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E’ ora che una bella ventata di legalità e buon senso arrivi anche a Oristano.


Oristano, pineta litoranea di Torregrande

Oristano, pineta litoranea di Torregrande

Assemblea molto partecipata quella tenutasi il 4 aprile 2014 presso l’aula magna del Liceo scientifico “Mariano IV” sul futuro della pineta costiera di Torregrande, sul litorale di Oristano.

Promossa dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e dal Comitato per la tutela e lo sviluppo di Torregrande, condotta con passione e grande impegno da Luciana Miglior e Gabriele Calvisi, ha visto numerosi interventi, fra i quali quello del Sindaco di Oristano Guido Tendas, in difesa del progetto immobiliare e delle relative procedure.

Ma la gran parte delle persone intervenute ha chiesto a gran voce la salvaguardia della pineta, il mantenimento dell’uso pubblico e il rispetto della legalità e del buon senso negli obiettivi per l’area e nelle procedure.

Oristano, avviso al pubblico

Oristano, avviso al pubblico

Come noto, in estrema sintesi, la Ivi Petrolifera s.p.a., società dalle varie iniziative, intende realizzare la bonifica dell’area con un investimento di 2,6 milioni di euro, 3 anni di lavori, circa mc. 30.000 di terra da risanare  – dovuta per legge, in quanto sito contaminato dalla propria precedente attività di raffineria (art. 242 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) – un complesso turistico-edilizio ricettivo (mc. 9.500 di volumetrie, 250-280 posti letto), un residence, 77 unità immobiliari, un campo da golf da 18 buche, per complessivi mc. 99.257 di volumetrie e circa 800 posti letto, impianti tecnologici, servizi.

Il sito interessato è il litorale di Torregrande e la relativa pineta, in gran parte di proprietà pubblica (Comune di Oristano e Consorzio di bonifica dell’Oristanese) e ceduta in concessione (complessivamente più di 100 ettari) in corrispettivo di canoni annuali non conosciuti e di cui si ignora il conseguimento dei necessari pareri di congruità.

Il Comune di Oristano ha accolto la proposta immobiliare con la variante parziale al piano urbanistico comunale  (P.U.C.) di Oristano, in località Torregrande, adottata con deliberazione Consiglio comunale di Oristano n. 109 del 3 ottobre 2013 per  consentire la realizzazione del progetto turistico-edilizio proposto dalla Ivi Petrolifera s.p.a.

Oristano, pineta litoranea di Torregrande

Oristano, pineta litoranea di Torregrande

In proposito, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (10 dicembre 2013) uno specifico atto di intervento con “osservazioni”, inviato al Comune di Oristano e, per opportuna conoscenza, alla Commissione europea, al Ministero dell’ambiente, alla Direzione generale pianificazione urbanistica e della vigilanza edilizia della Regione autonoma della Sardegna, al Servizio regionale valutazione impatti (S.A.V.I.), alla Procura regionale della Corte dei conti.

Infatti, qualsiasi variante dello strumento urbanistico comunale dev’essere assoggettata alle procedure di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), necessarie per legge (direttiva n. 01/42/CE, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012 + allegati), ma in questo caso nemmeno avviate. I progetti esecutivi, poi, devono essere assoggettati al preventivo vincolante procedimento di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012 + allegati).

L’atto di intervento ecologista chiede che il Consiglio comunale prenda atto dell’illegittimità del procedimento di variante del P.U.C. in assenza di preventivo avvìo di procedura di V.A.S. per le motivazioni sopra ampiamente esposte e  provveda all’annullamento in via di autotutela della propria deliberazione di adozione della variante urbanistica.

Sono stati poi numerosi i cittadini oristanesi che, utilizzando un fac simile di atto di intervento con “osservazioni” messo a disposizione del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, sono analogamente intervenuti nella procedura di variante dello strumento urbanistico comunale.

spiaggia, vegetazione pioniera

spiaggia, vegetazione pioniera

Il Ministero dell’ambiente – Direzione generale per le valutazioni ambientali ha chiesto notizie (nota n. 2683 del 4 febbraio 2014) riguardo la variante urbanistica alla Regione autonoma della Sardegna (Assessorato della difesa dell’ambiente e Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale) e al Comune di Oristano, ricordando che “i Piani Regolatori Generali e loro varianti rientrano nella tipologia di piani da assoggettare a VAS(procedura di valutazione ambientale strategica) e che “ai sensi dell’art. 5, comma 8 del D.L. 70/2011 convertito in legge 12 luglio 2011, n. 106 si intende esente da VAS soltanto lo strumento attuativo di piani urbanistici già sottoposti a VAS, qualora non comportino variante e se lo strumento sovraordinato già definisca in sede di VAS determinate caratteristiche localizzative e tipologie degli interventi ammessi”.  Proprio il caso della variante urbanistica del P.U.C. di Oristano che “accoglie” il progetto turistico-edilizio, che  rientra, quindi, pienamente nell’obbligo di espletamento delle procedure di valutazione ambientale strategica (V.A.S.),necessarie per legge (direttiva n. 01/42/CE, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012 + allegati), in questo caso nemmeno avviate.

Mentre in precedenza l’Assessore comunale all’urbanistica Filippo Uras aveva affermato che non sarebbe stato necessario il procedimento di V.A.S., ora il Sindaco Tendas appare molto più possibilista.

In realtà, le opinioni rimangono tali: è la legge che prevede determinate garanzie e, unitamente al buon senso, può condurre all’obiettivo della salvaguardia di un bene ambientale comune.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 P.S.  e tutti noi aspettiamo con grande affetto che si rimetta in forze il nostro Gian Carlo Fantoni, sempre in prima fila per l’ambiente e il bene comune!

 

 

Cardellini (Carduelis carduelis)

Cardellini (Carduelis carduelis)

 

 

da Sardinia Post, 5 aprile 2014

Golf e cemento? No grazie.   (Piero Loi)

Un complesso turistico da 134mila metri quadri, un campo da golf a 18 buche e100mila metri cubi di nuove volumetrie per la realizzazione di due alberghi e 77 unità immobiliari. In tutto, 31 milioni di euro di investimenti. Sono i numeri del progetto della Ivi Petrolifera per il litorale di Torregrande, una sorta di Forte Village della costa ovest che divide Oristano. Avvallato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Tendas (Pd) con la modifica al Piano urbanistico dell’ottobre scorso, il nuovo complesso turistico incontra invece l’opposizione di un comitato composto da partiti (tra gli altri ProgRes eM5S), associazioni (Gruppo d’intervento giuridico, Wwf) e singoli cittadini che ieri si è riunito per fare il punto della situazione. E i problemi, tra la privatizzazione della pineta di Torregrande e bombe ecologiche dimenticate ma pronte a esplodere, sembrano esserci tutti.

Ospite a sorpresa dell’affollato incontro il sindaco Tendas, che “difende l’operato dell’amministrazione, ma promette nuove verifiche da parte degli uffici comunali sulle modifiche apportate allo strumento urbanistico”. Intanto, l’avvocato del comitato Alberto Appeddu annuncia il ricorso al Tar

“A far discutere è innanzitutto la variante del Puc, approvata nonostante la mancanza della Valutazione ambientale strategica, necessaria per legge”, spiega Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico. Con quella variante la Ivi Petrolifera ha ottenuto lo spostamento delle volumetrie, un pezzo della pineta comunale e una sessantina di ettari dal Consorzio di Bonifica ceduti in concessione. In cambio, la società verserà un milione e 200 mila euro alle casse comunali da pagare in dieci anni e costruirà un nuovo depuratore per Torregrande.

Da qui il ricorso al Ministero dell’Ambiente, che a inizio febbraio ha dato ragione all’associazione ecologista e alle circa 80 osservazioni redatte dalla cittadinanza contro il procedimento licenziato dal consiglio comunale. “Occorre dunque che il Comune prenda atto dell’illegittimità del procedimento e provveda al suo annullamento in via di autotutela”, concludeDeliperi.

Insomma, ci vuole la Vas, anche perché bisogna capire se il progetto della Ivi Petrolifera sia compatibile con il vincolo paesaggistico che insiste su tutto il litorale di Torregrande e quelli di conservazione integrale per la fascia dei 300 metri dalla battigia marina. La variante al Puc non è comunque l’unica concessione fatta dalle amministrazioni comunali di Oristano alla Ivi Petrolifera: già il commissario prefettizio Antonio Ghiani subentrato al posto di Angela Nonnis (ex sindaco di Oristano, predecessore di Tendas prima di essere nominata assessore regionale ai Lavori Pubblici da Ugo Cappellacci)  aveva dato il via libera ai piani della società grossista nel mercato dei gasoli agricoli e per il riscaldamento.

“Per l’attribuzione di un’area in cui il Puc prevede la costruzione di villette residenziali,il Comune avrebbe dovuto indire una gara d’appalto pubblica”, precisa l’ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Oristano Piero Spiga, passato dagli impegni istituzionali alle fila del comitato. E aggiunge: “Il nostro non è un no a prescindere, siamo per un turismo sostenibile, nel rispetto delle regole e dell’ambiente”.

Ma i problemi comunque non finiscono qui. Grande preoccupazione desta infatti l’inquinamento dell’area dell’ex Sipsa (società acquisita per incorporazione dalla Ivi Petrolifera), che dovrebbe ospitare la maggior parte delle nuove volumetrie. In passato, l’area ha infatti ospitato una raffineria prima e un bruciatore per rifiuti speciali provenienti da mezza Italia poi. Oggi la società assicura di aver già iniziato i lavori di bonifica, che prevede di completare nell’arco di due anni. “Ma finora gli interventi sono stati minimi”, attacca Andrea Atzori del Meet Up 5 Stelle di Oristano.

“Certo, è curioso che a fare indagini su quantità e qualità dell’inquinamento sia stato proprio l’inquinatore, che ha quantificato l’area interessata da bonifiche in appena 5 ettari”, denuncia l’ex assessore Spiga. E aggiunge:“Per vederci chiaro il comune avrebbe dovuto sporgere denuncia e obbligare la società a risanare l’area. Basti pensare che è stato proprio un geologo incaricato dall’Ivi petrolifera a dire che il rischio d’inquinamento della falda acquifera è più che concreto”, rivela Spiga. “E l’Arpas dove è stata per dieci anni?”, si domanda Atzori.locandina(1)

 

 

da Link Oristano, 4 aprile 2014

Il Comitato di Torre Grande all’attacco: no al piano Ivi, sì al parco fluviale.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Unione Sarda, 5 aprile 2014

L’Unione Sarda, 5 aprile 2014

L'Unione Sarda, 5 aprile 2014

L’Unione Sarda, 5 aprile 2014

 

 

L'Unione Sarda, 24 aprile 2014

L’Unione Sarda, 24 aprile 2014

(foto per conto GrIG, G.C.F., S.D., archivio GrIG)

 

 

  1. aprile 6, 2014 alle 11:51 am

    da La Nuova Sardegna, 5 aprile 2014
    Il Comitato boccia Tendas e la Ivi. Contestato durante un’assemblea il progetto di sviluppo turistico e immobiliare e i campi da golf nella pineta. (Enrico Carta) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/04/05/news/il-comitato-boccia-tendas-e-la-ivi-1.8990937)

    ORISTANO. Cento e anche più. Erano i componenti del Comitato per la tutela e lo sviluppo di Torregrande. Erano i rappresentanti del Gruppo di intervento giuridico e di altre associazioni ambientaliste. Erano gli attivitsti del movimento Cinque Stelle. Erano gli esponenti di ProgReS. Erano anche dei semplici cittadini e in mezzo a loro, ma in misura certamente inferiore – fatto prevedibile – anche persone favorevoli al progetto della Ivi Petrolifera.
    Le contestazioni al progetto sono varie e raccolgono insieme argomenti di tipo ambientalista, giuridico, economico, culturale. O anche di sistema, tanto che le prime parole del moderatore e ispiratore dell’assemblea, Gabriele Calvisi, sono andate contro l’economia liberista. È quella che avrebbe indirizzato le scelte del consiglio comunale e, in particolare, della giunta Tendas sino al voto favorevole alla variante al Piano urbanistico comunale che consentirà all’Ex Sipsa di avviare l’investimento turistico e immobiliare che porterà campi da golf, alberghi, residence e anche villette private all’interno del primo tratto di pineta, se la si guarda dal fiume Tirso.
    Sul palco dell’aula magna del liceo scientifico, si sono poi succeduti gli interventi di Luciana Miglior, di Franco Sotgiu, di Gianluigi Deiana, di Stefano Deliperi e di Mauro Gargiulo. Ad uno ad uno, hanno snocciolato i perché del «no», che nascono prima di tutto dall’esigenza di difendere un patrimonio ambientale pubblico unico per la città. E quei no si sono consolidati nelle convinzioni degli oppositori, quando hanno allungato lo sguardo sulle numerose biodiversità dell’area – non solo i pini, ma anche le orchidee, i funghi, persino i tanto vituperati fichi d’India – che verrebbero spazzati via dalla nascita dei campi da golf e dall’intero investimento turistico e immobiliare.
    Ma è il fatto che una proprietà pubblica passi nelle mani di privati per quasi un secolo ad indignare di più. Per tutti le cessioni previste dal Comune e dal Consorzio di Bonifica, rispettivamente per un milione e duecentomila euro e per 35mila euro l’anno per venticinque anni, sono la vera pietra dello scandalo. La paura è di aver dato ad un prezzo infimo un terreno sul quale nessuno potrà più poggiare il piede se non ospite dell’albergo o associato al nascituro golf club.
    Il resto è legato alla sbandierata inaffidabilità della Ivi Petrolifera. Il dito puntato è contro quell’azienda che di quel tratto di pineta ha fatto un luogo altamente inquinato. Dapprima vi fece nascere la raffineria, successivamente vi accumulò i rifiuti ospedalieri e ora, per gli oppositori del progetto, si sta prendendo ciò che ha deturpato impunemente. Come diceva Dante, anche il «modo offende» il Comitato e gli ambientalisti, perché il mancato coinvolgimento della collettività di fronte alle scelte del consiglio comunale – sebbene ci sia stata un’assemblea pubblica in Comune – viene ritenuto un errore gravissimo.
    In tanti hanno voluto ribadire che si sta decidendo il futuro di quattro generazioni e che per questo motivo non ci si doveva rinchiudere nelle sole stanze amministrative per una decisione così importante. E mentre nella sala si parlava al microfono, il coordinamento di ProgReS aveva già scelto la via più breve del comunicato stampa per esprimere a sua volta il proprio forte disappunto, condannando la «speculazione edilizia», che verrebbe per giunta portata avanti con procedure errate.
    In mezzo alle critiche, seduto in una poltroncina al centro della tribunetta, il sindaco Guido Tendas ha preso appunti. Più di una volta ha scosso la testa poi ha chiesto la parola, per raccontare una verità opposta a quella del comitato e degli oppositori. Intanto, mentre le parole volavano nella sala, l’elefantiaca macchina burocratica deve ancora muovere tantissimi passi decisivi. Il dibattito è in corso, ma prima di vedere le ruspe passeranno mesi. Sempre che le norme non costringano tutti a fare marcia indietro.

  2. Antonio Pinna
    aprile 6, 2014 alle 2:55 PM

    DIALOGO TRA ME IL PETROLIFERO E L’ING.CALVISI
    Il vero protagonista è il Petrolifero.
    “Basta, abbiamo lasciato siringhe e veleni”
    dice il Petrolifero.
    Ed ora che cosa farete? Chiedo.
    “Ci dedicheremo ad un’attività pulita”
    risponde il P.
    “Investiremo nel turismo in…”
    “Ho capito” rispondo
    “Il turismo in Torregrande”
    “Sì, ma turismo per ricchi, voglio dire”
    sentenzia il P.
    “Residence, ville ed alberghi
    a quattro cinque stellette
    per portare la gente a fette”
    “Come farete – rispondo –
    vi manca il green, il golf!”
    “No, ce l’abbiamo, radiamo al suolo
    qualche ettaro di pineta e facciamo
    diciotto buche perchè quelle delle strade
    di Oristano non bastano” irrompe ancora il P.
    “Aiuto!”Dico, mi ci vuole un esperto di leggi.
    “Ah sì! Penso all’ing. Calvisi, chiedo a lui”
    La mia domanda è semplice: “Calvisi orientami
    tra Vas, Puc, Pul, Ppr, Parco Fluviale,Via”
    Calvisi mi risponde: E’ semplice, tu guarda alle regole
    che consumano, che mangiano meno territorio”.
    Capisco: non buttiamola sulle solite volumetrie,
    cemento che si autoincensa.
    “Turismo slow, albergo diffuso, b&b per fare
    qualche nome”. “Sì” dice che Calvisi e
    parla a nome del Comitato.
    “Che testa! Mi son dimenticato della pineta!”
    “No problem” dice il P. “Le daremo un’accorciatina,
    è vecchia e zozza, drive-in per amplessi
    di automuniti e basta…”
    “Diciotto buche per gente da tagliare a fette”
    Ripete stizzito il P.
    “Ho capito! Gli in-golf-ati di Is Arenas faranno
    la spola ogni giorno per Torregrande e ritorno
    lo slogan sarà “two green are better than one”.
    Sarà una formula vincente a livello internazionale,
    fa niente per gli in-golf-ati sudati.
    “Chissa’ quanto vi costerà questo progetto?”
    chiedo al P. che sorridendo mi risponde:
    “Non preoccuparti! Noi obbediamo alla
    legge del danaro: poca spesa, molto profitto”.
    “Dovete bonificare i terreni, però” interpello il P.
    Sì, abbiamo iniziato…” ribatte il P.
    “Non ho capito tutto, ma l’ing. Calvisi
    mi ha dato una dritta e non mi fido”
    Attenti al P.
    DIALOGO TRA ME IL PETROLIFERO E L’ING.CALVISI
    Il vero protagonista è il Petrolifero.

    “Basta, abbiamo lasciato siringhe e veleni”
    dice il Petrolifero.
    Ed ora che cosa farete? Chiedo.
    “Ci dedicheremo ad un’attività pulita”
    risponde il P.
    “Investiremo nel turismo in…”
    “Ho capito” rispondo
    “Il turismo in Torregrande”
    “Sì, ma turismo per ricchi, voglio dire”
    sentenzia il P.
    “Residence, ville ed alberghi
    a quattro cinque stellette
    per portare la gente a fette”
    “Come farete – rispondo –
    vi manca il green, il golf!”
    “No, ce l’abbiamo, radiamo al suolo
    qualche ettaro di pineta e facciamo
    diciotto buche perchè quelle delle strade
    di Oristano non bastano” irrompe ancora il P.
    “Aiuto!”Dico, mi ci vuole un esperto di leggi.
    “Ah sì! Penso all’ing. Calvisi, chiedo a lui”
    La mia domanda è semplice: “Calvisi orientami
    tra Vas, Puc, Pul, Ppr, Parco Fluviale,Via”
    Calvisi mi risponde: E’ semplice, tu guarda alle regole
    che consumano, che mangiano meno territorio”.
    Capisco: non buttiamola sulle solite volumetrie,
    cemento che si autoincensa.
    “Turismo slow, albergo diffuso, b&b per fare
    qualche nome”. “Sì” dice che Calvisi e
    parla a nome del Comitato.
    “Che testa! Mi son dimenticato della pineta!”
    “No problem” dice il P. “Le daremo un’accorciatina,
    è vecchia e zozza, drive-in per amplessi
    di automuniti e basta…”
    “Diciotto buche per gente da tagliare a fette”
    Ripete stizzito il P.
    “Ho capito! Gli in-golf-ati di Is Arenas faranno
    la spola ogni giorno per Torregrande e ritorno
    lo slogan sarà “two green are better than one”.
    Sarà una formula vincente a livello internazionale,
    fa niente per gli in-golf-ati sudati.
    “Chissa’ quanto vi costerà questo progetto?”
    chiedo al P. che sorridendo mi risponde:
    “Non preoccuparti! Noi obbediamo alla
    legge del danaro: poca spesa, molto profitto”.
    “Dovete bonificare i terreni, però” interpello il P.
    Sì, abbiamo iniziato…” ribatte il P.
    “Non ho capito tutto, ma l’ing. Calvisi
    mi ha dato una dritta e non mi fido”
    Attenti al P.

    Antonio Pinna

  3. Eliseo
    aprile 6, 2014 alle 4:15 PM

    Torregrande va rivalutata, cosi’ come’ e’ penosa, tutti si lamentano che non c’e’ lavoro! Cosa vuol dire la pineta va salvaguardata? Cosi’ come’ e ‘ una discarica abusiva per muratori, eletricisti e privati. Se questa compagnia ha inquinato la terra la deve risanare di tasca sua e renderla disponibile se non e’ di sua proprieta’, se il terreno e ‘ il suo allora che costruisca e che dia lavoro alla gente locale.

  4. Mara
    aprile 6, 2014 alle 6:48 PM

    Ogni volta che le pubbliche autorità parlano di “rivalutazione” o “valorizzazione” vengono i brividi… Io faccio addirittura gli scongiuri.
    La Sardegna purtroppo è piena di “valorizzazioni” fatte ad esclusivo guadagno di speculatori che nel migliore dei casi, con la scusa del lavoro, distruggono il territorio e poi lo lasciano devastato. La pineta va RIPULITA, conservata e messa a disposizione di tutti gli oristanesi ed i turisti che amano passeggiare nelle sere d’estate. Chi la usa come discarica va severamente punito, non è difficile pescare chi ci porta macerie ed altre porcherie, basta volerlo. Chi ha inquinato il suo pezzo di terreno dev’essere obbligato a ripristinarlo – a sue spese – non a spese della collettività, poi potrà costruirci anche un castello se vuole, ma sul suo terreno. Non sul terreno che è di tutti e che l’amministrazione di Oristano intende sottrarre alla collettività, praticamente regalandolo ad un privato.
    Capisco la fame di lavoro, Eliseo, ma il massimo che un sardo potrà ottenere sarà un posto di caddy o di addetto alle pulizie, mentre a tutti gli altri non resterà che passeggiare al di fuori della recinzione, sbirciando i fortunati che giocano a golf in verdissimi prati artificiali. A te sta bene? Tutti i pareri sono legittimi, però spero che tu sia in minoranza assoluta.

  5. aprile 27, 2014 alle 12:21 PM

    da La Nuova Sardegna, 26 aprile 2014
    Liberazione dalla Ivi? La pioggia rovina tutto.
    Il Comitato che si oppone al progetto aveva organizzato un 25 aprile speciale Ma il maltempo ha mandato all’aria spettacoli musicali e pic nic in pineta: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/04/26/news/liberazione-dalla-ivi-la-pioggia-rovina-tutto-1.9115967

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