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La crudeltà a S. Barbara di Solanas (Sinnai, CA).


Sinnai, S. Barbara, Volpe uccisa (10 luglio 2016)

Sinnai, S. Barbara, Volpe uccisa (10 luglio 2016)

Lì, a due passi dalla strada che porta migliaia di turisti da Cagliari verso le spiagge di Villasimius (CA), ecco uno dei volti della Sardegna.

Uno dei volti più truci, squallidi.

Un esemplare di Volpe (Vulpes vulpes) impiccato alla recinzione di un’azienda agro-pastorale.

E’ stato trovato la mattina di oggi, 10 luglio 2016, a S. Barbara, nella frazione costiera di Solanas, Sinnai (CA).

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia hanno immediatamente proceduto a specifica denuncia al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e ai Carabinieri del N.O.E.: l’uccisione fuori dal periodo di caccia e con metodologie crudeli è sanzionata penalmente ai sensi degli artt. 544 bis e 544 ter cod. pen. , nonché dell’art. 30 della legge n. 157/1992 e s.m.i.

Per non parlare di che cosa possano pensare le migliaia di turisti che percorrono quella strada….

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus       Lega per l’Abolizione della Caccia

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Ferruccio Cucchiarini
    luglio 10, 2016 alle 2:05 pm

    Spero tanto che il responsabile di questa barbarie venga preso e paghi!

    • franca bruni
      luglio 10, 2016 alle 4:49 pm

      Atto di crudeltà vergognosa,e lasciarla là come un trofeo a soffrire e marcire al sole dara’ soddisfazione a questo individuo? Il bene comune e l’appartenenza alla nostra terra passa attraverso il rispetto della terra e delle sue creature, nessuna esclusa.

  2. luglio 10, 2016 alle 3:22 pm

    Spero che questa azione barbara non abbia nulla a che vedere più in un futuro più civile, con S. Barbara.

  3. Mara
    luglio 10, 2016 alle 4:21 pm

    I turisti idioti penseranno che i sardi sono vili barbari. I turisti intelligenti penseranno che un miserabile troglodita ha ucciso una volpe. Comunque non dev’essere troppo lontano dalla sua azienda.. no?

  4. Terrae
    luglio 10, 2016 alle 5:09 pm

    Soggetti semoventi come diarrea, incapaci di vergognarsi di esistere.

    Per questi stronzi cerebrodeficitari che si compiaciono di nefandezze come questa bisognerebbe introdurre (ma non voglio finirla qui) la fucilazione a lardo su terga e cosce.

  5. luglio 10, 2016 alle 6:10 pm

    A.N.S.A., 10 luglio 2016
    Sinnai, volpe uccisa e appesa a recinzione.
    Animale trovato in azienda agropastorale. Denuncia ambientalisti. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/07/10/sinnai-volpe-uccisa-e-appesa-a-cancello_3408c48e-b652-4865-a1cc-09cd21e4604c.html)

    Una volpe è stata trovata impiccata questa mattina alla recinzione di una azienda agropastorale a Santa Barbara nella frazione costiera di Solanas, nel comune di Sinnai. Lo ha reso noto l’associazione Gruppo di intervento Giuridico e Lega per l’abolizione della caccia che hanno immediatamente denunciato l’episodio al Corpo forestale, ai carabinieri e agli specialisti del Noe.
    “L’uccisione fuori dal periodo di caccia – ricorda l’associazione ambientalista – e con metodologie crudeli è sanzionata penalmente”.

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    da L’Unione Sarda, 10 luglio 2016
    Impiccano una volpe alla recinzione di un’azienda: denuncia ai carabinieri: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/07/10/impiccano_una_volpe_alla_recinzione_di_un_azienda_denuncia_ai_car-68-514087.html

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    da La Nuova Sardegna, 10 luglio 2016
    Orrore a Sinnai, volpe impiccata alla recinzione di un’azienda agropastorale.
    Gruppo di intervento giuridico e Lega per l’abolizione della caccia hanno denunciato il crudele gesto al Corpo forestale e ai carabinieri del Noe: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2016/07/10/news/orrore-a-sinnai-volpe-impiccata-alla-recinzione-di-un-azienda-agropastorale-1.13797602

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    da Sardinia Post, 10 luglio 2016
    Volpe impiccata a Solanas. Gli ambientalisti: “Crudeltà e squallore”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/volpe-impiccata-a-solanas-gli-ambientalisti-crudelta-e-squallore/

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    da Cagliaripad, 10 luglio 2016
    Volpe impiccata alla recizione di un’azienda agricola, la denuncia di Grig.
    Un esemplare di volpe, denuncia il Grig, è stato trovato impiccato alla recinzione di un’azienda agro-pastorale. È stato trovato a S. Barbara, nella frazione costiera di Solanas, Sinnai: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=30862

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    da Sardegna Oggi, 10 luglio 2016
    Orrore sulla strada del mare. Volpe impiccata a Solanas: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2016-07-10/32934/Orrore_sulla_strada_del_mare_Volpe_impiccata_a_Solanas.html

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    da Gea Press, 10 luglio 2016
    Sinnai (CA) – Volpe impiccata lungo la strada dei turisti: http://www.geapress.org/m/sinnai-ca-volpe-impiccata-lungo-la-strada-dei-turisti/69074

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    da Cagliari Vistanet, 10 luglio 2016
    Solanas, volpe impiccata ad una recinzione. La denuncia degli animalisti: http://cagliari.vistanet.it/blog/cagliari/solanas-volpe-impiccata-ad-recinzione-la-denuncia-degli-animalisti/

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    da Casteddu online, 10 luglio 2016
    Solanas, S.Barbara: la volpe impiccata il volto triste della Sardegna. (Alessandro Congia): http://www.castedduonline.it/area-vasta/oltre-la-554/38056/solanas-s-barbara-la-volpe-impiccata-il-volto-triste-della-sardegna.html+&cd=11&hl=it&ct=clnk&gl=it

  6. Kikkolo
    luglio 10, 2016 alle 7:00 pm

    L’immagine non lascia adito a nessun altro commento se non a quello che “da certa gentaglia non si può pretendere nulla di diverso”. In Sardegna purtroppo non sono tanti coloro i quali rispettano gli animali selvatici. Pensano solo agli animali da loro allevati per essere poi macellati e quindi ricavarne solo riscontri economici. Non pensano affatto che comunque la natura ha un suo corso e che anche il selvatico deve mangiare e naturalmente anche nutrire quando necessario, la propria prole. Per questi allevatori due volte assassini, l’egoismo è vitale e niente e nessuno può toccare il loro cuore a forma di portafoglio…..

    • luglio 10, 2016 alle 10:22 pm

      In Sardegna non rispettiamo neanche gli animali domestici, figuriamoci quelli selvatici! Sarei curioso di sapere il perché dell’uccisione e dell’esposizione del cadavere.

  7. germani roberta
    luglio 11, 2016 alle 6:40 am

    Stupido crudele l’uomo che si sente autorizzato a commettere certi atti vergognosi contro gli animali! Cerchiamo di punire in maniera esemplare ora e sempre questi ” signori”……. Anche con la sressa pena inflitta al povero animale…

    • luglio 11, 2016 alle 10:17 am

      Sono d’accordo col punire il responsabile ma secondo me e’ molto più importante capire perché a commesso una cosa così crudele e cercare di educare quelli come lui che se ne fregano degli animali e delle piante, in Sardegna come altrove. Prevenire e’ sempre meglio che curare.

  8. M.A.
    luglio 11, 2016 alle 5:29 pm

    Le volpi, come cormacchie e cinghiali sono aumentate tantissimo nelle campagne sarde e creano enormi scompensi all’interno dell’ecosistema. È una specie cacciabile, ma in realtà non viene cacciata, se non occasionalmente. Non esiste una cultura venatoria, come in altri paesi e non è una specie annoverata nella tradizione gastronomica sarda. In passato le popolazioni venivano controllate, tramite battute selettive, con la supervisione di agenti. Il grosso veniva tenuto sotto controllo dai pastori, in quanto le volpi si cibano di agnelli, galline e conigli, tramite fucili (i pastori erano/sono armati), ma in particolare bocconi avvelenati e cavetti d’acciaio. Oggi burocrazia sempre più intricata e animi pseudo animalisti delle associazioni ecologiste, rendono difficili le battute contenitive. I pastori, si sono trasformati in imprenditori e il bestiame non é più allo stato brado ma in azienda. Non era più necessario per loro ammazzare le volpi. Abbondanza di cibo, etologia dell’animale (che permette al pari di cinghiali e cornacchie di adattarsi a qualsiasi condizione ambientale) e fattori favorevoli (scarso interesse venatorio, aumento del bosco, diminuzione della predazione da parte dei pastori, assenza di predatori naturali ecc) hanno causato una forte proliferazione del canide. Non é raro vedere le volpi in campagna pur essendo animali molto timidi. Lo scarso interesse venatorio é un problema. Le recenti norme impongono ai cacciatori il trasporto della carcassa in una caserma della forestale per sottoporla ad analisi, ma dubito che ci siano persone che vogliono trasportarsi 7-8 kg di volpe addosso. Appendere la volpe non ha niente a che fare con “esposizioni macabre” o via dicendo.
    Quando venivano sparate occasionalmente dai cacciatori, non essendo specie di interesse gastronomico, venivano appese in un albero o in una rete, onde evitare che venissero morsicate dai cani. Chi ammazza la volpe lo fa onde evitare che venga mangiata da altri animali o cani (pastore). Oggi a causa dell’incremento delle volpi le aziende stanno correndo ai ripari (il video del signore che uccide la volpe con la zappa é uno dei tantissimi casi), sarebbe meglio, autorizzare le battute selettive laddove i titolari facessero domanda per eccessiva presenza del canide, un prelievo selettivo e mirato eviterebbe tutto questo scalpore e azioni di questo genere.

    • luglio 12, 2016 alle 12:22 am

      sarebbe semplicemente meglio punire chi ammazza una Volpe a luglio: è un reato.
      E’ ora di finirla con il voler giustificare tutto.

      Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        luglio 12, 2016 alle 10:18 am

        Intervengo facendo una considerazione. Prima di tutto l’episodio di cui si parla è da stigmatizzare. Si è probabilmente davanti ad un reato. (In riferimento a questa foto è certo che l’abbattimento è avvenuto fuori dal periodo consentito, ma il motivo non lo sappiamo).
        Ritornando all’esempio, qui secondo me l’animale è stato ucciso (magari col fucile e poi appeso) quindi al massimo, se verrà trovato il colpevole, vi sarà da contestare la violazione dell’art. 30 della L. 157/92, che comunque è un delitto, ma, secondo me non vi è violenza di cui agli artt. 544 544 bis e 544 ter.

        Chi ha appeso la volpe secondo me – conoscendo un pò l’ambiente agro silvo pastorale sardo – l’ha fatto per incutere timore nei propri simili. Lo fanno anche con cornacchie e ghiandaie specialmente in vigne e frutteti.

        Dopodichè, vi chiedo di analizzare questo esempio sul quale si può mettere un animale selvatico, cacciabile o non cacciabile. Lupo o Volpe.
        Il lupo come sapete è tra le specie altamente protette, la volpe è cacciabile secondo le modalità del calendario venatorio.

        Nel vostro terreno trovate un lupo o una volpe che sta per attaccare il vostro gregge o galline, o il vostro gatto; siete titolari di porto di fucile per difesa personale o porto di fucile uso caccia….in questo esempio, sparate per difendere i vostri animali ricorrendo alla legittima difesa?

        Io sparerei! Certamente poi non appenderei la volpe come nell’esempio di cui trattasi!

      • luglio 12, 2016 alle 12:17 pm

        non so, Pietro, come siano andate le cose. Di sicuro la Volpe era lì, impiccata.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 12, 2016 alle 3:35 pm

        Pietro, grazie per aver tentato di far luce sui possibili motivi di un gesto apparentemente così ignobile.
        Penso pero’ che non ci sia bisogno di sparare per uccidere una volpe che si appresta ad attaccare un gregge o un pollaio; basta spaventarla urlandole contro o se proprio vuoi sparare, spara in aria!

  9. M.A.
    luglio 12, 2016 alle 11:58 am

    Senza dubbio se si dovesse trattare di un azione illegale, l’episodio é da stigmatizzare. C’è anche un’altra considerazione da fare..l’esemplare qualora si trovasse vicino ad una strada, potrebbe essere stato ucciso da un automobilista e appeso alla rete dallo stesso, onde evitate che possa causare pericoli o problemi alla viabilità stradale. Nel centro Sardegna mi é capitato spesso di vedere volpi appese sui cartelli stradali.
    Per curiosità quanti cacciatori conosci che la domenica mattina si svegliano ed escono per esercitare la caccia alla volpe? Io nessuno! Per il semplice motivo che non rientra nelle tradizioni venatorie e gastronomiche sarde.
    Dubito che a qualcuno sia mai capitato di vedere lepri pernici o beccacce appese alle reticelle. Durante l’annata venatoria io, tramite i miei cani, ne trovo tantissime ma non ne sparo. Lo so é sbagliato per tanti motivi, ma di una volpe non me ne faccio nulla, e quando é capitato, tempo fa, finiva sopra un cespuglio. Quando trovano la volpe, la caccia é praticamente finita. Ho perso tante giornate di caccia cercando o aspettando i cani, pazienza fa parte della caccia. Se posso e se riesco a capire durante l’azione dai loro latrati che stanno inseguendo una volpe, cerco di legarli; ma se i cani sono veloci ed entrano nello sporco ovvero nel fitto della macchia, bene che mi vada sono due o tre ore di seguita ininterrotta. Solamente in determinate circostaze sono dovuto intervenire per porre fine all’azione dei cani. Ma so per esperienza che più si sparano più il cane assoccia la volpe ad una preda da cercare, e se malauguratamente il cane ci prende gusto, hai perso un cane per tanto da molti anni a questa parte evito di spararne e cerco di legarli. Solamente nelle battute di caccia grossa qualcuno tira alla volpe, ma in caccia vagante pochissimi lo fanno.
    Ecco, poiché tra i tanti motivi, reputo fuori luogo e insensato pretendere che i cacciatori controllino la popolazione dei nocivi (di non interesse venatorio – a differenza del cinghiale) all’interno dell’annata venatoria, perché tanto non ci vanno, in quanto non pagano per andare a sparare le volpi.
    Ma so benissimo che meno i cacciatori spareranno le volpi, più cresceranno i fenomeni collaterali del bracconaggio agro-pastorale.

    • luglio 12, 2016 alle 12:16 pm

      dubito che la Volpe sia stata vittima di un “incidente stradale”, non c’era alcun segno sull’asfalto e nemmeno ferite apparenti che lo facessero supporre.

      Stefano Deliperi

    • Riccardo Pusceddu
      luglio 12, 2016 alle 3:43 pm

      Gli automobilisti non appendono le carcasse degli animali che uccidono alle reti. E’ gia tanto se si fermano per spostare la carcassa fuori dalla carreggiata! A me e’ capitato una volta di vedere qui in Inghilterra un tasso ucciso ai bordi della carreggiata. Allora mi sono fermato e l’animale era morto da qualche tempo, a giudicare dal rigor mortis e dal colore del sangue secco, quindi nessuno s’e’ degnato di fermarsi per spostare l’animale in modo che non creasse pericoli alla circolazione. E io certamente non l’ho appeso alle recinzioni vicine ma mi sono limitato solo a spostarlo fuori dalla carreggiata. Veramente ho fatto anche di piu ma non voglio sviare l’attenzione dei lettori.

    • Luca Carta Escana
      agosto 11, 2016 alle 2:14 pm

      Da abitante di Santa Bàrbara sono profondamente scosso da questo atto criminale e disumano, per la Comunità un’onta da lavare via – e giustamente denunciata.
      Al signor M.A. (cortesemente potrebbe firmarsi con nome e cognome?), dico che rifiuto categoricamente di scorgere una qualche utilità in un gesto simile. Seguendo il suo ragionamento, un umano investito (mortalmente) andrebbe impiccato al fine di non esser sbranato da qualche altra specie? Questo usare due pesi due misure per giustificare una tale efferatezza è a mio avviso inaccettabile; non ci sono ”se” e ”ma”: quanto accaduto è molto grave.
      Pesanti le responsabilità delle amministrazioni sinnaesi, che da anni trascurano queste splendide località (minaccia costante di speculazioni energetiche sul territorio; servizi scadenti; spiaggia di Solanas ripetutamente sfregiata da suv ed incivili).

  10. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
    luglio 12, 2016 alle 4:43 pm

    Mi rivolgo a Riccardo Pusceddu, sempre stigmatizzando questo fatto, sicuramente ci sono da considerare vari aspetti prima di decidere di sparare ad un animale per difendere, come nell’esempio precedente, il gregge, le galline o il gatto.
    Ci sono casi nei quali detti animali, opportunisti per natura, vengono avvistati per giorni e a volte lasciano il segno del loro passaggio.
    Insomma si deve valutare caso per caso ed a volte fare baccano o sparare a salve può bastare, altre no.

    Vi faccio un altro esempio accaduto ad un mio cugino nelle campagne di Arzachena, qualche anno fa:

    Come vi comportereste se un branco di cani randagi (cani nati liberi, non abbandonati) vi lascia a terra (morte), in una sera 20 pecore e il giorno dopo altre 25?

    Mio cugino ha portato una delle pecore morte in comune per mostrare il danno e non ha ricevuto nemmeno un “mi dispiace”….

    I cani continuano a fare scorribande, non vi è nessun ente che fino ad oggi si è proposto di catturarli (anche perchè sono animali guardinghi e sfuggenti); in molte campagne delle mie parti, tempo fa hanno aggredito anche alcune persone che raccoglievano funghi….

    Insomma, non sapremo mai se la volpe della foto è stata vittima di un bracconiere che poi per divertirsi la lasciata lì appesa o è stata giustiziata per aver fatto qualcosa che non è stato ben digerito dall’uomo con il quale è andata a scontrarsi.

    • Riccardo Pusceddu
      luglio 13, 2016 alle 1:02 am

      Pietro, i cani non corrono rischi di estinzione e non sono parte di alcun ecosistema terrestre, mentre le volpi lo sono anche se non c’e’ quasi nessun ecosistema in equilibrio sul pianeta. Sono tutti piu o meno impoveriti e sbilanciati a causa della presenza sempre piu pervasiva dell’uomo.
      Quindi i cani selvatici se non si possono catturare si devono uccidere. Io appoggio tuo cugino, non i cani, pero’ quando si parla di volpi, allora sono piu dalla parte delle volpi.

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        luglio 13, 2016 alle 3:40 pm

        Anche se in questo caso, insieme alle cornacchie sono le specie più in salute al momento. Da altre parti si direbbe “specie in esubero”…come l’uomo magari???
        Se in Sardegna non si inizia una vera gestione del patrimonio faunistico di squilibri ne vedremo sempre di più.
        Lo si deve fare con l’aiuto di tutte le parti interessate: agricoltori, cacciatori, allevatori, ambientalisti e politici.

        Purtroppo (parere personale) nessuna legge fino ad oggi ha permesso una giusta gestione della fauna in tutta Italia.

        Le volpi (unitamente alle cornacchie) meriterebbero un grande ridimensionamento numerico, con battute dedicate in tutto il periodo di caccia aperta e, con l’aiuto dei coadiuttori ormai presenti in ogni ex Provincia, si dovrebbero attuare dei piani di censimento e successiva potatura nel numero.

      • luglio 13, 2016 alle 8:05 pm

        le Volpi in Sardegna rappresentano gli unici predatori terrestri, non essendo mai stati presenti il Lupo, l’Orso, la Lince. Non dimentichiamolo.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 14, 2016 alle 8:30 am

        Pietro, e’ vero che certe specie sono sbilanciate con l’ambiente in cui vivono, come per esempio i cinghiali mi pare. Che le volpi e le cornacchie siano in numero eccessivo non lo so ma magari le volpi cacciano i piccoli di cinghiale e potrebbero contribuire al contenimento di quella specie. Bisognerebbe reintrodurre la lince e il lupo e magari anche l’orso invece che ricorrere alla caccia, che rappresenta non tanto una crudelta gratuita (fatto opinabile e ininfluente ai fini della gestione del problema) ma piuttosto un ulteriore fattore di squilibrio. Mi spiego meglio. La caccia e’ una pratica troppo tecnologica e rischia come tale di selezionare le specie premiando individui non necessariamente piu adatti all’ambiente. Magari si ucciderebbero principalmente gli esemplari piu grandi perche piu visibili, oppure quelli piu schivi e sospettosi. La caccia e’ attivita troppo mutevole, in contrasto con gli equilibri naturali che invece sono soggetti a cambiamenti estremamente graduali e dilazionati in tempi dell’ordine dei milioni di anni e non decennali come quelli introdotti e causati dall’uomo. L’uomo e’ ormai fuori dagli equilibri naturali e deve prendere coscienza di cio comportandosi di conseguenza. La sua evoluzione e’ culturale piu che biologica, quindi con questa consapevolezza deve cercare di influire il meno possibile con gli ecosistemi, soprattutto con quei pochi di essi ancora naturali.

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        luglio 14, 2016 alle 8:37 am

        Stefano non dimenticare il gatto selvatico, da noi ci sono! Poi ci sono i gatti, nati domestici ma diventati senza padrone che contribuiscono alla predazione di specie come lepri e pernici. Questo te lo posso confermare perchè ho molte testimonianze e li ho visti anch’io. Sono micidiali!

      • luglio 14, 2016 alle 10:24 am

        il Gatto selvatico, purtroppo, é molto raro e quelli rinselvatichiti non sono molti, Pietro.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 14, 2016 alle 12:21 pm

        Riccardo in Sardegna non si possono introdurre, per legge, animali non autoctoni come lupo, lince o orso. Non sono mai esistiti. La volpe, inoltre, non caccia i piccoli di cinghiali. Mamma cinghiale non esiterebbe a farsi un boccone. L’unico predatore é sempre stato l’uomo. L’uomo caccia dalla comparsa delle armi ad oggi sempre con il fucile e con i cani. L’unico progresso tecnologico sono ininfluenti per l’andamento del prelievo venatorio, altrimenti sarebbero vietati. Di tecnologico, oggi, abbiamo il beeper ovvero apparecchio eltettronico che sostituisce il campanaccio dei cani, e il collare GPS, un satellitare, che ci permette di rintracciare i cani quando scovano cinghiali e percorrono notevoli distanze. Stop. Prima dell’avvento delle armi, i contadini cacciavano con metodi cruenti e non selettivi (trappole, crine di cavallo, archetti, lacci, ecc ecc); dimenticavo, 40 anni fa non esistevano né calendari venatori né specie protette, la caccia era aperta 365 giorni all’anno e la selvaggina abbondava!

      • luglio 14, 2016 alle 8:30 pm

        40 anni fa é iniziato il declino di Pernici e Lepri: quando scampano a inquinamenti e perdita di naturalitá dei territori vengono poi sparate.
        Fingere che non sia cosí non cambia una virgola del problema.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 15, 2016 alle 3:34 am

        M.A., ma in quei tempi cosi lontani, chi controllava le popolazioni di cinghiale? Sei sicuro che non ci fossero lupi in Sardegna? Le linci c’erano pero’ e sicuramente cacciavano anche piccoli di cinghiale. Ho controllato poi su Wikipedia dove alla voce volpe c’e’ scritto che puo attaccare piccoli ungulati. Poi e’ arrivato l’uomo nel Pleistocene e ha cominciato a cacciare il cinghiale cosi come tutte le altre specie di erbivori presenti al tempo. Ma si trattava di piccoli gruppi di cacciatori che usavano armi molto meno letali dei fucili attuali.
        I metodi non selettivi sono meglio di quelli selettivi adottati dai cacciatori, perche almeno non selezionano alcuna caratteristica negativa, mentre i cacciatori potrebbero inavvertitamente abbattere esemplari che in condizioni normali sono molto ben adattati all’ambiente in cui vivono. Insomma la natura fa sempre meglio dell’uomo.

  11. M.A.
    luglio 13, 2016 alle 8:59 pm

    Hai ragione. Ma ciò non toglie che siano troppe. Vedi, contrariamente a ció che si pensa, creano un impatto sulla biodiversità inferiore rispetto ai cinghiali. La dieta della volpe era per oltre la metà a base di piccoli roditori: dai topolini di campagna ai ratti, ai conigli selvatici e qualche leprotto e se capitava qualche perniciotto. Il cinghiale é assai ben più devastante: le covate delle pernici se malauguratamente capitano sotto le fauci del suide (che ha capacità sensoriali ben più marcate) scompaiono in men che non si dica, idem per conigli e leprotti. In un ecosistema sano la presenza delle volpi (in termini ragionevoli) non crea scompensi. Oggi gli ecosistemi di sano, hanno ben poco per tutte le ragioni che sappiamo idem con patata le aree protette diventate serbatoi di cinghiali e lo scompenso faunistico é lampante. Le volpi oggi sono numerose in quanto hanno trovato risorse alimentari grazie alle aziende zootecniche, non perché mangiano quantità industriale di selvaggina. D’altra parte, é vero che, l’aumento spropositato delle volpi e la mancanza di controllo sulle stesse, causa una sofferenza di non poco conto all’altra fauna, che si trova obbligata a coesistere nello stesso ambiente con un numero elevato di predatori, pur non essendo indispensabile alla loro sopravivenza. Se avete notato, non esiste una regolazione diretta preda-predatore, in quanto i predatori aumentano indipendentemente dal numero di prede, ma ne condizionano la conservazione. Una gestione consapevole é oggi giorno indispensabile anche tramite l’ausilio dei cacciatori (che giustamente devono ricompensare la società GRATUITAMENTE con un servizio all’ambiente) ma fuori dalla stagione venatoria.

    • luglio 13, 2016 alle 10:25 pm

      non pare proprio che esistano puntuali censimenti delle Volpi, solo stime.

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        luglio 14, 2016 alle 8:34 am

        Su tutti gli animali, specialmente quelli cacciabili in Sardegna (purtroppo) ci sono solo stime….a ribasso!

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 14, 2016 alle 2:27 pm

        L’uomo, come ha suggerito Pietro, non solo e’ in esubero ma completamente tagliato fuori dalle dinamiche originarie degli ecosistemi, specialmente quando usa la tecnologia per cacciare. Per originarie intendo quelle relativamente stabili nel tempo che li hanno prodotti e hanno prodotto tutte le diverse specie che li compongono nelle proporzioni tipiche di un ecosistema potenziale in una determinata zona bioclimatica. Altro che caccia quindi! I trattori, i pesticidi e i fertilizzanti sono armi molto piu micidiali dei fucili! Per non parlare del traffico veicolare e del condizionamento degli ambienti domestici (e della miriade di elettrodomestici, utili e non) che stanno causando il riscaldamento globale. E’ tutto sbagliato!

      • luglio 14, 2016 alle 8:26 pm

        quanto scampa a deforestazione, pesticidi, inquinamenti vari viene poi sparato: é tutto sbagliato.

    • Riccardo Pusceddu
      luglio 14, 2016 alle 9:08 am

      Potrebbe anche essere vero che le volpi siano in esubero a causa delle razzie negli allevamenti, visto che ce ne sono tanti in giro. Ma la caccia dovrebbe essere sempre l’ultimo mezzo da usare per riportare l’equilibrio. Gli equilibri naturali sono una cosa estremamente complessa anche da capire, figuriamoci intervenire dall’esterno con mezzi tecnologici come la caccia!

      • M.A.
        luglio 14, 2016 alle 11:47 am

        Vedi Riccardo, oggi con queste nuove esigenze ambientali non é solo il mondo venatorio che deve fare un mea culpa e subire restrizioni su restrizioni, ma anche l’ambientalismo, o meglio l’Ecologismo, deve spogliarsi di vecchi o nuovi ideologismi e ammettere che una natura compromessa dall’uomo, trova solo nell’uomo una cura per sistemare e trovare degli equilibri consoni. É come vedere un uomo con un cancro (causato dall’uomo) e pretendere che guarisca miracolosamente senza una terapia (affidandosi ad un medico, un altro uomo). Senza chemio, non avviene questo e il cancro va in metastasi. Escludendo l’uomo da ecosistemi già compromessi, come nelle aree protette dove l’azione di controllo dell’uomo é vietata, la natura é in metastasi e si trovano equilibri faunistici sballati.
        Mi piace e lo ripeto spesso quest’esempio, perché di esempi del genere la Sardegna ne é piena. Sono numerosissime le oasi, riserve e parchi naturali sorte negli anni ’80-90 e che ai tempi erano dei veri e propri paradisi faunistici dove abbondava tanta biodiversità, diventati oggi a causa dell’abbandono, dell’incuria e della trascuratezza, sarbatoi di volpi cornacchie e cinghiali che hanno a discapito del resto della fauna selvatica. Guardate che concetti di buonismo e di animalismo new age, cozzano con le esigenze ambientali attuali e con il sano ecologismo che voi professate.

      • luglio 14, 2016 alle 8:32 pm

        infatti, la Sardegna trabocca di parchi naturali…nella fantasia 😉

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 15, 2016 alle 3:45 am

        M.A., scusami ma l’esempio del cancro e’ perlomeno fuorviante. La nostra specie non va identificata colla chemioterapia ma col cancro stesso! La chemioterapia e’ la natura, che tramite la selezione naturale opera la necessaria riduzione del numero degli esemplari di ciascuna specie, favorendo quelli piu adatti e portando all’estinzione quelli meno adatti all’ecosistema di cui fanno parte. Questi sono fenomeni che agiscono su tempi lunghissimi, dell’ordine delle centinaia di migliaia di anni. La caccia col fucile invece e’ cosa relativamente molto piu recente e il numero di cacciatori non costante. Le specie non hanno avuto il tempo di adattarvici se non in parte. Quindi la caccia va consentita solo come un espediente temporaneo teso a riequilibrare una situazione di emergenza ambientale e non come una prassi da continuare ad infinitum. Ma stiamo un po uscendo dal tema forse.

  12. Carlo Forte
    luglio 14, 2016 alle 4:18 pm

    Come mai questo aumento di cornacchie Grig?A Carloforte sono arrivate da pochi anni,ma sono un vero flagello per chi ha delle colture.Come ci si può difendere?

    • luglio 14, 2016 alle 8:24 pm

      aumento dei rifiuti = aumento di specie selvatiche “opportuniste” come Cornacchi grigia e Gabbiano reale.

    • Terrae
      luglio 14, 2016 alle 11:00 pm

      C’è un sacco di gente che mette il becco nella rumenta, e pure le cornacchie fanno la propria parte … Ma senza oliare nessuno.

      • Carlo Forte
        luglio 15, 2016 alle 9:19 am

        Capisco Terrae,ma a questo punto dovrebbero beccare la “rümenta” giusta.

  13. GD100%
    agosto 15, 2016 alle 6:37 pm

    Le recinzioni causano la morte di molti animali anche senza la volontà diretta dell’uomo, e ne impediscono o limitano le migrazioni. Secondo me è un tema da prendere seriamente in considerazione; vedo che in altre regione, per esempio il Veneto, è vietato chiudere i propri terreni proprio per non impedire la libertà di movimento alla fauna. Guardate questo video: https://www.facebook.com/bruecry.todde/videos/544451822386434/

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