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Diatribe fra le Aziende sanitarie locali e Abbanoa s.p.a. sull’acqua delle reti pubbliche, come quelle di Carloforte e di S. Teresa di Gallura.


acqua e gemme

acqua e gemme

Sono pervenute le risposte da parte di Abbanoa s.p.a. (concessionario gestore unico del sistema idrico e depurativo in Sardegna) alle specifiche richieste di informazioni ambientali e adozione degli opportuni interventi inoltrate (rispettivamente 19 ottobre 2013 e 28 ottobre 2013) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per conoscere le motivazioni delle ripetute (metà luglio – metà ottobre 2013) ordinanze di divieto di utilizzo dell’acqua della rete pubblica a fini potabili e alimentari nel Comune di Carloforte (CI) e delle ordinanze di divieto di utilizzo dell’acqua della rete pubblica a fini potabili e alimentari in pressochè tutto il territorio comunale di S. Teresa di Gallura (OT).

Riguardo la potabilità dell’acqua della rete pubblica di Carloforte, Abbanoa s.p.a. afferma (nota prot. n. 90146 del 13 novembre 2013) in buona sostanza che le motivazioni a base dei ripetuti divieti di utilizzo sono destituite di reale fondamento in quanto riguardano “la concentrazione di Nitriti superiore a 0,1 mg/l, mentre “risultavano comunque conformi ed ampiamente rispettosi dei Valori di Parametro, in quanto non superavano in rete  il limite di 0,5 mg/l previsto dalla normativa” (decreto legislativo n. 31/2001 e s.m.i.).Carloforte

L’Istituto Superiore di Sanità (nota prot. n. 37132 del 4 ottobre 2013) ha confermato in proposito che il parametro da rispettare è quello di 0,5 mg/l al punto di prelievo dell’utenza in base al decreto legislativo n. 31/2001 e s.m.i. (allegato 1, parte B, nota 5).

Finora, invece, i Dipartimenti di prevenzione, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione delle rispettive A.S.L. (su rilevamenti A.R.P.A.S.) hanno richiesto il rispetto del parametro di 0,1 mg/l al punto di prelievo dell’utenza.

Si auspica che il parere reso dall’Istituto Superiore di Sanità possa far superare la difformità interpretativa che ha finora causato soltanto danni a residenti e turisti.

S. Teresa di Gallura, TerravecchiaRiguardo la potabilità dell’acqua della rete pubblica di S. Teresa di Gallura, Abbanoa s.p.a. afferma (nota prot. n. 90146 del 13 novembre 2013) di aver “chiesto la revoca delle ordinanze in quanto dai propri controlli interni il problema (presenza di “coliformi totali” ed “Escherichia coli”, n.d.r.), sempre che esistesse, risultava superato”.

Ma l’A.S.L. n. 2 di Olbia e l’A.R.P.A.S. non sono evidentemente dello stesso avviso e rimane il divieto dell’utilizzo dell’acqua della rete pubblica per gli usi potabili e alimentari nel centro urbano e nelle località Capo Testa, Valle dell’Erica – La Marmorata e Ruoni “se non previa e prolungata bollitura”.

Una cosa è certa: è necessario fare chiarezza una volta per tutte.

Abbanoa s.p.a. ha poi reso noto d’aver modificato le precedenti schede sulla qualità dell’acqua distribuita, ora riferita ai singoli Comuni, mentre in precedenza riguardava gli impianti di potabilizzazione.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

gocce d'acqua

Aggiornamento (27 novembre 2013).

E’ pervenuta la risposta (nota prot. n. 20255 del 20 novembre 2013) da parte del Comune di S. Teresa di Gallura (OT), che conferma – se ve ne fosse bosogno – quanti effetti negativi possano aver avuto le differenti “interpretazioni” delle norme in materia di potabilità delle acque sulla popolazione residente e i turisti.

 

risposta Comune su acqua rete idrica, novembre 2013, pagina 1

risposta Comune su acqua rete idrica, novembre 2013, pagina 2

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Shardana
    novembre 21, 2013 alle 11:11 am

    Hanno sempre ragione loro,se ne arrestassero qualcuno ogni tanto per falso in atto di ufficio,le cose potrebbero cambiare.Grazie GriG per l’interessamento

  2. marco m. c.
    novembre 22, 2013 alle 10:01 am

    Sapete quant’è il limite per il Nitrito nelle acque fognarie (!) depurate? Ve lo dico: 0.6 mgL.
    In ogni caso per esperienza vi dico che in un impianto fognario a regime si esce con valori <0.2 mgL.
    Sul D.Lgs 31/01 (NB: solo acque pot.) alla parte B si legge nitrito <0.5 mgL, ma SOLO se viene rispettata la condizione della nota 5, ovvero: (nitrato/50+nitrito)/3<1 e in ogni caso per il nitrito venga rispettato il valore max 0.1 mgL nelle acque provenienti da impianti di trattamento.
    Questa premessa per consigliare che in ogni caso è meglio bere sempre un'acqua con nitrito <0.1 piuttosto che <0.5; ciò è importante per la sicurezza nei confronti di chi giustamente beve sempre acqua di rete e che non deve andare incontro a gravi fenomeni cronici a carico del sangue.
    In ogni caso l'aumento del nitrito nella condotta è da imputarsi a una mancata gestione degli scarichi di fine linea, così come presenza di attività microbiologica in atto.
    Pertanto, se usciamo da un impianto con <0.1 e poi rileviamo valori superiori, dobbiamo porci il problema delle infiltrazioni lungo le tubazioni a gravità, ovvero non costantemente in pressione.
    Spero si riesca a risolvere il problema.
    PS: purtroppo troppo spesso la qualità dell'acqua in distribuzione viene affidata a soggetti cui mancano le indispensabili competenze ed esperienze.
    Saluti a tutti e grazie per il vs. impegno.
    Marco M. C.

  3. novembre 23, 2013 alle 2:43 pm

    da L’Unione Sarda, 22 novembre 2013
    DIVIETI INUTILI. L’Istituto superiore di sanità dà ragione ad Abbanoa. Asl troppo severa sui nitriti: l’acqua poteva essere bevuta. Nitriti, un’estate di divieti (e disagi) inutili. Sull’acqua che sgorga dai rubinetti è stato applicato il limite che va considerato per i potabilizzatori. (Marco Noce)

    IGLESIAS. Sbagliati, esagerati, immotivati: i divieti di bere l’acqua della rete idrica, di usarla per cucinare o lavare frutta e verdura che hanno creato tante difficoltà, nei mesi scorsi, agli abitanti di Portoscuso, Gonnesa, Santadi, Giba e altri centri erano basati su un’errata interpretazione dei dati. Lo conferma l’Istituto superiore di sanità, dando ragione ad Abbanoa: il limite accettabile di nitriti nell’acqua che sgorga dai rubinetti è, nell’Unione europea, di 0,5 milligrammi per litro. Non di 0,1 come invece sosteneva la Asl 7 che puntualmente, soprattutto la scorsa estate, segnalava i valori (presunti) eccessivi ai sindaci che, prudenzialmente, emanavano i divieti. A tutto danno dei cittadini di diversi centri del Sulcis Iglesiente (e della Gallura), costretti a fare incetta di confezioni di acqua minerale.
    LA SOSTANZA. La questione è serissima: il nitrito, sottoprodotto dei processi di potabilizzazione, è composto da un atomo di azoto e due atomi di ossigeno caricati negativamente ed è altamente tossico per l’uomo, specialmente per i bambini, in quanto riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti. Può causare il decesso. Si deposita soprattutto nelle reti con meno circolazione d’acqua.
    I DIVIETI. Con questo potenziale veleno, a Portoscuso avevano dovuto fare i conti già 14 mesi fa: era il settembre 2012 e per la prima volta la Asl 7 disse che il livello registrato nell’acqua della rete idrica cittadina era superiore al livello di 0,1. Scattò il divieto, come sarebbe successo di nuovo nel luglio e, due volte, nell’agosto scorsi. Sempre in agosto era successo altrettanto a Giba, poi a Santadi (Is Lois e Barrancu Mannu), in settembre alle frazioni di Bacu Abis e Cortoghiana, a Gonnesa e Nuraxi Figus. A Carloforte, tre divieti tra luglio e ottobre: una lunga estate di disagi, per i residenti e i turisti che avevano scelto l’isola per le loro vacanze. E tutto per valori che, nel resto d’Italia e d’Europa: il valore di 0,1 milligrammi per litro è in realtà quello da considerare per l’acqua in uscita dal potabilizzatore. Abbanoa aveva chiesto da tempo la correzione ai Servizi di igiene e alimenti delle Asl sarde e sollecitato un parere all’Istituto superiore di sanità.
    Della questione si era interessato anche il Gruppo di intervento giuridico che auspica il superamento della «difformità interpretativa che ha causato soltanto danni a residenti e turisti».

  4. Ixxos
    novembre 23, 2013 alle 11:27 pm

    @ Marco.
    Il limite che tu citi (DL 152/06 Pte III All.3 – Scarico in corsi d’acqua superficiale) è espresso come Azoto nitroso.N-NO2 se lo consideri come nitrito,ovvero come NO2 (come fa il DLgs 31/01) devi moltiplicarlo per 2,29 (e a spanne hai circa 1,2 ppm).

    Per quanto riguarda la diatriba sul limite mi sa che questa volta ha ragione Abbanoa: il DL31/01 è l’applicazione italiana di una normativa europea e si possono trovare in rete la varie versioni (scritte meglio di quella italiana).

    Se per esempio si da un’occhiata alla versione spagnola
    (Real Decreto 140/2003) si trova:

    Nitritos:
    Red de distribución 0,5 mg/l
    En la salida de la ETAP/depósito 0,1 mg/l

    Dove ETAP sta per
    12. Estación de tratamiento de agua potable (ETAP): conjunto de procesos de tratamiento de potabilización situados antes de la red de distribución y/o depósito, que contenga más unidades que la desinfección.

    Ricordo però che nella precedente normativa italiana (DPR 236/88) il limite per il nitrito era effettivamente di 0,10 ppm e non venivano fatte distinzioni fra i vari punti della rete idrica.
    Saluti

  5. Shardana
    novembre 24, 2013 alle 1:17 am

    Non penso sia salutare bere l’acqua di rubinetto,potrò sbagliarmi ma io non mi fido

    • Ixxos
      novembre 26, 2013 alle 10:13 pm

      Che ti posso dire, de gustibus… però la prossima volta che ti capita di comprare l’ “acqua minerale” controlla per curiosità la data dell’analisi sull’etichetta. Probabile che abbia più di un anno 😦

  6. novembre 27, 2013 alle 11:02 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 novembre 2013
    Carloforte, appello degli ambientalisti sull’acqua potabile. Dopo mesi di uso vietato il Gruppo di intervento giuridico pone i quesiti ad Abbanoa sui parametri corretti. (Simone Repetto) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/carbonia/cronaca/2013/11/27/news/carloforte-appello-degli-ambientalisti-sull-acqua-potabile-1.8192328)

    CARLOFORTE. Sui parametri di potabilità dell’acqua, è necessario far chiarezza una volta per tutte, per evitare che si ripetano casi come quelli di Carloforte e Santa Teresa di Gallura, causa di danni a residenti e turisti. E’ la posizione del Gruppo di Intervento Giuridico sulle ripetute ordinanze comunali, che hanno vietato l’uso potabile dell’acqua nei mesi scorsi, per le percentuali di nitriti superiore alla norma.
    In base ai chiarimenti chiesti, gli ambientalisti hanno riferito che Abbanoa ha ritenuto “destituite di reale fondamento” le motivazioni a base delle ordinanze, in quanto il livello di nitriti riscontrato dai prelievi dell’Asl nella rete idrica (0,1 mg/l) rientrava nei parametri di legge (0,5 mg/l). Il Gruppo di Intervento Giuridico chiede che Asl ed Arpas si adeguino al parametro di legge, confermato valido anche da una nota dell’Istituto superiore di sanità.

  7. Shardana
    novembre 28, 2013 alle 4:09 pm

    Sempre meglio dell’acqua al gusto fogna e relativi”virus”con i quali da anni convive la popolazione di San Pietro,Ixxos……….

  8. febbraio 13, 2014 alle 9:52 pm

    ed ecco ora Cagliari, Quartu S. Elena, un terzo della popolazione residente in Sardegna.

    A.N.S.A., 13 febbraio 2014
    Acqua non potabile a Cagliari.
    Lavori in corso. Abbanoa assicura, nessun rischio per la salute. (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2014/02/13/Acqua-potabile-Cagliari_10070347.html)

    CAGLIARI, 13 FEB – Acqua non potabile in alcune zone di Cagliari e nei principali centri dell’hinterland a causa di un intervento di manutenzione in corso da parte dell’Enas. L’acqua che scorre dai rubinetti è utilizzabile per il lavaggio di frutta e verdura e per tutti gli usi domestici, ma non può essere bevuta né utilizzata per cucinare. Dalla Asl è arrivata la conferma sui valori fuori norma riscontrati da Abbanoa sull’acqua distribuita nel Cagliaritano. Nessun rischio per la salute, assicura Abbanoa.

    _________________________

    dal sito web istituzionale del Comune di Cagliari, 13 febbraio 2014
    Lavori Enas: acqua non potabile nel cagliaritano. (http://www.comune.cagliari.it/portale/it/newsview.page;jsessionid=E9D508EB4CAC7F46D4A71A2FE7523919?contentId=NWS68898)

    A causa di un intervento di manutenzione in corso da parte dell’Enas, l’ente che gestisce il sistema idrico multisettoriale ha interrotto la fornitura di acqua grezza dal lago Mulargia per i potabilizzatori di Abbanoa (Simbirizzi, San Michele, Sestu ed Elmas) che servono Cagliari, Quartu, Selargius, Monserrato, Quartucciu, Maracalagonis ed Elmas. In alternativa l’acqua grezza è fornita ora dal Cixerri ma, essendo di qualità notevolmente più scadente, è stato necessario modificare il sistema di trattamento per abbattere la carica batterica presente nell’acqua.
    Ciò ha comportato l’aumento di cloriti, un sottoprodotto della disinfezione idrica, nella risorsa idrica in uscita dai potabilizzatori. I controlli effettuati oggi segnalano il parametro fuori norma e le acque in distribuzione risultano temporaneamente non potabili, ma comunque senza alcun rischio per la salute.
    La situazione è costantemente monitorata: sono in corso le attività di adeguamento dei processi per limitare ulteriormente gli effetti e rientrare nei parametri.
    Non appena disponibili saranno trasmessi gli esiti degli accertamenti ancora in corso.
    Si precisa che le attività da parte dell’ENAS dovrebbero concludersi entro il prossimo 24 febbraio 2014.

    comunicato Abbanoa s.p.a.: http://www.comune.cagliari.it/resources/cms/documents/Abbanoa_ComunicatoStampa_13feb2014.pdf

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