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No alla torre eolica in mezzo al bosco!


Apecchio, loc. Chignoni, ubicazione progetto impianto eolico (luglio 2016)

Apecchio, loc. Chignoni, ubicazione progetto impianto eolico (luglio 2016)

Può un aereogeneratore esser piazzato nel bel mezzo di un bosco?

E’ quanto rischia di accadere a Chignoni, località boscosa del Comune di Apecchio (PU), sull’Appennino Umbro-Marchigiano, dov’è stato presentato un progetto per la realizzazione di una torre eolica in un’area ricca di vegetazione e di alberi.

Si tratta di un’area tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 22/2004 e s.m.i.) e vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato un’istanza (7 luglio 2016) al Comune di Apecchio per fermare l’installazione di un impianto che porterebbe solo degrado ambientale e alla risorsa turistica del dolce paesaggio urbinate.

Auspichiamo che un po’ di buon senso alberghi ancora nella Terra di Raffaello.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

(foto F.C., S.D., archivio GrIG)

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  1. luglio 11, 2016 alle 10:10 am

    La risposta e’ si.
    Quando si arriva ad un momento di emergenza come quello in cui la terra si trova a causa del riscaldamento globale, allora ci sono cose molto più importanti del paesaggio. Senza contare che il riscaldamento globale rischia di danneggiare quello stesso “dolce paesaggio urbinate” in modo molto più profondo e “strutturale”, riducendone proprio la caratteristica principale che lo fa essere come e’, ovvero la sua biodiversita’.
    Non dimentichiamoci che nel passato si sono costruiti un po’ dappertutto castelli e manieri, che adesso fanno parte integrante del paesaggio e anzi ne innalzano il valore.
    Smettiamola quindi di dire che le pale eoliche sono brutte da vedere o troppo impattanti e facciamole diventare parte del paesaggio così che un Raffaello del futuro le possa dipingere nei suoi quadri come un simbolo di speranza per un pianeta che grazie ad esse potrà scampare al disastro e alla 6 grande estinzione di tutti i tempi, stavolta causata non da un meteorite ma da noi. Io non mi voglio macchiare, come ambientalista, di questo crimine e faro’ di tutto per evitarlo, adottando la flessibilità mentale necessaria e attingendo a tutte le innovazioni tecnologiche che col tempo si presenteranno sulla scena mondiale. Le macro centrali eoliche, quelle con torri gigantesche e pale enormi, sono al momento attuale la tecnologia col più alto EROEI (Energy Return On Energy Invested), ad eccezione delle dighe che pero’ distruggono tutto nell’invaso), e il più basso impatto ambientale (molto meglio delle dighe quindi e delle centrali termodinamiche che rappresentano la seconda tecnologia nella lista di quelle più efficienti. L’impatto sul paesaggio e’ come ho detto prima, o il male minore o trascurabile.
    E poi castelli e nuraghi erano costruiti per scopi difensivi/offensivi e non per scopi pacifici come produrre energia quindi sono anche meglio simbolicamente.
    Nella foto dell’articolo si dovrebbero abbattere diversi alberi in cima alla collina per scavare l’enorme quantità di terra necessaria alle fondazioni della torre. Pero’ gli alberi si potrebbero mettere negli spazi liberi in primo piano, per esempio. E mi piacerebbe che nella fase di costruzione, un rappresentante del GrIG facesse da controllore, pagato dalla ditta costruttrice ovviamente, così da garantire la migliore e più rispettosa dell’ambiente possibile esecuzione dei lavori e il miglior ripristino dei luoghi a esecuzione ultimata. Compagni ambientalisti, che ne dite di questa idea?

    • luglio 11, 2016 alle 3:14 pm

      la risposta, per noi del GrIG, é no.
      Perché é privo di senso far fuori un bel pezzo di bosco per un’insulsa singola “torre” eolica (mini-eolica, per giunta).
      Il bosco provvede già eliminare Co2 in misura molto superiore.
      Per non parlare del danno sotto il profilo paesaggistico e della difesa del suolo.
      É mera speculazione con la scusa della lotta ai cambiamenti climatici.
      Quando ci si leverá il prosciutto dagli occhi sará un bel giorno.

      • luglio 11, 2016 alle 3:30 pm

        Se si taglia un albero qui e se ne piantano due li, dov’e’ il problema?

      • luglio 12, 2016 alle 12:26 am

        ma chi cavolo pianta due alberi al posto di uno?
        Qui in Italia?
        Ma basta con ‘sti deliri di fantasia, Riccardo.

      • luglio 11, 2016 alle 3:32 pm

        La CO2 sottratta dal bosco più quella sottratta dalla pala turbina e’ sicuramente meglio di solo quella sottratta dal bosco, no? Il bosco mi sembra che sia solo una scusa per voi del GrIG. Quello che non vi va giù e’ il preteso danno al paesaggio.

      • luglio 12, 2016 alle 12:25 am

        Riccardo, pensa quello che vuoi: tagliare un bosco per mettere una “pala” eolica è e rimane una boiata pazzasca sotto il profilo ambientale, sotto il profilo paesaggistico, sotto il profilo del semplice buon senso.

      • luglio 11, 2016 alle 3:40 pm

        Sono pero’ d’accordo sulla minore efficacia di una turbina mini-eolica. Queste hanno senso solo per alimentare aziende agricole nei paraggi, oltre a essere più pericolose. Molto meglio una mega turbina da 20 Mw, come quelle del Monte dei Sospiri.

      • luglio 12, 2016 alle 12:22 am

        molto meglio lasciar in pace il bosco.

      • luglio 12, 2016 alle 12:35 am

        Il problema e’ che il riscaldamento globale incalzante i boschi non li lascia mica in pace!

      • luglio 12, 2016 alle 1:26 am

        Stefano, io starò delirando ma te sei troppo intransigente! Scrivi un mucchio di articoli contro le centrali eoliche, presenti ricorsi, appoggi comitati per il no anziche cercare la soluzione dell’ “albero in meno qua e dei due in più la”. Prova a dirlo alle ditte che propongono questi impianti, che non gli fai obiezioni se piantano il doppio degli alberi che tagliano e vedi quanti te ne piantano! Ma ti rimettono anche le zolle d’erba com’erano! Ma tu invece no, giù a dargli addosso anziché metterti d’accordo senza capire che così facendo se ne tira fuori il peggio di essi, quando costoro riescono a spuntarla con le autorizzazioni. Accidenti, dovremmo essere noi ecologisti a chiedere agli imprenditori di realizzare tali impianti, visto che sono loro ad averci i soldi. Noi possiamo sempre metterci le idee e supervisionare i lavori.

      • luglio 12, 2016 alle 7:51 am

        “metterti d’accordo”? Davvero, Riccardo, hai una percezione molto distorta della realtà italiana. Finora non é capitato di incontrare nessuna società eolica minimamente interessata a un minimo confronto. Basta vedere le “compensazioni” proposte nell’ambito dei procedimenti di V.I.A.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 12, 2016 alle 3:47 pm

        Potresti circostanziare meglio questa tua affermazione? Pensavo che le ditte che propongono le centrali eoliche fossero ben disposte come quelle che propongono le centrali termodinamiche ma forse mi sbaglio. Resto in attesa di ulteriori approfondimenti da parte tua.

      • luglio 12, 2016 alle 6:21 pm

        sono assolutamente ben dispostissime “come quelle che propongono le centrali termodinamiche” 😛
        Della loro “ben disposizione” puoi chiedere a Cossoine, a Gonnosfanadiga, a Decimoputzu, a Oristano, a Guspini, per esempio. Saranno molto più precisi di me nel darti i particolari.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 13, 2016 alle 1:12 am

        Io mi sono letto una buona parte dei carteggi fra la EnergoGreen e le varie associazioni ambientaliste, comitati locali, consiglieri comunali, uffici regionali e naturalmente le svariate persone che hanno commentato su questo blog e mi sembra che invece la EnergoGreen sia abbastanza ben disposta mentre i suoi antagonisti sono irriducibilmente ostili, quasi a priori, e non disposti ad alcuna trattativa, negoziato o compromesso. Non la biasimo se ha deciso di spostare la pratica di VIA a Roma.

      • luglio 13, 2016 alle 3:38 pm

        le Società energetiche che han proposto le centrali termodinamiche non si son degnate – al pari di tutte quelle che han proposto centrali eoliche, da biomassa, ecc. – di alcun confronto né prima né al momento della presentazione dei progetti.
        Solo quando capiscono che le cose si mettono male, provano a cambiar registro, con la grazia dell’elefante ubriaco in un negozio di cristalleria.
        Sono simpatici come un rovo spinoso, soprattutto quando dicono “o cosí oppure espropriamo tutto”.
        Se a te va bene, buon per te. Prendi atto che a migliaia di cittadini non piace per niente.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 13, 2016 alle 5:57 pm

        Io sono per mettere da parte le antipatie e di lavorare tutti insieme per il bene del pianeta visto che noi ambientalisti abbiamo bisogno degli imprenditori anche se spinosi e loro hanno bisogno di noi, che non li si metta i bastoni fra le ruote. E il pianeta ha bisogno di tutt’e due, in modo che si estinguano il minor numero possibile di specie a causa del riscaldamento globale. Tutto qui.

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