vds. comunicato stampa della Regione autonoma della Sardegna, 19 luglio 2018 e la deliberazione Giunta regionale n. 38/35 del 24 luglio 2018, riguardante fondamentalmente le Riserve autogestite di caccia e future raccolte di dati sulla fauna selvatica abbattuta).

Esiste solo una mera “relazione preliminare” che il T.A.R. Sardegna ha così descritto: “un lavoro che, per quanto bene avviato, non risulta concluso e chiaramente costituisce una ‘Relazione Preliminare’ (come è sottolineato anche dai caratteri grafici molto evidenti utilizzati in proposito)

Nessun censimento, quindi.

stemma Regione Sardegna

stemma Regione Sardegna

Perché, allora, l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente guidato dinamicamente dall’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Donatella Emma Ignazia Spano, ennesima docente universitaria presente nell’Esecutivo regionale, insiste e  annuncia che proporrà appello al Consiglio di Statoper garantire il regolare esercizio dell’attività venatoria”?

Il T.A.R. Sardegna ha pesantemente censurato l’operato della Regione, ricordando quanto segue:

1) questa Sezione, già con ordinanza n. 308/2017, aveva sospeso in parte il provvedimento di approvazione del calendario venatorio 2017/2017 ’considerato che allo stato manca un monitoraggio aggiornato in relazione alle due specie (lepre sarda e pernice sarda) e “considerato che anche l’ISPRA ha richiesto (con documento del 30.6.2017, pag. 4, in due punti) una sospensione della cacciabilità di queste due specie, in assenza di specifici dati sulla loro consistenza;

2) l’orientamento espresso nella fase cautelare è stato pienamente confermato in sede di merito con l’annullamento in parte qua del provvedimento impugnato con sentenza n. 65 del 2018;

3) nel caso che qui occupa il Collegio, la questione (nella sostanza) si ripropone”.

Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

In parole povere, in due anni la Regione non è stata in grado di realizzare un monitoraggio scientifico delle popolazioni di Lepre sarda e di Pernice sarda (nonché di Coniglio selvatico) e ha sparato numeri di capi abbattibili delle rispettive specie senza sapere nemmeno se esistessero tanti esemplari.

Decenza istituzionale vorrebbe che la Regione imparasse la lezione impartita dai Giudici amministrativi e che l’Assessore Spano, vertice istituzionale della struttura regionale interessata, si dimettesse.

Invece insiste.

Delle due l’una: o è “ostaggio” della struttura tecnico-amministrativa dell’Assessorato, assolutamente convinta di aver raggiunto chissà quale risultato eccezionale, o ritiene di aver subìto un affronto da lesa maestà cattedratica che va lavato dai Giudici di Palazzo Spada.

In ogni caso, c’è da essere sconcertati.

RMN Pernice sarda w

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Ricordiamo che il principio fondamentale stabilito dalla legge nazionale, in attuazione dei princìpi delle norme europee ed internazionali, è “la conservazione della fauna selvatica” che è considerata “patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”.  I calendari venatori devono attenersi rigorosamente al principio di precauzione che subordina l’attività venatoria alla conservazione delle specie faunistiche.

Può un calendario venatorio costituire una cambiale in bianco per le specie faunistiche?

Questa è la domanda fondamentale a cui devono rispondere nuovamente i Giudici amministrativi.

Per adesso, in sede cautelare, hanno risposto in modo netto e chiaro: no.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Mufloni (2)

Mufloni (Ovis musimon)

(foto Raniero Massoli Novelli, J.I., S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. Riccardo Pusceddu
    settembre 17, 2018 alle 10:02 am

    Propongo di cambiare nome all’Assessorato condotto con tanta caparbieta’ dalla emerita assessore Spano in “Assessorato Regionale per il Deterioramento dell’Ambiente.
    Per quanto riguarda il ricorso in Appello vorrei suggerire una terza spiegazione: la Spano forse vuole dare piu’ lavoro agli avvocati che rappresenteranno la RAS all’udienza d’appello?

    • Claudio
      settembre 18, 2018 alle 6:19 am

      Condivido. Ma é l’ignazia? degna omonima femminile dell’ignazio?

  2. Claudio
    settembre 18, 2018 alle 6:18 am

    Esecutivo sardo? Meglio stendere un velo pietoso sugli insipienti che vorrebbero averci governato e che invece nulla hanno fatto se non azioni di dubbia utilità. Anni persi…

  3. settembre 20, 2018 alle 10:26 pm

    leggete e prendetene atto.

    Con decreto presidenziale n. 4456/2018 del 20 settembre 2018 il Presidente della III Sezione del Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva inaudita altera parte avanzata dalla Regione autonoma della Sardegna e ha fissato udienza collegiate la camera di consiglio del 18 ottobre 2018. (https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=BZVIU6FCQH5IHEVNE5NLOTOOGA&q=)

    Lepri sarde e Pernici sarde sono salve anche quest’anno 😛 😛 😛

  1. settembre 21, 2018 alle 9:53 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: