Fuochi d’artificio a Fiume Santo.


Porto Torres, zona industriale

La Società EP-Produzione che gestisce la termocentrale elettrica di Fiume Santo (Porto Torres) intende demolire parzialmente gli impianti per avviare una riconversione mediante esplosivi.I danni ambientali e sanitari della specifica procedura non sembrano esser stati valutati adeguatamente.

Ce ne parla con competenza il dott. Salvatore Brianda, dell’associazione Medici per l’Ambiente – Sassari.

La sua preoccupazione è la nostra.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Porto Torres, zona industriale

Fuochi d’artificio e Festival dei POPs a Fiume Santo 

 Finalmente sembrerebbe esserci il via libera dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente per la demolizione dei due vecchi gruppi e della torre della centrale a carbone di E.On di Fiume Santo. La Nuova Sardegna ci mette al corrente dell’evento epocale: l’organizzazione -ne siamo convinti- sarà impeccabile. Si inizierà con un eccezionale, indimenticabile spettacolo di fuochi d’artificio, in quanto si darà  “fuoco alle polveri” da decenni ben conservate nelle strutture,  e sulla straordinaria  quantità di ceneri si darà il via al  FESTIVAL AD INGRESSO LIBERO DEI POPs che durerà molto a lungo negli anni, forse per sempre. Tuttavia, occorre avvertire i nostri ragazzi, figli, nipoti e pronipoti che non si tratterà di concerti a ripetizione delle  varie  pop- star  Vasco Rossi, Zucchero,  Ligabue e quant’altri, ma di diversi  (ormai diffusamente e tristemente noti)  POPs, ossia PERSISTENT ORGANIC POLLUTANTS , cioè INQUINANTI- CONTAMINANTI- ORGANICI-PERSISTENTI,  ampia categoria che comprende le temutissime diossine e i PCB-diossino simili. Tali sostanze, contenute all’interno delle strutture che si vogliono far esplodere, hanno la capacità di concentrarsi e di “farsi trasportare” anche in luoghi dove non sono state prodotte, sfruttando come veicolo il vento e la catena alimentare, terrestre e marina. Questi inquinanti viaggiano soprattutto sotto forma di piccolissime particelle (note con la sigla PM 2,5- PM1-PM 0,01 micron) che sono le più pericolose per la salute umana, (non bloccabili neanche dai filtri più scientificamente avanzati) e sotto forma di nano particelle (con PM < 0,001 micron) che, per di più, sono estremamente difficili da rilevare e da dosare. Sono in grado di spostarsi per tantissimi chilometri, di penetrare nel nostro organismo e, al contrario delle più grossolane  PM10, di superare l’apparato respiratoro e quindi, attraverso il sangue, diffondersi in tutto l’organismo dove “soggiornano” anche per decenni, senza possibilità di essere eliminate (la diossina ha mediamente venti anni di emi-vita) e innescare patologie neoplastiche e non. La via di penetrazione è quella aerea, cutanea e soprattutto alimentare. Infatti, la loro ricaduta inquina i terreni e le acque, ritrovandosi dappertutto: nel latte, nei prodotti caseari, nelle uova e negli animali, in particolare quelli più ricchi di tessuto adiposo (sede preferita di accumulo), maiale, manzo, pollo e nel pesce, soprattutto quello di grandi dimensioni, nel quale il processo definito come “biomagnificazione” delle sostanze tossiche è particolarmente attivo, veloce e pericoloso. La diossina è stata riscontrata, in quantità elevate, perfino nel latte materno delle donne che vivono in prossimità di aree industriali.

La dose patogena delle diossine  è bassissima: se, per ipotesi, calcolassimo la produzione di diossina per tutto l’arco della vita di produzione di una centrale otterremmo  “n grammi” , ma un solo grammo è la dose massima tollerabile per quattro milioni di abitanti!

Alle diossine, in particolare, è collegata l’insorgenza di linfomi, tumori epatici, tiroidei ed, in particolare, di sarcomi dei tessuti molli, caratterizzati, questi ultimi, da rapida evoluzione, scarsa curabilità e definiti, proprio a causa di tale collegamento, “tumori sentinella” . L’età pediatrica è più vulnerabile di quella adulta ed i bambini possono sperimentare, sulla propria pelle, gli aspetti più deleteri di un “danno trans- generazionale” che sta conoscendo i relativi albori nel corso della gravidanza. D’altra parte è stato recentemente dimostrato come da madri sane, vissute vicino ad insediamenti industriali possano nascere bimbi che presentano, già subito alla nascita, una forma di leucemia linfatica acuta. Le madri, invece, si salvano dalle patologie perché gli organi ed i tessuti del feto funzionano da filtro per le sostanze nocive.

Le diossine ed i diossino-simili oltre che nei POPs sono inseriti anche in un’altra categoria di sostanze tossiche, definita in base alla loro comune attività di distruttori-disregolatori endocrini (EDC). Il loro meccanismo d’azione è semplice: occupano il sito del recettore cellulare  ove l’ormone o l’enzima dovrebbe attaccarsi per esplicare la propria attività, impedendone la funzione. Interferiscono, cioè, sul patrimonio genetico e sulle funzioni endocrine più importanti (insulina, tiroide, ormoni sessuali) favorendo la comparsa di patologie come diabete mellito e tiroiditi e abnorme femminilizzazione fetale. Importanti studi epidemiologici associano l’aumentato bioaccumlo di PCB con un incremento del rischio di endometriosi e di parto prematuro.

Per non parlare di tutte le altre sostanze presenti nelle strutture da abbattere, come , per esempio, IPA, furani, metalli pesanti, amianto, che dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) vengono inserite nella classe 1/A, ossia tra quelle sicuramente cancerogene per l’uomo.

E’ bene ricordare, a questo punto, che il territorio di Sassari-Porto Torres, a causa della gravità delle  condizioni ambientali, sanitarie e sociali è stato inserito tra i  57 S.I.N.  italiani (Siti di bonifica di Interesse Nazionale). Esso è cioè, secondo la legge, un territorio nel quale il livello di inquinamento dell’aria, dei suoli e delle falde, dovuto alla presenza industriale ed enormemente al disopra dei valori di tolleranza previsti dalla legge, mette a serio rischio la salute di chi ci lavora e di chi ci abita e, pertanto, deve essere bonificato

Infatti, lo studio S.E.N.T.I.E.R.I. (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio di Inquinamento  prodotto dall’Istituto Superiore della Sanità) nell’ aggiornamento  del 2014 documenta  una condizione sanitaria assai critica nella popolazione del SIN del sassarese (Porto Torres e Sassari) : emergono chiaramente eccessi di mortalità e di incidenza per tutte le malattie correlabili a fattori ambientali. Appare rilevante, in particolare, l’elevata mortalità nel sesso femminile per i tumori dell’apparato respiratorio e va sottolineato l’incremento  della forma adenocarcinomatosa, ossia quella forma che gli scienziati attribuiscono principalmente all’inquinamento ambientale ( soprattutto da PM 2,5 in giù) ed il concomitante decremento della forma squamo-cellulare, attribuita principalmente al fumo di sigaretta.

Allo stesso tempo, il sistema di monitoraggio delle emissioni, in tutto il territorio della Sardegna, ed in particolare nel nostro, mostra allarmanti criticità e carenze. Allo stato attuale, non è possibile la sistematica misurazione (in tempo utile ad evitare disastri) di molti inquinanti, tra i quali proprio le devastanti diossine, dei furani, degli IPA e di alcuni  metalli pesanti. Inoltre, delle 4 stazioni di rilevamento presenti nella zona di Sassari, solo una è abilitata alla registrazione del PM 2,5 e nella zona di Porto Torres solo una delle 6 stazioni. E tra le fondamentali lacune ascrivibili agli studi ed alle relazioni regionali sulla qualità dell’aria (2015) vi è, da sempre, l’assenza di qualsivoglia valutazione dell’impatto cumulato, inteso come somma degli agenti inquinanti, e dei suoi effetti sulla salute. In definitiva,  la “bonifica” di Fiume Santo con l’uso degli esplosivi è ragionevolmente (ed eticamente) prospettabile? E’ ragionevolmente, eticamente e giuridicamente prospettabile che il disastro ambientale già accertato all’interno dell’area vasta possa essere così gravemente accresciuto dagli effetti dell’ operazione  che si vorrebbe  realizzare in quella stessa area?

La stessa ARPAS, come si apprende dalla Nuova Sardegna, ha definito tale scelta come “fortemente impattante e non condivisibile”: dunque, l’Assessorato della difesa dell’Ambiente sembra voler trascurare il parere della propria Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. Come si spiega tutto ciò?

Certamente non che in un territorio così fortemente compromesso sia lecito aggiungere altro inquinamento, a dispetto di tutte le leggi le prevedono esattamente il contrario e di quelle che impongono l’osservanza del principio di precauzione e della prevenzione alla fonte dei danni all’ambiente.

E allora, ai nostri Amministratori non potrà che andare la nostra riconoscenza e quella delle generazioni future se, considerando tutto questo, vorranno assumere fino in fondo la loro posizione di garanti del diritto alla salute  e, quindi, adottare provvedimenti miranti alla prevenzione primaria delle malattie, giacchè, come diceva il grande e compianto medico Vincenzo Migaleddu “il diritto alla salute non è il diritto di farsi curare: è, prima di tutto, il diritto di vivere sani”.

dott. Salvatore Brianda, Medici per l’Ambiente – Sassari

 

 

(foto da mailing list ambientalista)

 

 

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  1. Margherita Pirino
    agosto 3, 2017 alle 12:37 pm

    Temo che il termine riconoscenza manchi nel vocabolario dei nostri “amministratori”, per di più convinti, evidentemente, di essere immuni da qualsivoglia tumore. O hanno già in tasca il biglietto per il Polo Nord, supposto che sia a sufficiente distanza di sicurezza? Davvero non possiamo far niente per fermarli? Ad es., imporre a tutte le strutture sanitarie e, più in generale, pubbliche di affiggere in bella vista un abstract di questo articolo? Mi offro volontaria per fare altrettanto nelle palestre di Sassari.

  2. Gavino Meloni
    agosto 3, 2017 alle 8:53 pm

    incendi, spazzatura, iene che vogliono solo soldi in qualsiasi modo e a qualsiasi costo, e ……
    sono senza parole
    mi sento depresso
    e totalmente impotente
    vedo solo un futuro molto triste per le generazioni future…

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