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Facciamo sentire la nostra voce: petizione per la salvaguardia dei boschi di Roma!


spallette

Roma, Riserva naturale “Decima – Malafede”, spallette boschive

Nel territorio di Roma Capitale esistono ancora lembi di bosco scampati all’espansione dell’Urbe e alla speculazione immobiliare che negli ultimi decenni ha cambiato radicalmente forma allo storico Ager romanus.

Fra gli esempi migliori, la riserva naturale regionale “Decima – Malafede” costituisce “una delle maggiori foreste planiziali del bacino del Mediterraneo”, come riconosciuto e riportato nello stesso sito web istituzionale dell’Ente gestore “Roma Natura”, l’ente della Regione Lazio per la gestione del sistema di aree naturali protette di Roma Capitale.

Ciò nonostante continuano i tagli dei boschi, in particolare se governati a ceduo.

TaglioCastelRomano2018MarsTrigoria10 519 - Copia

Roma, Riserva naturale “Decima – Malafede”, tagli boschivi (marzo 2018)

E’ accaduto nel 2015 nel bosco di Capocotta, accade in queste settimane a Castel Romano, nella riserva naturale regionale “Decima – Malafede”, nonostante proteste popolari e azioni legali.

Sarebbe l’ora che i secolari interessi privati, anche di modesta entità, lasciassero definitivamente il passo nell’Agro Romano all’interesse pubblico della salvaguardia del patrimonio naturalistico.

Non si può tralasciare il fatto che simili operazioni sono favorite dalla mancata approvazione definitiva di numerosi piani di assetto, i piani di gestione delle riserve naturali, da parte della Regione Lazio: solo alcuni piani sono stati approvati, mentre i restanti, compreso quello della riserva naturale “Decima – Malafede”, non sono stati approvati e le relative misure di salvaguardia sono decadute, consentendo numerosi interventi di grave trasformazione del territorio mediante piani ambientali di miglioramento agricolo (PAMA) comprendenti impianti di compostaggio, centro di vendita ortofrutticola e nuove volumetrie (es. Quarto della Zolforatella).

TaglioCastelRomano2018MarsTrigoria10 507 - Copia

Roma, Riserva naturale “Decima – Malafede”, tagli boschivi (marzo 2018)

Anche Roma Capitale potrebbe fare la sua parte per la tutela dell’Agro Romano, con una variante del piano regolatore generale (P.R.G.) che classifichi “zone di salvaguardia – H” tutte le residue aree boschive con divieto di nuovi tagli. Nelle more, potrebbero destinare qualche decina di migliaia di euro (perché, in fondo, si parla di tali cifre) per acquisire i relativi diritti di taglio (art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997): sono, infatti, del tutto insufficienti gli “appelli” lanciati dagli amministratori locali. alla benevolenza delle società di ambito ecclesiastico autrici dei recenti tagli boschivi a Castel Romano, ben poco inclini a seguire gli indirizzi dell’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco.

Per la riserva naturale “Decima – Malafede” sarebbe solo l’inizio della fine: all’orizzonte avanzano i progetti della nuova autostrada Roma – Latina e della bretella stradale A 12 – Tor de’ Cenci.

Siamo, però, ancora in tempo per evitare questi ulteriori scempi ambientali annunciati.

Iniziamo a far sentire la nostra voce, la voce dei cittadini!

Picchio rosso maggiore (Dendrocopus major , foto di Stefano Bottazzo)

Picchio rosso maggiore (Dendrocopus major , foto di Stefano Bottazzo)

Per questo l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus promuove la petizione per la salvaguardia dei boschi di Roma, online su https://buonacausa.org/cause/salviamo-i-boschi-di-roma, indirizzata al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi e al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura” Maurizio Gubbiotti.

Questo il testo:

Petizione per la salvaguardia dei boschi di Roma!

Al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti,

al Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi,

al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura” Maurizio Gubbiotti,

premesso che

– nel territorio comunale di Roma Capitale sussistono ancora straordinari esempi di habitat naturali e agricoli di primaria importanza;

– all’interno della riserva naturale di Decima – Malafede esiste “una delle maggiori foreste planiziali del bacino del Mediterraneo”;

– l’Ente regionale “Roma Natura” gestisce 15 aree naturali protette (9 riserve naturali, 2 parchi regionali urbani, 3 monumenti naturali, 1 area marina protetta) per complessivi 16.000 ettari;

– l’art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997 consente di acquisire i diritti di taglio boschivo per mantenere i boschi nel loro stato naturale;

tuttavia

– i tagli boschivi, in particolare nelle formazioni gestite a ceduo, proseguono, come avvenuto, per esempio, negli ultimi anni a Capocotta e a Castello Romano, pur all’interno di aree naturali protette;

– i piani di assetto delle aree naturali protette in buona parte non sono stati definitivamente approvati, lasciando decadere le relative norme di salvaguardia;

– i piani ambientali di miglioramento agricolo (PAMA), con l’alibi dei miglioramenti in agricoltura, hanno spesso portato a nuove pesanti distruzioni di natura e suoli agricoli.

Pertanto, i sottoscritti cittadini chiedono

  • al Presidente della Regione Lazio

la rapida approvazione dei piani di assetto delle aree naturali protette di Roma Capitale,

  • al Sindaco di Roma Capitale

una variante del piano regolatore generale (P.R.G.) che classifichi “zone di salvaguardia – H” tutte le residue aree boschive con divieto di nuovi tagli. Nelle more, la destinazione di qualche decina di migliaia di euro (perché, in fondo, si parla di tali cifre) per acquisire i relativi diritti di taglio (art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997),

  • al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura”

l’emanazione di un atto di indirizzo agli Uffici dell’Ente di sospensione delle autorizzazioni per tagli boschivi in attesa dell’approvazione definitiva dei piani di assetto delle aree naturali protette di Roma Capitale.

 

E ora diamoci da fare: facciamo sentire la nostra voce, difendiamo i boschi di Roma!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

anatre_in_volosi firma qui su https://buonacausa.org/cause/salviamo-i-boschi-di-roma

 

Roma, Castel Romano (riserva naturale Decima-Malafede), tagli boschivi - Copia

Roma, Riserva naturale “Decima – Malafede”, tagli boschivi (marzo 2018)

 

TaglioCastelromano2018MarsTrigoria10 447 - Copia

Roma, Riserva naturale “Decima – Malafede”, tagli boschivi (marzo 2018)

 

(foto da da http://riservadecima-malafede.blogspot.it/, Paolo Avetrani, Stefano Bottazzo)

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  1. Riccardo Pusceddu
    aprile 14, 2018 alle 12:20 am

    Maledetti! Firmero’ senz’altro la petizione.

  2. Riccardo Pusceddu
    aprile 14, 2018 alle 12:25 am

    Ma ci sono solo 12 firme! Dai ragazzi!

  3. aprile 14, 2018 alle 1:26 am

    Allora, porca la miseria. Ma i Carabinieri Forestali dove sono? Ma che tipo di ingiuntiva gli è arrivata? Hanno controllato i vari cantieri forestali, ne hanno preso atto della chiusura e dell’inizio lavori? Ma prima, hanno visionato il progetto di taglio e se è stato firmato da un tecnico forestale laureato? Chi ha dato il permesso e su cosa si sono basati? Dalle risposte a queste domande avremo una visione chiara dei tagli.

  4. aprile 16, 2018 alle 2:46 pm

    da VAS Roma, 16 aprile 2018
    Facciamo sentire la nostra voce: petizione per la salvaguardia dei boschi di Roma! http://www.vasroma.it/facciamo-sentire-la-nostra-voce-petizione-per-la-salvaguardia-dei-boschi-di-roma/

  5. aprile 17, 2018 alle 3:03 pm

    da Salviamo il Paesaggio, 17 aprile 2018
    Facciamo sentire la nostra voce: petizione per la salvaguardia dei boschi di Roma: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2018/04/facciamo-sentire-la-nostra-voce-petizione-per-la-salvaguardia-dei-boschi-di-roma/

  6. aprile 20, 2018 alle 3:05 pm

    da Roma Today, 19 aprile 2018
    “Salviamo i boschi di Roma”: Comune e Regione spalle al muro in tre mosse
    La salvaguardia del verde è possibile in sole tre mosse. (Fabio Grilli) (http://eur.romatoday.it/altre/petizione-salvare-alberi-boschi-romani.html)

    “Salviamo i boschi di Roma”: tre mosse per salvaguardare patrimonio forestale
    Il protocollo d’intesa firmato dal Comune di Roma con quello di Fiumicino, con l’Arma dei Carabinieri ed il Ministero dell’Ambiente, rappresenta una buona notizia. E’ un passo in avanti per la salvaguardia del patrimonio forestale, in particolare per quello della Riserva Naturale del Litorale Romano. Ma ci sono soltanto gli incendi estivi a minacciare le aree boschive della Capitale. Il taglio degli alberi nelle riserve naturali e la costruzione d’impattanti infrastrutture rappresentano infatti seri pericoli per il patrimonio forestale. Ne sanno qualcosa nel quadrante meridionale della Capitale. Nel Municipio IX è infatti previsto il passaggio dell’autostrada Roma-Latina e della bretella Tor de’ Cenci – A12. Due “grandi opere infrastrutturali” che andrebbero a gravare su diverse aree verdi, incluse quelle che rientrano nella riserva di Decima Malafede.

    I tagli e le cicatrici
    Decima Malafede, tra le nove riserve istituite nel 1997, è quella che presenta una maggiore estensione. Seimilacentoquarantacinque ettari di agro romano e foreste gestiti dall’Ente RomaNatura. Una superficie enorme, ormai priva di tutele, finita spesso sotto attacco. Non solo per il progetto di realizzarvi la contestata autostrada, ma anche per le frequenti minacce al suo patrimonio arboricolo, dalla secolare foresta di Capocotta al recente taglio di 21 ettari di bosco a Castel Romano. Sul terreno restano i segni profondi di questi ed altri interventi che sono le conseguenze di precise scelte politiche, fortunatamente non irrimediabili. A condizione che le istituzioni preposte siano interessate ad invertire la rotta. A loro si rivolge l’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus con un’apposita petizione.

    L’interesse del pubblico
    “Nel territorio di Roma Capitale esistono ancora lembi di bosco scampati all’espansione dell’Urbe e alla speculazione immobiliare che negli ultimi decenni ha cambiato radicalmente forma allo storico Ager romanus” ricorda Stefano Deliperi presidente della Onlus Ecologista. Per mantenere integre queste foreste, occorre però una seria presa di posizione da parte delle autorità competenti. “Sarebbe ora che i secolari interessi privati, lasciassero definitivamente il passo nell’Agro Romano all’interesse pubblico della salvaguardia del patrimonio naturalistico” sottolinea Deliperi.

    Togliere le ragnatele dai Piani di Assetto
    Per invertire la rotta, come altre volte ricordato, occorre che la Regione, il Comune e l’ente Roma Natura si assumano alcune responsabilità, espressamente richiamate nella petizione lanciata dal Gruppo d’Intervento Giuridico. E’ necessario innanzitutto che l’Ente governato da Zingaretti approvi i Piani di Assetto che da anni giacciono nei cassetti. E’ il caso di quello che dovrebbe tutelare la Riserva di Decima Malafade. Nel corso degli anni le misure di salvaguardia sono decadute e ciò ha portato alla trasformazione del territorio “mediante piani ambientali di miglioramento agricolo (PAMA) comprendenti impianti di compostaggio, centro di vendita ortofrutticola e nuove volumetrie”. Per non parlare del rischio di abbattimento di boschi come quello di Capocotta a di Castel Romano. Tra l’altro, in mancanza di un Piano d’Assetto, continua ad affacciarsi lo spettro dell’autostrada Roma Latina e della bretella Tor De’ Cenci-A12. Infrastrutture che andrebbero a gravare su diverse aree verdi, incluse quelle che rientrano nella riserva di Decima Malafede.

    Serve una variante del Piano Regolatore Generale
    Anche il Comune potrebbe fare la sua parte. Posto che gli appelli rivolti a Propaganda Fide rinunciare ai recenti tagli boschivi in zona Castel Romano si sono mostrati “del tutto inutili”, occorre intraprendere scelte più coraggiose. Roma Capitale “potrebbe fare la sua parte – spiega l’associazione ecologista che ha promosso la petizione – con una variante del piano regolatore generale (P.R.G.) che classifichi “zone di salvaguardia – H” tutte le residue aree boschive con divieto di nuovi tagli. Nelle more, potrebbero destinare qualche decina di migliaia di euro per acquisire i relativi diritti di taglio”.

    Tre mosse per salvare il patrimonio forestale
    Per salvare i boschi dell’Agro Romano, basterebbero quindi tre mosse. La prima deve compierla la Regione, approvando i Piani di Assetto che stanno facendo le ragnatele. La seconda prevede invece che l’amministrazione capitolina approvi una variante al Piano Regolatore. Niente di trascendentale, visto che lo si sta già facendo per il progetto legato allo Stadio della Roma. Se c’è la volontà politica quindi, si può fare. La terza mossa la deve mettere in cantiere RomaNatura. Nella petizione all’Ente presieduto da Maurizio Gubbiotti si chiede” l’emanazione di un atto di indirizzo agli Uffici dell’Ente” col fine di “sospendere le autorizzazioni per tagli boschivi”: Almeno fino all’approvazione definitiva dei Piani di Assetto. Si tratta, per tutte le istituzioni richiamate nella raccolta firme, d ‘invertire una tendenza piuttosto evidente. Al di là della partigianeria politica, è questa la strada da percorrere per salvare il patrimonio forestale romano.

  7. maggio 18, 2018 alle 2:48 pm

    da Salviamo le Foreste, 13 maggio 2018
    Roma, le motoseghe della Malafede: http://www.salvaleforeste.it/it/?option=com_content&view=article&id=4381&Itemid=999

  1. aprile 14, 2018 alle 1:20 am

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