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Ecco un altro incidente di caccia in Sardegna. Abbastanza singolare.


Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

Ecco un nuovo incidente di caccia in Sardegna. La dinamica è piuttosto singolare.

Giovedi 14 gennaio 2016, nelle campagne di S. Giovanni Suergiu (CI), nel basso Sulcis, un cacciatore di 49 anni di cui non sono state rese le generalità è stato ferito profondamente alla mano sinistra da un colpo di fucile. Il compagno di battuta, anziché trasportarlo all’ospedale più vicino (Carbonia), l’ha riportato a Dolianova, paese di residenza, dove sono stati soccorsi dalla Polizia locale del Parteolla e dal 118.

Non si conoscono i motivi di tale singolare modalità di soccorso.

Trasportato, finalmente, all’ospedale, non dovrebbe esser grave.   La Polizia locale sta indagando per accertare dinamica ed eventuali responsabilità dell’accaduto.

Come non ci stanchiamo di ricordare, il problema della sicurezza nell’ambito della caccia è reale, come anche i cacciatori più avveduti e sensibili riconoscono, anche con proposte utili e condivisibili.

Lo scorso 1 novembre 2015 a Scano di Montiferro (OR) è stata sfiorata una tragedia: un cacciatore ha sparato e ha colpito la parte esterna della casa di Francesco Loche, alla periferia del paese, nel cui giardino giocavano i tre figli.   Un incidente di caccia mancato, per fortuna, sul quale indagano ora i Carabinieri.

L’ennesimo campanello d’allarme inascoltato sulle carenti condizioni di sicurezza di un passatempo armato piuttosto pericoloso.

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2015-2016 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti già a 34 morti (tutti cacciatori) e a 82 feriti (70 cacciatori, 12 persone comuni).

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2014-2015 si era fermata a 41 morti (38 cacciatori, 3 persone comuni) e a 66 feriti (51 cacciatori, 15 persone comuni).

Di questi 2 morti (tutti cacciatori) e 9 feriti (tutti cacciatori) in Sardegna.

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Al di là delle diverse posizioni sulla caccia, crediamo che sia il caso di fare una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

 

stagione di caccia 2015-2016 in Sardegna.

* feriti: Ignazia Medde (60 anni, di Norbello), ferita in vari punti del corpo mentre era impegnata nella raccolta delle olive (18 ottobre 2015, presso il Novenario di S. Ignazio, Norbello); Giovanni Piras (60 o 70 anni, di Posada), ferito a un braccio durante una battuta di caccia (8 novembre 2015, nelle campagne di Solità, Budoni); un carabiniere del Cagliaritano del quale non sono note le generalità (29 dicembre 2015, nei boschi di Paulilatino); Giovanni Zara (39 anni, di Olbia), ferito alle gambe e all’addome da una rosa di pallini durante una battuta di caccia (27 dicembre 2015, nelle campagne Sa Pianedda, Berchiddeddu); un cacciatore di 49 anni di Dolianova del quale non sono note le generalità ferito alla mano sinistra da una fucilata (14 gennaio 2016, nelle campagne di S. Giovanni Suergiu).

 

Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

A.N.S.A., 14 gennaio 2016

Incidente caccia, ferito a mano 49enne. Durante battuta a San Giovanni Suergiu, ricoverato in ospedale.

CAGLIARI, 14 GEN – Incidente di caccia nella tarda mattinata a San Giovanni Suergiu dove un uomo di 49 anni ha riportato una profonda ferita alla mano sinistra, provocata da un colpo di fucile. La dinamica non è stata ancora chiarita, al lavoro ci sono gli agenti della polizia municipale dell’Unione dei Comuni del Parteolla. A quanto pare il cacciatore, registrato regolarmente a Dolianova, era impegnato in una battuta con un amico. Forse il fucile si è inceppato mentre ricaricava, oppure ha eseguito una manovra errata. L’amico lo ha subito soccorso e trasportato da San Giovanni Suergiu a Dolianova. Nel paese ha incrociato una pattuglia della polizia municipale e ha chiesto aiuto. Sul posto è arrivata un’ambulanza del 118 che ha trasportato il ferito in ospedale. Le sue condizioni non dovrebbero essere gravi.

 

Sardegna, versanti boscosi

Sardegna, versanti boscosi

(foto S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Terrae
    gennaio 15, 2016 alle 4:19 pm

    Ma è ancora tempo di carciofi?

  2. M.A.
    gennaio 15, 2016 alle 7:55 pm

    Deliperi, dimmi una cosa, per te quale sarebbe il numero d’incidenti, o meglio FERITI E MORTI tra cacciatori per giudicare la caccia un “passatempo armato” accettabile?

    • gennaio 15, 2016 alle 10:01 pm

      tendenzialmente zero. Come in qualsiasi altro caso di “passatempo”.

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        gennaio 15, 2016 alle 10:06 pm

        Ho il “passatempo” di guidare perché mi piacciono le macchine, le bici e i motocicli…seguendo la tua logica, individuami una strada sicura su cui esercitare il mio passatempo. Quanti MORTI e FERITI deve avere una strada per essere ritenuta “sicura” e di conseguenza rendere accettabile il passatempo motorizzato? 0-
        20-30 croci?

      • gennaio 15, 2016 alle 10:17 pm

        non saprei che dirti, io uso l’auto solo per necessità.

        Stefano Deliperi

  3. M.A.
    gennaio 15, 2016 alle 10:42 pm

    Il concetto è uguale. Anche per chi va a lavoro in macchina non si è incolumi da incidenti. Le strade sicure, sono strade che sono state battezzate da delle croci. La guida in se è un’attività che annovera la possibilità di incidenti e quindi ferimenti e/o morti perché l’errore umano è sempre presente quando si utilizza un mezzo (la macchina o la biciletta) e perché il rischio zero (assenza di morti in strada) non esiste! Ti potrei correlare la caccia a tantissime altre attività.
    I morti a caccia sono già insiti nel concetto di caccia stesso, così come gli incidenti stradali sono insiti nell’attività della guida. Sono fenomeni naturali e per tanto deve esistere una soglia “accettabile”.
    Un traguardo per definire la caccia sicura a mio avviso c’è..
    Per me sarebbe un’attività sicura con la totale assenza di feriti e morti NON cacciatori, le vittime (meno possibili) devono essere SOLO cacciatori o implicati nell’attività venatoria stessa.
    Ci dobbiamo lavorare ma il risultato è raggiungibile! (Con la guida no, perché spesso vengono coinvolti terzi (ad esempio pedoni) e non si può evitare).

  4. M.A.
    gennaio 15, 2016 alle 11:49 pm

    Sciare, ciclismo, arrampicata, automobilismo, trekking, pesca, apnea sono causa di morte e ..l’elenco è lunghissimo (il trekking per noi sarebbe la caccia senza fucile ed é ciò che facciamo durante tutto l’anno dopo la fine della stagione venatoria é causa di infarti. Durante la stagione venatoria molti cacciatori muoiono ogni anno facendo puro trekking).
    Detto alla sarda Deliperi: ” cussu chi prascidi, sanada!!”
    (per i non sardi: ” ciò che piace fa star bene!”)

    • gennaio 16, 2016 alle 7:47 am

      ripeto, un “passatempo” non dovrebbe essere causa di morte..
      Stefano Deliperi

      • gennaio 20, 2016 alle 6:04 pm

        Secondo i numeri l’attività venatoria non é fra le attività ricreative più pericolose: nel 2014 i ciclisti rimasti uccisi sono stati 273 con 16994 feriti.

      • gennaio 20, 2016 alle 9:08 pm

        vogliamo parlare di chi muore facendo arrampicata libera? Forse sono anche di più. Ció non toglie che sia solo la caccia il “passatempo” che può ferire o uccidere anche chi non ha la minima voglia di “passare il tempo” così.

        Stefano Deliperi

  5. M.A.
    gennaio 20, 2016 alle 3:34 pm

    Animalisti…brava gente!
    Empatia? A intermittenza.
    Forse è arrivato il punto di farsi qualche
    domanda per poter ricercare quello che in questa società “radical chic” si sta perdendo, la decenza!

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/01/20/44enne_muore_in_un_incidente_di_caccia_gli_animalisti_nessuna_pie-68-459910.html

  6. M.A.
    gennaio 20, 2016 alle 9:20 pm

    Sbagli ancora Deliperi…potrei obiettare al commento di risp a Giannantonio “come se i ciclisti non siano causa di incidenti a terzi (automobilisti) che non avevano nessuna voglia di incontrare chi ha la passione della bici.”…in ogni caso, a differenza degli incodenti stradali, ridurre gli incidenti di caccia ai soli cacciatori è fattibile, eliminarli no (perché il rischio zero non esiste).

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