“Idioti e criminali” armati.


pubblicità Federcaccia 2009

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Idioti e criminali grida su un social network una donna di Scano di Montiferro (OR) nei confronti di un cacciatore che ha sparato e ha colpito la scala esterna di casa sua, alla periferia del paese.

Un proiettile si è conficcato nel parapetto, a breve distanza da dove giocavano i propri figli.

Un incidente di caccia mancato, per fortuna, sul quale indagano ora i Carabinieri.

L’ennesimo campanello d’allarme sulle carenti condizioni di sicurezza di un passatempo armato piuttosto pericoloso.

Solo pochi giorni fa una donna impegnata in lavori agricoli era stata colpita da una cinquantina di pallini nelle campagne di Norbello (OR).

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2015-2016 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti già a 16 morti (tutti cacciatori) e a 31 feriti (23 cacciatori, 8 persone comuni).

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2014-2015 si era fermata a 41 morti (38 cacciatori, 3 persone comuni) e a 66 feriti (51 cacciatori, 15 persone comuni).

Di questi 2 morti (tutti cacciatori) e 9 feriti (tutti cacciatori) in Sardegna.

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Al di là delle diverse posizioni sulla caccia, crediamo che sia il caso di fare una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

 

da La Nuova Sardegna, 1 novembre 2015

Cacciatore spara e centra un’abitazione vicino a dove giocano i bambini.

Scano Montiferro, tragedia sfiorata alla periferia del paese. L’uomo che ha sparato ha cercato di giustificarsi dicendo che è stato un colpo di rimbalzo ma non ha convinto i carabinieri.

SCANO MONTIFERRO.  Si è rischiata la tragedia a Scano di Montiferro dove a metà mattina una fucilata esplosa da un cacciatore ha raggiunto la scala esterna di una casa abitata alla periferia del paese. Il proiettile si è conficcato nel parapetto poco distante dal punto giocavano i figli dei padroni di casa.

«Idioti e criminali», ha commentato la mamma su Facebook, ancora terrorizzata per quello che era accaduto.

Il fatto è stato subito denunciato ai carabinieri del paese che sono intervenuti per i rilievi e i necessari accertamenti.

Resosi conto di quanto era avvenuto, anche il cacciatore che aveva esploso il colpo si è presentato e tentando di giustificarsi avrebbe spiegato che era un colpo di rimbalzo, circostanza che sarebbe stata esclusa invece dai militari.

Sdegnato il commento, sempre su Facebook, del sindaco del paese Franco Frascaro: «È inconcepibile non rispettare le regole e le leggi sull’uso delle armi durante la caccia. L’incidente è sempre in agguato e questo è un fatto che non doveva assolutamente accadere».

I cacciatori, dunque, sono di nuovo sotto accusa nell’Oristanese per l’uso spregiudicato delle armi. A Norbello una fucilata a pallini aveva raggiunto il viso di una donna che raccoglieva olive in un suo terreno.

 

Sardegna, versanti boscosi

Sardegna, versanti boscosi

 

questo è il foro lasciato dal pallettone nel muro della casa di Francesco Loche, a Scano Montiferro.  E’ ad altezza d’uomo, anzi, di bambino.  Ogni commento è superfluo.

Scano Montiferro, pallettone nel muro (1 novembre 2015)

Scano Montiferro, pallettone nel muro (1 novembre 2015, foto L’Unione Sarda)

 

L'Unione Sarda, 3 novembre 2015

L’Unione Sarda, 3 novembre 2015

(foto pubblicitaria Federcaccia, da L’Unione Sarda, S.D., archivio GrIG)

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  1. max
    novembre 1, 2015 alle 6:15 pm

    senza demonizzare i cacciatori perche’ gli imbecilli sono in tutti i settori e’ tuttavia vero che uomini armati che anacronisticamente girano in territori oramai antropizzati sono piu’ pericolosi di altre categorie disarmate e certamente lo sono alla stregua di chi usa l’auto come se fosse solo sul pianeta terra.

    • M.A.
      novembre 2, 2015 alle 12:36 pm

      Max partendo dal presupposto che tu in materia venatoria, tra tutti i partecipanti del forum sei quello che reputo con una mentalità “più aperta”, non mi trovi d’accordo sull’affermazione “uomini armati che anacronisticamente girano armati in mezzo a territori ormai antropizzati”. La caccia anche per un uomo del 2015 non puó essere definita come un attività anacronistica..è una bestemmia alla nostra etologia e alla nostra natura! Siamo animali onnivori! Ciò che è stato anacronistico è l’urbanizzazione selvaggia dei territori… Non un’attività che é stata ed é praticata dall’essere umano per millenni. Abbiamo una concezione radicalmente sballata del mondo in cui viviamo. Ormai sembra quasi naturale vivere come viviamo e nell’ambiente antropizzato in cui viviamo con le nostre comodità e la pappa pronta sotto il naso a portata di mano.

      • max
        novembre 2, 2015 alle 5:54 pm

        Caro M.A. scrivi ad uno che non solo e’ stato cacciatore ma ha una certa familiarita’ con le armi; quindi comprendo la passione per le armi e per la caccia ma senza fare discorsi filosofici del tipo ” le armi sono dispensatrici di morte”o”le armi conferiscono sicurezza a chi e’ insicuro'”affermazioni peraltro vere ma utilizzate per demonizzare, ma evitando appunto filosofie spicciole mi darai atto che, gente armata che gira vicino alle case= no buono.
        dopodiche’ se mi dici andiamo nel sottobosco a caccia di cinghiali potrei anche dirti di si. e’ evidente che tu non cambierai idea se le circostanze non ti influenzeranno ( morosa contraria,confessione religiosa,nuovo hobby o sport ecc) oppure sarai fulminato sulla via di damasco come successe a me, come io ora non cambio idea.
        caccia si ma a certe condizioni e non ai pennuti.

  2. novembre 1, 2015 alle 9:53 pm

    A.N.S.A., 1 novembre 2015
    Cacciatore spara e colpisce casa abitata.
    Madre denuncia uso armi a Scano Montiferro, “idioti e criminali”. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/11/01/cacciatore-spara-e-colpisce-casa-abitata_a6eb5bfb-fe8f-4587-b1b5-426c7d2cad58.html)

    ORISTANO, 1 NOV – Cacciatori di nuovo sotto accusa nell’oristanese per l’uso spregiudicato delle armi. Dopo l’episodio di Norbello, dove una fucilata a pallini aveva raggiunto il viso di una donna che raccoglieva olive in un suo terreno, oggi si è rischiata la tragedia a Scano di Montiferro dove a metà mattina una fucilata esplosa da un cacciatore ha raggiunto la scala esterna di una casa abitata alla periferia del paese. Il proiettile si è conficcato nel parapetto poco distante dal punto giocavano i figli dei padroni di casa. “Idioti e criminali”, ha commentato la mamma su Facebook, ancora terrorizzata per quello che era accaduto. Il fatto è stato subito denunciato ai carabinieri del paese che sono intervenuti per i rilievi e i necessari accertamenti. Resosi conto di quanto era avvenuto, anche il cacciatore che aveva esploso il colpo si è presentato e tentando di giustificarsi avrebbe spiegato che era un colpo di rimbalzo, circostanza che sarebbe stata esclusa invece dai militari. Sdegnato il commento, sempre su Facebook, del sindaco del paese Franco Frascaro: “E’ inconcepibile non rispettare le regole e le leggi sull’uso delle armi durante la caccia. L’incidente è sempre in agguato e questo è un fatto che non doveva assolutamente accadere”.

    _______________________________________________________________

    da Sardinia Post, 1 novembre 2015
    Il Far west della caccia. (Monia Melis): http://www.sardiniapost.it/cronaca/il-far-west-della-caccia/

    ———————

    Colpi di fucile contro casa nell’Oristanese, cacciatori sotto accusa: http://www.sardiniapost.it/cronaca/colpi-di-fucile-contro-casa-nelloristanese-cacciatori-sotto-accusa/

    ___________________________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 1 novembre 2015
    Scano Montiferro, cacciatore spara contro una casa: aperta un’inchiesta: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/01/scano_montiferro_un_cacciatore_spara_contro_una_casa_aperta_un_in-68-443063.html

    _______________________________________________________________

    da CagliariPad, 1 novembre 2015
    Colpi di fucile contro una casa abitata, cacciatori sotto accusa.
    Tragedia sfiorata a Scano di Montiferro dove a metà mattina una fucilata esplosa da un cacciatore ha raggiunto la scala esterna di una casa abitata alla periferia del paese: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=23181

  3. M.A.
    novembre 2, 2015 alle 7:06 pm

    Ciao Max, si posso capire il tuo punto di vista. Ma quante cose esistono “pericolose” e quindi “no buone” come dare un auto ad uno sprovveduto (giovani spericolati, alcolizzati etc), un tablet o un PC ad un pedofilo ad esempio, ma gli esempi possono essere tanti!
    La caccia viene demonizzata perché praticata con un tubo di ferro che fa “boom” utilizzato per fare le guerre e/o spezzare violentemente la vita umana. Fosse stata praticata con un amo e piombo lo scalpore sarebbe stato molto limitato. Ognuno di noi si approccia con la morte in modi diversi; magari chi ha vissuto determinate esperienze tende ad immedesimarsi ed empatizzare la morte animale ripudia modo la caccia. Quando indosso la cartuccera e il fucile mi sento con la mia vera pelle, tutt’altra cosa che la giacca e cravatta 🙂 ho una visione romantica del cacciatore, sono orgoglioso di esserlo, specialmente quando sono i pastori a chiamarci ed ospitarci. Mi sento un predatore Doc e sono felice quando torno a casa e ho vissuto delle belle scene di caciascun che rivivo quando a tavola do un senso alla mia passione e mangio ciò che ho catturato, che sia una decina di tordi, un coniglio o un pezzo di cinghiale. Sono conscio che l’ambientè in molte regioni d’Italia sia altamente antropizato e compromesso, fortunatamente la Sardegna è una delle regioni italiane la cui impronta ecologica è tra le più basse. La politica ambientale deve cambiare, salvaguardare la natura non vuol dire allontanare l’uomo dalla campagna ed abbandonarla a se stessa, con la convinzione che l’essere umano sia dannoso. La figura del cacciatore è fondamentale per il recupero dell’ecosistema, salvaguardia della biodiversità vegetale e animale gestione del bosco etc. Perché il cacciatore? Perché il cacciatore è una categoria di umani che ci tengono veramente a tutto ciò, non hanno un ritorno economico, ma solamente un coinvolgimento emotivo… sai quanto mi piacerebbe ristabilire determinati ecosistemi, avere una bacchetta magica cancellare fabbriche e zone industriali abbandonate per rivederle colme di cespugli e pernici? A chi cavolo importa ciò se non a un cacciatore?? Il cacciatore è una categoria da salvaguardare e da tutelare non da portare all’estinzione come invece vorrebbero i nostri amici “verdi”.

    • novembre 2, 2015 alle 11:17 pm

      ” il cacciatore è una categoria di umani che ci tengono veramente a tutto ciò, non hanno un ritorno economico, ma solamente un coinvolgimento emotivo”…..certo, raccontalo alla signora di Norbello che s’è presa 50 pallini o raccontalo alla madre di Scano Montiferro che ha rischiato di veder impallinati i propri figli mentre giocavano subito fuori casa loro…
      M.A., scendi su questa Terra e apri gli occhi, please.
      La caccia che tu descrivi è fantasia.

    • max
      novembre 3, 2015 alle 6:39 am

      M.A. non fare il don chisciotte o il cavaliere senza macchia e senza paura; quello che scrivi e’ vero ma un po’ teorico ovvero non si cala nella realta’.
      Le auto in mano ad incoscenti o alcolizzati o drogati o i pc in mano ai pedofili sono armi dici; ma e’ ovvio che siamo tutti d’accordo. domandati pero’ xche’invece sulla caccia non lo siamo.sono persuaso che tu quando vai ha caccia 6 la quinta essenza della correttezza ma non e’ sempre cosi’ x tutti gli altri.
      forse prima di dare il porto d’armi uso sportivo bisognerebbe valutare attentamente a chi lo si da’. ricordati che la caccia include sicurezza ed etica. sulla seconda si puo’ sorvolare ma sulla prima no; un’arma e’ un’arma.

      • M.A.
        novembre 3, 2015 alle 11:16 am

        Un’arma è un’arma. Max dipende tutto dal concetto di arma. Un’arma è uno strumento, concepito per usare violenza su animali, cose e persone. Possono essere utilizzate quindi per vari scopi, anche per difesa personale in caso di aggressione.
        Qualunque oggetto può essere utilizzato come arma, anche se chiaramente alcuni possono risultare più efficaci o idonei allo scopo rispetto ad altri. Da un punto di vista normativo e concettuale si distingue generalmente fra arma propria ed arma impropria, cioè fra oggetti progettati e creati appositamente per essere usati come armi ed oggetti originariamente destinati invece ad altra funzione, che in un determinato frangente vengono usati come armi.
        Siamo circondati da oggetti che possono diventare armi nelle mani sbagliate max. I cacciatori sono gli unici che utilizzano “armi” che possono arrecare un pericolo alla sicurezza pubblica?

        Grig nel mondo venatorio, esistono dei rischi (dovuti all’utilizzo di oggetti o armi=fucile) che possono causare dei pericoli (ferimenti o morti) anche tra gli umani. esistono solo nel mondo “venatorio” o anche nel mondo quotidiano? siamo obbiettivi!
        Le cause possono essere dovute alle negligenze (punite per legge ed è la legge stessa ad arginare) o semplicemente per casualità come i fatidici rimbalzi..o semplicemente trovarsi in un luogo sbagliato al momento sbagliato (in questo caso riguarda solo la caccia grossa..piombo grosso che non si appiattisce nell’impatto su una roccia ma rimbalza). Grazie a Dio siamo tutelati da un’assicurazione se e solo se il cacciatore che commette l’incidente stava cacciando alle dovute distanze, modalità e precauzioni imposte dalla legge…altrimenti nisba..sono c…zzi amari!

        Il cacciatore durante la stagione venatoria non compie solo un prelievo, ma tiene vivo il bosco. Pulendo le poste dal sottobosco favorisce la pulizia del bosco per gli incendi e dei corsi d’acqua. Prelevando un certo numero di animali, preserva la qualità genetica della specie. impedisce la formazione di pesti e patologie. Il prelievo di determinati tipi di fauna riduce la pressione su determinate culture in determinati periodi. I tordi per esempio sulla raccolta delle olive o del mirto, i cinghiali e le cornacchie sui raccolti ecc ecc. creando un equilibrio tra densità faunistica e capacità ed esigenze produttive di un determinato territorio. E’ bellissimo quando sono gli stessi pastori che ti chiamano per sparare le volpi e cinghiali…ti senti utile svolgendo un’attività che per me è naturale.

        Una natura già devastata e compromessa dall’attività umana, ormai fortemente antropizzata è una natura sana o malata? A mio avviso è molto malata.
        Se un malato viene abbandonato a se stesso improvvisamente guarisce o peggiora? Peggiora, ed ha bisogno di un aiuto! La figura del cacciatore è “vitale” in determinati tipi di ecosistemi.

        La realtà di tanti parchi, oasi, riserve naturali e zone abbandonate a se stesse dove non viene fatto nessun tipo di gestione in Sardegna sono tantissime e sono un esempio di ecosistemi alterati, malati ed abbandonati a se stessi..dove non vi è un equilibrio tra le specie faunistiche, ma spesso quelle più fragili sono sopraffate da quelle più forti come i cinghiali, che abbondano in lungo e in largo, e dove l’abbandono del bosco o della macchia è terreno fertile per gli incendi estivi o contribuiscono ad implementare il rischio idrogeologico in autunno.

        A mio avviso bisogna necessariamente cambiare registro e mentalità.

  4. novembre 3, 2015 alle 11:03 pm

    ci sono aggiornamenti all’articolo.

  5. max
    novembre 4, 2015 alle 7:08 am

    M.A. tutto vero; ma lontano dalle case!

  6. Carlo Forte
    novembre 4, 2015 alle 10:06 am

    Ferito da un coperchio di Nutella,mentre passeggia nel bosco………………….mamma mia

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