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Milioni di euro per le zone umide, quanti saranno davvero utili per ambiente ed economia?


Cagliari, Stagno di Capoterra, cartello progetto LIFE Natura "Gilia"

Cagliari, Stagno di Capoterra, cartello progetto LIFE Natura “Gilia”

La Giunta regionale della Sardegna ha stanziato ben 12 sui 20 milioni di euro previsti per le zone umide dell’Isola.

Si tratta in buona parte di interventi per la sistemazione/ripristino di strutture della pesca (soprattutto nell’Oristanese), viabilità ciclabile, dragaggi, ecc. che andranno, però, in malora senza una corretta gestione quotidiana.

Si legge, però, per esempio, il finanziamento per interventi “per la gestione e valorizzazione ambientale dell’area umida di Santa Gilla (1,5 milioni); realizzazione di un percorso ciclopedonale (1,5 milioni); riqualificazione e valorizzazione nelle aree perilagunari della laguna di Santa Gilla (1 milione)” e non può non venire in mente il “Progetto Gilia“, finanziato con circa 3 milioni di euro di fondi comunitari (LIFE Natura): oggi è tutto in malora, un disastro.

Altro che mega-parco minestrone S. Gilla – Molentargius – Sella del Diavolo quando non si riesce a gestire nemmeno un sentiero naturalistico…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Cagliari, Stagno di Capoterra, protezione in canne semi-divelta

Cagliari, Stagno di Capoterra, Progetto Gilia, percorso naturalistico, protezione in canne semi-divelta

da L’Unione Sarda, 14 agosto 2018

Zone umide, tutela e turismo.    Paci: una ricchezza da valorizzare. Le associazioni: bisogna pensare alla gestione. Un piano da 20 milioni per salvare stagni, pinete e spiagge. (Cristina Cossu)

Tra gli stagni, le pinete, gli arenili e il mare, c’è un mondo ricchissimo da curare e valorizzare. Là dove vivono pesci, uccelli e piante di ogni tipo, servono interventi di tutela e di equilibrio tra natura, attività economiche e turismo. Così la Giunta regionale – in sintonia con i territori – ha disegnato un Piano per le zone umide da 20 milioni di euro: 14 milioni per i primi interventi approvati (12 milioni nell’ultima seduta dell’Esecutivo per Cagliari, Oristano e Sulcis, 2 milioni due mesi fa per la Gallura), mentre altri 6 saranno ripartiti a settembre, e andranno all’Ogliastra, all’Asinara e alla Nurra.
I FINANZIAMENTI. Parliamo di risorse del Fondo di sviluppo e coesione del Patto per la Sardegna: su proposta dell’assessore Raffaele Paci, sono stati assegnati 6 milioni per la zona idrografica del Golfo di Oristano; 4 milioni sul Golfo di Cagliari e la costa da Capoterra a Teulada; 2 milioni per il Golfo di Palmas e “Mare Interno”. «Le zone umide sono una grande risorsa dell’Isola», dice Paci, «abbiamo messo a punto una politica complessiva per valorizzarle: la tutela ambientale è prioritaria, ma vogliamo anche potenziare le attività produttive, incentivare la nascita di attività turistiche e sportive, salvaguardare e promuovere l’occupazione».
GLI INTERVENTI. Nel Golfo di Oristano sono previsti tra gli altri interventi nei canali di collegamento tra lo Stagno di Santa Giusta e Pauli Maiori e Pauli Figu; la valorizzazione del compendio ittico di Santa Giusta; la ricostruzione delle peschiere Pontis, Pischeredda e Is Benas; un percorso naturalistico lungo il fiume Mare ‘e Foghe e il collegamento con l’isolotto Cuccuru Is Arrius; il ripristino del porticciolo di Marceddì. Nel Golfo di Palmas, Sulcis: la valorizzazione delle “vie del sale”; piste ciclabili; le vie del vento, con la sistemazione delle aree per il turismo attivo “Stagno di Porto Botte” e “Punta Giunchera”. In Gallura i progetti riguardano Loiri Porto San Paolo (Porto Taverna), Budoni (spiaggia e pineta di Sant’Anna), Golfo Aranci, San Teodoro.
GLI AMBIENTALISTI. «Si tratta in buona parte di interventi per la sistemazione di strutture della pesca (soprattutto nell’Oristanese), viabilità ciclabile, dragaggi», sottolinea l’ambientalista Stefano Deliperi. «Soldi sempre utili, ovviamente, che però andranno sprecati se non si assicurerà una corretta gestione quotidiana. Bisogna potenziare prima di tutto i controlli ambientali, altrimenti anche gli interventi migliori vanno in malora. Penso al progetto Gilia di Santa Gilla, finanziato tempo fa con 3 milioni di euro di fondi comunitari (Life Natura) e oggi nel disastro totale».

Cagliari, Stagno di Capoterra, scarico illecito di rifiuti vari

Cagliari, Stagno di Capoterra, scarico illecito di rifiuti vari

Santa Gilla si sposa con Molentargius.

Risorse per le lagune: il progetto del Parco regionale che coinvolgerà sette Comuni.

Nel piano delle zone umide ci sono anche 4 milioni di euro per il Golfo di Cagliari e la costa da Capoterra a Teulada. Si prevedono interventi sul canale di allontanamento acque dolci, riva Est, per la gestione e valorizzazione ambientale di Santa Gilla (1,5 milioni); la realizzazione di un percorso ciclopedonale (1,5 milioni); la riqualificazione e valorizzazione delle aree perilagunari della laguna di Santa Gilla (1 milione). Progetti che si sposeranno, in seguito, con l’accordo di programma da 4 milioni di euro per il Parco regionale Molentargius-Santa Gilla-Sella del Diavolo, rimodulato dalla Giunta Pigliaru.
Il Parco è ancora in una forma embrionale: i sette Comuni che lo abbracciano – Cagliari, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Selargius, Elmas, Capoterra e Assemini – stanno perimetrando le loro parti.
L’idea è quella di potenziare la produzione del sale e l’itticoltura, di incentivare la nascita di attività turistiche e sportive e puntare sul wellness, di promuovere occupazione. Erano stati i sindaci, dopo la navigazione simbolica ad aprile 2016 in battello dell’intero tratto fino a Elmas, a chiedere l’intervento della Regione per far partire il progetto. La Giunta ha raccolto l’appello e ha incluso il Parco nella Programmazione unitaria 2014-2020 per garantire il necessario coordinamento tecnico-amministrativo.
Un disegno contestato dal Gruppo di intervento giuridico, che nel suo blog scrive: «Le intenzioni saranno pure le migliori, ma il programma sembra delineare un “parco minestrone”, dove buttar dentro tutto e il contrario di tutto e non combinare molto di buono per un’efficace salvaguardia del patrimonio naturale e storico-culturale di autentici gioielli del Mediterraneo. Si tratta di aree naturalistiche con problematiche molto diverse fra loro, che necessitano di gestioni mirate e non di un carrozzone, come probabilmente sarebbe un simile consorzio di gestione».

 

Fenicottero rosa ad ali aperte - Copia

Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) ad ali aperte, pronto alla fuga dal “parco minestrone”

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 13 agosto 2018

PIANO PER LE ZONE UMIDE, PROGRAMMATI INTERVENTI PER 12 MILIONI SU CAGLIARI, ORISTANO E SULCIS. PACI: TUTELA E SVILUPPO, BINOMIO VINCENTE.

Cagliari, 13 agosto 2018 – Dopo lo stanziamento delle risorse, l’individuazione degli interventi strategici. Il piano da 20 milioni di euro per la valorizzazione e la tutela delle zone umide della Sardegna procede con la programmazione di 12 milioni per 3 delle 6 zone su cui la Giunta ha ripartito il finanziamento Fsc (Fondo di sviluppo e coesione) dal Patto per la Sardegna, individuando interventi specifici e soggetti attuatori. Come proposto dall’assessore della Programmazione Raffaele Paci, sono stati programmati 6 milioni per la zona idrografica Golfo di Oristano, 4 milioni su Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada, 2 milioni per Golfo di Palmas e Mare Interno. A queste tre nuove programmazioni di fondi, va aggiunta quella dei 2 milioni per la Gallura approvata a giugno.Complessivamente, dunque, sono stati programmati 14 milioni (dei 20 disponibili) su 4 delle 6 zone umide della Sardegna (restano da programmare le risorse su Ogliastra e Asinara e Nurra). “Le zone umide sono una grande risorsa della Sardegna e vogliamo valorizzarle fortemente”, dice l’assessore Paci, ricordando che si tratta di uno degli interventi speciali all’interno della programmazione territoriale. “Abbiamo messo a punto una politica complessiva per valorizzarle al meglio: di sicuro la tutela ambientale è prioritaria, ma non parliamo solo di quella, perché vogliamo potenziare le attività produttive delle zone umide, incentivare la nascita di attività turistiche e sportive, salvaguardare e tutelare la forza lavoro occupata nelle attività economiche e allo stesso tempo promuovere nuova e qualificata occupazione”.

Fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber roseus)

Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) che scappa dal “parco minestrone”

GLI INTERVENTI NELLE AREE IN DETTAGLIOGolfo di Oristano, 6 milioni. Ripristino quote batimetriche dei canali di collegamento tra lo Stagno di Santa Giusta e Pauli Maiori e Pauli Figu (400mila euro); valorizzazione del patrimonio produttivo e ambientale del compendio ittico di Santa Giusta (600mila); dragaggio dei limi nei due canali di uscita dello stagno di Cabras alla Peschiera Pontis (1,2 milioni); dragaggio e pulizia di sezioni critiche del Canale Terra dei Giganti, scolmatore dello stagno di Cabras (600mila euro); canale artificiale di Is Benas (150mila); ricostruzione Peschiera Pontis (175mila), Pischeredda (175mila) e Peschiera Is Benas (380mila); percorso naturalistico lungo il fiume Mare ‘e Foghe fino allo stagno Paule ‘e Sai e collegamento con l’isolotto di Cuccuru Is Arrius (320mila); ripristino del porticciolo Marceddì (850mila) e dello scivolo S’Ena Arrubia (665mila), riqualificazione dello scivolo Sant’Antonio di Santadi (150mila); Terralba, miglioramento dell’accessibilità Torre Vecchia (connessione tra i compendi Corru s’Ittiri e Marceddì, 60mila), ripristino batimetrico Corru Mannu–Corru s’Ittiri (275mila euro). Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada, 4 milioni. Interventi sul canale di allontanamento acque dolci, riva Est, per la gestione e valorizzazione ambientale dell’area umida di Santa Gilla (1,5 milioni); realizzazione di un percorso ciclopedonale (1,5 milioni); riqualificazione e valorizzazione nelle aree perilagunari della laguna di Santa Gilla (1 milione). Golfo di Palmas, Sulcis2 milioni. Valorizzazione delle vie del sale attraverso il potenziamento dei percorsi del sale nelle aree stagnali (580mila euro); riconversione di vecchie vie in piste ciclabili per la valorizzazione dell’area (700mila); realizzazione di spazi e strutture polivalenti (570mila); per quanto invece riguarda le vie del vento, 140mila euro serviranno a sistemare le aree a supporto del turismo attivo ‘Stagno di Porto Botte’ e ‘Punta Giunchera’. Per quanto invece riguarda la programmazione approvata due mesi fa per la Gallura (2 milioni), ricordiamo che la suddivisione delle risorse prevedeva interventi su: Loiri Porto San Paolo (500mila euro per la valorizzazione di Porto Taverna con percorsi in prosecuzione del progetto Litus), Budoni (500mila euro per spiaggia e pineta Sant’Anna con percorsi anche ciclabili fra stagno e dune), Golfo Aranci (300mila euro per protezione e valorizzazione con percorsi pedonali in legno esotico della zona umida in località V Spiaggia) e San Teodoro (700mila euro per ostricoltura, sentieri naturalistici, fitodepurazione e una stazione idrometrica nel compendio lagunare dello stagno).

Cagliari, canale Molentargius, morìa di pesci

Cagliari, canale Molentargius, morìa di pesci

PERCORSO FORTEMENTE CONDIVISO. Negli scorsi mesi è stato avviato uno specifico percorso di co-progettazione, guidato dall’Unità di progetto per la programmazione unitaria, con i territori interessati, per individuare gli interventi di valorizzazione in termini produttivi delle zone umide. Tutti gli interventi saranno attuati tramite delega delle risorse ai soggetti attuatori, sulla base di specifiche convenzioni con l’amministrazione regionale. “È il principio alla base della nostra politica nei territori: ascoltarli, raccoglierne istanze e richieste, valutare le esigenze che emergono e, insieme, costruire un progetto che rispecchi le caratteristiche locali e dia risposte perfettamente calibrate”, sottolinea il vicepresidente della Regione Paci.

Cagliari, Saline di Molentargius, scarico incontrollato di rifiuti (da dove sono state fatte le fotografie)

Cagliari, Saline di Molentargius, scarico incontrollato di rifiuti 

GLI STEP DEGLI ULTIMI DUE ANNI. I territori oggetto di intervento (Golfo di Oristano; Golfo di Palmas e Mare Interno; Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada; Ogliastra e VI-VII Sarrabus; Baronia e Gallura; Golfo dell’Asinara e Nurra) sono stati individuati dall’Università di Cagliari, a cui la Giunta nel maggio 2016, con la delibera che istituiva il Parco regionale delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari, aveva affidato la predisposizione dello studio di valorizzazione delle zone umide e lagunari della Sardegna. A novembre del 2017 la Giunta ha stabilito la ripartizione delle risorse messa a punto dalla cabina di regia della programmazione unitaria. “I nostri obiettivi sono chiari: integrazione, tutela, gestione e valorizzazione dei beni ambientali comuni, con un uso efficiente delle risorse, per orientare l’economia in un’ottica di sostenibilità economica, ambientale e sociale. In questo percorso – conclude Paci – contiamo molto sul lavoro delle associazioni e sui privati, il cui apporto e contributo sono fondamentali”.

 

Cagliari, Molentargius, effetti dell'incendio a Medau su Cramu

Cagliari, Molentargius, effetti dell’incendio a Medau su Cramu

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. agosto 15, 2018 alle 9:43 am

    L’augurio (sincero) è che così tanti soldi vengano una volta tanto spesi con oculatezza, pensando anche alla MANUTENZIONE che di solito è totalmente assente. Le tonnellate di immondizia intorno allo stagno di Cabras e di S.Giusta potranno essere rimosse, ma se non si prendono provvedimenti seri, i maleducati continueranno a farci spendere soldi inutilmente. Per non parlare delle piste ciclabili: normalmente assenti, ma quando esistono sono state stupidamente (e impunemente) vandalizzate, la bella recinzione in legno della pista Arborea/Stagno di S’Ena Arrubia è finita nel caminetto di qualche ignobile ladrone. Vien quasi da piangere.

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