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L’A.R.P.A.T. denuncia la pericolosa discarica dell’Ex Cava Viti di Montignoso e Pietrasanta.


discarica Ex Cava Viti

Montignoso – Pietrasanta, discarica ex Cava Viti

A due passi dalla Riviera della Versilia prospera (si fa per dire) da troppi anni una discarica controllata decisamente piuttosto pericolosa.

Si tratta della discarica controllata per rifiuti speciali Ex Cava Viti, in località Porta, nei Comuni di Montignoso (MS) e di Pietrasanta (LU), gestita dalla Programma Ambiente Apuane s.p.a.

Il Dipartimento di Lucca dell’A.R.P.A.T. – Area Vasta Costa ha risposto (nota prot. n. 2018/0034889 del 16 maggio 2018) all’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione provvedimenti inoltrata (20 aprile 2018) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sulla gestione della discarica e sugli effetti su ambiente e salute.

La Struttura A.R.P.A.T. ha reso noto di aver provveduto, in seguito agli accertamenti svolti, a depositare specifica denuncia alle Procure della Repubblica di Massa e di Lucca per la “ipotesi di reato ai sensi dell’art. 256 c.1 lett. a) del D.Lgs 152/06”, poi “è seguita la notifica alla ditta … del verbale prescrizioni n. 32 del 27/03/2018 emesso ai sensi dell’art. 318-ter del D.Lgs 152/2006”.   Conseguentemente,  “ARPAT provvederà, nei termini di legge, alla verifica dell’avvenuto adempimento”.

Carloforte, scarico incontrollato di cemento-amianto

scarico incontrollato di cemento-amianto

La Struttura A.R.P.A.T. ha, quindi, denunciato la Società esercente la discarica per gestione non autorizzata di rifiuti (art. 256, comma 1°, lettera a, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) e l’ha diffidata al rispetto delle prescrizioni impartite con l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.).

Infatti, è decisamente allarmante quanto accertato in sede di verifica del rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) per l’anno 2017 dal Dipartimento di Lucca dell’A.R.P.A.T. – Area Vasta Costache ha riscontrato (nota del 9 aprile 2018) testualmente:

Gli esiti del controllo AIA 2017 (gestione 2016) confermano sostanzialmente le problematiche rilevate negli anni precedenti ed in particolare:

  • anche nell’anno 2016 non risulta rispettata la prescrizione relativa all’ingresso dei rifiuti contenenti amianto (eternit), in quanto ne risultano ricevuti in una percentuale pari al 33,18%, superiore al 30% previsto in autorizzazione. La Regione ha emesso la DDR 629 del 23/01/2018, successiva rispetto all’anno oggetto del presente controllo, e, come dettagliato nel RIA 17/2018 … , l’atto pare prevedere due modalità di gestione diverse nel tempo per questo aspetto. In proposito si ritiene opportuno informare l’AG perché valuti la corretta applicazione della nuova determina;
  • dall’analisi del MUD 2017 (produzione 2016) si è evidenziata una criticità per il rifiuto prodotto 15.01.06 “imballaggi in materiali misti”, che non risulta smaltito nell’anno di riferimento. La ditta, interpellata in proposito, non ha prodotto documentazione alternativa sufficiente a ricostruire la corretta gestione di detto rifiuto e pertanto si procede a contestare la violazione di rilevanza penale prevista dall’art. 256 c. lett. a) del D.Lgs. 152/06;
  • per quanto riguarda il monitoraggio delle acque sotterranee dei pozzi posti a monte ed a valle dell’impianto, risulta confermata una probabile contaminazione della falda per i parametri di triclorometano, tetracloroetilene e idrocarburi proveniente dall’esterno dell’impianto, per la quale si ribadisce la necessità di procedere ad ulteriori accertamenti al fine di verificarne la fonte”.

Si ricorda che nel 1997 venne originariamente autorizzata quale “discarica di tipo 2B” per lo smaltimento dei residui della lavorazione del marmo (marmettola), attualmente “ospita” rifiuti speciali e, in particolare, detriti contenenti amianto.

Cisto (Cistus)

Cisto (Cistus)

Eppure, nel 2003 la discarica era stata classificata per rifiuti inerti ai sensi del decreto legislativo n. 36/2003, in quanto non fornita delle caratteristiche tecniche per accogliere anche rifiuti non pericolosi e rifiuti pericolosi(determinazione Dirigente Settore Ambiente e Trasporti della Provincia di Massa n. 8732/2003 del 17 dicembre 2003).

La popolazione della zona è particolarmente preoccupata per gli effetti sulla salute e ha costituito un Comitato piuttosto battagliero.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato in proposito un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione provvedimenti, coinvolgendo il Ministero dell’ambiente, la Regione Toscana, l’A.R.P.A.T., i Comuni di Montignoso e di Pietrasanta, i Carabinieri del N.O.E. e informando per quanto di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa.

Ora le prime risposte A.R.P.A.T.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento giuridico onlus auspica rapidi controlli riguardo la probabile contaminazione della falda idrica e l’adozione degli opportuni provvedimenti sulla gestione della discarica, fino alla previsione di un processo di chiusura e di bonifica ambientale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Prato e Orchidee (archivio Benthos)

Prato e Orchidee (archivio Benthos)

(foto Comitato popolare, Benthos, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

 

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  1. maggio 20, 2018 alle 1:21 pm

    da La Gazzetta di Massa e Carrara, 19 maggio 2018
    MONTIGNOSO. L’Arpat denuncia la pericolosa discarica dell’Ex Cava Viti: https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/montignoso/2018/05/larpat-denuncia-la-pericolosa-discarica-dellex-cava-viti/

    _______________________________

    da La Voce Apuana, 19 maggio 2018
    L’Arpat denuncia il gestore della discarica dell’ex-Cava Viti.
    Il Grig: «Allarmante quanto accertato». Intanto il Comitato dei Cittadini ne chiede la chiusura: http://www.voceapuana.com/montignoso/attualita/l-arpat-denuncia-il-gestore-della-discarica-dell-ex-cava-viti-10102.aspx

  2. maggio 21, 2018 alle 3:03 pm

    da Il Tirreno, 21 maggio 2018
    Cava Fornace, Arpat presenta denuncia.
    L’agenzia per l’ambiente conferma in una lettera al Grig: si ipotizzano reati ambientali e mancato rispetto delle prescrizioni. (http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/05/21/news/cava-fornace-arpat-presenta-denuncia-1.16864904)

    MASSA. L’associazione ecologista Grig (Gruppo di intervento giuridico) è andata direttamente alla fonte: ha preso carta e penna e ha scritto all’Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale. Ha chiesto il punto sui controlli a Cava Fornace. E dall’Arpat è arrivata la novità: «Per la discarica gestita da Programma Ambiente Apuane spa – si legge nella nota che l’agenzia ha inviato all’associazione – a seguito degli accertamenti eseguiti presso l’impianto, questo dipartimento ha provveduto a depositare un’informativa e una comunicazione di reato presso la Procura della Repubblica presso del Tribunale di Lucca (in data 9 aprile 2018) e presso il Tribunale di Massa (in data 6 aprile 2018)». Per tradurre dal linguaggio giuridico: Arpat ha fatto una serie di controlli a seguito dei quali è scattata la denuncia. Di quella denuncia – la comunicazione di notizia di reato, come viene definita nella nota – è stata informata la stessa Programma ambiente. Arpat, infatti, nella informativa inviata ai Grig, fa riferimento «alla notifica alla ditta in data 9 aprile». Chiarisce, inoltre, che l’ipotesi è che non sia stato rispettato l’articolo numero 256 del decreto legislativo 152 del 2006.

    Quel decreto norma la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati e l’articolo 256, in particolare, riguarda, come si legge nel testo del decreto, “l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata”». Quale sia l’esatta ipotesi di reato Arpat non lo precisa perché – motiva nella nota – «i contenuti degli atti non sono divulgabili, se non previo specifico nulla osta da parte dell’autorità giudiziaria».

    Una denuncia, quindi, da parte di Arpat di cui è stata data notizia ai Grig e, per conoscenza, al difensore civico della Regione, al sindaco di Montignoso e a quello di Pietrasanta (parte della discarica insiste sul comune versiliese ndr), oltre al comandante dei Noe, il nucleo operativo ecologico dei carabinieri.

    «Arpat – sintetizzano i Grig – ha denunciato la società esercente la discarica per gestione non autorizzata di rifiuti e l’ha diffidata al rispetto delle prescrizioni impartite con l’autorizzazione integrata ambientale. Infatti – aggiunge l’associazione ambientalista – è decisamente allarmante quanto accertato in sede di verifica del rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale per l’anno 2017 dal dipartimento di Lucca dell’Arpat » che – spiegano i Grig – avrebbe riscontrato alcune irregolarità. Tra queste – chiariscono gli ecologisti – «il mancato rispetto di prescrizioni sull’ingresso dei rifiuti contenenti amianto (eternit), in quanto ne risultano ricevuti in una percentuale pari al 33,18%, superiore al 30% previsto in autorizzazione». Inoltre, stando agli atti a disposizione dei Grig, si sarebbe «evidenziata una criticità per il rifiuto prodotto 15.01.06 “imballaggi in materiali misti”, che non risulta smaltito nell’anno di riferimento… Per quanto riguarda il monitoraggio delle acque sotterranee dei pozzi posti a monte ed a valle dell’impianto – Grig cita testualmente Arpat – risulta confermata una probabile contaminazione della falda per i parametri di triclorometano, tetracloroetilene e idrocarburi proveniente dall’esterno dell’impianto, per la quale si ribadisce la necessità di procedere ad ulteriori accertamenti». Accertamenti e controlli che il Grig chiede siano effettuati in tempi brevissimi.(c.s.)

  3. luglio 3, 2018 alle 2:50 pm

    da La Nazione, 29 giugno 2018
    Cava Fornace: il comitato dice no. Stop ad autorizzazioni dalla Regione. «Raggiunti i 42 metri l’impianto va chiuso. Non si arrivi a 100»: http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/12970-cava-fornace-il-comitato-dice-no-stop-ad-autorizzazioni-dalla-regione

    _________________

    da Il Tirreno, 28 giugno 2018
    «Sulla chiusura di cava Fornace difficile imporsi». (Federica Fratoni): http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/12982-sulla-chiusura-di-cava-fornace-difficile-imporsi

  1. maggio 20, 2018 alle 3:15 pm

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