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Al posto tuo. Come i cacciatori hanno fregato gli ambientalisti.


Volpe (Vulpes vulpes), cuccioli

Volpe (Vulpes vulpes), cuccioli

I nostalgici di X-Files (serie televisiva degli anni novanta) ricorderanno sicuramente la scena in cui la dottoressa Dana Scully, appena dopo aver accolto nella notte l’agente speciale Fox Mulder, riceve una telefonata dallo stesso che le dice: “Scully sono io. Dove sei?

In effetti Dana aveva appena commesso l’errore di introdurre in casa propria un cacciatore di taglie alieno.

A quanto pare la capacità di assumere le sembianze altrui è una particolarità dei cacciatori in generale, e non solo alieni.

L’art. 14 della Legge 157/92[1] (“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) stabilisce che “Le regioni… ripartiscono il territorio agro-silvo-pastorale destinato alla caccia programmata… in ambiti territoriali di caccia, di dimensioni subprovinciali…”(comma 1).

Nella zona delle Alpi gli ambiti territoriali di caccia prendono il nome di comprensori alpini.

In seguito la Provincia (che fa le veci della Regione) nomina un organo direttivo per ciascun ambito territoriale di caccia scegliendo i rappresentanti tra le tre associazioni maggiormente riconosciute a livello nazionale o regionale, con la seguente ripartizione: 3 rappresentanti delle associazioni venatorie, 3 rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, 2 rappresentati delle associazioni di protezione ambientale e infine 2 rappresentanti della Provincia esperti in materia di programmazione faunistico-venatoria (comma 10).

Cinghiale (Sus scrofa)

Cinghiale (Sus scrofa)

Medesimi concetti sono recepiti anche dalla Legge regionale veneta 50/93[2].

È proprio l’organo di gestione di ogni ATC che ha in mano le redini della fauna selvatica in quel determinato territorio, in quanto:

“Il Comitato direttivo promuove e organizza le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica, programma gli interventi per il miglioramento degli “habitat”, provvede all’attribuzione degli incentivi anche finanziari ai proprietari e ai conduttori dei fondi rustici per:

a) la ricostituzione di una presenza faunistica ottimale nel territorio;

b) le coltivazioni per l’alimentazione naturale dei mammiferi e degli uccelli, soprattutto nei terreni messi a riposo a seguito degli interventi previsti dal regolamento CEE 1094/88 e successive modifiche ed integrazioni;

c) il ripristino di zone umide e di fossati;

d) la differenziazione delle colture;

e) la messa a dimora di siepi, cespugli e alberi adatti alla riproduzione della fauna selvatica;

f) la tutela dei nidi e dei nuovi nati di fauna selvatica nonché dei riproduttori;

g) la tabellazione, la difesa preventiva delle coltivazioni suscettibili di danneggiamento, la pasturazione invernale degli animali in difficoltà, la manutenzione degli apprestamenti di ambientamento della fauna selvatica.” (art. 21 co. 8 L.R. Veneto 50/93)

cartello "attenzione caccia al cinghiale"

cartello “attenzione caccia al cinghiale”

Dunque gli animali selvatici sono, di fatto, soggetti al potere dei comitati direttivi degli ATC, nominati e incaricati dalla Provincia.

In seguito, “ogni cacciatore, previa domanda all’amministrazione competente, ha diritto all’accesso in un ambito territoriale di caccia o in un comprensorio alpino compreso nella regione in cui risiede e può avere accesso ad altri ambiti o ad altri comprensori anche compresi in una diversa regione, previo consenso dei relativi organi di gestione.” (art. 14 co. 5 L. 157/92)

Ecco che i cacciatori diventano soci di uno o più ambiti territoriali di caccia: l’ATC individua oltreché uno spazio fisico anche una struttura associativa (art. 21 co. 2 L.R. Veneto 50/93).

È subito evidente la sproporzione che c’è tra cacciatori e protezionisti: cacciatori 3 rappresentati nell’ATC, ambientalisti 2.

Ma negli ATC padovani (e con tutta probabilità in innumerevoli altri italiani) la situazione è molto peggiore di quella sopra descritta:

  • con Decreto prot. n. 18429 del 12 febbraio 2008, l’allora Presidente della Provincia di Padova Vittorio Casarin, nominò il Comitato Direttivo dell’A.T.C. PD3. I “due rappresentanti designati dalle strutture locali delle Associazioni di protezione ambientale” rispondono al nome di Bertan Walter e Scremin Loris.

Bertan Walter figura tra i componenti della Giunta di Federcaccia Padova[3] ed è Presidente di Sezione della Federcaccia di Trebaseleghe (PD)[4]. Scremin Loris figura come Vice Presidente della Sezione ACV (Associazione Cacciatori Veneti) di San Martino di Lupari (PD)[5];

  • con Decreto prot. n. 18415 del 12 febbraio 2008, l’ex Presidente della Provincia di Padova Vittorio Casarin, nominò il Comitato Direttivo dell’A.T.C. PD2, indicando come “due rappresentanti designati dalle strutture locali delle Associazioni di protezione ambientale Stella Oscar, Soffia Francesco”. Oscar Stella è Presidente di Federcaccia Padova[6], Vice Presidente di Federcaccia Veneto[7] e Presidente di Sezione della Federcaccia di Cervarese S.Croce (PD)[8]. Soffia Francesco è nella Giunta di Federcaccia Padova[9];
  • con Decreto prot. n. 0016781/2012 del 31 gennaio 2012, l’allora Presidente della Provincia di Padova Barbara Degani, ha nominato il Sig. Ottorino Scquizzato “componente del Comitato Direttivo dell’Ambito Territoriale di Caccia PD3, in rappresentanza delle Associazioni di protezione ambientale ed in sostituzione del dimissionario Sig. Loris Scremin.” Ottorino Scquizzato è stato indicato dall’Associazione “Ambiente e è vita”, associazione che partecipa alle kermesse venatorie dell’Associazione Cacciatori Veneti[10];
  • con Decreto prot. n. 0063619/14 del 6 maggio 2014, l’ex Vice Presidente della Provincia di Padova Mirko Patron, ha nominato il Comitato Direttivo dell’Ambito Territoriale di Caccia PD1, indicando come rappresentanti delle Associazioni di protezione ambientale Zanon Ervè e Nalon Chiara. Zanon Ervè è Presidente di Sezione della Federcaccia di Cadoneghe (PD)[11][12][13].

Cosa a proposito dei commissariati ATC PD4[14][15] e PD5?

Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

  • Con Decreto di Reg. 73 del 14 giugno 2016, l’attuale Presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo ha nominato Leonardo Martinello Commissario dell’Ambito Territoriale di Caccia PD4. Leonardo Martinello è politico di professione e responsabile nazionale del settore caccia per l’UDC (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro). È noto per le sue dichiarazioni a favore della caccia in deroga in Veneto e sono sue le parole: «Bisogna attivarsi perchè già da domani i cacciatori riprendino (errore suo NdR) la caccia a storno, pispola, fringuello e peppola. L’UDC e’ pronto a sostenere qualsiasi provvedimento che dia certezze ai cacciatori sulla caccia in deroga..»[16][17][18];
  • con Decreto prot. n. 0116911/14 del 28 agosto 2014, l’ex Vice Presidente della Provincia di Padova Mirko Patron ha nominato Mario Bacchin Commissario dell’A.T.C. PD5. Mario Bacchin compare nell’organigramma di Federcaccia Padova tra i componenti del Consiglio[19], è stato proposto come “federcacciatore emerito 2006”[20] ed è Presidente di Sezione della Federcaccia di Correzzola (PD)[21].

Cosa a proposito dei 2 rappresentanti degli enti locali (Provincia) esperti in materia di programmazione faunistico-venatoria e previsti per legge (art. 14 co. 10 L. 157/92 e art. 21 co. 5 lett. d) L.R. Veneto 50/93) nel consiglio direttivo di ogni ATC?

  • con Decreto prot. n. 18415 del 12 febbraio 2008, l’ex Presidente della Provincia di Padova Vittorio Casarin, nominò il Comitato Direttivo dell’A.T.C. PD2, indicando come “due rappresentanti della Provincia esperti in materia di programmazione faunistico-venatoria Filippi Luigi e Gomiero Mariano”. Gomiero Mariano compare nell’organigramma di Federcaccia Padova tra membri del Collegio dei Revisori dei Conti[22];
  • con Decreto prot. n. 0063619/14 del 6 maggio 2014, l’ex Vice Presidente della Provincia di Padova Mirko Patron, ha nominato il Comitato Direttivo dell’Ambito Territoriale di Caccia PD1, indicando come “due rappresentanti della Provincia esperti in materia di programmazione faunistico-venatoria Bison Giorgio, Bison Nevio”. Nevio Bison è Presidente della Sezione di Federcaccia a Grantorto (PD)[23] e di Giorgio Bison abbiamo lungamente parlato qui https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/05/21/inchiesta-sul-recupero-della-fauna-selvatica-a-padova-un-clamoroso-caso-di-conflitto-di-interessi/: Presidente della Federazione Italiana Della Caccia nella sezione comunale di Villafranca Padovana (PD), membro “UCIM” (“UNIONE CACCIATORI ITALIANI MIGRATORISTI”) nonché Presidente del Centro recupero fauna selvatica “Il Gheppio” di Villafranca Padovana[24], l’unico ancora esistente dopo la chiusura della LIPU Padova, lasciata affondare senza finanziamenti, senza strutture, senza convenzioni e senza considerazione[25].
Monte di Malo, località Cima, altana di caccia

Monte di Malo, località Cima, altana di caccia

Come sta in piedi tutto questo? Ne abbiamo già accennato qui “Biologo sbugiarda Federcaccia Padova, al resto ci pensa il GrIG“: tra le Associazioni di Protezione Ambientale riconosciute[26] dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare troviamo i nomi di “Ekoclub International” e di “Ambiente e/è Vita”. Si tratta di associazioni che si autodefiniscono ambientaliste che mettono “l’uomo al centro del sistema ambiente”[27] e che fanno capo ad associazioni venatorie come Federcaccia, Associazione Cacciatori Veneti e così via. La “centralità dell’uomo rispetto all’ambiente” è, per un’associazione ambientalista propriamente detta, una contraddizione in termini.

Sono state costituite appositamente allo scopo di sottrarre spazio alle vere associazioni ambientaliste, occupare posti di potere, entrare nelle commissioni, partecipare alle audizioni in qualità di associazioni di protezione ambientale, intercettare fondi e finanziamenti, entrare in possesso e gestire aree naturali protette, provocare confusione sui mezzi di comunicazione e nell’opinione pubblica riguardo gli orientamenti e le prese di posizioni ambientaliste, ecc.

Lo stesso sistema viene declinato in molti modi: anche “Il Gheppio” di Villafranca Padovana, gestito interamente da cacciatori, è denominato “Associazione Ornitologica di Volontariato” quasi fosse un’altra Lega Italiana Protezione Uccelli (per modo di dire…).

Porto Tolle, Scardovari, capanno di caccia con richiami

Porto Tolle, Scardovari, capanno di caccia con richiami

Questo sistema di dominio e possesso esclusivo della fauna selvatica padovana, dalla culla alla tomba, è perfettamente collaudato e vede coinvolti tutti, dai vertici istituzionali fino al cacciatore comune.

Tutta la fauna selvatica padovana passa per le mani dei cacciatori, e solo per le loro.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto

Coordinamento Protezionista Padovano

___________________________

[1] http://www.lalupusinfabula.it/Approfondimenti/testo-legge-157-caccia.htm

[2] https://www.regione.veneto.it/static/www/agricoltura-e-foreste/LR_9_dicembre_1993_n_50.pdf

[3] http://www.federcacciapadova.it/organigramma.asp

[4] http://www.federcaccia.org/sezioni_comunali.php?idp=PD&nomep=Padova

[5] http://www.associazionecacciatoriveneti.it/comuni.asp?page=2&prov=2

[6] http://www.federcacciapadova.it/organigramma.asp

[7] http://www.federcaccia.org/regione_struttura.php

[8] http://www.federcaccia.org/sezioni_comunali.php?idp=PD&nomep=Padova

[9] https://www.facebook.com/federcacciapadova/posts/671093192981713

[10] http://www.associazionecacciatoriveneti.it/news_dett.asp?news=73&page=9

[11] http://www.federcaccia.org/sezioni_comunali.php?idp=PD&nomep=Padova

[12] http://www.federcaccia.org/news_show.php?idn=3396

[13] http://www.federcacciapadova.it/sezioni_comunali.asp

[14] http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/06/14/news/caccia-ambito-commissariato-le-doppiette-protestano-1.13661796

[15] http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/06/20/news/leonardo-martinello-guida-l-ambito-di-caccia-pd4-1.13695658

[16]http://www.bighunter.it/tabid/207/mid/729/newsid729/4043/dnnprintmode/true/Default.aspx?SkinSrc=%5BG%5DSkins%2F_default%2FNo+Skin&ContainerSrc=%5BG%5DContainers%2F_default%2FNo+Container

[17] http://www.faunalibera.it/?id=caccia_in_deroga

[18] http://www.andreazanoni.it/it/news/post/ecco-il-cosiddetto-teorema-zanoni.html

[19] http://www.federcacciapadova.it/organigramma.asp

[20] http://www.federcaccia.org/federcacciatori_emeriti.php

[21] http://www.federcaccia.org/sezioni_comunali.php?idp=PD&nomep=Padova

[22] http://www.federcacciapadova.it/organigramma.asp

[23] http://www.federcaccia.org/sezioni_comunali.php?idp=PD&nomep=Padova

[24] http://www.ilgheppio.org/wp/contatti/

[25] http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/05/16/news/la-lipu-libera-i-rapaci-e-chiude-l-ospedale-dove-curava-i-volatili-1.13484363

[26] http://www.minambiente.it/pagina/elenco-delle-associazioni-di-protezione-ambientale-riconosciute-0

[27] http://www.ambientevita.it/caccia,20,274.html

 

Venezia, capanno di caccia nella Laguna Veneta

Venezia, capanno di caccia nella Laguna Veneta

 

Il Mattino di Padova, 18 dicembre 2016

Il Mattino di Padova, 18 dicembre 2016

 

 

Il Mattino di Padova, 24 dicembre 2016

Il Mattino di Padova, 24 dicembre 2016

(foto L.A.C., M.F., M.Z., S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    ottobre 16, 2016 alle 8:03 am

    Che schifo!

  2. Terrae
    ottobre 16, 2016 alle 11:26 am

    Non c’è dubbio: da quelle parti si eccelle in tutto.
    Anche nell’organizzare il malaffare.

    Possiamo supporre l’operare alla luce del sole di organizzazioni malavitose dentro le istituzioni?

  3. M.A.
    ottobre 16, 2016 alle 3:08 pm

    Ahahanah e ti sorpende GRIG?? 2 ambientalisti nel direttivo, “imbavagliati” con il 2,5% del finanziamento proveniente dalle tase dei cacciatori. In minoranza perché gli ambiti territoriali di caccia sono delle Aziende pubbliche a fine venatorio, con la possibilità di far cacciare 3 giorni a scelta su 5 ad eccezione del martedì e venerdì (silenzio venatorio). Il direttivo degli ambiti è protetto dalla 157 che lascia loro ampissimi margini di manovra sui prezzi dei pacchetti giornalieri e stagionali per residenti, extra provinciali ed extra regionali, per esercitare la caccia. Negli ambiti territoriali di caccia gli ambientalisti non contano nulla, sono solamente rappresentativi e quando ci sono spessosono accondiscententi. Hanno voce in capitolo solamente per far firmare qualche petizione e bloccare il contenimento dei nocivi.
    Però mi sorge spontanea una domanda. Che senso ha far partecipare un’associazione ambientalista nella gestione e protezione della fauna selvatica se la selvaggina stanziale e cacciabile (lepri, starne,fagiani , conigli ) è comprata, allevata ed immessa dai cacciatori a scopo venatorio con i loro soldi? Che funzioni pratiche avete in un ATC? Aiutate a gestire la selvaggina pronta caccia dei cacciatori?

    • ottobre 16, 2016 alle 5:51 pm

      scusa M.A., hai letto l’articolo?
      Non è un’occasione per propinare ai lettori il solito “pippone” su quanto sono brutti e cattivi gli A.T.C.
      Ti faccio il riassunto: sono organi politici quelli che nominano le strutture degli A.T.C. e vanno a nominare spesso e volentieri cacciatori, anche quando si tratta di posti riservati ad associazioni ambientaliste.
      E i cacciatori gestiscono, di fatto, gli A.T.C. a membro di segugio.
      In se e per se l’istituto non è nè buono nè cattivo, dipende da come viene gestito.
      E in questo caso – gestito da cacciatori – viene gestito in modo pessimo. Dovreste imparare a guardare in casa vostra e provare a rimediare ad almeno qualcuna delle “storture” che ci ritrovate.
      Questo è l’oggetto dell’articolo.
      Il solito “pippone” è fuori luogo. Buona caccia 🙂

      Stefano Deliperi

    • Terrae
      ottobre 16, 2016 alle 7:22 pm

      Vedo che camosci alla grande compiacendoti dell’italica furbizia.

      Voglio credere che tu sia eticamente migliore di quei signori lassù.

      Comunque, tutte le volte che stai per sparare, ricordati che io ti sto augurando una cugurra: BUONA CACCIA!

      Dai, sorridi!

  4. Occhio nudo
    ottobre 16, 2016 alle 6:15 pm

    Indecenti.

  5. M.A.
    ottobre 16, 2016 alle 8:43 pm

    Si si ho letto bene 🙂 ed io non faccio “pipponi” a caso 😀 .
    Ti sei mai chiesto perché vi escludono? Perché voi non portate benefici al bilancio dell’Azienda (ambito) territoriale di caccia (A.T.C.) anzi con le restrizioni i cacciatori non pagano ergo non si lucra.
    Se io vado in un ristorante (A.T.C.) e pago anticipatamente la carne (selvaggina pronta caccia) inserita nel menú (calendario venatorio) quel piatto mi appartiene.
    Su quel piatto voi che diritto avete? Stimare la data di scadenza!?
    È ovvio che il ristorante (A.T.C.) per richiamare clienti (cacciatori) tende ad ottimizzare il servizio (dirigenza filo venatoria), e di certo, qualunque ristorante che non voglia fallire, non assume chi rischia di abbassare la qualità del servizio (anti caccia), ponendo dei vincoli su un piatto “ready to eat” già acquistato dal consumatore. 🙂 🙂 🙂
    Anche se per legge il ristorante deve assumere dei dipendenti ambientalisti, assumono chi vogliono loro, il meno peggio e per giunta sborsa un bel contentino economico per stare zitti e buoni!

    • ottobre 16, 2016 alle 10:31 pm

      stai semplicemente guardando la fotografia di una situazione di illegalità. E quindi?
      Via al solito “pippone”?
      Mi sembri la pubblicità renziana per il “si” al referendum istituzionale 🙂

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        ottobre 17, 2016 alle 9:42 am

        Prova a negare il fatto che la 157/92 sia un bel “suppostone” 😀 .
        Nel mondo venatorio ha scremato economicamente il numero dei cacciatori in 24 anni, passando da circa 1500000 ad appena 700000 . È stato il ritorno in versione moderna dei feudi medievali, dove i “vassalli” (politici, medici, dirigenti, imprenditori etc etc.) pagano e cacciano tranquillamente mentre i “servi della gleba” (statali con il mutuo da pagare, disoccupati, cassaintegrati, artigiani, contadini etc etc) non possono permettersi di pagare le tasse, pur essendo uomini ossia animali onnivori aventi lo stesso istinto venatorio indipendente dalla classe sociale, dal grado di cultura e dalla disponibilità economica…..

        Per quanto riguarda il mondo ambientalista vi fanno credere che la selvaggina utilizzata negli ATC sia “patrimonio indisponibile dello Stato”, ma tecnicamente essendo fauna allevata, immessa e COMPRATA dai cacciatori per la pianificazione venatoria dell’ambito diventa “fauna disponibile del privato”.

        Ora come ora, Voi avete voce in capitolo nelle aree protette. Ma se non sbaglio il 20 Ott. in Senato inizierà l’iter per la modifica della non-gestione delle aree protette.

        ATTENZIONE:

        È in arrivo una mega suppostona! 😀 sulle orme della bella 157/92, che di fatto permette la caccia oltre i limiti temporali. Come?
        Una parte di quei “vassalli” di prima saranno abilitati ad effettuare la caccia programmata nelle aree protette e da cacciatori, quando sarà chiusa la caccia quindi da Gennaio in poi, diventeranno magicamente “sele controllori” 🙂 .
        Hai visto che bel gioco di parole per disorientare l’opinione pubblica? E le dichiarazioni sui giornali? “Con il nuovo testo più vincoli” ..che spieghino la differenza tra caccia programmata nei parchi e caccia programmata negli ATC. Diminuiscono i vassalli autorizzati? Ma sempre di caccia intesa come predazione umana si tratta!
        Se dovesse passare la riforma sarebbe un enorme schiaffo all’ambientalismo italiano. Anni di protezionismo sfrenato anti caccia culminanti con la caccia nei parchi per la gestione faunistica. Un vero fallimento politico ed ideologico. Negami il contrario!

        In Sardegna tutto ciò non esiste per ora, proprio perché la 157/92 siamo riusciti con degli sforzi notevoli a recepirla con le pinze! Voi invece vi state proprio impegnando a recepirla in toto, ma rimpiangerete negli anni le conseguenze.

        Da servo della gleba ti dico che a me le aree protette servono (sono dei veri polmoni che ripopolano le aree dove la caccia è consentita), e specialmente ti dico No al referendum! 😀

      • ottobre 17, 2016 alle 3:48 pm

        avverso la proposta di riforma della vigente legge n. 394 del 1991 c’è una durissima opposizione da parte delle associazioni ambientaliste, come già scritto in questo blog. Il tuo é comunque un presupposto curioso: pur essendosi dimezzati i cacciatori, credi che “feudatari” e “servi della gleba” non pensino ad altro. A me pare che diminuiscano pian pianino sempre più, gli uni e gli altri 😉

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        ottobre 17, 2016 alle 4:16 pm

        I signorotti diminuiscono proporzionalemente ai viaggi di caccia in Marocco, Spagna, Albania o Croazia. Ti pare che siano calati negli anni? Se ti riferisci al mancato ricambio generazionale, si magari lassù al Nord i ragazzini si divertono più a cacciare i pokemon, ma qui in Sardegna è un mondo a parte. Sagre, prolocco e folklore enfatizzano il legame con l’ambiente e la natura, non abbiamo bisogno di pubblicizzare la caccia nelle scuole 😀 . Tornando a noi, con la 157/92 per chi ha soldi non esistono limiti o frontiere. È una legge pensata e costruita per la lobby venatoria. Vogliamo parlare delle schifosissime aziende agri turistico venatorie diffusissime anche in Sardegna?

        Vi auguro di vincere la battaglia contro la riforma sui parchi, in caso contrario potrebbero aprirsi nuovi e tremendi scenari; mi riferisco alle macellerie ecosostenibili, filiera della carne etc etc. Un parco non può diventare un ambito territoriale di caccia, al limite una zona di ripopolamento e cattura. 😀

      • ottobre 17, 2016 alle 6:06 pm

        i cacciatori sono diminuiti anche in Sardegna, fortunatamente 😀
        Ovvio che cercheremo di vincere la “battaglia” in difesa dei parchi naturali, sono la “cassaforte di natura” del Bel Paese.

      • M.A.
        ottobre 17, 2016 alle 7:18 pm

        Chiedo venia! “prolocco” leggasi “Pro loco”. La sardità si fa sentire anche con la tecnologia 😀 😀 😀
        P.S. in un paese del Campidano, lo scorso anno, sono state rilasciate 120 abilitazioni venatorie! in un paese che sfiora 3000 abitanti erano tutti ragazzini tra i 18 e i 25 anni! Scusami se ti pare poco. 😀
        Vuoi vedere che in Regione si sono accorti del turnover? “€€€”
        Lo ribadisco, da queste parti la caccia ha un importantissima funzioni in ambito socio-culturale.

        Ciao caro! Alla prossima discussione in ambito venatorio!

      • ottobre 17, 2016 alle 10:08 pm

        sará quello che vuoi, ma anche in Sardegna i cacciatori sono oggettivamente diminuiti 😉

        ———–

        da Padovana Bassa, 17 ottobre 2016
        Ambiti Territoriali di Caccia padovani: chi rappresenta le associazioni di protezione ambientale?: http://www.padovanabassa.it/ambiti-territoriali-caccia-padovani-rappresenta-le-associazioni-protezione-ambientale/

  6. dicembre 18, 2016 alle 6:43 pm

    c’è un aggiornamento: il Mattino di Padova ha dedicato un’intera pagina all’argomento 🙂

  7. dicembre 24, 2016 alle 7:19 pm

    c’è un altro aggiornamento: la vicenda finisce in Parlamento, come riporta un nuovo articolo pubblicato sul Mattino di Padova 🙂

  8. gennaio 12, 2017 alle 2:54 pm

    roba da dementi made in Veneto.

    da Il Fatto Quotidiano, 11 gennaio 2017
    Veneto, sì a legge pro-cacciatori: multe fino a 3.600 euro a chi li ostacola. Legambiente: ‘Frutto di scambi elettorali’.
    L’ha proposta il consigliere regionale Sergio Berlato, di Fratelli d’Italia. Secondo cui “gli animalisti sono pericolosi” e “le tensioni e i problemi che affliggono l’esercizio venatorio e la pesca nel nostro Paese sono un’anomalia tutta italiana”. E’ stata votata a larga maggioranza. Erika Baldin (M5S): “La Regione è ostaggio della lobby dei cacciatori”.
    (Giuseppe Pietrobelli): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/11/veneto-si-alla-legge-pro-cacciatori-multe-fino-a-3-600-euro-a-chi-li-ostacola-legambiente-frutto-di-scambi-elettorali/3310140/

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