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Inchiesta sul recupero della fauna selvatica a Padova. Un clamoroso caso di conflitto di interessi.


Padova, Centro recupero animali L.I.P.U., liberazione rapaci

Padova, Centro recupero animali L.I.P.U., liberazione rapaci

Il Centro Recupero Animali Selvatici della LIPU Padova chiude i battenti[1][2] per una convenzione provinciale che non gli è stata più rinnovata e che quindi impedisce l’affidamento della fauna selvatica ferita agli esperti della Lega Italiana Protezione Uccelli, per la cura, la riabilitazione e infine la restituzione all’ambiente naturale. Perciò tutti a casa.

Tutti davvero?

In qualche meandro del sito internet della Provincia di Padova, scopriamo che la LIPU Padova ha un “concorrente”.  Si tratta dell’Associazione di Volontariato Ornitologica “IL GHEPPIO ONLUS”[3] con sede operativa a Villafranca Padovana in Via G. Matteotti, 53, rappresentata dal Presidente pro-tempore, Bison Giorgio nato a Villafranca Padovana il 29/11/1944.[4]

Il disciplinare che regola i rapporti tra la Provincia di Padova e la LIPU, e il disciplinare stipulato tra la Provincia di Padova e “Il Gheppio” sono praticamente una fotocopia l’uno dell’altro, eccetto che per 2 voci:

la LIPU Padova all’art. 1 co. 2 ha un punto aggiuntivo che “Il Gheppio” non ha, e suona così: “La LIPU si impegna a svolgere le seguenti attività: 2. prestazioni gratuite per la visita e le prime eventuali cure veterinarie da parte dei volontari L.I.P.U.;”. “Il Gheppio” invece ha a sua volta una voce (art.1 punto 4) che la LIPU non ha: “L’Associazione di Volontariato Ornitologica “IL GHEPPIO ONLUS” si impegna a fornire le seguenti prestazioni: detenzione dei soggetti di cui non è stata possibile la riabilitazione al volo;”. La LIPU dunque può ospitare degli uccelli per un tempo limitato, anche se non più curabili.

Tecnicamente, invece, “Il Gheppio” può detenere a vita uccelli selvatici “compromessi” (non ci è dato sapere se l’infermità venga documentata da un medico veterinario oppure sia frutto di autocertificazione da parte dei responsabili della struttura).

Che strana difformità di trattamento ad opera del Dirigente del servizio caccia e pesca, Dott. Renato Ferroli…

Ma chi sono allora i responsabili del “Centro recupero fauna selvatica Il Gheppio”? Diamo un’occhiata all’organigramma…[5]

Il Presidente è un certo Giorgio Bison, il Vicepresidente risponde al nome di Patrizio Carraro, il Segretario si chiama Mattia Gobbin. A queste tre persone dobbiamo aggiungerne una quarta, tale Enrico Volpin, che compare, nel disciplinare della Provincia di Padova, tra i collaboratori de “Il Gheppio” autorizzati a detenere fauna selvatica presso la propria abitazione. Cominciamo da Giorgio Bison che sappiamo essere nato a Villafranca Padovana, dove del resto si trova la sede del Centro recupero fauna selvatica. Proviamo un po’ di combinazioni sul motore di ricerca e inseriamo qualche parola magica e voilà, scopriamo che Giorgio Bison è Presidente della Federazione Italiana Della Caccia nella sezione comunale di Villafranca Padovana[6]. Mah?! Accanto al nome di Bison leggiamo una sigla “UCIM”. U.C.I.M. sta per “UNIONE CACCIATORI ITALIANI MIGRATORISTI”[7] ed è definito “settoriale della Federcaccia”. Sì sa, ogni cacciatore ha le sue preferenze: ci sono quelli che amano la caccia grossa (safari, cinghiali, ecc.) e poi ci sono quelli che cadono nella follia per uccelli migratori di pochi grammi o anatre migratrici che arrivano dalla Mitteleuropa, dalla Scandinavia o dalla Siberia. Uccelli che si fanno qualche migliaia di chilometri in volo per farsi massacrare in Italia.

In gergo, i “migratoristi”, sono proprio quelli che vanno a caccia di uccelli migratori (caccia specialmente da appostamento fisso con utilizzo di uccelli da richiamo in gabbia). Il Presidente del “Centro recupero fauna selvatica Il Gheppio” di Villafranca Padovana è una di queste persone.

Ma Giorgio Bison è anche tra i 10 componenti del Comitato Direttivo dell’Ambito territoriale di caccia PD1 “Alta Padovana”[8]. L’Ambito territoriale di caccia è una suddivisione del territorio agro-silvo-pastorale dove si esercita la caccia, ed è amministrato da una struttura di tipo associativo con interesse pubblico che opera a fini di gestione faunistico-venatoria del territorio all’interno di confini fissati dal piano faunistico-venatorio regionale (Piano Faunistico – Venatorio Regionale approvato con L. R. n. 1/2007).

Questi enti di diritto privato, quali sono gli ATC, non si occupano solo della distribuzione dei tesserini venatori regionali dei cacciatori residenti nell’ambito di competenza per conto della Provincia, ma orchestrano la cosiddetta “riqualificazione ambientale faunistica”, che dal nome sembra una figata, nella realtà si tratta di acquisto e lancio di migliaia di animali pronta-caccia[9] (lepri, fagiani, starne, ecc.), di realizzazione di allevamenti di fauna stanziale domesticata, organizzati in forma di azienda agricola, nonché di massacro di tutti gli “elementi di disturbo alla caccia”: ad esempio, massacro delle volpi e dei Corvidi.

E infatti, il nostro Giorgio Bison, è anche un esperto di “allevamento della lepre a terra” come riportato sul sito internet di “Biozootec” che si occupa di zootecnia per l’appunto[10].

Ma se il Presidente Giorgio Bison ha il vizietto del grilletto, confidiamo almeno sul Vicepresidente Patrizio Carraro e sul Segretario Mattia Gobbin.

Dal summenzionato disciplinare della Provincia di Padova[11] effettuiamo alcune verifiche mediante motori di ricerca  e finiamo in Puglia, sul sito internet dell’Ambito territoriale di caccia – Bari.

In particolare finiamo sulla graduatoria dei cacciatori extra-regionali ammessi all’annata venatoria 2015-2016[12][13]. E indovinate un po’, troviamo sia il nome di Patrizio Carraro, sia il nome di Mattia Gobbin.

Mah?!

Eh già, perché il passo migratorio in Veneto è abbondante (sempre meno…) in un arco temporale limitato, che va grossomodo da ottobre a novembre. In questo periodo i “migratoristi”, amanti della caccia al capanno con richiami vivi, si riversano a migliaia nelle campagne, fanno il più possibile incetta di uccelli, e poi, da un giorno all’altro, scompaiono tutti assieme dalle campagne alla fine del passo migratorio. Ma i più accaniti inseguono gli uccelli migratori fuori regione, in Italia Meridionale, per prelevare tutti gli uccelli fino all’ultima goccia, prima che gli ultimi superstiti, in viaggio verso l’Africa, lascino il “Bel Paese”.

Ci resta Enrico Volpin. Almeno lui… facciamo una ricerca su internet…

Enrico Volpin ha partecipato, per conto de “Il Gheppio” alla Fiera Nazionale degli uccelli nella frazione di Varago[14], comune di Maserada sul Piave (TV). Gli è stato fatto anche un video[15] (dal min. 2:45) dove si vede chiaramente che Enrico Volpin possiede diversi rapaci, perché è un falconiere. La falconeria è la caccia con il falco: una caccia non selettiva poiché il “falcone” agguanta anche specie protette quando viene lanciato.

Non basta, Enrico Volpin viene anche ritratto in un video[16] con dei cuccioli di volpe e, da buon falconiere abituato a rapaci imprintati, è incurante di ogni regola per prevenire l’imprinting umano: la prima regola per chiunque curi animali selvatici. Il risultato è che le volpi riconosceranno l’uomo come proprio simile e svilupperanno un attaccamento per esso. Nel video infatti si vede una volpe che lecca in bocca Enrico Volpin. Al min. 1:23 circa si sente Enrico Volpin che, alla domanda “Dopo dove le porti? Le liberi?” riferito alle volpi, risponde: “ No, queste qua è impossibile liberarle…come i cagnetti, sverminate, vaccinate e microchippate…sono in custodia”.

Volpi (Vulpes vulpes) a Selvazzano Dentro

Volpi (Vulpes vulpes) a Selvazzano Dentro

Custodia? Ai sensi dell’art. 2 co. 1 della Legge 11 febbraio 1992 n.157, la volpe è fauna selvatica e come tale è patrimonio indisponibile dello Stato (art. 1 L. 157/92). È quindi vietato impadronirsene ai danni dello Stato, cioè di tutti noi!

Abbiamo quindi documentato che il “Centro recupero fauna selvatica Il Gheppio” di Villafranca Padovana è gestito da cacciatori praticanti, che fanno pure turismo venatorio e che, a parer nostro, hanno interessi personali in conflitto con l’imparzialità richiesta dalla responsabilità di gestire un Centro Recupero Animali Selvatici.

E questo spiega tante cose…[17] compresi i tordi esibiti al pubblico alla Festa medievale di Arlesega di Mestrino (PD), esposti in gabbie che ricordano tanto quelle degli uccelli da richiamo[18].

E mentre il Centro recupero fauna selvatica della LIPU Padova chiude, “Il Gheppio” di Villafranca ha già programmato appuntamenti fino a dicembre 2016[19].

Però, suvvia, possiamo contare sui controlli della Polizia Provinciale di Padova. Estraiamo un Agente a caso: si chiama Paolo Venuleo. È un falconiere[20]. Speriamo vada a controllare qualcun altro.

Basta conflitti di interessi. A casa tutti gli altri, non la LIPU.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto

Coordinamento Protezionista Padovano

 

____________________________

[1] https://www.change.org/p/consiglio-della-regione-venetoconsiglieri-della-regione-veneto-salviamo-il-centro-recupero-animali-selvatici-di-padova?recruiter=40287848&utm_source=share_for_starters&utm_medium=copyLink

[2] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/05/13/15180/

[3] http://www.ilgheppio.org/wp/contatti/

[4]https://docprot.provincia.padova.it/sinthesiwrapper/download.ashx?y=2014&n=111213&crc=f28433213835733af77fcd314a352388&num_allegato=2116138

[5] http://www.ilgheppio.org/wp/contatti/

[6] http://www.federcaccia.org/sezioni_comunali.php?idp=PD&nomep=Padova

[7] http://www.federcaccia.org/associazione.php

[8] http://www.provincia.pd.it/uploads/Amministrazione-trasparente/enti_priv_controllati/ATC%20PD1_2015.pdf

[9] http://www.ambitomeratese.it/conferma-ordine-fagiani-pronta-caccia/

[10] http://www.biozootec.it/inaugurazione_centro_lepre.aspx

[11]https://docprot.provincia.padova.it/sinthesiwrapper/download.ashx?y=2014&n=111213&crc=f28433213835733af77fcd314a352388&num_allegato=2116138

[12] http://atcbari.it/share/primopiano/68/multiupload/elenco-20152016-domande-annuali-presentate-da-cacciatori-extraregionali.pdf

[13] http://atcbari.it/share/primopiano/75/multiupload/01graduatoria-ammessi-a-seguito-estrazione.pdf

[14] http://www.videoanimali.com/tag/enrico-volpin/

[15] https://youtu.be/s30bxHi1C0g dal min. 2:45

[16] https://youtu.be/9KRB8C-mxlg

[17] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/11/26/che-ci-fanno-dei-rapaci-in-una-fiera-di-paese/

[18] http://www.ilgheppio.org/wp/gallery/festa-medioevale-di-arlesega/

[19] http://www.ilgheppio.org/wp/calendario/

[20] http://www.falconeria.org/vigile-falconiere-forse-a-padova/paolo-venuleo/

 

Airone cenerino (Ardea cinerea)

Airone cenerino (Ardea cinerea)

 

Il Gazzettino, 19 maggio 2016

Il Gazzettino, 19 maggio 2016

(foto M.F., S.D., archivio GrIG)

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  1. maggio 21, 2016 alle 11:09 am

    Bravissimi con questa indagine, bisogna andare fino in fondo, non’è possibile che questo tizio consideri i cuccioli di volpe come cagnolini da tenere in gabbia e prenda i soldi, sono dei vigliacchi. Vanno denunciati! Grazie!

  2. Alberto
    ottobre 2, 2016 alle 12:29 pm

    Grazie per l’articolo; in questi giorni è in corso una “mostra/fiera” degli animali (con tanto di cartellone con suscritto “Recupero selvatici in collaborazione con IL GHEPPIO ONLUS ..Enrico Volpin”) è a Montagnana (PD) dove vengono esposte e se si vuole vendute (non so come possano farlo ma ho sentito proporre una ghiandaia a 120 €) bestiole tenute in condizioni pietose (fuori all’aperto tutta la notte, il giorno sotto il sole e molte in spazi angusti dove dovrebbero finirci gli esseri umani che ce le hanno messe dentro); provo solamente disprezzo per questo genere di persone e non aggiungo altro.
    Grazie per le informazioni cerchiamo di diffonderle il più possibile.
    Ciao

  3. Genius Loci
    ottobre 2, 2016 alle 3:34 pm

    Vergogna, roba da medioevo.
    Spero esista un appiglio legale per smontare questo baraccone e fargliela pagare per l’arroganza verso la società e verso gli animali.
    Lunga vita alla LIPU!!!!

    • Alberto
      ottobre 2, 2016 alle 8:21 pm

      Mi hanno fatto notare una cosa che per correttezza devo precisare: il cacciatore che vendeva gazze e ghiandaie non faceva parte dell’associazione ma ciò non cambia come vengono tratte le bestiole alla fiera

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