Una proposta di legge urbanistica nata male.


Villasimius, Cala Giunco

La Giunta regionale Pigliaru ha proposto – finalmente – la tanto attesa legge urbanistica sarda.

Si tratta di testi complessi, appena pubblicati sul sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna.

rustico edilizio

Secondo quanto deliberato, “il disegno di legge sarà … pubblicato in una apposita sezione del sito istituzionale e aperto alle osservazioni di tutti gli attori coinvolti sui temi della pianificazione territoriale e paesaggistica: parti istituzionali, parti economiche e sociali, università, ordini professionali, organismi in rappresentanza della società civile, associazioni ambientali, soggetti portatori degli interessi e delle volontà dei territori”.

Ci sarà, quindi, una fase di partecipazione pubblica e in quella sede si potrà fare un esame più approfondito e una lettura critica più efficace.

Una cosa, comunque, appare a prima vista: la possibilità – per l’ennesima volta – di incrementi volumetrici entro la fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina (mt. 150 nelle Isola minori) previsti dall’art. 31 del disegno di legge regionale, in palese violazione di quanto indicato nel piano paesaggistico regionale (P.P.R. – 1° stralcio costiero).

Quirra, Stagno di Murtas

La previsione è incostituzionale: come già chiarito dalla sentenza Corte cost. n. 189 del 20 luglio 2016, infatti, il Giudice delle leggi ha affermato ancora una volta che le norme di tutela paesaggistica (e quelle del piano paesaggistico, in particolare) prevalgono sulle disposizioni regionali urbanistiche, visto che “gli interventi edilizi ivi previsti non possono essere realizzati in deroga né al piano paesaggistico regionale né alla legislazione statale”, in quanto “si deve escludere, proprio in ragione del principio della prevalenza dei piani paesaggistici sugli altri strumenti urbanistici (sentenza n. 11 del 2016), che il piano paesaggistico regionale sia derogabile”.

Resta, comunque, un dato politico-sociale difficilmente negabile: con queste proposte normative la Giunta Pigliaru si mette dalla parte del mattone, sconfessando una politica di tutela costiera ultradecennale.  Con tutte le conseguenze del caso.

E con una conferma: al di là di tante belle parole, continuano a confondere il turismo con il mattone.      Il turismo si incentiva con trasporti efficienti a prezzo contenuti, con le aree naturali protette anche per ampliare la stagione turistica, con i beni culturali visitabili, con i servizi di accoglienza.

Riminizzare le coste sarde significa ammazzare il primo richiamo turistico isolano. Lo capisce ormai un bambino, ma non un politico sardo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

P.S.   è necessario un aggiornamento.

Su La Nuova Sardegna, edizione del 19 marzo 2017, l’Assessore regionale dell’urbanistica Cristiano Erriu fa delle affermazioni tanto chiare quanto scorrette.

Come si conciliano le novità della legge urbanistica con le norme del Ppr? C’è il rischio di uno stop da parte dei giudici della Consulta?

La sentenza della Corte costituzionale (la n. 189/2016, n.d.r.) afferma che le norme del Ppr non possono essere derogate e in questa proposta di legge non cambia nulla. Nella fattispecie, tra i casi previsti dall’art. 20 del Ppr, si sta solo prendendo atto che la discrezionalità delle norme si è protratta ogni oltre ragionevolezza e che, quindi, se ne consente l’attuazione a chiunque rientri nelle condizioni stabilite, anche più restrittive, ma senza fare ricorso alle intese che hanno fatto discutere in questi anni“.

Quanto sostenuto dall’Assessore Erriu non sta in Cielo nè in Terra e nemmeno in Mare.     La disciplina del P.P.R. afferma testualmente riguardo la fascia costiera (“risorsa strategica fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio sardo“, art. 19 delle N.T.A. del P.P.R.) fuori dai centri abitati: “nelle aree inedificate è precluso qualsiasi intervento di trasformazione” (art.  20 delle N.T.A. del P.P.R.), mentre è consentita la “riqualificazione urbanistica e architettonica degli insediamenti turistici o produttivi esistenti“.

Non si parla di nuove volumetrie o premi volumetrici che dir si voglia.

E la Corte costituzionale, con la sentenza n. 189/2016, ha affermato chiaramente che si tratta dell’unica interpretazione costituzionalmente corretta.

Il libro dei sogni di cemento possono anche rimetterlo nel cestino dei rifiuti.

La Nuova Sardegna, 18 marzo 2017

 

da La Nuova Sardegna, 18 marzo 2017

Urbanistica, premi di cubatura per gli alberghi anche entro i 300 metri dal mare: è scontro.

La nuova legge regionale fa cadere il tabù sulla fascia costiera. Ambientalisti contrari. (Umberto Aime)

CAGLIARI. Il tabù è caduto e presto potrebbero essere dolori. È ufficiale da giorni: la nuova legge urbanistica ha sdoganato anche gli inviolabili finora 300 metri dal mare. È quell’area superprotetta dalla Legge Galasso, dal Piano paesaggistico regionale e da diverse sentenze del Consiglio di Stato, tutte dello stesso segno: lì non può essere spostato neanche un mattone.

Il precedente. Una terra sacra e santa, i 300 metri, su cui due anni fa l’allora segretario del Pd ed ex governatore Renato Soru, padre storico del Ppr, fu molto minaccioso in una direzione del partito decisa a rivedere il vincolo . «Sulle coste – disse il 13 marzo del 2015 – noi del centrosinistra abbiamo fondato la nostra storia in difesa del paesaggio. Se cambiassimo idea, se facessimo delle concessioni, commetteremmo un grave errore». A quel tempo fra falchi, il vincolo non si tocca, e colombe, le deroghe sono possibili, fu raggiunto un compromesso notturno, per evitare contraccolpi sulla fresca alleanza di governo guidata da Francesco Pigliaru, eletto nel 2014. «La decisione sugli alberghi nella fascia costiera, come proposta dalla giunta, è rinviata alla prossima legge urbanistica».

Il presente. Sono trascorsi due anni e le colombe hanno riproposto lo stesso testo contestato. Fra i 113 articoli approvati giovedì, l’assessore all’urbanistica Cristiano Erriu ha inserito di nuovo gli alberghi sul mare, che ora avranno i metri cubi in più congelati nel 2015. Potranno aumentare le volumetrie del 25 per cento, perché «questi interventi – ha detto l’assessore – sono necessari in 40 strutture costruite negli anni sessanta, ormai fuori mercato e che non rispondono più agli standard internazionali». Con in allegato però anche bel po’ di prescrizioni: non potranno aumentare i posti letto ma solo «arricchire l’offerta con nuovi servizi, dai centri benessere alle aree congressi o sportive, oppure far crescere i metri quadri delle vecchie stanze». Nient’altro è autorizzato da quest’articolo che, sempre Erriu, ha commentato così: «Se vogliamo puntare alla destagionalizzazione, la Sardegna non può stare indietro rispetto alla concorrenza».

Gli scenari. Scritte le motivazioni e aggiunte anche due righe di spiegazione, bisognerà vedere quale sarà la reazione del centrosinistra e di Soru in particolare alla cancellazione del vincolo. È difficile ipotizzare che tutti rimangano in silenzio dopo quanto accaduto appena due anni fa a Oristano, con un incidente politico, seppure tutto interno al Pd, e rientrato solo all’ultimo momento grazie alla mediazione vincente del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. In conferenza stampa, l’altro giorno, Pigliaru ha detto sicuro: «Sono pronto – le sue parole – ad aprire il confronto con tutta la maggioranza sulla legge e sui suggerimenti che arriveranno». Ma nessuno della coalizione ha messo nel conto cosa potrebbe accadere se i toni ritornassero a essere aspri come lo sono stati in passato.

Confronto o scontro. Oggi non ci sarebbe certo più lo spazio per un nuovo armistizio: la legge andrà comunque avanti o tutt’al più potrà essere corretta. Ma è difficile solo pensare che Pigliaru ed Erriu rinuncino per la seconda volta al premio di cubatura concesso nei 300 metri dalla spiaggia. Nessun falco scatenerà certo la crisi e meno che mai dirompente come quella del 2008, quando Soru arrivò a dimettersi dopo il voto contrario del Consiglio su uno degli articoli della sua legge urbanistica. Da allora molto è cambiato, qualche sussulto di protesta ci sarà, Pigliaru dovrà muoversi con cautela ma sull’ex tabù – dicono quasi tutti – non cadrà e neanche scivolerà.

 

Alghero, costa di Punta Cristallo

17 marzo 2017

Legge urbanistica approvata dalla giunta: più potere ai Comuni e premi volumetrici.

L’esecutivo regionale guidato da Pigliaru vara le nuove regole del mattone in Sardegna: mix tra tutela del paesaggio e sviluppo. Novità per l’edilizia privata. (Umberto Aime)

 

costa di Teulada

 

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

Governo del territorio, via libera dalla Giunta al ddl. Pigliaru ed Erriu: testo unico che coniuga tutela paesaggistica e sviluppo.

Il presidente Pigliaru ha sottolineato come la qualità paesaggistica sia “la grande risorsa di sviluppo presente e futuro della Sardegna, il principale fattore di ricchezza”. Francesco Pigliaru ha poi aggiunto che il testo di legge che andrà alla discussione dell’Aula “nasce da una filosofia di rigorosa tutela del paesaggio”, spiegando come questa legge inserisca “elementi di flessibilità governata e virtuosa” all’attuale normativa, di cui propone un aggiornamento prudente, mirato all’equilibrio tra sostenibilità e sviluppo, rispetto ambientale e creazione di ricchezza e occupazione.

Lago di Baratz, paesaggio

CAGLIARI, 16 MARZO 2017 – La Giunta, nella seduta di oggi presieduta da Francesco Pigliaru, ha approvato il disegno di legge del Governo del territorio presentato dall’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu, il quale ieri mattina lo ha illustrato alla maggioranza in Consiglio regionale.

Il presidente Pigliaru ha sottolineato come la qualità paesaggistica sia “la grande risorsa di sviluppo presente e futuro della Sardegna, il principale fattore di ricchezza”. Francesco Pigliaru ha poi aggiunto che il testo di legge che andrà alla discussione dell’Aula “nasce da una filosofia di rigorosa tutela del paesaggio”, spiegando come questa legge inserisca “elementi di flessibilità governata e virtuosa” all’attuale normativa, di cui propone un aggiornamento prudente, mirato all’equilibrio tra sostenibilità e sviluppo, rispetto ambientale e creazione di ricchezza e occupazione.

“È una legge ambiziosa, innovativa e completa – spiega l’assessore Cristiano Erriu – che ha avuto una gestazione lunga 18 mesi perché ci siamo messi all’ascolto. I due ddl discussi e approvati oggi dalla Giunta ci consentiranno tra le varie cose di arrivare ad una legge organica dell’edilizia, per risolvere alcuni problemi applicativi. Combattiamo il concetto di redditività, ormai superato: vogliamo che l’attività imprenditoriale sia privilegiata rispetto alla rendita fondiaria. E negli ambiti urbani puntiamo al recupero dei tanti, troppi edifici esistenti che non sono utilizzati”.

Insieme a questo DDL, importante e atteso da tempo in tutta l’Isola, sono state approvate le Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia, un intervento di manutenzione che riguarda tre leggi regionali del passato: la n. 8 del 2015, la n. 23 del 1985 e la n. 45 del 1989. I due testi sono frutto di un intenso lavoro durato un anno e mezzo.
Il DDL Governo del territorio, uno dei pilastri su cui il presidente Francesco Pigliaru aveva basato la sua campagna elettorale tre anni fa, si pone alcuni obiettivi: semplificare l’intricata selva di leggi e norme del settore, riunendole in un Testo Unico di poco più di 100 articoli a fronte degli attuali 300; salvaguardare i princìpi contenuti nel Piano Paesaggistico regionale; tutelare l’ambiente e il paesaggio, garantendo però un corretto equilibrio con le esigenze di sviluppo economico sostenibile; dare maggiore slancio alle zone a vocazione rurale; ridurre il consumo del suolo, privilegiandone il riuso e la sua valorizzazione; sforbiciare in maniera netta i tempi d’attesa da parte di cittadini e imprese nei procedimenti urbanistici.

campo di grano

Ambiti rurali. Il DDL supera il dimensionamento astratto e indifferenziato delle superfici edificabili. In più, individua i criteri per il dimensionamento delle superfici minime e dei volumi edificabili in base alla vocazione dei suoli, alle esigenze delle colture e al requisito imprenditoriale dell’agricoltore.

Cagliari, cantieri edilizi nel centro storico

Ambiti urbani. Sono le aree già trasformate per la residenza, la produzione e i servizi. Il DDL prevede la rigenerazione e riqualificazione degli ambiti consolidati, insieme alla ricucitura di ambiti urbanizzati degradati o non connessi tra loro in maniera funzionale.
Le aree che non rientrano nelle precedenti classificazioni possono essere trasformate. Il Comune determina nel PUC il fabbisogno edificatorio e mette a bando quote di esso, secondo un programma temporale. I proprietari delle aree comprese in questo Ambito aderiscono al bando con proposte che evidenziano qualità e quantità degli interventi (servizi, compensazione ambientale, ecc.).
Gli insediamenti turistici già esistenti potranno adeguarsi alle esigenze della moderna ricettività, migliorando gli standard di strutture obsolete e non più competitive sul mercato internazionale. In questo modo saranno favorite la destagionalizzazione e l’occupazione.

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

Grandi progetti. Non saranno realizzati in deroga rispetto al Piano Paesaggistico Regionale, bensì seguendo tutte le procedure previste per la redazione del PPR. In sostanza, verranno applicati i meccanismi previsti dal Codice Urbani per la predisposizione dei Piani Paesaggistici.

L’intervista all’assessore dell’Urbanistica Erriu

 

 

Arbus, dune di Piscinas-Scivu

 

piano paesaggistico regionale – P.P.R., area Piscinas – Scivu

(disegno S.D., foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

 

 

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  1. marzo 19, 2017 alle 11:21 am

    c’è un aggiornamento nell’articolo.

  2. marzo 22, 2017 alle 4:04 pm

    uomo strano, il Presidente Pigliaru. Quando le “norme chiare” ci sono (es. il divieto di costruire nella fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina), vuol cambiarle…

    da Sardinia Post, 22 marzo 2017
    Nuova legge urbanistica, Pigliaru: “Efficace, equa e non dogmatica”: http://www.sardiniapost.it/politica/nuova-legge-urbanistica-pigliaru-efficace-equa-non-dogmatica/

  3. Coach
    marzo 29, 2017 alle 11:39 pm

    “Una terra sacra e santa, i 300 metri, su cui due anni fa l’allora segretario del Pd ed ex governatore Renato Soru, padre storico del Ppr, fu molto minaccioso in una direzione del partito decisa a rivedere il vincolo . «Sulle coste – disse il 13 marzo del 2015 – noi del centrosinistra abbiamo fondato la nostra storia in difesa del paesaggio. Se cambiassimo idea, se facessimo delle concessioni, commetteremmo un grave errore»”: IL PADRE STORICO DEL P.P.R. HA DISTRUTTO CALA SINZIAS E BLOCCATO IL VERO SVILUPPO DEL SARRABUS CON LA COMPLICITA’ DI STOLTI AMMINISTRATORI LOCALI. VI SIETE MANGIATI SVILUPPO E LAVORO IN CAMBIO DI UNA MANCIATA DI ONERI DI URBANIZZAZIONE, QUESTA E’ L’UNICA VERITA’! VERGOGNA!

  1. marzo 19, 2017 alle 3:50 pm

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