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Ecco quanto è accaduto alle Nacchere di Baia degli Asfodeli, a Olbia.


Proponiamo all’attenzione dell’opinione pubblica un video realizzato lo scorso 14 marzo 2016 nelle acque poco profonde di Baia degli Asfodeli, sulla costa di Cugnana, ad Olbia.

Testimonia la sorte della colonia di Nacchere (Pinna nobilis), tutelate dalla direttiva n. 92/43/CEE (allegato IV) sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora, di cui sono vietati il danneggiamento e la distruzione (art. 8 del D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).    Nacchere da cui si trae il bisso, la seta del mare, che tanta parte ha avuto nella storia del Mediterraneo.

Come si ricorderà, a partire da fine gennaio 2016 sono stati avviati i lavori per la realizzazione di un pontile galleggiante e opere connesse da parte della Società Le Alghe in a.s. di Novigli Giovanni & C.  

In proposito l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (2 febbraio 2016) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti coinvolgendo la Regione autonoma della Sardegna (Direzioni generali del demanio e della pianificazione urbanistico territoriale, Servizi tutela della natura e valutazione impatti), la Gestione commissariale della Provincia di Olbia Tempio, la Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio di Sassari, l’Agenzia delle Dogane, la Capitaneria di Porto di Olbia, il Comune di Olbia, mentre è stata informata per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.

Nacchere (Pinna nobilis L.)

Nacchere (Pinna nobilis L.)

In seguito, vista la prosecuzione dei lavori a ritmo sostenuto, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato ricorso davanti al T.A.R. Sardegna con la richiesta di provvedimenti cautelari, patrocinata e difesa dal prof. avv. Francesco Munari e dall’avv. Alessandro Dona, del Foro di Genova. Richiesta, purtroppo, non accolta (ordinanza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 16 marzo 2016, n. 39) proprio perché a breve “l’amministrazione comunale ha preannunciato l’avvio del procedimento di annullamento in autotutela del provvedimento impugnato (fissando la conferenza di servizi in data 6 aprile 2016)”.  

Infatti, con nota prot. n. 25159 del 15 marzo 2016, il S.U.A.P. del Comune di Olbia ha convocato una conferenza di servizi per il 6 aprile 2016 per provvedere all’annullamento in via di autotutela dell’autorizzazione con provvedimento conclusivo del procedimento S.U.A.P. Comune Olbia n. 344 del 7 ottobre 2015[1] per la realizzazione dell’approdo, “CONSIDERATO CHE in fase di presentazione della Duaap sia il tecnico progettista incaricato … sia il legale rappresentante dell’impresa … hanno omesso di autocertificare che l’intervento era soggetto all’autorizzazione ambientale per la posa sui fondali marini dei corpi morti per l’ancoraggio del pontile, di competenza della ex Provincia Olbia Tempio, ai sensi dell’art. 109 del Decreto Legislativo n. 152/2006 e s.m.i.. (comma così modificato dall’art. 24, comma 1, lettera d), legge n. 35 del 2012)” e che “il suddetto provvedimento è stato adottato in violazione di legge, per contrasto con l’art.109 del D.Lgs. n.152/2006, il quale prevede, per il posizionamento dei corpi morti di ancoraggio del pontile, il rilascio di un’espressa autorizzazione di competenza della ex provincia di Olbia Tempio”.

Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

L’autorizzazione per la posa sui fondali marini dei necessari corpi morti per l’ancoraggio del pontile è prevista dall’art. 109 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. ed è relativa alla “immersione deliberata in mare … dei materiali inerti, materiali geologici inorganici e manufatti” in quanto “ne sia dimostrata la compatibilità e l’innocuità ambientale”.  Ciò nonostante il Servizio demanio e patrimonio di Olbia Tempio della Regione autonoma della Sardegna ha affermato (nota prot. n. 7378 del 24 febbraio 2016) che l’autorizzazione “non è necessaria … in quanto l’intervento non prevede la movimentazione dei fondali marini”, facendo così supporre l’assenza di autorizzazione per svariati altri interventi analoghi sulle coste galluresi.

Non solo.   Non è stato acquisito il previsto parere in ordine allo svolgimento della preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A., necessaria per tutti gli approdi turistici estesi meno di 10 ettari (i maggiori sono sottoposti direttamente alla procedura di valutazione di impatto ambientale), ai sensi della direttiva n. 2011/92/UE e del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (art. 20 e Allegato IV del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, Allegati B e B1, punto 7, lettera o). Il fatto è stato confermato dal Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna (nota prot. n. 4872 del 9 marzo 2016), struttura che successivamente, con nota nota prot. n. 7928 del 22 aprile 2016, ha chiesto “allo SUAP di Olbia … di voler procedere in sede di autotutela con la revoca del provvedimento autorizzativo” per mancato svolgimento del preventivo e vincolante procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e addirittura assenza della debita sottoscrizione del progetto da parte di un ingegnere (il progetto è stato sottoscritto da un geometra).

Olbia, Baia degli Asfodeli, lavori in corso del pontile (marzo 2016)

Olbia, Baia degli Asfodeli, lavori in corso del pontile (marzo 2016)

Eppure il provvedimento autorizzativo è stato messo in freezer, si sono svolte inutilmente altre cinque conferenze di servizi (22 aprile 2016, 20 maggio 2016, 6 giugno 2016, 10 giugno 2016, 17 giugno 2016), ne è prevista una sesta (4 luglio 2016) e il T.A.R. Sardegna si è nuovamente pronunciato: con ordinanza Sez. II, 15 giugno 2016, n. 114, il provvedimento cautelare con la motivazione che “il pregiudizio lamentato da parte ricorrente non è né grave né irreparabile [si veda in particolare quanto risulta dagli accertamenti che il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ha delegato alla Base Logistico Navale di Olbia, riferiti nella nota del 12 maggio 2016 (doc. 12 della produzione documentale del Comune di Olbia) che «escludono nel modo più tassativo nocumento e danni alla colonia di Pinna Nobilis presente nell’area»]“.

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale – Base logistico navale di Olbia, dopo mesi dalla posa dei corpi morti, esclude “nel modo più tassativo nocumento e danni alla colonia di Pinna nobilis presente nell’area”.

Insomma, giustizia è fatta.               E chiunque può farsene un’idea guardando le immagini.

Noi, per quanto possibile, continuiamo nella ricerca di un po’ di giustizia, se n’è rimasta, per le Nacchere e l’ambiente.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

________________________________________

[1]  previa Dichiarazione Unica Autocertificativa per la realizzazione di un intervento relativo ad Attività Produttive – DUUAP (art. 1, comma 21°, della legge regionale n. 3/2008) prot .n. 77913 dell’11 agosto 2015.

 

Stagno e nuvole (foto di Cristina Verazza)

Stagno e nuvole (foto di Cristina Verazza)

(foto Cristiana Verazza, Paola Turella, per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. Terrae
    giugno 22, 2016 alle 2:01 pm

    La prima impressione è che il danno sia numericamente contenuto. Tuttavia il destino della colonia di Pinna nobilis appare segnato: sarà il traffico di imbarcazioni in questo specchio d’acqua di basso fondale a provocarne la definitiva distruzione.

    • Juri
      giugno 23, 2016 alle 1:47 pm

      Be’ insomma, le nocchere distrutte dalla messa in opera del pontile sono tante in questo video (che certo non le avrà scoperte tutte)!
      E quindi ci sarebbe da capire come sia stato possibile che gli addetti del CFVA abbiano escluso tassativamente ogni danno.

  2. Mara
    giugno 22, 2016 alle 9:23 pm

    Quanto hai ragione Terrae! Tra l’altro non capisco come mai il Corpo forestale di vigilanza ambientale non si preoccupi di TUTELARE una specie così fragile che appartiene a noi tutti, anziché privilegiare gli interessi economici di privati. Forza GRIG!

    • Terrae
      giugno 22, 2016 alle 10:27 pm

      Ciao Mara.
      Cosa faccia il CFVA per le nacchere non lo so, ma so che l’impegno del GrIG è encomiabile e merita tutto il mio 5×1000.

      Grazie anche alla persona che ha avuto la pazienza di andare a documentare cosa sta succedendo sott’acqua.

    • Carlo Forte
      giugno 25, 2016 alle 3:02 pm

      Carissima Mara,se ci fosse l’interesse dall’alto di tutelare il patrimonio ambientale sardo,sarebbe difficile assistere al degrado con il quale conviviamo da anni senza farci più caso.Ci sono delle eccezioni e non faccio di tutta l’erba un fascio ma questa è la triste e vera realtà.

      • Mara
        giugno 25, 2016 alle 9:19 pm

        Lo so, è una triste realtà, ma molti di noi CI FANNO CASO e ci si incazzano non poco. Non basta, è vero… ma è pur sempre un inizio. Metti che un giorno fortunato salga ai piani di sopra un ambientalista vero. La Sardegna sarebbe il Paradiso che merita di essere. Ti abbraccio.
        p.s. Stefano for President 🙂

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