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Il piano paesaggistico è stato stravolto, associazioni e cittadini provano a fermarli.


il massiccio del Gennargentu innevato visto dalla Giara

il massiccio del Gennargentu innevato visto dalla Giara

anche su Il Manifesto Sardo (“Il piano paesaggistico è stato stravolto“), n. 158, 1 dicembre 2013

 

“Abbiamo garantito il numero legale fino alle 12 mentre emergeva la volontà della maggioranza di non affrontare il tema per le troppe assenze nelle loro fila. Così abbiamo chiesto di aggiornare la riunione abbandonando l’aula. Solo più tardi abbiamo appreso che il centrodestra, recuperando in modo rocambolesco i propri componenti e senza la presenza della minoranza, ha approvato il parere” (L’Unione Sarda, 27 novembre 2013).

Così biascicano i consiglieri delle opposizioni (P.D., S.E.L., P.R.C., P.S.d’Az.) riguardo il blitz del centro-destra che ha approvato il prescritto parere (positivo, ovvio) della Commissione permanente “urbanistica” del Consiglio regionale sul piano paesaggistico stravolto dalle modifiche della Giunta Cappellacci.     Non si comprende se siano incapaci o polli.

E’ solo uno dei fatti emblematici dell’operazione tanto spregiudicata quanto dannosa per la Sardegna, condotta dall’Amministrazione regionale Cappellacci solo per fini elettoralistici.

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

Qualche comunicato stampa, qualche convegno e poco più è quanto è stato messo in campo dalle forze politiche che, a parole, contestano lo stravolgimento del piano paesaggistico.

Velleitario il centro-sinistra (con il solo Renato Soru a battersi con decisione), inconsistenti i Grillini, non pervenuti (finora) Michela Murgia e il suo rassemblement, nonché l’autonominato Partito dei Sardi.

Sul piano politico-elettorale, il presidente-candidato Cappellacci corre come un treno e attualmente sembra che solo eventuali condanne penali (è pluri-imputato e per il 13 gennaio 2014 è attesa la sentenza del procedimento riguardante la Municipalizzata di Carloforte) possano fermarlo: spara le sue bordate elettorali a spese pubbliche e gli altri candidati (quelli che affermano di esistere) o inseguono affannati o rimangono inerti.   Oppure tuttora non esistono.   Con questa legge elettorale, dove vince anche chi prende un solo voto in più degli altri, Cappellacci sta agendo in modo spregiudicato e demagogico.

Dice fesserie, ma dice quello che i “suoi” elettori vogliono sentirsi dire.     Bravo, non c’è che dire.

Costa Paradiso, cantiere edilizio in fortissima pendenza

Costa Paradiso, cantiere edilizio in fortissima pendenza

Ma le associazioni ecologiste (speriamo tutte!) e i semplici cittadini non sono stati con le mani in mano.

Già dallo scorso 21 novembre 2013 (il termine ultimo è scaduto il 30 novembre) le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra – Cagliari, Lega per l’Abolizione della Caccia – Sardegna hanno inoltrato alla Regione autonoma della Sardegna un atto di intervento con “osservazioni” nelle procedure di modifica del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) e nella relativa valutazione ambientale strategica (V.A.S.).

Non solo.          Oltre alla campagna di mail bombing nei confronti della Presidenza della Regione e del Consiglio regionale, nonché del Ministro per i Beni e Attività Culturali (quest’ultimo interessato anche da uno specifico ricorso per fermare la prima operatività del piano) che ha coinvolto migliaia di cittadini, è stato messo a disposizione gratuitamente un modulo per l’atto di intervento con “osservazioni” al piano adottato.   Sono stati 130 le richieste pervenute e gli atti conseguentemente inviati a comitati, associazioni, singoli cittadini.

Sardegna, coste, dune

Sardegna, coste, dune

Si ricorda che il piano paesaggistico riguarda il territorio, da tutelare e gestire correttamente, ed è disciplinato fondamentalmente dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).      La Giunta Cappellacci, con la  deliberazione Giunta regionale n. 45/2 del 25 ottobre 2013, ha adottato l’aggiornamento e revisione del piano paesaggistico regionale (P.P.R. – 1° stralcio costiero).

Sono tanti i contenuti illegittimi o palesemente incongrui del piano così modificato e comportano anche un aumento del rischio idrogeologico in tutte quelle aree già oggi classificate come tali nel piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.) dove la disciplina del nuovo piano prevede incrementi volumetrici indistinti.  E purtroppo in Sardegna sappiamo bene come il dissesto idrogeologico sia una realtà comune, così come recentemente testimoniato dalla tragica alluvione determinata dal Ciclone Cleopatra, l’ennesima calamità innaturale.

Non lasceremo nulla d’intentato per fermare questa follìa, perché ognuno di noi può fare molto per la propria Terra, insieme possiamo salvarla.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Domus de Maria, Chia, foce del Rio Chia e Torre costiera

Domus de Maria, Chia, foce del Rio Chia e Torre costiera

 

 

 

Ecco alcune palesi illegittimità e/o scelte pianificatorie sciagurate per la tutela del territorio sardo contenute nelle “norme tecniche di attuazione” del piano paesaggistico regionale stravolto:

*  i fiumi e i torrenti “che la Regione abbia ritenuto in tutto o in parte, irrilevanti ai fini paesaggisticinon sono inclusi, con le relative sponde, fra i beni paesaggistici (art. 11, comma 4°, delle norme tecniche di attuazione) in palese contrasto con l’art. 142, comma 1°, lettera c, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. che tutela i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna.   Il Ministero per i Beni e Attività Culturali potrebbe, però, confermarne “con provvedimento motivato” l’importanza paesaggistica;

* “negli ambiti di paesaggio, in qualunque articolazione del territorio disciplinata dal PPR, sono ammessi” interventi edilizi e ristrutturazioni con aumenti di volumetrie fino al 15% (art. 12, comma 1°, lettere b, c, delle norme tecniche di attuazione);

* gli accordi Regione – Comune (art. 5, comma 1°, lettera c, delle norme tecniche di attuazione) possono prevedere anche nelle aree tutelate per legge (art. 15, comma 1°, lettera f, delle norme tecniche di attuazione), nei beni paesaggistici, “nuove strutture residenziali e ricettive connesse ai campi da golf in base alla legge per il golf (legge regionale n. 19/2011), a giudizio davanti alla Corte costituzionale proprio per le gravi violazioni delle competenze statali costituzionalmente garantite in tema di tutela del paesaggio e dell’ambiente (art. 117, comma 2°, lettera s, cost.);

* in via transitoria, fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al P.P.S. (art. 69, comma 1°, lettera e, delle norme tecniche di attuazione), sono realizzabili “gli interventi previsti dal capo I della L.R. n. 4/2009 e successive modifiche ed integrazioni, nel rispetto dei limiti di validità temporale della legge”, cioè gli interventi edilizi di quel c.d. piano per l’edilizia anch’esso in parte (legge regionale n. 21/2011) a giudizio davanti alla Corte costituzionale;

* sempre in via transitoria (art. 69, comma 3°, lettera c, delle norme tecniche di attuazione), si applicano gli strumenti urbanistici attuativi conseguenti agli accordi Regione – Comune (art. 5, comma 1°, lettera c, delle norme tecniche di attuazione);

* ancora in via transitoria (art. 69, commi 6° e 7°, delle norme tecniche di attuazione), possono essere resuscitati i progetti edilizi zombie nei Comuni dotati di P.U.C. approvati in base ai vecchi e illegittimi piani territoriali paesistici, se rientranti in “piani attuativi legittimamente adottati prima dell’approvazione del PPR” (previe verifiche delle volumetrie disponibili), e “gli interventi previsti dagli strumenti attuativi già approvati e convenzionati” con opere di urbanizzazione legittimamente avviate nei Comuni non dotati di P.U.C.     Tanto per capirci, i progetti edilizi come quello previsto a Cala Giunco (Villasimius) dal Gruppo Immobiliareuropea s.p.a. o quello della Lega delle Cooperative nella baia di Piscinnì (Domus de Maria);

* permangono, sempre in via transitoria (art. 69, comma 9°, delle norme tecniche di attuazione), le possibilità di ampliamenti volumetrici fino al 25% delle strutture ricettive anche nella fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia;

* previo accordo Regione – Comune (art. 5, comma 1°, lettera c, delle norme tecniche di attuazione), possono essere realizzati interventi di ristrutturazione e completamento degli insediamenti edilizi anche entro la fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia, con indubbio effetto eversivo delle norme di tutela e della pianificazione paesaggistica (art. 72 delle norme tecniche di attuazione);

* viene introdotta, ancora in via transitoria (art. 77 delle norme tecniche di attuazione), la possibilità di edificazione di strutture anche residenziali in aree agricole con superficie minima di intervento … in un ettaro incrementabile con apposita deliberazione del consiglio comunale fino ad un massimo di tre ettari … indipendentemente dalla qualificazione professionale del richiedente il titolo abilitativo”, pur essendo necessaria la “effettiva connessione funzionale tra l’edificazione e la conduzione agricola e zootecnica del fondo”.

Bisogna tener ben presente che le disposizioni del P.P.S. si applicano fin dal momento della pubblicazione sul B.U.R.A.S. dell’adozione (B.U.R.A.S. n. 49 – parti I e II – del 31 ottobre 2013) riguardo la disciplina di salvaguardia (art. 87, comma 2°, delle norme tecniche di attuazione e art. 12, comma 3°, del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.), così come i repertori dei beni paesaggistici, dei contesti identitari, degli alberi monumentali e delle grotte.   In queste parti il P.P.R. è da subito modificato e sostituito[1].

Narbolia, pineta costiera di Is Arenas e gru

Narbolia, pineta costiera di Is Arenas e gru

allegati

qui la deliberazione Giunta regionale n. 45/2 del 25 ottobre 2013

 

Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

 

 

qui il disciplinare tecnico sulla pianificazione paesaggistica (1 marzo 2013)

qui le LINEE GUIDA PER IL LAVORO DI PREDISPOSIZIONE E APPROVAZIONE DEGLI ATTI DI AGGIORNAMENTO E REVISIONE DEL PPR DEGLI AMBITI COSTIERI E DEL PPR DEGLI AMBITI INTERNI (25 luglio 2012)

qui il protocollo d’intesa Regione autonoma della Sardegna – Ministero per i Beni e Attività Culturali sulla pianificazione paesaggistica (2007)

Carloforte, La Caletta, eco-mostro in costruzione

Carloforte, La Caletta, eco-mostro in costruzione


[1]   Purtroppo, almeno in parte, il piano modificato è già esecutivo. Infatti, l’art. 87, comma 2°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. modificato afferma:

“A far data dall’approvazione preliminare del presente PPR e fino all’approvazione definitiva di cui al comma 1, in riferimento al rilascio dei titoli abilitativi in contrasto con la disciplina del PPR adottato, si applica l’articolo 12, comma 3, del D.P.R. n. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni”.

L’art. 12, comma 3°, del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. dispone:

“3. In caso di contrasto dell’intervento oggetto della domanda di permesso di costruire con le previsioni di strumenti urbanistici adottati, è sospesa ogni determinazione in ordine alla domanda. La misura di salvaguardia non ha efficacia decorsi tre anni dalla data di adozione dello strumento urbanistico, ovvero cinque anni nell’ipotesi in cui lo strumento urbanistico sia stato sottoposto all’amministrazione competente all’approvazione entro un anno dalla conclusione della fase di pubblicazione”.

Sono inibiti gli interventi “in contrasto con la disciplina del PPR adottato”, quindi, se l’interpretazione delle norme ha un senso, sono consentiti quelli in linea “con la disciplina  del PPR adottato”.

Almeno in parte il P.P.R. così modificato (meglio, stravolto) ha già efficacia.

S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

(foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    dicembre 1, 2013 alle 9:43 am

    Questi sciagurati non si fermano nemmeno davanti all’evidenza. Devono pagare, togliendo loro – a vita – la possibilità di occuparsi della cosa pubblica. Forza GRIG.

  2. dicembre 1, 2013 alle 12:28 pm

    da Sardinia Post, 30 novembre 2013
    Gian Antonio Stella: “Sardi, i soldi sono finiti. Combattete con tutta la vostra intelligenza”. (Davide Fara): http://www.sardiniapost.it/politica/gian-antonio-stella-sardi-soldi-sono-finiti-combattete-con-tutta-la-vostra-intelligenza/

    _______________________

    da La Nuova Sardegna, 1 dicembre 2013
    Pps e tutela ambiente Da Soru e Stella un nuovo allarme.
    Macomer, confronto sui modi per salvaguardare il territorio Al dibattito l’inviato del “Corriere” e l’ex governatore. (Tito Giuseppe Tola)

    MACOMER. Ci sono le regole che ingabbiano, come nel caso della ricostruzione aall’Aquila, e le mille regole che servono per bloccare il degrado, come è avvenuto in Sardegna con i progetti di tutela ambientale, a partire dal piano per la salvaguardia del paesaggio, adottato dalla Giunta Soru durante il suo mandato. Due diverse visioni della tutela del territorio, ma entrambe orientate preservare monumenti e ambiente dalla distruzione, si sono confrontate a Macomer nel corso dell’incontro promosso dall’Associazione culturale “Nino Carrus” per presentare il libro-inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo «Vandali – Assalto alle bellezze d’Italia». Con l’autore si è confrontato l’ex presidente della Regione, Renato Soru, in un dibattito che ha toccato anche il nuovo Pps. Il giornalista del Corriere della Sera ha parlato dell’inesorabilità del degrado, che non riguarda solo la Sardegna, ma tutta l’Italia e in particolare il Sud. Soru, invece, vede il bicchiere mezzo pieno. Ritiene che le regole ancora in vigore bastino a salvare l’isola dal cemento ed è convinto – anzi certo – che il nuovo piano della Giunta Cappellacci non passerà mai. Gian Antonio Stella ha raccontato il degrado d’Italia e di parte delle Sardegna accompagnando il racconto con le immagini di cementificazioni, abusi edilizi e scempi ambientali, di monumenti in abbandono e di ecomostri che nonostante le condanne sono ancora in piedi. Per la Sardegna ha indicato “interventi assurdi” realizzati a Santa Teresa, Capo Malfatano, Villaputzu, Cala Girgolu e a Carloforte con l’ampliamento di un hotel. «Per non parlare dello scandalo della Maddalena – ha detto –, dove hanno investito centinaia di milioni e lasciato l’abbandono. A volte il cemento entra in modo mascherato e subdolo. Si parla di campi da golf, ma l’intenzione è quella di realizzare seconde case». Ha infine mostrato la foto di un cartello pubblicitario che offre abitazioni a 129mila euro, più lo sconto del 10 per cento, sulla spiaggia di Badesi definendolo «una vera assurdità». Secondo Renato Soru non è tutto così nero come descritto da Gian Antonio Stella. «C’è un altro modo di vedere le cose – ha detto –, non c’è solo la realtà dei vandali, ma anche quella di tanti amministratori che difendono il territorio e i suoi beni. In Sardegna si parla di tutela del patrimonio e della possibilità che venga distrutto e che siano smantellate le norme di tutela. Servirebbero tanti giudici Fiordalisi, ma ne abbiamo uno solo. Serve anche una politica che sappia dire no». Soru si è soffermato sul Pps. Ha premesso che la Sardegna ha ancora ampi tratti di costa senza cemento, ma si vorrebbero sbloccare 15 milioni di metri cubi cancellati dal piano precedente e aggiungerne altri 5 milioni. Ha concluso Stella dicendo che in Sardegna si hanno 75 metri quadrati di case per ogni abitante e che 300 mila case sono vuote per gran parte dell’anno, ma si vorrebbero costruire altri 20 milioni di metri cubi.

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    dal blog di Claudia Zuncheddu, 1 dicembre 2013
    Le mie osservazioni al PPR di Cappellacci: http://www.claudiazuncheddu.net/966-le-mie-osservazioni-al-ppr-di-cappellacci

  3. Juri
    dicembre 1, 2013 alle 12:35 pm

    Polli o incapaci? Nessuna delle due opzioni, temo. Molto più probabile la malafede, con la quale hanno messo in scena un (secondo loro) abile giochino per apparire (agli occhi dei loro elettori) contrari allo stravolgimento del PPR, mentre, in realtà, non lo disdegnano affatto. Meglio passare per polli o incapaci, avranno pensato, piuttosto che creare intoppi all’adozione di questo “PPS”.
    A proposito: è poi uscita la lista nominativa di chi ha votato a favore della svendita dei demani civici?

  4. dicembre 1, 2013 alle 5:38 pm

    E..però però..Come si fa a dire “inconstitenti” i grillini, quando il Movimento non è in Regione ? Che si fa ? Si strumentalizza anche qui ? Ragazzi, sapete che vi apprezzo. Ma..ma. Se il Movimento ci fosse (e presto ci sarà..eccome..non avrebbe abbandonato l’aula..e sta ennesima schifezza NON sarebbe passata. Ammettiamolo, SVP.

    • dicembre 1, 2013 alle 6:01 pm

      avrebbe comunque potuto prendere una posizione pubblica, anzi più di una. Magari anche un proprio atto di “osservazioni” ufficiale.
      Si fa politica anche fuori dalle aule parlamentari e consiliari.
      Non è meglio – e più utile – fare meno litigi interni e qualche presa di posizione su temi così importanti come questi? Penso di sì e credo che lo pensino molte persone.

      Stefano Deliperi

  5. dicembre 1, 2013 alle 6:29 pm

    @Orni Corda: i progetti si possono bloccare anche stando fuori dalle istituzioni! Bisogna avere la volontà di prendersi le carte, leggersele, capirne le debolezze e contrattaccare. Il Movimento 5 Stelle poteva prendere posizione, è vero, ma poteva presentare ufficialmente delle osservazioni! Non ci bastano le parole! Ha scritto bene la dott.ssa Zuncheddu (http://www.claudiazuncheddu.net/966-le-mie-osservazioni-al-ppr-di-cappellacci) sul suo blog: oltre all’opposizione politica ci vuole l’opposizione TECNICA! Ma per fare quella bisogna mettersi a studiare le carte (peccato che la politica di questi tempi sia troppo impegnata a parlare di sé)!

  6. Raimondo Cossa
    dicembre 1, 2013 alle 7:45 pm

    Concordo pienamente con quanto affermato dal GrIG. La prossima campagna elettorale sarà probabilmente incentrata sullo sfruttamento energetico e sul pps. Prima di votare vorremmo sapere le posizioni di 5 Stelle e dei vari Murgia, Partito dei sardi, Progress etc.

  7. Shardana
    dicembre 1, 2013 alle 8:00 pm

    Ero già dormiente……ma non capisco perchè con tutti i nomi degli assenti che dovevano essere presenti,ve la prendete con i grilli,meno male che siete ambientalisti.Soru è ancora convinto che il carbone sia la panacea per la sardegna e aveva anche aumentato le tonnellate di scorie da bruciare alla portovesme s r l,alla faccia dell’ambiente sardo e della salute dei cittadini.Certo che per lui non è tutto nero,la pensa come un PD – L.Pensare che lo avevo anche votato.Non aspettavamo certo stella per contestare la vergognosa situazione dell’ex hotel baia d’argento,ora baia cemento o baia cagai,Scusatemi,ma dobbiamo sempre far finta che siano quelli di fuori che si accorgono di che cosa serve ai sardi e alla sardegna.GriG li abbiamo già provati tutti e tutti hanno mangiato a 4 ganasce,quindi non denigriamo i grillini se non li abbiamo ancora visti all’opera.CRI CRI CRI CRI paura eh

    • dicembre 1, 2013 alle 8:07 pm

      paura de chè? Sarebbe bello se prendessero posizione in proposito o no?
      E sarebbe bello che la prendessero pure altri, da Michela Murgia al c.d. Partito dei Sardi.
      O no?
      Hanno qualche idea, qualche proposta in merito?
      Se sì, la tirino fuori. In fondo, è loro interesse ed è interesse degli elettori sapere che posizioni hanno in proposito.
      O si deve votare per fede?

      Stefano Deliperi

  8. Raimondo Cossa
    dicembre 1, 2013 alle 8:42 pm

    Ciao Shardana. Naturalmente niente di personale. Ma scusa, ti sembra normale che in un momento delicato come questo (lo stravolgimento del ppr) nessuno di questi “nuovi movimenti” si fa sentire? O è una strategia elettorale? L’ambientalismo non c’entra niente; quì si tratta di prendere coscienza di quello che si muove per evitare, o ostacolare, tutto quello che la Sardegna ha subito in passato. Si tratta anche di favorire la “pulizia politica”, di isolare tutti i politici regionali che con i nostri soldi hanno acquistato papernalia varia in oro. Per antonomasia penso che tutto questo dovrebbe essere un bel cavallo di battaglia per i 5 Stelle e per tutti quelli che ho accennato sopra. O no?

  9. Shardana
    dicembre 1, 2013 alle 10:02 pm

    Paura del cambiamento,perchè oramai o si cambia o si muore e i vecchi politici (non per età ma per visione del mondo)non ne vogliono sapere di mollare l’osso,perchè loro sono al potere grazie al voto di scambio …..posti di lavoro,licenze edilizie,commerciali,imposte non pagate e silenzi………..Sarebbe bello sì se prendessero posizioni in proposito,ma se non sono al potere saranno solo parole al vento e questo deliperi lo dovresti sapere………..basta guardarsi intorno per vedere come ci hanno ridotto questi inquisiti,che hanno fatto del delinquere uno stile di vita che ancora resiste e non permetterà intrusioni,per questo i grillini ancora prima di potersi esprimere sono già osteggiati anche da chi non dovrebbe.Questo non è rivolto a voi logicamente……cordialità e sai biri

  10. dicembre 1, 2013 alle 10:06 pm

    Prendere posizioni ..,,Scusate, ma seguite i posts o gli eventi ? In tantissimi luoghi (da La Maddalena, a Porto Torres, a Cirras, a Simaxis, alla Costa Verde, a Teulada, a Capoterra, a Cagliari, a Laconi, nelle piccole isole, Nuoro, Sassari…etc etc) dovunque in Sardegna..il Movimento c’era e c’è, concretamente e operativamente. Con denunce e sensibilizzazioni. La politica è del FARE con i Cittadini. Le proposte operative sono su Airesis e nei tavoli tematici. Facile infangare ed alluvionare dalle pagine di stampa. La posizione, all’osservatore acuto, è evidente: solo a coloro che portano i paraocchi, non lo è. Con tutto il rispetto che il Gruppo d’Intervento e dei sui membri, NON si fa la gara a chi vince il primo premio per impegno ed ambientalismo. Si lotta insieme. E si concordano le linee strategiche d’intervento creando Programmazione integrata per il Territorio tutto.

    • dicembre 1, 2013 alle 10:19 pm

      cerchiamo di capirci: sullo stravolgimento del piano paesaggistico il MoVimento 5 Stelle ha preso posizione o no? E’ intervenuto nel relativo procedimento di modifica o no?
      Tutto qui.
      L’articolo parla di questo e non di altro. Non di “gare” o di “premi”.
      L’argomento è fondamentale per il presente e il futuro della Sardegna.

      Stefano Deliperi

  11. Maurizio
    dicembre 1, 2013 alle 10:37 pm

    I pennivendoli legulei alla don Abbondio continuano la loro opera di mistificazione e falsità. E non avendo l’appoggio della gente comune sarda, che invece vuole una tutela dei beni reali e non fittizi, piangono e chiamano papà stato, incapaci di confrontarsi sulle reali condizioni di tutela e sviluppo, confidando solo sulle cavillose norme che imprigionano la nostra vita quotidiana e su una magistratura giacobina che nuota nel brodo talebano e giustizialista.

    • dicembre 1, 2013 alle 10:48 pm

      caspita, sembri un radical-forzitaliota alla Capezzone 😉
      toh, beviti un brodo cementizio caldo, che fa freddo, e stai sereno.

      Stefano Deliperi

    • Occhio nudo
      dicembre 2, 2013 alle 8:41 am

      ohi, ohi, Maurizio, e dai che già te la danno la concessione. Rilassati! Comunque, tanto per cambiare argomento, che c’entra don Abbondio con i pennivendoli legulei? Casomai Azzeccagarbugli. Lo vedi che ti devi rilassare?

  12. Ma per favore
    dicembre 1, 2013 alle 11:14 pm

    Sono piuttosto SCONCERTATO nel leggere alcune prese di posizione “prettamente ideologiche” frutto di acuta IMPROVVISAZIONE demagogica di chi, in difetto di AZIONE CIVICA VERA, parla di cose che manco CONOSCE. Della serie: POPULISMO dell’IGNORANZA alla stato PURO! Chi ha messo le terga sulla sedia per leggersi le carte, impegnando notti intere, fine settimana inclusi, sa che la parola SARDI, in quel Piano, che è di VARIANTE al PPR, non viene nemmeno citata, se non nelle TELEVENDITE da DETERSIVO in capo a CEMENTATOR! Chi ci ha LAVORATO alle riserve, è da LODARE, perché invece di BLATERARE, ha trasformato in riserve “spendibili” quello che altri approcciano in maniera Comica e DEMENZIALE. Le soluzioni ci sono: CHIUDERE la BOCCA sarebbe già un passo avanti – ammesso che si abbiano poi le capacità e le competenze per riempire lo spazio con cose concrete – … questo vale ovviamente per tutti quei gruppi in continua espansione di nani, ballerine, saltimbanco di passaggio, che fanno politica con la stessa frequenza e viscidità delle lumache del post pioggia! Non voglio invece entrare nel merito specifico di certe situazioni, ma chiedo ai sostenitori del verbo di Flip dell’Ape Maia, di andare a vedersi cosa sta combinando un certo Movimento ad Assemini, il cui avvallo alla realizzazione di una MEGA CENTRALE mangia alberi, mangia ambiente e mangia salute, si propone come GIALLA SOLUZIONE di tutti i mali: Complimenti vivissimi avevamo proprio bisogno di nuovi modi per farci del male. Informatevi ogni tanto, la conoscenza rende liberi.

  13. Bruno Lai
    dicembre 1, 2013 alle 11:43 pm

    Confermo l’importanza delle osservazioni e dell’eccezionale lavoro condotto dal Gruppo di Intervento Giuridico e dalle associazioni ambientaliste in generale, la cui funzione è in linea con i principi ispiratori alla base della loro nascita.

    La stessa cosa non posso dire di altre entità che si manifestano tipo poltergeist, con l’assurda pretesa di insegnare agli altri come funziona il mondo. I ragazzi del liceo sono spesso più preparati di improvvisatori che pensano di cambiare il mondo con l’anarchia e il peso delle parole al vento.

    Impegnarsi, sappiatelo, costa veramente tanta fatica: eh, si, bisogna studiare! So che questa parola suonerà “nuova a qualcuno”, ma la storia ci insegna che Fiordalisi, per ottenere quello che ha voluto, non ha certo occupato le piazze o le scuole, bensì studiato le carte. Abbiate quindi la cortesia di fare altrettanto e di non denigrare chi ha alle spalle una grande storia di battaglie al servizio della collettività.

    In risposta a – Ma per favore – fai bene a evidenziare la cosa, perché ero presente alla riunione dell’altro giorno in Comune ad Assemini e il Sindaco ha alzato le braccia, evidenziando che la cosa ormai esiste. Ma per cortesia: ha tutte le carte in mano per sospendere i lavori, oppure per comunicare al mondo intero che sono riserve sbagliate… ma se lo sono, perché non lo ha ancora fatto?

    Ragioniamoci sulle cose, e sul fatto che parlare in piazza, non è come scrivere alle istituzioni: la differenza non sta nel software di videoscrittura, ma nell’hardware di chi concepisce le riserve. Spero che il messaggio sia giunto chiaro. Ne approfitto, a differenza d’altri, per ringraziare il GrIG, per avermi permesso di prendere visione del Progetto di Variante “più pazzo del mondo” e contribuire a formulare SERIE RISERVE per ESTIRPARLO, prima che proliferi nella testa di qualche faccendiere.

  14. dicembre 2, 2013 alle 1:16 am

    Concordo pienamente Stefano, l’argomento è di primaria importanza e Ti ringrazio per l’operato tutto, negli anni e senza mai demordere. In totale sincerità, dico solo che dobbiamo adoperarci tutti e di più. Senza correnti e senza “allusioni”. In prima persona, quanto in collettività. Rimarcavo, forse puntigliosamente, solo il fatto dell’imprecisione nei dati di “assenza/presenza”, in quanto non soggetto politico ancora presente a livello amministrativo, In Sardegna. Il messaggio è di comunicazione, se vogliamo veramente combattere. Non di elusione, ma di condivisione di scelte e decisioni importantissime. Ammetto la poca evidenza di posizione del movimento, ma non posso parlare per tutti. Quantunque l’operato attivato in questi giorni di emergenza, sia prova evidente d’interesse e risposta al bisogno immediato della popolazione NEL territorio.PER esso, e per annullare totalmente l’interesse privato di oligarchia recidiva e ammuffita, creiamo, insieme, una rete di paletti a difesa del Bene Sardegna che ci è stato dato. Nessun bisogno di citarsi addosso, per questo. Solo questo. E chiaro invito a non strumentalizzare il PPR e la lotta contro l’assurdità dello stesso, come “Cavillo di Troia” per battaglie elettorali distruttive e inficianti. Tutti a cavalcare l’argomento energia e quello dell’ambiente, Per la Cultura dell’Ambiente , troppo poco. Vedasi piani di rischio, totalmente inidonei e assolutamente auto-protettivi delle cariatidi isolane (riciclaggio candidature incluso). Con stima immutata ed invito alla partecipazione nel Cambiamento possibile.

    • Occhio nudo
      dicembre 2, 2013 alle 8:59 am

      Be’, per avere un ruolo istituzionale, bisogna prima averlo avuto a livello sociale, popolare: come si può pretendere che i sardi votino un partito/movimento totalmente assente o silente, che nulla dice sulle più importanti tematiche legate al territorio? Non si può mica andare avanti con il bollino di zio Beppe. Il movimento, che potrebbe approfittare della triste situazione degli altri partiti isolani, è completamente concentrato sulla potenziale spartizione di poltrone al momento inesistenti. Aspetta, forse, di avere una poltrona in Consiglio regionale per farsi sentire? E come pensa di arrivarci? Scrivendo di Cambiamento o di Cultura Per l’Ambiente? Ma, per favore, scendete dalla maiuscola e immergetevi nella realtà. Onestamente, se le cose continuano così, difficilmente potrò confermare il mio voto.

  15. dicembre 2, 2013 alle 9:57 am

    dal blog di Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, 29 novembre 2013
    Sardegna: speculazione edilizia e caos climatico, altro che tragedia!: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/11/sardegna-speculazione-edilizia-e-caos-climatico-altro-che-tragedia/

  16. dicembre 2, 2013 alle 11:32 am

    da L’Unione Sarda, 1 dicembre 2013
    URBANISTICA. Proposte di revisione e suggerimenti: le istanze sono già 130. Ppr, raffica di osservazioni. Legambiente: «Il Piano va sospeso per sei mesi». (Lorenzo Piras)

    Sul Piano paesaggistico aleggia lo spettro di un’impugnazione alla Consulta da parte del governo, ma il percorso per l’adozione non si ferma. Ieri scadevano i termini per la presentazione delle osservazioni.
    LA SCADENZA. Nel tardo pomeriggio erano circa 130. Cifra parziale, perché i rilievi al Ppr potevano essere inviati alla Regione fino a mezzanotte con il sistema Pec. Il quadro definitivo si conoscerà domani. Osservazioni sono arrivate agli uffici da Comuni come Quartucciu, Monserrato, Carbonia, Orosei e Dorgali: «In questi casi sono tutte migliorative, con riferimenti specifici alle situazioni territoriali», informa Marco Melis, responsabile dell’Urbanistica regionale. Tra le 130 osservazioni ci sono anche quelle di privati cittadini in ordine a interessi privati, di ordini professionali e delle associazioni ambientaliste. «Da queste spesso pervengono le stesse osservazioni in e-mail diverse», dice Massimiliano Tavolacci, capo di gabinetto dell’assessorato.
    GLI AMBIENTALISTI. Legambiente fa una richiesta: «Alla luce della catastrofe che ha interessato l’Isola, la Regione sospenda il Ppr per sei mesi in tutti i paesi e le città della Sardegna e in questo periodo i Comuni recepiscano nel Puc i piani delle fasce fluviali, il piano di assetto idrogeologico (Pai) e il piano stralcio del bacino idrografico della Sardegna. Solo così i Comuni potranno dire di essersi dati norme che vietano le costruzioni accanto ai fiumi». A proporlo è Vincenzo Tiana, leader dell’associazione, che ha presentato numerose osservazioni tecnico-procedurali assieme ad Amici della Terra, Italia Nostra, Wwf e Gruppo di intervento giuridico.
    DUBBI. «Lascia perplessi la struttura delle norme di attuazione, che prefigura un nuovo piano e non un aggiornamento. Il Ppr, poi, fa continuo riferimento al Piano casa, che aveva carattere di urgenza e di sostegno all’edilizia, aspetto che mal si concilia con la tutela, e a leggi di settore come la legge sul golf. Non va bene». Ancora: «Non convincono le norme transitorie, che consentono di recuperare lottizzazioni approvate prima della Salvacoste».
    I TEMPI. Entro altri 30 giorni potranno essere presentate osservazioni alla Valutazione ambientale strategica (Vas). Tiana chiede inoltre la proroga delle osservazioni procedurali per i 60 Comuni colpiti dall’alluvione. Entro al massimo 60 giorni la Regione dovrà presentare le sue controdeduzioni.
    LA CNA. Sul Ppr è intervenuta anche la Cna: «L’avvio del processo di revisione del Piano paesaggistico regionale della Sardegna (Pps) senza la necessaria copianificazione con lo Stato previsto dal Codice Urbani e dalla Costituzione, è un tema che deve essere restituito al confronto di merito, mettendo al centro interesse pubblico e sottratto alla disputa ideologica». Lo ha sottolineato il presidente Bruno Marras, durante l’assemblea elettiva dell’associazione artigiana. «Anziché sulle nuove cubature si punti a un rilancio dell’edilizia attraverso la manutenzione del territorio e il riutilizzo e la riqualificazione di tanti edifici esistenti, ripensando al rinnovamento funzionale in termini di servizi, residenze e mobilità».

  17. dicembre 2, 2013 alle 10:08 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 dicembre 2013
    Pps, nel centrodestra si studia un’alternativa.
    Portare avanti la battaglia come un simbolo oppure valutare una sospensione. Le anime della maggioranza a confronto sulle scelte tattiche in vista del voto. (Pier Giorgio Pinna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/12/02/news/pps-nel-centrodestra-si-studia-un-alternativa-1.8222993

  18. dicembre 3, 2013 alle 8:28 am

    bene, li abbiamo sommersi 🙂

    da La Nuova Sardegna, 3 dicembre 2013
    Piano paesaggistico, valanga di obiezioni. Sono oltre 200 le osservazioni presentate da Comuni, ambientalisti, Ordini e cittadini. Proroga ai Comuni alluvionati. (Umberto Aime)

    CAGLIARI. Le osservazioni al contestato Piano paesaggistico della giunta Cappellacci sono arrivate a raffica. Sono oltre 200 i rilievi presentati entro la scadenza di domenica a mezzanotte da Comuni, ordini professionali, associazioni ambientaliste e singoli cittadini. Ma presto il numero potrebbe aumentare: la presidenza della giunta ha concesso una proroga ai 60 Comuni colpiti dall’alluvione di metà novembre: «Saranno prese in considerazione – è scritto in una nota – anche le osservazioni che arriveranno oltre la scadenza del 30 novembre, come richiesto a suo tempo dall’Associazione regionale dei Comuni, l’Anci, e dalla commissione urbanistica del Consiglio». I ricorsi. Sono di vario tipo. Molti riguardano l’iter seguito dalla giunta e soprattutto contestano «lo strappo nella co-pianificazione» col ministero ai Beni culturali. Ministero che, come si sa, ha annunciato da giorni il ricorso alla Corte costituzione per la presenza nel Ppr di tre norme intruse e già impugnate dal governo: Piano casa, Legge sul golf e riordino degli Usi civici. Sono questi anche i punti salienti delle osservazioni presentate dalle associazioni ambientaliste, dal Gruppo d’intervento giuridico a Legambiente, dal Wwf al Fai, che in più hanno puntato il dito anche sulle maglie larghe, secondo loro, del Piano di assetto idrogeologico. Quel piano che è diventato di stretta attualità dopo i disastri dell’alluvione del 18 novembre. «Sono tanti i contenuti illegittimi o palesemente in contrasto con le disposizione nazionali di tutela – ha scritto ad esempio il Gruppo d’intervento giuridico – visto che sono previsti aumenti indistinti delle volumetrie in territori ad alto rischio». Legambiente, invece, ha messo sotto accusa le norme trasitorie di attuazione: «Perchè danno ai Comuni la possibilità di riesumare le lottizzazioni bloccate a suo tempo dalla legge Salvacoste, con un semplice e ancora poco chiaro “atto di coordinamento con la Regione”. Così misterioso nell’iter, ma dal rischio sicuro: altri 10 milioni di metri cubi scaricati sulle coste». Diverse sono anche le osservazioni presentate dai Comuni ma non tutte sarebbero delle bocciature in corsa del Ppr. Alcune – stando alle prime indiscrezioni – sarebbero migliorative, o comunque proposte con l’intento di «evitare contrasti fin troppo evidenti fra i vincoli previsti dal Piano e lo stato reale dei territori». Ancora di altra natura, molto più tecnica, sono i rilievi degli ordini professionali. A cominciare da quello degli ingegneri, protagonista settimane fa di una polemica con l’assessore all’urbanistica Nicola Rassu, e da quello dei geologi, che anche ieri hanno contestato «un Piano destinato a ridurre la tutela delle aree intorno ai fiumi». Infine, ci sono le osservazioni presentate da singoli cittadini su casi concreti, ma molti hanno aderito anche alla campagna di «mail bombing», bombardamento postale on line, lanciata da diverse associazioni ambientaliste. Tant’è che la mail dell’assessorato all’urbanistica alla fine è andato sottopressione proprio a causa del bombardamento organizzato a tavolino. I tempi. Prima di tutto le osservazioni non sono semplici atti di presenza. Dovranno essere tutte valutate dall’Ufficio urbanistica della Regione e a ciascun rilievo dovrà essere data una risposta tecnica. In altre parole, la bocciatura o l’accoglimento andrà motivato con tanto di relazione. Il dossier sarà poi consegnato alla giunta, che dovrà (o potrà, questo è un aspetto da chiarire) inserire le correzioni nella nuova delibera. Delibera che senza passare in Consiglio diventerà, come annunciato a suo tempo da Cappellacci, operativa nei primi mesi del prossimo anno. Dunque, i tempi sono molto stretti se la maggioranza di centrodestra vuole rispettare la road map. Per questo l’operazione di setaccio delle osservazioni dovrà concludersi nelle prossime settimane. Anche se entro dicembre altri rilievi potranno essere ancora presentati all’ufficio di Valutazione ambientale strategica. L’appello. È stato lanciato da Legambiente che ha chiesto la sospensione del Piano per sei mesi: «Il rinvio è indispensabile – è scritto nella richiesta – per consentire ai Comuni di adeguare i Puc ai piani sui rischi idrogeologici ed evitare altre tragedie come quella recente di metà novembre».

    ————————————————

    L’opposizione. «La giunta ritiri subito la delibera».
    Lotto (Pd): scelta una procedura che evita il confronto in Consiglio.

    CAGLIARI. Il giorno del voto favorevole e all’ultimo momento da parte della commissione Urbanistica del Piano paesaggistico regionale, l’opposizione aveva denunciato “la scorrettezza istituzionale della maggioranza” che con un’escamotage aveva messo assieme i voti necessari per il via libera. Ieri il consigliere regionale del Pd Luigi Lotto ha fatto inserire a verbale di quella movimentata riunione anche una sua dichiarazione di condanna al Ppr presentato dalla giunta Cappellacci. «Siamo convinti – scrive Lotto – che si tratta di un vero e proprio Piano e non di un semplice aggiornamento e revisione, per questo è inaccettabile che alla commissione sia stato richiesto un semplice parere e tra l’altro da dare entro tassativi 30 giorni». Secondo il consigliere regionale, la giunta, con la sua delibera, ha rifiutato un confronto serio con i commissari sulle effettive variazioni del Piano rispetto a quello del 2006». A conferma di questa tesi, scrive Lotto, esistono modifiche sostanziali – ade esempio basterà la proprietà di un ettaro per costruire nelle zone agricole – oppure l’introduzione del nuovo istituto, nelle norme tecniche di attuazione, dell’accordo fra Regione e Comuni per «innesti volumetrici significativi nelle coste». La conclusione di Lotto è secca: «La giunta regionale deve ritirare la delibera con cui propone il Piano paesaggistico per lasciare il passo a un confronto serio e approfondito in commissione e anche con la società sarda per migliorare le caratteristiche tecniche del Ppr e salvaguardare davvero l’ambiente».

  19. dicembre 22, 2013 alle 4:33 pm

    e se lo dicono pure quelli del P.d.L.

    da La Nuova Sardegna, 22 dicembre 2013
    Il Piano paesaggistico dei sardi? È ambiguo e permissivo.
    Il Ppr del 2006 aveva innalzato il livello della sensibilità ambientale, il vero scopo del nuovo Pps è quello di avviare il processo regressivo contrario. (Giampiero Uneddu, consigliere comunale P.d.L., Sassari)

    La gestione del territorio e la conseguente valorizzazione urbanistica delle aree richiamano sempre indebite pressioni da parte del così detto “partito degli affari” che trascende gli schieramenti politici ed ha ramificazioni diffuse in tutti i settori della nostra società. A queste pressioni la buona politica può opporsi soltanto promulgando leggi imparziali ed inderogabili che garantiscano anzitutto la salvaguardia del patrimonio ambientale residuo. Questo, in sostanza, dovrebbe essere il principio ispiratore, anche se non esclusivo, di ogni Piano Paesaggistico Regionale, a prescindere dalla sua paternità politica. Dopo aver esaminato il nuovo “Piano Paesaggistico dei Sardi” recentemente approvato dalla giunta regionale, ritengo giusto far sapere che non ne condivido assolutamente i principi e i contenuti, pur appartenendo ancora formalmente allo stesso schieramento politico che lo ha proposto. Già il titolo, utilizzato mediaticamente al posto di quello ufficiale, sottintende l’equivoco di un processo di partecipazione e condivisione dei territori che in realtà non c’é mai stato: io ad esempio, pur essendo un portatore di interessi del Comune di Sassari, in qualità di consigliere comunale legittimamente eletto, ho saputo dell’approvazione del nuovo PPS solo dalla stampa ed ho potuto prenderne visione solo dopo la sua pubblicazione nel sito della Regione. Un’altra ambiguità sostanziale riguarda la presunta cancellazione delle tanto criticate “intese” del Ppr 2006, sostituite nel Pps da un più esplicito atto di “accordo”: si tratta in realtà solo di un gioco di parole utilizzato per definire in modo diverso lo stesso atto procedimentale previsto dalla legge n. 241/90. Inoltre e sopratutto, la disciplina transitoria riportata negli articoli 69-79 delle Norme tecniche di attuazione del Pps, valida fino all’adeguamento dei Piani Urbanistici Comunali, è basata su un’ambiguità sia sostanziale che formale: dovrebbe svolgere una funzione urbanistica di salvaguardia fino all’entrata in vigore della normativa a regime ed invece è talmente permissiva da vanificare in un solo colpo non soltanto il vecchio Ppr ma anche la normativa generale dello stesso nuovo Pps. Consente infatti di realizzare, in tutti gli ambiti di paesaggio costieri e in deroga ai vincoli paesaggistici di Piano, gli interventi previsti dalle leggi regionali sul Piano Casa e sul golf, tutte le lottizzazioni programmate dai Comuni prima della legge salva-coste del 2004, nonché rilevanti incrementi volumetrici che possono arrivare fino al 75% nella fascia costiera compresa tra i 300 m. e i 2.000 m. dalla linea della battigia. È evidente che, in tali condizioni, sarà del tutto improbabile che i Comuni costieri decidano di adeguare i loro strumenti urbanistici al Piano Paesaggistico, rinunciando così alla possibilità di pianificare i loro territori senza il condizionamento imposto dai vincoli ambientali. Per concludere, se è certo che il Ppr 2006 ha contribuito ad innalzare il livello della sensibilità ambientale di tutti i sardi, esclusa forse buona parte della classe politica, è probabile che il vero scopo del Pps sia quello di avviare il processo regressivo contrario, pur con gli aggiustamenti procedurali e normativi che si dovessero rendere necessari in corso d’opera

  20. dicembre 30, 2013 alle 4:51 pm

    e nel mentre il New York Times consiglia di comprare case in Sardegna.

    da New York Times, 24 dicembre 2013
    INTERNATIONAL REAL ESTATE. House Hunting on … Sardinia. (Peter Segal): http://www.nytimes.com/2013/12/26/greathomesanddestinations/house-hunting-on-sardinia.html?_r=0&adxnnl=1&adxnnlx=1388418496-4jjqeEdQl851azICN4iEcw

  21. gennaio 3, 2014 alle 5:21 pm

    da L’Altra Sardegna, periodico della C.G.I.L. Sardegna, dicembre 2013
    AMBIENTE. Aumenta il rischio idrogeologico con lo stravolgimento del Ppr. La battaglia delle associazioni ecologiste: «Non lasceremo nulla di intentato». (Stefano Deliperi): http://www.cgilsarda.it/back_end/arch_giornale/archivio_edizioni_pdf/1388742086.pdf

  22. b1e2t3t4a1
    gennaio 14, 2018 alle 1:36 am

    L’ha ribloggato su Webwerf titel.

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