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L’ordine di demolizione degli abusi edilizi va eseguito anche se sussistono diritti di terzi.


Importante pronuncia della Suprema Corte di cassazione in materia di demolizione di opere abusive e diritti dei terzi.

Come si ricorda, è ormai giurisprudenza costante che l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione e di ripristino ambientale debba avvenire a cura del competente Pubblico ministero[1].

Anche l’orientamento giurisprudenziale consolidato del Giudice di legittimità relativo all’esclusione dell’esecuzione da parte del Pubblico ministero degli ordini di demolizione e di ripristino ambientale conseguenti a sentenze penali passate in giudicato risulta ormai chiaramente delineato.

Maracalagonis, Baccu Mandara, cartello sequestro preventivo

Maracalagonis, Baccu Mandara, cartello sequestro preventivo

Le condizioni di legge perché il Consiglio comunale dichiari legittimamente la sussistenza di prevalenti interessi pubblici ostativi alla demolizione degli abusi edilizi sono, in sostanza, le seguenti:

a) assenza di contrasto con rilevanti interessi ambientali (accertamento riservato esclusivamente alla pubblica amministrazione competente in materia di tutela ambientale e paesaggistica) o urbanistici (es. strumento urbanistico comunale);

b) adozione di formale deliberazione del Consiglio comunale che dichiari la sussistenza dei due descritti presupposti;

c) dichiarazione di contrasto dell’esecuzione dell’ordine di demolizione con prevalenti interessi pubblici concreti ed attuali (es. destinazione delle opere abusive a scuola, ufficio pubblico, ecc.) contenuta nella predetta deliberazione del Consiglio comunale.

Anche in tal caso si tratta di giurisprudenza costante[2].

La sentenza Cass. penale, Sez. III, 10 febbraio 2015, n. 5931 sottolinea come l’ordine di demolizione delle opere abusive emesso dal giudice penale abbia carattere reale e natura di sanzione amministrativa a contenuto ripristinatorio. Conseguentemente dev’essere eseguito nei confronti di qualsiasi soggetto abbia rapporti con l’opera abusiva, anche se non abbia commesso il reato.

Non è, quindi, rilevante l’eventuale alienazione dell’immobile abusivo a terzi in epoca precedente né l’esistenza di un diritto di comproprietà sull’opera, del quale sia titolare il coimputato nei cui confronti sia ancora pendente il procedimento per il reato edilizio, l’acquisizione dell’opera al patrimonio comunale e la locazione a terzi.

Un autorevole conferma per l’applicazione di una norma tesa al ripristino della legalità e dell’ambiente.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

 

dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 4 marzo 2015

Cass. Sez. III n. 5931 del 10 febbraio 2015 (Cc 17 dic 2014)
Pres. Fiale Est. Ramacci Ric. Crobeddu ed altri
Urbanistica. Ordine di demolizione e soggetti terzi.

L’ordine di demolizione delle opere abusive emesso dal giudice penale ha carattere reale e natura di sanzione amministrativa a contenuto ripristinatorio, cosicché va eseguito nei confronti di tutti i soggetti che sono in rapporto col bene e vantano su di esso un diritto reale o personale di godimento, anche se si tratti di soggetti estranei alla commissione del reato, con la conseguenza che non rileva l’eventuale alienazione del manufatto a terzi in epoca precedente, l’esistenza di un diritto di comproprietà sul bene di cui sia titolare il coimputato nei cui confronti sia ancora pendente il procedimento per il reato edilizio, l’acquisizione dell’opera al patrimonio comunale e la locazione a terzi.

 

anatre_in_voloqui il testo della sentenza Cass. penale, Sez. III, 10 febbraio 2015, n. 5931

 

____________________________________

[1]  Vds. per tutti Cass. pen., S. U., 19 giugno – 24 luglio 1996, n. 15, successivamente Cass. pen., sez. III, 29 settembre 2001, n. 34428; Cass. pen., sez. III, 29 dicembre 2000, n. 3489, ord.; Cass. pen., sez. III, 15 marzo 2000, n. 65; Cass. pen., sez. III, 30 novembre 1999, n. 3827; Cass. pen., sez. III, 28 luglio 1999, n. 1885;  Cass. pen., sez. III, 6 maggio 1999, n. 1149; Cass. pen., sez. III, 7 agosto 1996, n. 2870.     In precedenza a favore dell’orientamento in argomento cfr. per tutti Cass. pen., sez. III, 28 gennaio 1993, n. 21.   Contra Cass. pen., Sez. III, 7 maggio 1994, ric. Acquafredda.

[2]   vds. in particolare Cass. pen., S. U., 19 giugno – 24 luglio 1996, n. 15; Cass. pen., sez. III, 29 settembre 2001, n. 34428; Cass. pen., sez. III, 29 dicembre 2000, n. 3489, ord.; Cass. pen., sez. III, 30 novembre 1999, n. 3827; Cass. pen., sez. III, 7 agosto 1996, n. 2870.

 

Domus de Maria, Piscinnì, demolizione degli abusi edilizi (1999)

Domus de Maria, Piscinnì, demolizione degli abusi edilizi (1999)

(foto S.D., archivio GrIG)

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