Svuotando i cieli.


foto scorrimento campagna no caccia VenetoGruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto e Coordinamento Protezionista Padovano lanciano la campagna “Svuotando i cieli ispirata al servizio giornalistico[1] (nonché omonimo film[2]) “Emptying the Skies” dello  scrittore e saggista statunitense Jonathan Franzen, collaboratore e corrispondente del “The New Yorker”[3]. Reportage e film che hanno avuto risonanza e distribuzione oltreoceano, ma non in Italia dove siamo i diretti interessati!

Gli obbiettivi della campagna, su scala regionale, sono quelli di far cancellare 22 specie di uccelli su 34 dall’elenco delle cacciabili, di far eliminare la cosiddetta “preapertura” e il “posticipo del prelievo”, far riesaminare e modificare tutto il calendario venatorio veneto nel rispetto dei periodi di riproduzione e dipendenza della prole, non solo per gli uccelli, ma anche per i mammiferi!

Utopia? Questione di vitale importanza più che altro: il 65% delle specie ornitiche cacciabili in Veneto rischia di scomparire in pochi anni[4].

Allodola, Alzavola, Beccaccia, Beccaccino, Canapiglia, Cesena, Codone, Combattente, Coturnice, Fagiano di monte, Frullino, Marzaiola, Mestolone, Moretta, Moriglione, Pavoncella, Pernice bianca, Pernice rossa, Porciglione, Quaglia, Starna, Tortora selvatica: ecco le 22 specie a forte rischio.

Ma nonostante questo il Consiglio Regionale del Veneto dei leghisti Luca Zaia e Roberto Ciambetti continua ad approvare calendari venatori pro-estinzione, disprezzando e prendendosi gioco dell’ISPRA[5], della Commissione europea, del diritto dell’ambiente e all’ambiente di milioni di persone, non solo veneti, non solo italiani, ma europei e di tutto il Mondo! Già perché gli uccelli non possono restare imprigionati nei confini amministrativi umani e, come riconosciuto dalla stessa Unione europea, in premessa alla “Direttiva Uccelli” (Direttiva 2009/147/CE):

«Le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri sono in gran parte specie migratrici. Tali specie costituiscono un patrimonio comune e l’efficace protezione degli uccelli è un problema ambientale tipicamente transnazionale, che implica responsabilità comuni.»

“Responsabilità comuni” irrise dai membri di tutto il Consiglio Regionale del Veneto, ad eccezione dei  consiglieri d’opposizione Andrea Zanoni[6] e Patrizia Bartelle[7] (finché dura…).

Con nota prot. n. 151578 del 10/04/2015 l’Amministrazione regionale veneta, come da procedura, inviò l’annuale proposta di calendario venatorio (stagione 2015-2016) per l’esame dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Con nota prot. n. 18059/T-A l 1 del 24/04/2015 l’ISPRA bocciò il provvedimento sotto il profilo tecnico – scientifico e ne raccomandò svariate modifiche.

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

La Giunta regionale di Luca Zaia non solo fece spallucce, degradando il parare dell’ISPRA ad una mera rottura di scatole, simbolica e comunque non vincolante, ma in seguito deliberò in maniera ancor più peggiorativa: ad esempio, innalzò il carniere stagionale dei moriglioni (“in pericolo” secondo la Lista Rossa) da 50 a 150 capi[8] per ogni cacciatore!

E se gli uccelli scompaiono, il destino dei mammiferi non è meno truculento.

La lepre comune (Lepus europaeus), secondo il calendario venatorio veneto, è cacciabile dal 20 settembre al 30 novembre. Eppure, con le parole dell’ISPRA: “È noto che alla terza domenica di settembre molte femmine di lepre comune sono ancora gravide e/o in allattamento e che le ultime nascite si verificano nella prima decade di ottobre. Oltre a ciò va considerato che i giovani restano dipendenti dalla madre per non meno di 20 giorni dopo la nascita”.

Tradotto: per ogni lepre crivellata ne muoiono molte altre in grembo o peggio d’inedia, mentre aspettano invano il ritorno della madre.

Tutta questa macelleria e distruzione nell’interesse esclusivo dei 42.000 cacciatori veneti, che rappresentano lo 0,85 % della popolazione e che praticano un’attività che incontra la disapprovazione del 78,8 % degli Italiani[9]; 78,8 % che tuttavia se la fa fare sotto il naso, senza muovere neppure un dito e rinunciando costantemente ad incazzarsi e a far valere, una volta tanto,  le proprie sacrosante ragioni.

Per molti l’unica consolazione rimasta è che le licenze venatorie rilasciate a livello nazionale sono passate da 2.200.000 nel corso degli anni ’70 a 765.000 nel 2006.

Vogliamo dunque fare a gara a chi si estinguerà prima? Saranno prima i cacciatori umani o gli uccelli migratori?

bossoli abbandonati in campagna da cacciatori

bossoli abbandonati in campagna da cacciatori

Il ritorno del cacciatore e Consigliere Sergio Berlato[10] in Consiglio Regionale del Veneto, in accoppiata con il cacciatore e Consigliere Gianpiero Possamai[11] (con il sostegno di tutta la maggioranza leghista, a cominciare dal Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti e dall’Assessore alla caccia Giuseppe Pan), nonché dei tosiani di Federcaccia[12] (con la complicità della stragrande maggioranza del Partito Democratico – ad eccezione dell’outsider Andrea Zanoni – e del Movimento 5 Stelle – ad eccezione dell’emarginata dal gruppo Patrizia Bartelle), ha inaugurato un rinnovato e promettente quinquennio segnato da sangue, massacri, scomparsa di animali ed annichilimento della biodiversità.

Perfino Edoardo Stoppa del programma televisivo “Striscia la Notizia” il 2 gennaio 2016 ha pubblicato un servizio sul massacro di uccelli migratori nel Parco Delta del Po Veneto[13], mettendo in evidenza l’assoluta gravità della situazione e l’insufficienza di mezzi fisici e strumenti normativi per contrastare il bracconaggio, oltre che la caccia “legale”.

Venezia, capanno di caccia nella Laguna Veneta

Venezia, capanno di caccia nella Laguna Veneta

Giuseppe Pan, assessore alla caccia, interrogato da Andrea Zanoni in Consiglio, ha negato tutto.[14]

Quel 78,8 % degli Italiani si svegli, prima che i criminali, sia in mimetica che con il colletto bianco, abbiano terminato di svuotare i cieli di tutto il loro contenuto, per poi passare a fare i pensionati d’oro in qualche isola  sorseggiando cocktails (con gli indigeni sotto sfratto), mentre ai poveracci resteranno gli avanzi di un Paese e degli animali che, un tempo, lo popolavano.

Un Mondo, una possibilità. Facciamoci sentire.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto

Coordinamento Protezionista Padovano

 

Airone bianco maggiore (Ardea alba)

Airone bianco maggiore (Ardea alba)

 

anatre_in_voloFai sapere ai consiglieri regionali del Veneto cosa pensi:

graziano.azzalin@consiglioveneto.it, erika.baldin@consiglioveneto.it, fabiano.barbisan@consiglioveneto.it, riccardo.barbisan@consiglioveneto.it, massimiliano.barison@consiglioveneto.it, andrea.bassi@consiglioveneto.it, jacopo.berti@consiglioveneto.it, fabrizio.boron@consiglioveneto.it, gianpaolo.bottacin@consiglioveneto.it, sonia.brescacin@consiglioveneto.it, manuel.brusco@consiglioveneto.it, francesco.calzavara@consiglioveneto.it, stefano.casali@consiglioveneto.it, roberto.ciambetti@consiglioveneto.it, luca.coletto@consiglioveneto.it, maurizio.conte@consiglioveneto.it, pietro.dallalibera@consiglioveneto.it, elena.donazzan@consiglioveneto.it, franco.ferrari@consiglioveneto.it, nicolaignazio.finco@consiglioveneto.it, marino.finozzi@consiglioveneto.it, gianluca.forcolin@consiglioveneto.it, stefano.fracasso@consiglioveneto.it, nazzareno.gerolimetto@consiglioveneto.it, franco.gidoni@consiglioveneto.it, massimo.giorgetti@consiglioveneto.it, antonio.guadagnini@consiglioveneto.it, cristina.guarda@consiglioveneto.it, manuela.lanzarin@consiglioveneto.it, roberto.marcato@consiglioveneto.it, gabriele.michieletto@consiglioveneto.it, alessandro.montagnoli@consiglioveneto.it, alessandra.moretti@consiglioveneto.it, giovanna.negro@consiglioveneto.it, bruno.pigozzo@consiglioveneto.it, silvia.rizzotto@consiglioveneto.it, piero.ruzzante@consiglioveneto.it, orietta.salemi@consiglioveneto.it, luciano.sandona@consiglioveneto.it, simone.scarabel@consiglioveneto.it, alberto.semenzato@consiglioveneto.it, claudio.sinigaglia@consiglioveneto.it, stefano.valdegamberi@consiglioveneto.it, alberto.villanova@consiglioveneto.it, luca.zaia@consiglioveneto.it, marino.zorzato@consiglioveneto.it, francesca.zottis@consiglioveneto.it.

 

anatre_in_voloPresidente della Regione del Veneto Luca Zaia luca.zaia@consiglioveneto.it,

Assessore all’agricoltura, caccia e pesca Giuseppe Pan assessore.pan@regione.veneto.it,

Seconda Commissione del Consiglio regionale del Veneto com.com2.segreteria@consiglioveneto.it,

Terza Commissione del Consiglio regionale del Veneto com.com3.segreteria@consiglioveneto.it

 

anatre_in_voloI consiglieri regionali cacciatori:

sergioantonio.berlato@consiglioveneto.it

gianpiero.possamai@consiglioveneto.it

 

anatre_in_voloGli unici consiglieri regionali che mostrano sensibilità per i problemi che tormentano ambiente e animali:

andrea.zanoni@consiglioveneto.it

patrizia.bartelle@consiglioveneto.it

 

________________________

[1] http://www.newyorker.com/magazine/2010/07/26/emptying-the-skies

[2] https://youtu.be/Pc-QaVRDm34

[3] http://www.newyorker.com/

[4] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/04/17/il-65-delle-specie-ornitiche-cacciabili-in-veneto-e-a-rischio/

[5] http://www.isprambiente.gov.it/it

[6] http://www.andreazanoni.it/

[7] http://www.patriziabartelle.it/

[8] http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/caccia-zanoni-%28pd%29-giunta-e-maggioranza-ostaggio-di-berlato.html

[9] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/02/08/siamo-il-788-cioe-il-99/

[10] http://www.sergioberlato.it/

[11] http://www.cacciatreviso.eu/it/possamai.html

[12] http://www.federcaccia.org/regione_struttura.php

[13] http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/mattanza-sul-delta-del-po-rovigo-_24433.shtml

[14] https://www.facebook.com/ANDREA-ZANONI-105697815298/videos

 

(foto Stefano Bottazzo, S.D., archivio GrIG)

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  1. aprile 27, 2016 alle 5:36 am

    Altro che pale eoliche e impianti termosolari! Senza contare l’inquinamento da piombo causato dai pallini.

  2. M.A.
    aprile 27, 2016 alle 4:29 pm

    Quanta ideologia anti caccia in poche righe. i calendari venatori, sono strutturati per essere eco-sostenibili, tramite leggi nazionali, regionali e conseguenti piani faunistici venatori tutte cose che conoscete bene dato che è materia annuale dei ricorsi.
    Forse aiuterebbe gli utenti ad analizzare il calendario venatorio sotto un altro punto di vista, il mio.
    Lo Stato italiano e l’Europa permette ai cittadini in possesso di regolare licenza ( a sua volta rilasciata dopo abilitazioni, visite mediche e tasse) il prelievo di carne per un periodo limitato di tempo sotto il compenso di denaro. Il calendario venatorio non è altro che una lista senza prezzi della carne che i cacciatori possono prelevare dalla macelleria naturale chiamata Natura, che alleva liberamente e dignitosamente gli animali. Non è fantastico? 😀
    Lo stato Italiano, previo pagamento delle dovute concessioni e in base ai piani faunistici delle regioni, concede (ad esempio) :

    2 lepri a stagione –> vale a dire 6kg di carne di lepre (3 kg in media di lepre)
    8 fagiani ” ” vale a dire 8 kg di carne di fagiano
    30 tordi a giornata per tot giornate —- 2,5 kg carne di tordo
    20 beccacce..
    60 anatre…

    e la lista si dilunga per tutte le specie cacciabili presenti all’interno dei calendari venatori…..ecco a voi il CARNIERE.

    Il discorso, si fa più complicato nel capire quale sia la macelleria migliore, in Italia o all’Estero? economicamente dove conviene di più? costa di più un kg di carne di beccaccia in Croazia o 1 kg di carne di beccaccia in Italia, in Liguria o in Sicilia?

    Parlo di kg di carne e non di animale specifico, per provare a spogliare questo post da ideologie pseudo “animalare”, è arduo lo so, ma ragionando in kg di carne è più semplice.

    • aprile 27, 2016 alle 5:28 pm

      il “fatto” che ci siano 22 specie di avifauna selvatica “a rischio” sulle 34 “cacciabili” secondo il calendario venatorio regionale del Veneto 2016-2017 è un “fatto”, non un’opinione “animalara”.
      Basta e avanza questo, il resto sono chiacchiere.

      • M.A.
        aprile 27, 2016 alle 6:43 pm

        È un “fatto” basato sui dati di Bird Life?? 🙂

      • aprile 27, 2016 alle 6:50 pm

        è basato su questi:

        [1] Gustin M., Brambilla M. & Celada C. (2009), Valutazione dello Stato di Conservazione dell’avifauna italiana. Rapporto tecnico inedito su incarico del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. pp. 1-1151;

        Gustin M., Brambilla M. & Celada C. (a cura di) 2010, Valutazione dello Stato di Conservazione dell’avifauna italiana. Volume I. Non-Passeriformes. Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU). Pp: 842;

        Gustin M., Brambilla M. & Celada C. (2009), Valutazione dello Stato di Conservazione dell’avifauna italiana. Volume II. Passeriformes. Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU). Pp: 1186;

        [2] BirdLife International (2004) Birds in Europe: population estimates, trends and conservation status. Cambridge, UK. BirdLife International

        [3] Peronace V., Cecere J.G., Gustin M., Rondinini C., 2012. Lista Rossa 2011 degli Uccelli Nidificanti in Italia. Avocetta 36:11-58

        [4] Rete Rurale Nazionale & Lipu (2015). Uccelli comuni in Italia. Aggiornamento degli andamenti di popolazione e del Farmland Bird Index per la Rete Rurale Nazionale dal 2000 al 2014.

  3. M.A.
    aprile 27, 2016 alle 9:03 pm

    Sono associazioni che nascono “ideologicamente” per la protezione degli uccelli. Stiamo parlando di fuffa Grig.😊 Stiamo parlando di associazioni che di certo non vedono in un uccello l’equivalente in kg di carne, ma mirano alla protezione totale senza se e senza ma. Parliamo di uccelli stanziali che vengono reintrodoti per essere cacciati, ed uccelli migratori che girano nei cieli di mezza Europa per essere macellati (secondo leggi diverse) un po’ qui e un po’ là. Ora parlare di 22 specie cacciabili o meglio “macellabili” a “rischio” in Italia (o nel Veneto) quando pochi giorni prima si trovava a pochi km di distanza ma in uno Stato differente che permette un prelievo venatorio ben più esoso, è o non è FUFFA o aria fritta? 😁

    P. S. non dite mai agli utenti che l’Italia possiede i calendari venatori più restrittivi tra tutti i paesi del bacino del Mediterraneo!

    • aprile 27, 2016 alle 10:11 pm

      per carità, M.A., non vai oltre la difesa d’ufficio del piombo per divertimento.

    • aprile 28, 2016 alle 12:29 am

      M.A. top commentator, quanti vaneggi ti fai? Ti daremo una boccetta di sangue così te lo spalmi addosso e ti senti soddisfatto. Ero convinto che l’uomo di Neanderthal fosse realmente estinto, e invece ecco che rispunta M.A. neanderthalensis sul blog del GrIG! Avverto subito gli antropologi! M.A., a proposito di “uccelli stanziali che vengono reintrodotti per essere cacciati”, li leggi i rapporti ISPRA? In Italia non ci sono allevamenti di quaglia comune, ma solo di quaglia giapponese e loro ibridi. E voi cacciatori continuate a lanciare le quaglie giapponesi in giro per il territorio, che inquinano geneticamente le quaglie comuni. E le quagli giapponesi cantano in modo diverso e siccome sono domesticate da centinaia d’anni (colpa della vostra stupida categoria) NON MIGRANO PIù! Ti sembra uguale? Lo sai che la starna italica è estinta a causa dei vostri continui ripopolamenti faunistico-venatori del cazzo che introducono sempre specie estranee che poi si incrociano con quelle originarie del nostro Paese?? Lo sai che la pernice rossa è un taxon alloctono per il Veneto, introdotto da voi cacciatori? E adesso la pernice rossa si incrocia con la coturnice, e tutti assieme si ibridano con la coturnice ornientale, che è quella che lanciate “pronta caccia”? Li capisci o no i danni che fate? Lo capisci o no il casino che fate?! E abbi un po’ di rispetto per chi affronta scientificamente e coscienziosamente i problemi conservazionistici, invece di uno svergognato macellaio come te! Vuoi fare a gare con Malta e Cipro? Non te l’ha insegnato tua madre di misurarti con quelli migliori di te, invece che sempre con i peggiori? Vergognati. Cacciatori: forti con i deboli e deboli con i forti. Fate schifo.

    • Riccardo Pusceddu
      aprile 28, 2016 alle 3:11 am

      E anche se l’opposizione alla caccia fosse un ideologia, ben venga un’ideologia basata sui fatti invece che sul divertimento. E che dire poi del “divertimento” che provano quelli come me nel ammirare gli uccelli che voi cacciatori uccidete? Anche aspettare che arrivino a essere a rischio e’ assurdo. Io li voglio vedere di frequente e non una volta ogni morte di papa. Ti faccio un’esempio: io sono un appassionato di farfalle e ci sono molte specie che io non ho mai visto in vita mia in Sardegna anche se fra quelle che non sono a rischio. Bisogna agire prima che siano a rischio. Per le farfalle i fucili sono rappresentati dalle monocolture e dal depauperamento degli habitat naturali ma il discorso e’ lo stesso. Vedere in un uccello di una specie a rischio l’equivalente di un kg di carne e quantomeno anacronistico visto che di carne purtroppo ce n’e’ anche troppa e la sua produzione sta contribuendo al riscaldamento globale e un’assunzione eccessiva danneggia anche la salute umana. Ma hai mai provato anziché spararli gli uccelli, ad ammirarne il volo o il comportamento? Qualcuno una volta disse che l’uomo non vive di solo pane.
      Un saluto.

  4. M.A.
    aprile 28, 2016 alle 11:47 am

    Per il sorpassodellavita la battuta del sangue in boccetta è riciclata vero? 🙂 (mi pare sia di Beppe Grillo referendum sulla caccia). Si continua a mistificare il mondo venatorio per errori o meglio orrori commessi negli anni 70..50 anni fa quasi! Ti sei dimenticata/o di inserire la storia dei cinghiali importati dal Nord Europa e le minilepri dal nord America.
    Ma siamo seri. I piani faunistici venatori sono realizzati in maniera seria e coscienziosa e spesso, anzi molto spesso, durante la stesura c’è lo zampino di associazioni che di venatorio non hanno nulla a che fare….Nei comitati non sono presenti esclusivamente cacciatori.
    Sembri un tipo/a della serie “fratello animale” quindi, a mio avviso, non riuscirai ad essere nè “coscienzioso” nè tanto meno “scientifico”. Se una specie è in grado di sopportare una pressione venatoria che non sia dannosa per la sua conservazione è lecito il suo prelievo, Vuol dire che non è sbagliato trasformare un tot di animali in kg di carne che finiranno all’interno dello stomaco di chi paga o chiunque ne usufruisca.
    Siamo onnivori! e quindi? e’ lecito uccidere per nutrirsi. Non significa essere l’uomo di Neanderthal, ma essere sapiens del 2016 ma consapevoli.
    E’ logico che se questi piani faunistici vengono stilati su dei dati forniti da associazioni “ideologizzate” (il cui unico intento è proteggere ogni singolo uccello e non dichiarare un numero tale prelevabile senza intaccare la conservazione della specie) e si viene a marcare una disparità allucinante tra due stati confinanti (e non mi riferisco a Cipro o a Malta, ma alla Francia) si viene a creare un danno ad una categoria di cittadini italiani e europei che pagano una concessione imposta dallo Stato, per esercitare ciò che gli spetta di diritto predare e nutrirsi di ciò ha cacciato. (per lo meno, io sono all’interno di questa categoria, non per motivi economici ma per motivi etici. Mi piace la carne, adoro la carne e e preferisco cacciarla piuttosto che mangiare carne ricca di ormoni e farmaci vari. Ogni tanto ho la fortuna di nutrirmi di qualche coniglio gallina o maiale proveniente da allevamenti amatoriali. Sono fortunato, lo sò! non sono uno che caccia è butta le prede, e dubito che ci siano cacciatori che sparano un cinghiale o una lepre per il gusto di togliere la vita alla preda e lasciare le spoglie gettate in campagna).
    Con l’ultima frase ti definisci per ciò che sei, simpaticamente ti definisco come un animalaro da tastiera che chatta su internet sperando un domani di evolversi e campare tramite fotosintesi clorofilliana per salvare gli animali dagli stomaci di gente come me, magari perchè rinnega la condizione alimentare onnivora dell’uomo acquisita nel corso della sua evoluzione. “Non te l’ha insegnato tua madre di misurarti con quelli migliori di te, invece che sempre con i peggiori? Vergognati. Cacciatori: forti con i deboli e deboli con i forti. Fate schifo.”
    Non comment! Ti auguro una buona giornata,

    • Riccardo Pusceddu
      aprile 28, 2016 alle 6:00 pm

      M.A. scusa, ma se ti piace tanto la carne allora perché’ allevare animali per il ripopolamento per poi spararcisi sopra invece che macellarli nell’allevamento? Ammetti almeno che ti diverta! E io francamente non ci troverei neppure niente di male a permettere a gente come te di divertirti. Non voglio impedirtelo solo perché la penso in maniera diametralmente opposta alla tua. Non sono un’ideologo della sofferenza degli animali. Ma quando la sofferenza si può evitare allora le cose cambiano. Macellare gli animali in cattività o in natura non cambia la loro sofferenza in alcun modo (beh, forse solo un po’ nel caso di animali feriti che muoiono soffrendo a lungo ma sorvoliamo), quindi la caccia va bene. Diverso e’ se si inquinano geneticamente le popolazioni locali di una determinata specie con l’introduzione di animali da allevamento di razze diverse. Non me ne intendo molto sull’argomento ma spero che Ilsorpassodellavita abbia esagerato altrimenti la caccia e’ veramente un crimine come lo e’ qualsiasi attività che provoca l’estinzione di una specie vivente a meno che questa non rappresenti una minaccia diretta alla vita umana (come il vaiolo per esempio) o se vi siano alternative per evitarla. E’ vero che molti di quelli contrari alla caccia per una questione etica, poi hanno stili di vita che sono collettivamente molto più dannosi del cacciare (magari comprano cambiano spesso telefonino oppure usano la macchina per fare 100 metri) quindi che dire? Questi poveri animali devono sopportare ogni sorta di pressione da parte dell’uomo: le pratiche agricole attuali che distruggono e impoveriscono gli ecosistemi e adesso anche la minaccia ben più seria rappresentata dal riscaldamento globale che minaccia una estinzione di massa che sta già avvenendo ma che non si vede perché e’ molto prolungata nel tempo. La caccia e’ forse il minore dei mali (forse perché la praticano relativamente in pochi e non di per se) ma se aggiunta agli altri pericoli che incombono sull’ambiente allora da particolarmente fastidio a quelli contrari per principio perché della caccia se ne potrebbe tranquillamente fare a meno. Viviamo purtroppo in un mondo da rivedere profondamente e la caccia e’ solo una delle tante azioni umane da tenere sotto controllo.
      Un saluto.

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