L’ultima canagliata sullo stravolgimento del piano paesaggistico regionale.


anche su Il Manifesto Sardo (“L’ultima vergogna“), 13 febbraio 2014

dune

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Come facilmente preventivabile, il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci vuole e pretende l’approvazione definitiva del “suo” stravolgimento del piano paesaggistico regionale prima delle elezioni regionali del 16 febbraio 2014.

Magari al cospetto del suo sempiterno nume tutelare, Silvio Berlusconi, il prossimo venerdi 14.

Per questo, incurante delle conseguenze, forse anche di carattere penale, è disposto anche a commissariare il povero ing. Gianluca Cocco, Direttore del Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione che deve esprimere il necessario parere conclusivo della procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), tuttora in corso e regolarmente nei termini (180 giorni).

Il suo stravolgimento del nostro (di tutti noi cittadini) piano paesaggistico regionale è già davanti alla Corte costituzionale, impugnato dal Governo per violazione delle necessarie e vincolanti procedure di co-pianificazione, come già la Corte costituzionale ha recentemente indicato proprio in riferimento alla Regione autonoma della Sardegna (sentenza n. 308/2013)[1], con buona pace dei soliti soccorritori dell’arbitrio regionale di sinistra, progressisti, ambientalisti, e chi più ne ha più ne metta.

S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

E non finirà qui. Perché il “nostro” P.P.R., pur migliorabile in vari punti, tutela il “nostro” paesaggio e continueremo a difenderlo in tutte le sedi.      Il ricorso è già pronto.

Le modifiche della Giunta Cappellacci sono infatti un autentico stravolgimento, illegittimo perché in violazione del Codice del paesaggio.

Quali sono? Eccole, in estrema sintesi:

– i fiumi e i torrenti ritenuti “irrilevanti” non sono inclusi, con le relative sponde, fra i beni paesaggistici;

“negli ambiti di paesaggio, in qualunque articolazione del territorio disciplinata dal PPR, sono ammessi” interventi edilizi e ristrutturazioni con aumenti di volumetrie fino al 15 per cento;

– gli accordi Regione – Comune possono prevedere anche nelle aree tutelate per legge, nei beni paesaggistici, nuove strutture residenziali e ricettive connesse ai campi da golf;

– in via transitoria, fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al piano, sono realizzabili gli interventi edilizi di quel piano per l’edilizia parzialmente a giudizio davanti alla Corte costituzionale, come la legge sul golf e quella per la “svendita” dei demani civici;

– sempre in via transitoria, si applicano gli strumenti urbanistici attuativi in base ad accordi Regione–Comune, possono essere resuscitati i progetti edilizi “zombie” nei Comuni dotati di P.U.C. approvati in base ai vecchi e illegittimi piani territoriali paesistici, si possono edificare strutture residenziali in area agricola, possono esserci interventi di ristrutturazione/completamento degli insediamenti edilizi e ampliamenti volumetrici fino al 25 per cento delle strutture ricettive anche nella fascia costiera dei trecento metri dalla battigia.

Di fatto un vero e proprio far west nella parte più pregiata del territorio sardo. L’operazione spregiudicata e demagogica, effettuata a fini elettoralistici sotto le elezioni regionali, sarà giudicata sul piano giuridico.

Siamo in uno Stato di diritto, per fortuna.    Sta, però, agli elettori sardi far sì che questa povera Isola non sia amministrata in questo modo scellerato per altri cinque lunghi anni.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

Sardegna, costa meridionale

Sardegna, costa meridionale

da L’Unione Sarda, 12 febbraio 2014

URBANISTICA. Manca solo la valutazione ambientale. Ppr, la Giunta forza i tempi. Cappellacci: fi­rma o commissario. Lorenzo Piras

Gli oppositori l’hanno letta come un colpo di mano, il governatore Ugo Cappellacci invece va avanti per la sua strada e ribadisce: «Entro questa settimana approveremo in via definitiva la revisione del Piano paesaggistico». A costo – come ha annunciato lunedì al forum di Confindustria – di commissariare gli uffici che non hanno fornito le certificazioni necessarie (come la Vas, valutazione ambientale strategica) per chiudere la partita. Cosa che dovrebbe avvenire nell’ultima seduta di Giunta prima del voto, con tutta probabilità venerdì. Comunque ieri Cappellacci si è detto fiducioso sul fatto che la firma della Vas possa arrivare senza dover ricorrere ad azioni eclatanti.

LE CRITICITÀ. Il percorso del Ppr è quindi all’ultima stazione. Almeno a leggere la vicenda sotto la lente della Regione. Al ministero dei Beni culturali – che venerdì 17 gennaio ha impugnato la programmazione urbanistica alla Corte Costituzionale – sono stati invece irremovibili nel rilevare che si tratta «di atto unilaterale della Giunta». Come del resto il 25 ottobre scorso aveva rilevato la direzione regionale del Mibact, denunciando la rinuncia alla co-pianificazione da parte della Regione. E come il 29 ottobre aveva ribadito il ministro Bray, che parlava anche di «possibili illegittimità». La Regione, comunque, non si è persa d’animo e ha proseguito nell’iter per la pubblicazione sul Buras, avvenuta il 31 ottobre 2013. Il governatore, anzi, ha sempre parlato di «interferenze politiche attorno al Piano paesaggistico», con attacchi all’ex governatore «Soru e al ministro Bray», ricevendo però i rimbrotti del sottosegretario dei Beni culturali, ambientali e del Turismo Borletti Buitoni, che ha sollevato «il conflitto di competenze sul Ppr». Sulla vicenda hanno preso posizione anche le associazioni ambientaliste: le osservazioni sulla pianificazione sono state circa 200 e, in particolare Legambiente, Lega per l’abolizione della caccia e Gruppo di intervento giuridico, hanno annunciato che seguiranno «ulteriori azioni per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio in Sardegna».

IL PROPOSITO. Nelle intenzioni della Giunta, «dopo due anni e mezzo di ascolto dei territori e dei loro rappresentanti», bisognava «mettere ordine in una previsione con molti punti critici», basata oltretutto «sul divieto fine a se stesso». Vengono così corrette le inesattezze e messe sul sito della Regione le nuove cartografie, dando a tutti la possibilità di individuare con uno smartphone la presenza di un bene identitario grazie a un’applicazione. Sui beni identitari la Giunta ha condotto una battaglia: attorno ai monumenti le aree sono vincolate. «Peccato», fanno notare dall’assessorato all’Urbanistica, «che in molti casi le vecchie cartografie riportassero quei monumenti in posizione sbagliata, di fatto non opponendo alcun tipo di tutela alle aree dove effettivamente si trovava il bene da preservare».

 

 

Costa Paradiso, cantiere edilizio in fortissima pendenza

Costa Paradiso, cantiere edilizio in fortissima pendenza

 

 

Il sì definitivo entro venerdì in Giunta.

Tutto è appeso alla Vas. E che arrivi da un dirigente o da un commissario poco importa. Almeno al governatore Ugo Cappellacci, che intende chiudere la legislatura con la revisione del Piano paesaggistico approvata. Quasi un giuramento, quello che lunedì ha prestato agli imprenditori sardi aderenti a Confindustria, che gli hanno ricordato i dati drammatici del crollo dell’edilizia, con il dimezzamento di addetti e fatturati: «Bisogna superare la logica del vincolo fine a se stessa», ha detto alla platea di Confindustria. «Ma, nello stesso tempo, occorre fissare regole che valgano per tutti». Del resto la filosofia del nuovo Piano paesaggistico non prevede stravolgimenti, ma al massimo miglioramenti dell’esistente. Lo stesso governatore ricandidato ha sempre escluso «nuove colate di cemento». L’obiettivo non celato, in caso di rielezione, non potrà che essere l’approvazione della nuova legge urbanistica che fissi, tra l’altro, procedure rapide per l’approvazione dei Piani urbanistici comunali al Ppr. Altro nervo scoperto del piano del 2006.

 

 

Cabras, penisola del Sinis

Cabras, penisola del Sinis

 

 

Ira degli ambientalisti. Tiana: troppa fretta. Deliperi: punta ai voti. Piera Serusi

Il giorno dopo la sortita del ricandidato governatore uscente deciso ad approvare in settimana la revisione del Ppr, è quello in cui l’avversario per il centrosinistra Francesco Pigliaru indossa le scarpe da cantiere e riunisce ingegneri, geometri, geologi e imprenditori per un incontro in tema di edilizia. «Così si esalta solo l’incertezza», ha sintetizzato sul punto il professore nella sala convegni del Caesar’s Hotel di Cagliari, mentre là fuori cominciava a montare l’onda delle reazioni all’annuncio di Ugo Cappellacci. «Cosa vuole che le dica? – sbotta Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico -. È la degna conclusione di un’operazione spregiudicata fatta a danno della Sardegna in vista delle elezioni. Lo scorso ottobre è stata buttata per aria la procedura di co-pianificazione, tempi calcolati per procedere a un’approvazione definitiva giusto prima delle elezioni. Noi, comunque, a questo punto presenteremo ricorso». Più conciliante Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente. «Inviterei Cappellacci a riflettere sul disastro immane che è stata l’alluvione di Olbia e di tutta la fascia costiera, conseguenza – puntualizza – di uno sviluppo selvaggio». È un modello di sviluppo, avverte Legambiente, che va rimesso in discussione. E proprio alla luce di quanto accaduto durante il nubifragio del 18 novembre. «Questa procedura di approvazione – conclude Tiana – ci sembra piuttosto affrettata rispetto alla complessità del piano paesaggistico». E, pur se da un punto di vista formale si può andare avanti, non si può far finta che non esista un ricorso presentato dal Governo alla Corte Costituzionale contro la Regione. Un ricorso con cui l’Avvocatura dello Stato ha chiesto ai giudici della Consulta di annullare il testo del Piano paesaggistico (revisione delle norme della Giunta Soru) approvato a ottobre. È vero che la Corte Costituzionale non sta decidendo domani e che deve ancora valutare vecchi conflitti di attribuzione, ma resta un conflitto aperto; non proprio la situazione ideale per chi chiede una concessione e vorrebbe aprire un cantiere. «Ciò di cui abbiamo bisogno è la semplicità, la chiarezza delle norme», avvisa Maurilio Piredda, presidente del Collegio dei geometri della provincia di Cagliari. Riguardo il battesimo in settimana del Ppr rivisto, dice che «sì, su alcuni aspetti si è lavorato ma altro resta da definire. Sono scettico, ma tutto può succedere». Ferma la necessità di correggere il Ppr, «la nostra posizione fin dall’inizio è stata chiara: temi importanti come questo andrebbero gestiti lontano dalla campagna elettorale», avverte Gaetano Nastasi presidente dell’Ordine degli Ingegneri. «Il contenzioso con lo Stato? Certo, un Ppr condiviso col Ministero garantirebbe una notevole semplificazione delle procedure. La Regione, ad esempio, sarebbe autorizzata a concedere le autorizzazioni paesaggistiche così com’è avvenuto finora col Piano Soru».

 

 

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

 

 

«È una programmazione che tutela l’ambiente».

Ugo Cappellacci ha sempre detto che «il Ppr va esattamente in direzione della tutela dell’ambiente», e che «la revisione è frutto di un serrato confronto con i sindaci e gli altri attori del sistema». Confronto che ha evidenziato «una serie spaventosa di criticità, basti pensare che gli errori nella classificazione dei beni paesaggistici era di seimila su diecimila beni». Da qui «un contenzioso incredibile che ha bloccato molti uffici comunali, con solo 7 su 377 in grado di adeguare il loro Puc. Noi non abbiamo fatto altro che dare strumenti che permettono ai Comuni di fare il loro piani urbanistici». Due giorni fa il governatore ha deciso di imprimere una forte accelerata, anche a dispetto dell’impugnazione del governo e del fatto che mancano alcune certificazioni regionali: «Entro questa settimana vorrei approvare in via definitiva il Ppr». Quindi prima del voto di domenica. (r. m.)

 

 

Tuili - Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

Tuili – Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

 

 

«E il conflitto con lo Stato? Così si esalta l’incertezza».

«È una Giunta che vinse le elezioni dicendo: faremo faremo faremo. Non ha fatto nulla. Anche sul Ppr aveva detto: lo cambiamo. Sono passati cinque anni e ora viene approvato il Piano in pieno conflitto con lo Stato. Così non si fa altro che esaltare l’incertezza. E i primi a subirla sono gli imprenditori». Francesco Pigliaru ha affrontato il punto a conclusione dell’incontro di ieri mattina con i tecnici e gli imprenditori del settore edile (parte di un’intera giornata dedicata al comparto, mentre l’avversario Cappellacci non ha ancora fissato una data per un confronto). Semplificazione delle procedure, chiarezza della normativa, rottamazione della burocrazia che avvilisce l’iniziativa delle imprese e alimenta la crisi economica. Queste le richieste presentate al candidato presidente per il centrosinistra. Che ha promesso: «Se va come spero, ci vediamo anche dopo». (p.s.)

 

 

Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

 

 

«C’è chi non si ferma neppure davanti alla morte».

«Latita quando la legge gli permette di aiutare l’Isola, ne persegue invece la violazione se vuole passare da paladino dei sardi». È l’analisi di Pier Franco Devias sull’intenzione di Ugo Cappellacci di approvare la revisione del Ppr in settimana, ad ogni costo e prima delle elezioni. Poi, riferendosi all’alluvione del 18 novembre scorso, dice: «Nemmeno 16 morti e la distruzione di centinaia di aziende e case servono a mettere in dubbio la scellerata ostinazione del governatore a voler servire, sempre e comunque, gli interessi della speculazione immobiliare, anche a costo di proporre, come ha fatto, la costruzione in corsi fluviali ritenuti non importanti». Secondo Devias, «Cappellacci ha trascurato il fatto che proprio i cosiddetti corsi ininfluenti hanno provocato le maggiori devastazioni». E infine: «Purtroppo ci sono persone che non si impressionano neanche davanti alla morte». (r. m.)

 

 

foglie nel bosco

foglie nel bosco

 

 

«Una fretta sospetta e fuori da ogni regola».

Michela Murgia considera «sospetta» la fretta di Ugo Cappellacci. «Nella sua ultima settimana da presidente», dice la candidata di Sardegna Possibile, «intende forzare l’approvazione di un atto importante come il piano paesaggistico, fuori da ogni legittimità amministrativa e da ogni regola etica». Tutto ciò «a conferma della sua ansia di rispettare accordi di interesse che quel progetto sembra rivelare», e a suggello di «cinque anni di pessima amministrazione, che Cappellacci chiude in perfetta coerenza». Quanto alla sua idea di Ppr, «non è pensabile che dieci persone chiuse in una stanza possano, del tutto arbitrariamente, decidere l’interesse di molti, e che pianificazioni così impattanti calino dall’alto. Noi intendiamo scrivere il Ppr attraverso processi partecipativi: imprenditori, tecnici, amministratori e cittadini devono avere voce in capitolo». (r. m.)

 

 

Iglesias, l'ecomostro di Nebida

Iglesias, l’ecomostro di Nebida

 

 

«Sono faccendieri, pensano solo ai metri cubi».

«È l’ennesima farsa di Cappellacci sul piano paesaggistico». Commenta così, Mauro Pili, l’annuncio del governatore uscente di voler approvare il Ppr in settimana. «Quando si fanno certi proclami», spiega il candidato della Coalizione del popolo sardo, «si ammette il fallimento di un’intera legislatura. Ha avuto cinque anni e annuncia la modifica del piano l’ultimo giorno? Semplicemente ridicolo». Cappellacci con Verdini e Pigliaru con Soru sono stati «due calamità naturali che hanno messo in ginocchio la Sardegna». Per questo «non perderò un giorno per cancellare gli affari progettati da veri e propri faccendieri ai danni dell’Isola. Soru e Cappellacci hanno pensato solo al numero di metri cubi, noi introdurremo la qualità come base di ogni nuova pianificazione. Con un concetto: i sardi protagonisti dell’ambiente e della pianificazione territoriale». (r. m.)

 

 

Fluminimaggiore, area mineraria di Baueddu, forni

Fluminimaggiore, area mineraria di Baueddu, forni

 

 

«Deve dare risposte agli amici in attesa».

«Forse ha amici che stanno aspettando». Per Gigi Sanna non c’è altra spiegazione dietro l’annuncio di Cappellacci di voler approvare entro questa settimana la revisione del Ppr. «Il designato ex governatore – dice il candidato del Movimento Zona Franca – sembra aver scoperto la sua vocazione stakanovista: in settimana vuole, nonostante l’impugnazione del governo italiano, approvare il Ppr». Due giorni fa davanti agli industriali sardi aveva detto di voler risolvere tutto in settimana, anche a dispetto di intralci interni. «La mancanza di certificazioni regionali non gli interessano», ha aggiunto Sanna, «lui commissaria, basta che si faccia prima delle elezioni». E conclude: «Saremo stati molto soddisfatti se Cappellacci avesse dimostrato questa volontà di attuazione anche per la Zona Franca, ma quella gli serviva solo per la campagna elettorale». (r. m.)

 

 

 

Arbus, Piscinas e carrelli minerari

Arbus, Piscinas e carrelli minerari

 

 

 

da Sardinia Post, 12 febbraio 2014

Cemento sulle elezioni.

L’ultimo atto della campagna elettorale di Ugo Cappellacci potrebbe compiersi venerdì nell’ultima riunione della giunta regionale: l’approvazione del nuovo Piano paesaggistico, il contestato strumento urbanistico che il governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale.

Un atto di pura propaganda che ha scatenato la reazione delle associazioni ambientalista e dei candidati alla carica di governatore. Eccezionalmente tutti concordi – da Francesco Pigliaru a Michela Murgia, da Mauro Pili aPier Franco Devias – nel giudicare la mossa di Cappellacci inopportuna e poco responsabile. Un modo per accendere i riflettori su se stesso alla vigilia del voto.

Una fretta sospetta, accompagnata da un decisionismo inusuale. Il governatore uscente è giunto a minacciare il commissariamento degli uffici che ancora non hanno fornito la Valutazione di impatto ambientale.

Come si ricorderà, l’annuncio del nuovo Ppr, ribattezzato “Piano paesaggistico dei sardi” fu l’atto inaugurale della lunghissima campagna elettorale del governatore uscente. E subito suscitò la reazione del governo che ha accusato la Regione di non aver rispettato le norme che impongono la copianificazione. Uno scontro che meno di un mese fa ha determinato l’impugnazione della programmazione urbanistica regionale davanti alla Consulta.

La tragedia del novembre scorso a Olbia, che rese evidenti i danni della cementificazione del territorio, sembrava aver frenato l’iniziativa del governatore. A due settimane dalla pubblicazione del nuovo Ppr sul Buras (avvenuta il 31 ottobre) l’alluvione chiarì la necessità di procedere con estrema attenzione e prudenza nella pianificazione urbanistica per evitare i tanti errori del passato. Non era così.

Una “operazione spregiudicata” e puramente elettoralistica, secondo il presidente del Gruppo d’intervento giuridico Stefano Deliperi. Una decisione che, assunta mentre è ancora aperto il conflitto col governo, ha il solo risultato di “esaltare l’incertezza”, secondo Francesco Pigliaru. Il pessimo atto finale di cinque anni di pessima amministrazione, a giudizio di Michela Murgia.
Critico anche, in una dichiarazione a l’Unione sarda, il presidente dell’Ordine degli ingegneri Gaetano Nastasi: “la nostra posizione fin dall’inizio è stata chiara: temi importanti come questo andrebbero gestiti lontano dalla campagna elettorale”.

Gualtiero Cualbu (gruppo Iniziative Coimpresa) versa lo spumante al neo Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci  il giorno della vittoria elettorale

Gualtiero Cualbu (gruppo Iniziative Coimpresa) versa lo spumante al neo Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci il giorno della vittoria elettorale

(foto da mailing list ambientalista, per conto GrIG, C.B., S.D., archivio GrIG)

 


[1]     Testualmente: “l’art. 135 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nel testo in vigore dal 2008, stabilisce, all’ultimo periodo del comma 1, l’obbligo della elaborazione congiunta dei piani paesaggistici tra Ministero e Regioni «limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), nelle forme previste dal medesimo art. 143»” (Corte cost., 17 dicembre 2013, n. 308).              Si tratta delle aree tutelate con vincolo paesaggistico in base a provvedimenti specifici di individuazione ovvero direttamente dalla legge, nonché le ulteriori aree tutelate in base ad altri puntuali provvedimenti.

  1. febbraio 12, 2014 alle 9:36 PM

    da Sardinia Post, 12 febbraio 2014
    Nuovo Ppr, Pigliaru: “Cappellacci stravolge le istituzioni”: http://www.sardiniapost.it/politica/nuovo-ppr-pigliaru-cappellacci-stravolge-le-istituzioni/

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    Il retroscena. La lettera dell’assessorato contro il diktat di Cappellacci: http://www.sardiniapost.it/politica/il-retroscena-la-risposta-degli-uffici-al-diktat-di-cappellacci/

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    Un suicidio giuridico a fini elettorali. (Carlo Mannoni): http://www.sardiniapost.it/pronto-intervento/un-suicidio-giuridico-fini-elettorali/

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    Satta (Upc): “Da Cappellacci l’assalto finale alle coste”: http://www.sardiniapost.it/politica/satta-upc-da-cappellacci-lassalto-finale-alle-coste/

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    Capelli (Cd): “Vergognose le ultime azioni della Giunta Cappellacci”: http://www.sardiniapost.it/politica/capelli-cd-vergognose-le-ultime-azioni-della-giunta-cappellacci/

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    da CagliariPad, 12 febbraio 2014
    Accelerata sul Ppr, Pigliaru: “Cappellacci stravolge il diritto dentro le istituzioni”.
    Il candidato del centrosinistra contesta la decisione del presidente di commissariare il servizio di Valutazione Ambientale che non avrebbe ancora espresso il parere sul piano: “Non si sogni di creare questo caos istituzionale per la sua propaganda”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=7236

  2. febbraio 12, 2014 alle 10:34 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2014
    Elezioni Sardegna, Cappellacci promette il Piano del paesaggio. Ma domenica si vota.
    Davanti alla platea di Confindustria, il governatore rispolvera il provvedimento annunciato fin dalla campagna contro Soru, che aveva vietato le costruzioni entro i 2 km dalla costa. Peccato che manchi ancora un parere obbligatorio e ci sia un’impugnazione del governo. E il 14 febbraio sarà l’ultimo giorno utile. (Monia Melis) (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/12/sardegna-cappellacci-promette-il-piano-del-paesaggio-ma-domenica-si-vota/878674/)

    Revisione sì, revisione no. I tempi sono strettissimi e quando ormai manca una manciata di giorni alla fine del suo mandato il governatore (e ricandidato) di centrodestra Ugo Cappellacci rilancia uno dei suoi cavalli di battaglia: il nuovo Piano paesaggistico regionale. L’eterna promessa sfila dunque nei titoli di coda della legislatura. Nella settimana delle elezioni del 16 febbraio ha annunciato alla platea di Confindustria: “Lo approveremo in via definitiva prima del voto”. Cioè entro venerdì 14. Ma non è cosa semplice visto che manca un parere tecnico, ossia la Valutazione d’impatto strategico da parte degli uffici regionali. Quindi l’ultimatum con la minaccia dei commissariamenti dei dirigenti pur di arrivare al risultato. Che suona come uno spot elettorale. «Un atto irresponsabile» secondo tutti gli altri candidati. Bocciato ancora una volta dalle associazioni ambientaliste.

    Sul Piano paesaggistico voluto dall’attuale Giunta c’è poi un altro macigno. L’impugnazione da parte del Governo nazionale, arrivata il 17 gennaio, preceduta dai rilievi formali del ministero dei Beni culturali. Lo strumento di programmazione urbanistica è quindi di fronte alla Corte costituzionale in quanto “atto unilaterale”. Si è saltato un passaggio: quello della co-pianificazione secondo il Codice Urbani e secondo la Costituzione, appunto. «Interferenze politiche» per l’attuale presidente della Regione. E quindi tutto fermo, con nuova benzina sulla disputa Sardegna Regione autonoma e Stato centrale.

    Il Ppr, o meglio ancora il Pps (Piano paesaggistico dei sardi) così come è stato ribattezzato lo scorso autunno – quando è stato approvato in via provvisoria – è una sorta di libro mastro a cui tutti i Comuni devono far riferimento. Stabilisce chi può costruire, dove e quanto. Attorno vi ruotano gli interessi dei costruttori, dei privati e dell’intero settore dell’edilizia in crisi cronica. Nonché consensi e quindi voti. Sono ormai dieci anni che se ne discute, quello in vigore è stato voluto e studiato dalla precedente giunta di Renato Soru: adottato nel 2006, contestato duramente perché considerato troppo restrittivo e farraginoso. «Soltanto 7 comuni sardi su 377 sono riusciti ad adeguare il Puc in base al Ppr», precisa il presidente Cappellacci. È prevista la tutela delle coste entro 2 chilometri dal mare, spazio considerato “bene paesaggistico d’insieme” e la protezione dei beni identitari, anche nell’interno.

    Un argomento di peso, dunque, che attraversa le campagne elettorali e che ha contribuito alla vittoria nel 2009 di Cappellacci. La nuova versione del Ppr è stata presentata 4 anni dopo dalla sua elezione, poche settimane prima della terribile alluvione che ha devastato l’Isola, con morti e distruzione. E lo strascico di polemiche e accuse sulla speculazione edilizia e la mancata cura del territorio, soprattutto in Gallura.

    Per convincere i detrattori non è bastato nemmeno il video promozionale che vede protagonista il presidente in persona in contesto bucolico e dal titolo rivendicativo: “Restituiamo la Sardegna ai sardi”. Né le rassicurazioni: «Il Pps non porterà nessuna cementificazione». Gli ambientalisti sono implacabili, in prima fila da sempre il Gruppo d’intervento giuridico, Legambiente, Wwf e Fai che annunciano ricorsi. Il piano recepisce infatti alcune leggi già impugnate dal governo davanti alla Consulta come quella dello sviluppo con campi da golf (e relativi resort e metri cubi). Nonché si teme la riesumazione di progetti di grosse lottizzazioni, in riva al mare, attualmente bloccati. Dal Sulcis alla Gallura i pretendenti di vecchia e nuova data non mancano.

    Pure l’aggiornamento del Ppr ha avuto strascichi giudiziari, e non per abusivismo edilizio. In ballo ci sono 900mila euro: sono gli incentivi stanziati per il lavoro di revisione da dividere tra 164 dipendenti regionali, in parte ignari, che non hanno mai partecipato al progetto. Le accuse per i tre dirigenti, ora imputati, che hanno firmato gli atti vanno da concorso in falso ideologico a truffa aggravata. Il denaro è stato sequestrato dalla Finanza e la spartizione sospesa.

  3. Shardana
    febbraio 13, 2014 alle 9:51 am

    Riempiamo le galere di gente giusta,sarebbe ora………

  4. febbraio 13, 2014 alle 3:05 PM

    da La Nuova Sardegna, 13 febbraio 2014
    Pps, tutti contro Cappellacci. Il tentativo di approvare il Piano prima del voto scatena la rivolta di ecologisti e avversari. (Luca Rojch) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/02/13/news/pps-tutti-contro-cappellacci-1.8660051)

    SASSARI. Mattone dopo mattone. Il governatore candidato, Ugo Cappellacci, punta ad approvare il suo Piano paesaggistico dei sardi entro domani. Molti parlano di cemento elettorale. Ma per il candidato del centrodestra è una inevitabile necessità per l’immediato rilancio dell’economia. Intorno alla scelta del presidente in corsa si è già scatenata la bufera. In molti sono pronti a demolire il Piano che ristruttura dal profondo il Ppr varato dalla giunta Soru. A dire il vero sembra un edificio del tutto diverso, che vuole sorgere sulle macerie del piano precedente. Percorso a ostacoli. Il Pps, presentato poco prima delle elezioni, in teoria doveva essere la nuova bibbia del mattone. Doveva dettare le regole ai sardi su dove sarebbe stato possibile costruire nell’isola. Ma è ancora arenato negli uffici del Savi, il servizio Sostenibilità ambientale e valutazione impatti, che non ha dato il via libera. Cappellacci ha annunciato che è pronto a commissariare il Savi se non darà subito il via libera. Ma il percorso del suo Pps è molto più accidentato di quanto il candidato del centrodestra lasci intendere. Il governo Letta ha impugnato il provvedimento, ha sollevato un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. Il ministero aveva denunciato l’assenza di procedure di co-pianificazione della legge. Gli ambientalisti. Il primo a tirare mattonate contro l’annuncio del governatore è il Gruppo di intervento giuridico. «Abbiamo nel cassetto il ricorso già pronto contro la legge – spiega il presidente del Gruppo di intervento giuridico Stefano Deliperi –. Ma se Cappellacci commissaria il Savi presenteremo denuncia alla procura della Repubblica. La scelta di Cappellacci di approvare il Pps prima del voto è la degna conclusione di una operazione che stravolge il Ppr. Un piano illegittimo da tutti i punti di vista, come dimostra la scelta del governo di impugnarlo. Cappellacci ne uscirà con le ossa rotte, ma a lui interessa solo fare un’operazione elettorale. In realtà danneggia i sardi». Anche il Fai mostra grandi perplessità. «Ci siamo già rivolti al Ministro – dice la presidente del Fai Maria Grazia Piras –. Abbiamo chiesto a Cappellacci la convocazione di un tavolo con tutte le componenti per verificare l’impatto ambientale e le procedure». La politica. Colpi di maglio arriva dal candidato governatore per il centrosinistra Francesco Pigliaru. «Cappellacci minaccia di commissariare il Savi perché si rifiuta di esprimere il parere sul nuovo Ppr – afferma –. Non è contento di aver commissariato tutto, i Consorzi di bonifica, le Agenzie, le Province, le Asl. Ogni volta ha detto che avrebbe fatto le riforme. Ora vuole commissariare anche dirigenti e funzionari che rispettano la legge e non rispondono ai suoi ordini. Se deve fare campagna elettorale appenda manifesti, ma non usi le istituzioni e non si permetta di stravolgere il diritto dentro le istituzioni». Ma gli attacchi al progetto di Cappellacci arrivano anche dal segretario nazionale dell’Upc, Antonio Satta. «L’esecutivo – spiega Satta – prepara l’assalto finale alle coste della Sardegna, minaccia dirigenti e funzionari che non obbediscono agli ordini. È una campagna elettorale viziata da un abuso di potere». Critico anche il senatore di Sel Luciano Uras. «La giunta Cappellacci – afferma –. Con gli ultimi colpi di coda cerca di agguantare i voti che non merita perché ha fallito su tutti i fronti, compreso quello del tentativo di smantellare il Piano paesaggistico regionale. Cappellacci e la sua giunta continuano a voler approvare a pochi giorni dalle elezioni regionali, un nuovo Piano paesaggistico che in realtà di nuovo non ha nulla. Conferma la cultura di destra della devastazione, a cui si sono ispirate tutte le deroghe in materia edilizia dei Piani casa che hanno trasformato i seminterrati in civili abitazioni».

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    da Sardinia Post, 13 febbraio 2014
    Nuovo Ppr, il grande dilemma di Cappellacci: blitz o resa? (Alessandra Carta): http://www.sardiniapost.it/politica/nuovo-ppr-il-grande-dilemma-di-cappellacci-blitz-o-resa/

  5. febbraio 13, 2014 alle 5:58 PM

    nell’ordine del giorno della riunione di Giunta regionale del 14 febbraio 2014 non è indicata l’approvazione definitiva dello stravolgimento del piano paesaggistico regionale (P.P.R. – 1° stralcio costiero): https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_385_20140213151440.pdf .

    Potrebbe entrare all’ultimo momento, fra le “varie ed eventuali”.

    In questo caso……. 😉

  6. amico
    febbraio 14, 2014 alle 10:08 am

    Se è vero come sembra che la Giunta approverà il nuovo PPR senza la valutazione ambientale strategica (http://www.sardiniapost.it/politica/la-comica-finale/ ) a mio parere è necessario proporre un immediato ricorso al TAR magari chiedendo il decreto di sospensiva inaudita altera parte. Avete la mia mail. Se avete necessità di un contributo economico per instaurare il ricorso un piccolo contributo si può dare.
    Saluti

  7. amico
  8. Shardana
    febbraio 16, 2014 alle 11:09 am

    Vedo in ritardo ilvideo del gladiatore……Mi ha sempre colpito questa parte di film,perchè mostra la violenza con la quale si piegano i popoli,o con noi o contro di noi.Quando il comandante dice”il popolo dovrebbe capire quando è sconfitto”non si distacca di molto da come ragionano i gruppi politici con chi la pensa in modo diverso.Io logicamente stò con i galli(?).perché anche come noi sardi sono figli del popolo di Dan

    • febbraio 16, 2014 alle 12:55 PM

      …toc..toc…o Shardana, è una battuta 😛

      Stefano Deliperi

      P.S. come “ti spiezzo in due”, per capirci…

  9. Shardana
    febbraio 16, 2014 alle 2:15 PM

    Hey c’è nessuno?Ho capito bene che era una battuta,ma volevo condividere la sensazione che avevo provato nel vedere quello spuntone di film.Non ci possono spezzare perchè siamo flessibili come canne al vento e il vento ne sà di cose.Prepariamoci all’ennesimo ricatto occupazionale a capo San Lorenzo carrelli di F35 in cambio di posti di lavoro.Il numero uno della societ(e cos’è la cariatide del gruppo TNT?) è convinto che anche le strutture dislocate in sardegna possono essere utilizzate per nuove sperimentazioni tecnologicamente molto .avanzate.Voglio sentire qui il pensiero dei nostri futuri governatori.Saluti deliperi e speriamo che il sapere non rimanga una prerogativa solo del vento.Saluti Grig

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