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Stagione venatoria 2014-2015 in Sardegna: morti e feriti “umani”.


Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

E’ iniziata la stagione venatoria 2014-2015 in tutta Italia e anche in Sardegna e riprendono gli “incidenti di caccia”.

Primo ferito in Sardegna: un cacciatore settantenne è caduto nelle campagne di Narcao (CI), presso il villaggio minerario di Rosas. E’ stato trasportato all’Ospedale “Brotzu” di Cagliari in elicottero.

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2014-2015 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti a 5 morti (tutti cacciatori) e a 17 feriti (12 cacciatori, 5 persone comuni).

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2013-2014 si era fermata a 57 morti (55 cacciatori, 2 persone comuni) e a 82 feriti (69 cacciatori, 13 persone comuni).

Di questi 5 morti (tutti cacciatori, dei quali uno per infarto durante una battuta di caccia e uno travolto da un torrente in piena) e 11 feriti (10 cacciatori e 1 agricoltore) in Sardegna.

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Forse sarebbe il caso che si faccia una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

 

stagione venatoria 2014-2015 in Sardegna

feriti: cacciatore settantenne (villaggio minerario Rosas, Narcao, 12 ottobre 2014).

 

 

 

 

 

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

 

 

da L’Unione Sarda, 12 ottobre 2014

Narcao, cacciatore scivola e si ferisce. Interviene un elicottero da Alghero.

 

da La Nuova Sardegna, 12 ottobre 2014

Cade in un fossato durante una battuta, cacciatore ferito.

L’incidente è avvenuto nelle campagne di Narcao. L’uomo è stato trasferito al Brotzu in elicottero.

 

 

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

  1. M.A.
    ottobre 12, 2014 alle 8:30 PM

    Oh Grig, se dovessimo contare tra gli incidenti di caccia chi disgraziatamente cade, scivola, mi piacerebbe fare un paragone con altre attività come il trekking o l’alpinismo. Se si considerano “incidenti di caccia” il cacciatore che sfortunatamente gli viene un infarto mentre camina, ugualmente, mi piacerebbe sapere in quali altre attività l’uomo è soggetto ad un infarto (tutte). Incidente di caccia è dovuto esclusivamente a ferita da arma da fuoco. Un errore o un rimbalzo. Per questo la legge prevede una polizza assicurativa, noi cacciatori come sai siamo assicurati. La perdita di una vita umana non ha prezzo, ma ti dirò.. un cacciatore che muore a caccia muore facendo ciò che gli piace, un automobilista che muore guidando una macchina, no..muore perché tornava da lavoro, muore perché era ad una festa etc etc. La morte non si evita, guardala come vuoi, io credo molto nel destino, quando giunge l’ora non sta a guardare cosa stai facendo. Si muore cadendo dalle scale, o per altre mille ragioni più futili che un hobby. Si può muorire a caccia sempre anche se ci dovessimo mettere un armatura. Il rischio zero a caccia come nelle altre attività, sai benissimo che non esiste.

  2. M.A.
    ottobre 12, 2014 alle 10:18 PM

    Grig, esistono leggi che sanciscono distanze e limiti. Quando accade un incidente di caccia tra cacciatori, persone assicurate che possiedono una concessione statale per esercitare l’attività venatoria, non c’è nulla da dire. Il rischio c’è, l’incidente può capitare, ma sono persone consce del rischio che hanno pagato per usufruire di un patrimonio indisponibile dello Stato. Se il cacciatore ha ferito un tizio nel suo frutteto, va sanzionato perché non ha rispettato debite distanze, o peggio ancora poteva essere in un terreno in attualità di coltivazione, dove per legge, è vietato. Hai sbagliato? Allora paghi! Va perseguito qualora abbia violato la legge.
    Discorso a parte per i feriti “non cacciatori”. A me piacerebbe che voi ass. Ecologiste educate le persone non praticanti, il rischio connesso alla caccia, facendo capire che ci sono tempi e luoghi ove è meglio non andare la domenica e il giovedì, e tantissimi altri ove si può scorrazzare senza alcun pericolo per cercare funghi e quant’altro come oasi, parchi, riserve naturali etc etc..che esistono a fare se no?? Esistono purtroppo persone che con ignoranza e arroganza sottovalutano il rischio connesso nel frequentare di domenica e giovedì luoghi aperti alla caccia! Con tanta eleganza e gentilezza nella mia carriera venatoria mi è capitato con intrepidi cercatori di funghi che espletavano il loro diritto di entrare in mezzo ad una battuta al cinghiale per cercare porcini. Io so che cosa accade in una battuta, e tra “palle” fischianti e mute di cani, non sono luoghi consoni a cristiani. Evidentemente questi signori non conoscevano la caccia altrimenti mai ad uno “lucido” salterebbe in mente di entrare in una battuta. Se si vuole andare a porcini in luoghi ove la caccia è aperta si va il sabato, e la domenica si va nelle oasi. Questo significa aver rispetto dei cacciatori e dei non cacciatori. Lo dovete insegnare, perché l’ignoranza causa vittime innocenti, vite che potevano essere salvate.

    • ottobre 12, 2014 alle 10:48 PM

      sei davvero curioso.
      La “colpa” è dello “stupido” escursionista o cercatore di funghi che “stupidamente” va a intralciare l’onesta e autorizzata attività di caccia con tutte le sparacchiature connesse.
      Bene, posso dirti per esperienza personale d’essermi trovato nel bel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale in zona dov’erano ben evidenti cartelli recanti la scritta “divieto di caccia – zona di protezione e cattura”.
      Alle mie rimostranze, i cacciatori – scocciati per aver dovuto fermarsi – han risposto seccati che la “tabellazione era sbagliata”.
      Alla mia denuncia è seguita una sanzione alla “scocciata” compagnia di caccia. Sempre troppo poco, secondo me.
      Che cosa dovrei pensare, secondo te?
      Chi dev’essere “educato”?

      Stefano Deliperi

  3. giannantonio
    ottobre 12, 2014 alle 10:46 PM

    Pratico la caccia ed il ciclismo e, sinceramente, nonostante in ambedue le attività pongo la medesima attenzione, quando esco in bicicletta non riesco a stare tranquillo.

  4. M.A.
    ottobre 13, 2014 alle 10:38 am

    Hai fatto il tuo dovere Deliperi, hai segnalato un irregolarità che giustamente è stata sanzionata.

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