I “poveri” villeggianti.


Gallura, cantiere edile sulla costa

Gallura, cantiere edile sulla costa

La disoccupazione nel mese di febbraio 2014 ha superato il 13% della popolazione in età lavorativa (15-64 anni), più di 3,3 milioni di italiani, record dal 1977.

Ma a loro non importa.

Quella giovanile (15-24 anni) è pari al 42,4%, oltre 690 mila giovani italiani.

Ma a loro non interessa.

I ricchi sono sempre più ricchi, mentre crolla la capacità d’acquisto del 90% degli italiani.

Questo, invece, a loro può interessare.

Sta emergendo, infatti, da un’indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, guidata da Domenico Fiordalisi, che circa 2.500 lussuose ville sulla costa gallurese siano intestate a una miriade di società registrate in paradisi fiscali, ma sistematicamente vengano utilizzate da poveri ricchi ufficialmente poco abbienti.

Sarebbe ora che questi pagassero le tasse per i loro effettivi redditi, pagassero le sanzioni per le eventuali violazioni tributarie, subissero le conseguenze penali in caso di eventuali commissioni di reati.

Un po’ di sana giustizia non farebbe male.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

 

da La Nuova Sardegna, 5 aprile 2014

Gallura, nel mirino dei pm 2500 ville di lusso abitate da “poveri”.

Appartengono a società registrate in paradisi fiscali, utilizzate per le vacanze da italiani che risultano non abbienti.  (Giampiero Cocco)

PORTO CERVO La Repubblica di San Marino e il principato di Monaco, passando per Lussemburgo, Liechtenstein, Andorra, Gibilterra, le isole free del protettorato britannico, Cipro, il Bahrein, le Antille e la Polinesia francese. Una parte della Sardegna, per l’esattezza 2500 ville con tanto di giardini, dependance e ampie terrazze con vista sul mare smeraldino della Gallura, sono risultate appartenenti, come proprietà immobiliari, a società estere registrate in questi paradisi fiscali, mentre a sfruttarne il loro altissimo potenziale economico o utilizzarle per le vacanze a cinque stelle, sono in gran parte sconosciuti e poco abbienti cittadini italiani.

Per stanare il foltissimo gruppo di persone iscritte alla “Anonima Proprietari Ltd” dalle loro dimore di lusso è stata allestita, ed è entrata in piena attività già da alcuni mesi, una imponente e ipertecnologica task force coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi. Il quale ha aperto un fascicolo per atti relativi che racchiude la clamorosa e gigantesca inchiesta avviata alla fine dello scorso dicembre per accertare se – in questa anomalia tutta gallurese – siano riscontrabili reati di carattere penale oltre a violazioni in ambito fiscale o amministrativo.

Una task force di specialisti composta dagli uomini della polizia tributaria e del Gico di Roma, messi a disposizione della procura della Repubblica di Tempio dall’ispettore generale del centro Italia delle Fiamme Gialle, il generale di corpo d’armata Pasquale Debidda, dai funzionari degli uffici del demanio isolani, dagli ispettori delle Agenzie delle Entrate di Sassari, Tempio e Olbia e dagli investigatori dei gruppi di Olbia e Sassari della guardia di finanza. Una mega inchiesta scaturita da un controllo incrociato che ha fatto balzare sulla sedia, alla fine del 2013, gli ispettori dell’agenzia delle Entrate di Tempio i quali, esaminando le denunce dei redditi di alcuni personaggi che frequentano la Costa – lasciandosi dietro, come la bava di tantissime lumache, le “strisciate” di bancomat o carte di credito oro e platinum – si sono resi conto che il loro tenore di vita non era compatibile con quanto denunciato. Un campanello d’allarme che ha fatto scattare i successivi accertamenti patrimoniali che hanno messo in rilievo che ben 2500 tra ville e dimore da fiaba disseminate sulla Costa gallurese – dalle alture di Monti di Mola (Porto Cervo), alle assolate spiagge dal mare cristallino di Porto Rotondo e Palau – risultano intestate, come proprietà immobiliari, a società estere.

Approfondendo ulteriormente questo singolare aspetto si è venuti a scoprire che gran parte degli immobili sono però utilizzati nel periodo estivo da cittadini italiani, oppure ceduti in locazione, attraverso una fitta ragnatela di agenzie immobiliari sarde, italiane ed europee, a italiani che, stando alla loro denuncia dei redditi, potrebbero permettersi al massimo di affittare, e per poche ore soltanto, una cabina sulla spiaggia di Riccione, Rimini o Cattolica.

Ginepro (Juniperus communis) sul mare

Ginepro (Juniperus communis) sul mare

«L’inchiesta è in corso, non ci sono altre indicazioni da dare», dicono i portavoce della procura della Repubblica di Tempio, dove poco meno di un mese fa è arrivato il generale della guardia di finanza che coordina le operazioni di verifica del centro Italia, il quale si è intrattenuto per oltre un’ora a colloquio con il capo della Procura. L’inchiesta è appena avviata, «ma si tratta di atti relativi, nessun reato o violazione è stato finora ipotizzato o contestato», ha detto ieri Domenico Fiordalisi. Il quale però ha messo in campo la sua task force.

 

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

 

  1. Shardana
    aprile 5, 2014 alle 6:35 pm

    Mi chiedo cosa succede…….come mai dopo anni ci destiamo dal torpore che ci aveva avvolto e mettiamo a ferro e fuoco l’edilizia abusiva in sardegna,che nulla a dato ai sardi e tanto agli speculatori.Ben vengano queste botte di legalità,ma i complici degli abusivi,degli speculatori,quello che hanno dato la possibilità da dentro le istituzioni statali,le forze dell’ordine preposte al controllo,i sindaci,i vigili urbani come possono uscire indenni da questa vergognosa complicità.Dov’erano quando si costruiva sotto il loro naso.A quando i controlli sui rilasci delle licenze edilizie.Chi controllerà i permessi rilasciati da sovrintendenti su reperti sardo punici o antichità.?Speriamo che il fuoco non si fermi solo nel nord ,ma divampi in tutta l’isola e in tutte le sedi istituzionali complici del degrado

    • Mara
      aprile 5, 2014 alle 7:22 pm

      Dov’erano quando si costruiva sotto il loro naso?
      Bravo Shardana, questa è la domanda giusta. Cominceremo a credere nella Giustizia quando questi compagni di merende pagheranno i loro misfatti.

  2. aprile 5, 2014 alle 7:38 pm

    da Sardinia Post, 5 aprile 2014
    Il Gruppo di intervento giuridico: “Gli evasori vengano sanzionati penalmente”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/gruppo-intervento-giuridico-gli-evasori-vengano-sanzionati-penalmente/

    —————

    Evasori con vista sul mare: http://www.sardiniapost.it/cronaca/costa-smeralda-indagine-sugli-evasori-vista-mare/

  3. capitonegatto
    aprile 5, 2014 alle 8:28 pm

    M chi erano i possessori dei terreni, chi erano i muratori, chi faceva il movimento terra, chi chiudeva due occhi mentre si costruivano le mega ville, chi dava i servizi e non chiedeva almeno i dati di accatastamento ? Oltre ai propietari evasori, gli altri sono innocenti ?

    • Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
      aprile 5, 2014 alle 10:08 pm

      Ad avvalorare ancora di più questo articolo aggiungo:
      Si dovrebbe ricordare anche che nel mio comune c’era un tempo dove tutti gli assessori erano imprenditori edili. Da sempre l’assessorato più importante (quello più ambito) nel mio paese è quello all’edilizia.
      Ancora oggi sono convinti che il motore trainante dell’economia locale sia l’edilizia…..stando a sentire le varie dichiarazioni , “c’è tanto territorio da costruire, non si vive di verde e ambiente”, altri costruirebbero tutto perchè altrimenti, magari scoppiano gli incendi e viene tutto distrutto mentre – motivazione – dove è costruito gli incendi non nascono.
      Spesso noi sardi ci facciamo mangiare la pasta in testa, diventiamo ospiti in casa nostra perche consentiamo a chi viene da fuori di sfruttare le nostre bellezze così loro prendono i soldoni a nostro discapito. Non ci può essere volontà di preservare il territorio in chi viene da fuori. Attenzione non è per fortuna sempre così ma nella stragrande maggioranza dei casi, in Costa Smeralda, chi vuole costruire non lo farà mai stando attento all’ambiente perchè, l’ambiente è per lui un ostacolo per giungere al profitto.
      Un PUC sarebbe auspicabile e darebbe certezza di diritto. Purtroppo ancora oggi (vi è il modus operandi) a determinate persone non si può dire di no. Se non cambia questo modo di pensare in favore della legalità non so dove andremo a finire.

  4. Shardana
    aprile 6, 2014 alle 11:31 am

    In effetti a carloforte era la stessa storia storia fino a qualche anno fa,anche se ora non è cambiata di molto,.in un piccolo paese ė facile osservare il fenomeno “tutti insieme appasionatamente”L’assessorato all’edilizia è il più ambito perchè con ingegneri e ufficio tecnico consenzienti rilasciavano progetti che partivano da ristrutturazione rudere e diventavano villette o addirittura alberghi.Tutti insieme appassionatamente perchè la cricca era composta un pò da tutte le autorità locali,carabinieri,vigili,politici,impiegati comunali,ingegneri che logicamente avevano contatti con i silenzi delle istituzioni oltre il canale,sovrintendenza ai beni archeologici compresi,un vero apparato di potere che ha regnato impunito per decenni.Per anni venivano presentati ruderi di proprietà altrui in zone completamente diverse da quelle dove veniva rilasciata l’autorizzazione edilizia.Un vero sistema mafioso,dove tutti attingevano soldi favori e voto di scambio a piene mani e non è che oggi sia cambiato.Basterebbe fare dei controlli sui rilasci dei progetti e si vedrebbe che si costruisce ancora con le stesse modalità. È in costruzione un eco mostro alla caletta che solo a carloforte avrebbe potuto essere realizzato,in un’isola che è un sic e una zps.Eppure si sono mossi cittadini e le autorità sono state informate,nessuno si è mosso,nonostante abbiano trasformato in una mega discarica una zona bellissima dell’isola con il pietrame della collina sbancata(come potevano farlo) e i detriti dell’albergo,anzi degli alberghi.perché visto che gli” era stato concesso” anche i detriti dell’hotel riviera sono stati prima portati al piazzale ecomostro e poi dispersi per le stradine dell’isola dando la possibilità ai costruttori di risparmiare migliaia di € a danno dell’ambiente e della salute della gente,in quanto è stato macinato tutto insieme,amianto compreso.Logicamente non stò raccontando favole,tutto e sotto gli occhi di tutti, peccato che fiordalisi è troppo isolato per sperare in un cambiamento,troppi potenti coinvolti e così le fiamme del suo fuoco lambiranno marginalmente il resto dell’isola.Ridateci la legalitá

  5. Bruno LAI
    aprile 6, 2014 alle 8:30 pm

    Precisando che al momento i fabbricati analizzati pare siano a norma, condivido in pieno molte delle osservazioni: nei casi di abusivismo, i primi responsabili sono da cercarsi all’interno delle amministrazioni locali deputate ai controlli, ma di fatto incapaci per mere esigenze personali. Sa di “mafietta” locale… del faccio finta di nulla perchè magari conosco il proprietario. In tal senso, l’Italia ha una lunghissima storia di menefreghismi vari. In risposta alle osservazioni del cosa si faceva prima… beh, Fiordalisi continua a dimostrare che dove arriva, lavora… e sa lavorare. E’ un peccato che si debba arrivare sempre al passaggio legale per bloccare certe cose. E’ vero, ci sono anche i casi di abusivismo per necessità, rispetto ai quali va fatto un distinguo nel seguito alle azioni. Ovvero, non si può tirare giù la casa a queste famiglie, senza prima averli riprotetti in un qualche modo, soprattutto in presenza di minori, ma di fatto, il principio applicato, essendo legge, va applicato. Però i segnali offerti sono importanti: va bloccato un certo modo di fare, va ricondotto tutto a una certa legalità che deve essere diffusa, diversamente, come detto più volte, non lamentiamoci poi se il permesso ad abusare edile, possa essere vissuto da altri come un permesso ad abusare in settori di altra natura.

  6. aprile 9, 2014 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 aprile 2014
    Evasione fiscale in Gallura, il pm chiede 200 sequestri di beni.
    Verifiche di Guardia di Finanza, Agenzia Entrate e Procura. I sequestri saranno eseguiti tra Olbia e Arzachena: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/04/09/news/evasione-fiscale-in-gallura-il-pm-chiede-200-sequestri-di-beni-1.9013619

  7. Benito Azzoni
    aprile 18, 2014 alle 6:08 pm

    Se non cambia questo modo di pensare in favore della legalità non so dove andremo
    a finire………….. Questa è la conclusione di un commento. Rispondo: la Legalità non è
    un modo di pensare. E’ l’insieme di Leggi fatte da uomini di buona volontà ed osservate da cittadini corretti, ma vigilate da attenti funzionari. Nell’interesse della Collettivita.
    Scusate stavo pensando ad un Popolo ed ad un Popolo Civile che ama la sua Nazione.

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