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Ricerche per gas naturale ad Arborea: ancora una “gentile” proroga in favore della Saras!


Arborea, Stagno di S'Ena Arrubia

Arborea, Stagno di S’Ena Arrubia

Il Gruppo Saras s.p.a. chiede – il 29 ottobre 2013 – una proroga della sospensione del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di perforazione esplorativa per la ricerca di gas naturale presso lo Stagno di S’Ena Arrubia (Arborea, OR): con grande gentilezza il Servizio regionale valutazione impatti (S.A.V.I.) la concede prontamente, in giornata (nota n. 24082 del 29 ottobre 2013).

E non è nemmeno la prima volta, anzi.

Evidentemente la gentilezza è di casa al Servizio regionale valutazione impatti (S.A.V.I.): già il 13 agosto 2013 (nota n. 18632) aveva concesso una prima sospensione del medesimo procedimento di V.I.A. fino al 31 ottobre 2013.

E’ bello poter contare su tali gentilezze amministrative, soprattutto perché la procedura di V.I.A. di competenza regionale (deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, Allegato A, in particolare arttt. 8 e 10) non prevede esplicitamente la possibilità da parte del Soggetto proponente di chiedere la sospensione del procedimento.

Ricordiamo che i motivi di opposizione al progetto non sono, però, meramente formali.   Tutt’altro.

Garzetta (Egretta garzetta)

Garzetta (Egretta garzetta)

Il sito prescelto è a circa 200 metri di distanza dallo Stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar (2 febbraio 1971) sulle zone umide d’importanza internazionale (D.P.R. n. 448/1976), dal vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), da vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), dal piano paesaggistico regionale (decreto Presidente Regione n. 82 del 7 settembre 2006), destinato a riserva naturale regionale (legge regionale n. 31/1989, allegato A), sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale (direttiva n. 92/43/CEE).

L’area interessata è sede, inoltre, della più avanzata agricoltura specializzata della Sardegna e ben poco si conosce, allo stato attuale, delle possibili – gravissime – interferenze con le falde idriche.

Al termine della procedura di verifica preventiva – alla quale avevano partecipato con uno specifico atto di intervento (8 novembre 2011) le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – giustamente la Giunta regionale della Sardegna aveva previsto (deliberazione Giunta regionale n. 16/12 del 18 aprile 2012) lo svolgimento del vincolante e preventivo procedimento di V.I.A.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra sono al fianco del locale Comitato “No al progetto Eleonora” e delle popolazioni interessate per salvaguardare i valori ambientali e territoriali dell’Arborea.  

Sarebbe considerato un atto di sensibile gentilezza tener in debito conto di migliaia e migliaia di pareri negativi nei confronti di questo progetto speculativo.  Altrimenti, con altrettanta gentilezza, ce la vedremo in Tribunale.  Chiaro?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

 

 

 

Airone cenerino  (Ardea cinerea)

Airone cenerino (Ardea cinerea)

 

 

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna – valutazioni ambientali, 29 ottobre 2013

Valutazione di impatto ambientale per la realizzazione di un pozzo esplorativo per ricerca di idrocarburi gassosi, nel Comune di Arborea (OR): Proroga sospensione procedimento.

Il Servizio Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (Savi) informa che la società SARAS SpA, con nota del 29 ottobre 2013, ha richiesto la proroga della sospensione del procedimento di VIA per il progetto “Realizzazione di un pozzo esplorativo per ricerca di idrocarburi gassosi nel Permesso di Ricerca denominato “Eleonora”, nel territorio comunale di Arborea (OR)”, sino al 30 novembre 2013, al fine di consentire il completamento del documento contenente le risposte alle osservazioni pervenute in merito al procedimento in corso.

Il Servizio SAVI, con nota n. 24082 del 29/10/2013, ha accolto la richiesta di proroga della sospensione del procedimento di VIA sino al 30 novembre 2013.

 

 

campo di mais

campo di mais

(foto R.M.N., S.D., archivio GrIG)

  1. ottobre 30, 2013 alle 10:04 am

    da La Nuova Sardegna, 30 ottobre 2013
    Trivelle, nuovo rinvio per Saras: più tempo per dare le risposte. Arborea, la società dei Moratti chiede e ottiene al Servizio Savi della Regione la proroga di un mese. Avrebbe dovuto esporre le repliche alle osservazioni entro il 31 ottobre: «Vogliamo fugare i dubbi». (Simonetta Selloni)

    ARBOREA. La Saras non è pronta a rispondere alle osservazioni sul Progetto Eleonora, un fiume di osservazioni, 276, che se non hanno travolto la società dei fratelli Moratti, qualche problemino certo l’hanno posto. Visto che, due giorni prima della incombente scadenza del 31 ottobre, frutto della prima richiesta di proroga al Servizio di Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali della Regione (il Savi), la società petrolifera ha chiesto e ottenuto dallo stesso servizio Savi una nuova proroga. Si va al 30 novembre, questa volta; data entro la quale, garantisce un comunicato stampa dal quartier generale di Sarroch, «Saras depositerà l’intero documento. A garanzia di una completa e chiara illustrazione delle nostre risposte alle osservazioni presentate da cittadini, istituzioni, associazioni nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale». Allora, non è un mistero che la Saras puntasse a un’ulteriore time out. Non lo era perchè, a ridosso della scadenza delle spiegazioni, attesissime dal Comitato per il No al Progetto Eleonora, da associazioni ambientaliste, cittadini, movimenti vari, all’orizzonte non si scorgeva l’ombra di una convocazione, di un incontro. Non che la Saras sia tenuta a compiere questo passo: in teoria, la società potrebbe andare direttamente alla “Conferenza istruttoria” consesso per pochi intimi. Ossia l’azienda e gli enti che hanno un interesse diretto al progetto: Comune, Provincia. La scelta di Saras è stata invece quella di rispondere alle osservazioni, anche se, è evidente, con i suoi tempi. Il rinvio, dicono da Sarroch, è frutto di «una scelta adottata dalla società per fugare tutti i dubbi e le perplessità di natura tecnica sorti durante il confronto con il territorio, la scorsa primavera. Questa proroga si è resa necessaria proprio per rendere il documento fruibile anche dai non addetti ai lavori, nell’ottica di una completa condivisione del risultato raggiunto». L’asticella dunque è spostata di un altro mese. La Saras vuole, più tempo per cercare di spiegare le perplessità, contenute nelle 276 osservazioni, sul progetto che prevede l’esplorazione del sottosuolo nella piana di Arborea, per una conferma della presenza del metano. L’investimento previsto è di 20 milioni, per avere la certezza che, tra 600 e 2850 metri di profondità, si annidino circa 3 miliardi di metri cubi di gas. La partita della Saras si gioca su un terreno minato. Il territorio si è apertamente schierato contro il Progetto Eleonora, che andrebbe a intaccare l’area di eccellenza nella produzione del latte nell’isola, il regno dell’agricoltura elevata a sistema economico. E accanto alle associazioni ambientaliste, qualche giorno fa, contro le trivelle del Progetto Eleonora si è schierato anche il Consorzio industriale di Oristano. Contrario a «iniziative che non rispettano l’ambiente».

    • ottobre 30, 2013 alle 3:05 pm

      da La Nuova Sardegna on line, 30 ottobre 2013
      Progetto Eleonora, ecologisti pronti al ricorso in tribunale.
      Dopo la seconda proroga della sospensione del procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto della Saras «Eleonora» per la ricerca di gas nell’Oristanese, gli ecologisti promettono battaglia. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2013/10/30/news/progetto-eleonora-ecologisti-pronti-al-ricorso-in-tribunale-1.8019260)

      ORISTANO. Dopo la seconda proroga della sospensione del procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto della Saras «Eleonora» per la ricerca di gas nell’Oristanese, gli ecologisti promettono battaglia. Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra criticano la «gentile» proroga concessa dal servizio Savi della Regione e chiedono altrettanta «sensibile gentilezza» perchè si tenga «in debito conto» di migliaia pareri negativi nei confronti «di questo progetto speculativo». Altrimenti, promettono, «ce la vedremo in tribunale».
      Il gruppo Saras – viene spiegato in una nota – ha ottenuto in giornata la proroga della sospensione del procedimento di Via per il progetto di perforazione esplorativa per la ricerca di gas naturale vicino allo stagno di S’Ena Arrubia, nel territorio di Arborea. Già il 13 agosto scorso il servizio Savi dell’assessorato all’Ambiente aveva concesso una prima sospensione del medesimo procedimento fino al 31 ottobre 2013. Le due associzioni definiscono le proroge «gentilezze amministrative» perchè la procedura di Via «non prevede esplicitamente la possibilità da parte del soggetto proponente di chiedere la sospensione del procedimento». Ma – si legge ancora nella nota delle associazioni ecologiste – i motivi di opposizione al progetto non sono meramente formali. Il sito prescelto, infatti, è a circa 200 metri di distanza dallo stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar sulle zone umide d’importanza internazionale, dal vincolo paesaggistico, da vincolo di conservazione integrale, dal piano paesaggistico regionale. È anche destinato a riserva naturale regionale, oltre a essere sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale. L’area interessata – spiega ancora la nota di Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra – è sede, inoltre, della più avanzata agricoltura specializzata della Sardegna e ben poco si conosce, allo stato attuale, delle possibili interferenze con le falde idriche.

  2. ottobre 31, 2013 alle 11:24 am

    da La Nuova Sardegna, 31 ottobre 2013
    Proroghe alla Saras, pronti i ricorsi. Trivelle ad Arborea, ambientalisti contro il nuovo rinvio concesso dal Savi. (Simonetta Selloni)

    ARBOREA. Pronti ad andare in tribunale. Per opporsi attraverso le vie legali, se sarà necessario, al Progetto Eleonora che prevede da parte della Saras la perforazione esplorativa per la ricerca di gas naturale non lontano dallo stagno di S’Ena Arrubia, ad Arborea. Il Gruppo di intervento giuridico Amici della Terra lo dice a chiare lettere, commentando il nuovo rinvio chiesto e ottenuto dalla Saras al servizi Savi per rispondere alle osservazioni poste al progetto, ben 276 dossier che contengono le argomentazioni dei tanti soggetti che non vedono di buon occhio l’iniziativa del gruppo dei Moratti. La Saras ha ottenuto un altro mese di tempo: avrebbe dovuto presentare le sue risposte entro il 31 ottobre, data fissata ad agosto, su richiesta della Saras. Due giorni fa, nuova richiesta di proroga, formalmente, dice la società petrolifera, per rendere il documento fruibile anche dai non addetti ai lavori, nell’ottica di una completa condivisione del risultato raggiunto». Un gentilezza amministrativa, sottolinea ironicamente il Gruppo di intervento giuridico . «È bello poter contare su tali gentilezze amministrative, soprattutto perché la procedura di Via di competenza regionale non prevede esplicitamente la possibilità da parte del Soggetto proponente di chiedere la sospensione del procedimento». L’associazione ambientalista ricorda i motivi di opposizione al progetto: «Il sito prescelto è a circa 200 metri di distanza dallo Stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar sulle zone umide d’importanza internazionale, dal vincolo paesaggistico, da vincolo di conservazione integrale, dal piano paesaggistico regionale, destinato a riserva naturale regionale, sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale . L’area interessata è sede, inoltre, della più avanzata agricoltura specializzata della Sardegna e ben poco si conosce, allo stato attuale, delle possibili – gravissime – interferenze con le falde idriche». Le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terr, ricordando di essere al fianco del Comitato “No al Progetto Eleonora” e delle popolazioni interessate per salvaguardare i valori ambientali e territoriali dell’Arborea, concludono dicendo che «Sarebbe considerato un atto di sensibile gentilezza tener in debito conto migliaia di pareri negativi nei confronti di questo progetto speculativo. Altrimenti, con altrettanta gentilezza, ce la vedremo in Tribunale».

  3. Michele
    ottobre 31, 2013 alle 9:08 pm

    Vergognoso; e le motivazioni?

  4. novembre 2, 2013 alle 10:42 am

    da Arrèxini, 2 novembre 2013
    Arborea. Ecologisti pronti al ricorso contro le “gentilezze del Savi verso la Saras”: http://www.arrexini.info/arborea-ecologisti-pronti-al-ricorso-contro-le-gentilezze-del-savi-verso-la-saras/

  5. Michele
    novembre 3, 2013 alle 4:06 pm

    Perchè tanta “gentilezza”? Le motivazioni? queste occorre verificare ma quando si parla di “gentilezza” è facile immaginare… e che cosa? magari qualcosa probabilmente facile anche da provare..!

  6. dicembre 1, 2013 alle 12:34 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 dicembre 2013
    Progetto Eleonora, Saras deposita il proprio dossier. Arborea, la società dei Moratti venerdì scorso ha presentato i documenti al Savi. Contengono le risposte alle 276 osservazioni sulle ricerche nel sottosuolo. (Cristina Diana)

    ARBOREA. Nel giorno in cui scadevano i termini per la presentazione delle controdeduzioni alle osservazioni sul Progetto Eleonora, la Saras ha depositato il dossier nella sede del Servizio di Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali della Regione. Lo ha fatto venerdì 29, entro il termine che aveva ottenuto un mese fa, quale seconda proroga, per chiarire meglio i diversi aspetti del progetto sopratutto a fronte delle osservazioni, 276, presentate dai cittadini di Arobrea, dal Comitato No al Progetto Eleonora, e dalle associazioni ambientaliste. In realtà non si è trattato di “sole” 276 osservazioni: in alcuni dei files erano contenuti più rilievi al progetto dei fratelli Moratti che prevede l’esplorazione del sottosuolo nella piana di Arborea alla ricerca della presenza del metano. E che non contempla nel modo più assoluto l’utilizzo della tecnica del fracking, la tecnica di fratturazione idraulica per le esplorazioni del sottosuolo che in Italia è vietata. Il deposito delle controdeduzioni chiude una prima fase dell’iter che si è sviluppata attraverso più mesi e due distinte proroghe ottenute dal Savi costellato delle richieste di chiarimento sull’iniziativa. Le contrarietà al progetto si sono manifestate anche durante l’assemblea pubblica del 30 maggio, quando in una sala strapiena si sono succeduti sul palco per 8 ore cittadini, rappresentanti del comitato No al progetto Eleonora per dichiarare alla Regione e alla Saras tutti i motivi per cui la comunità non vuole quest’attività sul suo territorio. «Una cosa è certa, ora si rinizia. Da domani di nuovo tutti all’opera per studiare le centinaia di pagine di documentazione prodotte dalla Saras, e produrne altrettante centinaia per smontare le loro tesi», proclama il comitato dalla sua pagina facebook. In realtà bisognerà attendere qualche giorno in più, verosimilmente una ventina, perché il dossier Saras possa essere messo online sul sito della Regione. Tra i punti che hanno suscitato più perplessità tra i cittadini: il rischio di contaminazione di falde acquifere e strati geologici a causa dei fanghi di perforazione; possibile fuoriuscita di idrogeno solforato; pericolo di subsidenza, ovvero di abbassamento della crosta terrestre con conseguente rischio per il contenimento delle acque; crescita di posti di lavoro irrisoria; vicinanza a un sito naturalistico di interesse comunitario, ovvero lo stagno di S’Ena Arrubia. Ora che il termine di presentazione è scaduto, verranno rese pubbliche le risposte che la Saras ha dato agli innumerevoli dubbi dei cittadini.

  7. dicembre 8, 2013 alle 12:38 pm

    non hanno fugato proprio nessun “dubbio”.

    qui le controdeduzioni Saras s.p.a.: http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_357_20131205102232.pdf

    _____________________________________

    da La Nuova Sardegna, 8 dicembre 2013
    ARBOREA. La risposta della Saras fa infuriare il comitato.

    ARBOREA. Le controdeduzioni della Saras sono arrivate, ma ai cittadini sembrano non piacere per niente. Dopo mesi di attesa, la società della famiglia Moratti ha infatti integrato il proprio studio che illustrava le modalità di realizzazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi, rispondendo alle centinaia di osservazioni presentate dai cittadini. Il comitato “No al progetto Eleonora” ha ora potuto visionare la nuova documentazione prodotta dalla società petrolifera e non si ritiene soddisfatto. «La Saras ha reso pubbliche, in oltre 750 pagine, le proprie controdeduzioni. Dalla loro lettura si apprende che il proponente avrebbe deciso di proseguire e di non voler considerare l’ipotesi del ritiro, nè quella della riscrittura del Progetto Eleonora. Si tratta solo di spiegazioni del vecchio Studio – scrivono in una nota stampa i componenti del comitato –. Non siamo affatto sorpresi: fin dall’inizio la Società di Moratti ha condotto la vertenza in piena solitudine, svolgendo i sondaggi sul terreno senza informare i residenti, pubblicando uno studio senza coinvolgere il territorio e infine ha deciso di snobbare le criticità espresse da migliaia di persone, attraverso le quali si era ritenuto di considerare come inaccettabile il Progetto Eleonora». Sono forti, dunque, le perplessità espressa dal comitato sul modo in cui la Saras ha preparato questa nuova documentazione: «La Regione tenga conto che le controdeduzioni della Saras assumono, per il Comitato e per la comunità intera, un valore pari a zero. Non si chiedevano spiegazioni al lettore, che si è avvalso di professionisti qualificati a tale scopo, ma si chiedeva l’integrazione di dati essenziali per la sicurezza che sono totalmente omessi e il ripensamento complessivo del Progetto», sottolineano i componenti del comitato. Ancora una volta viene palesata tutta la distanza che esiste tra le esigenze del territorio e le pretese della Società di Sarroch e «A questo punto non resta che attendere la data della Conferenza di servizi, vigilare, affinchè chi di dovere renda ancora più esplicite tutte le criticità del Progetto Eleonora e pretendere radicali modifiche al piano della Saras». Ma mentre si attende la conferenza di servizi il comitato non starà a guardare e annuncia che proseguirà la propria battaglia di opposizione alle trivelle a due passi dall’oasi di S’Ena Arrubia e in un territorio a forte caratterizzazione agricola: «Informeremo la popolazione che le centinaia di osservazioni spedite in Regione non hanno prodotto la benché minima reazione da parte della Saras nella sostanza del Progetto definitivo di trivellazione ad Arborea». (c.d.)

  8. dicembre 31, 2013 alle 8:22 pm

    da La Nuova Sardegna, 31 dicembre 2013
    I CONTROLLI. Arpas e Forestale, accordo operativo. Inquinamento da nitrati, conclusi i prelievi a mare. L’Arpas e il Corpo forestale hanno finito il campionamento delle acque Particolari controlli nella zona di Arborea tra S’Ena Arrubia e Marceddì.

    I controlli sullo stato delle acque della Provincia di Oristano interessano un tratto di costa dell’isola lungo una settantina di chilometri. Un lavoro lungo e impegnativo che, per quanto riguarda l’aspetto delle verifiche sulla salubrità delle acque e sulla tutela ambientale, compete all’Agenzia regionale protezione ambiente Sardegna – l’Arpas –, che si appoggia però al Corpo forestale di vigilanza ambientale che svolge funzioni tecniche e di polizia per la tutela dell’ambiente e la prevenzione e repressione degli illeciti di pesca e di tutela della flora e della fauna. Tra i due enti è stata formalizzata una apposita convenzione proprio per il prelievo dei campioni di acqua che saranno analizzati e decreteranno lo stato di salute delle acque dell’oristanese.

    ARBOREA. L’area del comune di Arborea che si estende tra gli stagni di S’Ena Arrubia e di Marceddì è stata individuata dalla Regione – unica in Sardegna – quale zona vulnerabile per la possibile presenza di nitrati di origine agricola. E non è difficile capirne il motivo, essendo quella l’area di elezione dell’allevamento del bovino da latte nell’isola, in cui si registra la presenza di oltre 40mila capi. Proprio in questi giorni si sono concluse le attività di monitoraggio delle acque, condotte dall’Arpas con il supporto del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Oristano, che ha fornito all’Agenzia personale e soprattutto i mezzi, un gommone e una motovedetta per i prelievi. Finalizzati al rilevamento della salubrità delle acque della provincia di Oristano, nel tratto costiero compreso tra la foce del Temo a Bosa e Capo Pecora ad Arbus. Ora, se il monitoraggio rientra nelle attività previste dalle diverse normative in generale per quanto riguarda la salubrità generale delle acque, per quanto riguarda in particolare la presenza di nitrati provenienti da fonti agricole, l’attenzione si è concentrata proprio nella zona di Arborea. La Comunità europea aveva constatato che in alcune regioni il contenuto di nitrati nell’acqua era in aumento. Secondo gli esperti, la causa principale dell’inquinamento che colpisce le acque comunitarie è provocata dai nitrati di origine agricola. Ne consegue che per tutelare la salute umana, le risorse viventi e gli ecosistemi acquatici, e per salvaguardare altri usi legittimi dell’acqua, è necessario ridurre sensibilmente l’inquinamento idrico causato o provocato da nitrati provenienti da fonti agricole, quali gli effluenti zootecnici i fertilizzanti contenenti azoto, per impedire un ulteriore inquinamento di questo tipo. In questi giorni, quindi, si sono conclusi i campionamenti specifici per l’area di Arborea, che vengono effettuati con quattro uscite l’anno complessive (a cadenza trimestrale) durante le quali vengono effettuati i prelievi in tre differenti siti: i Foce del Tirso Nord, Corru Mannu e Ala Birdi, su tre transetti (percorsi di prelievo di lunghezza variabile da 500 a 3000 metri) per ogni sito. I risultati ancora non si conoscono. I campionamenti saranno trasmessi dall’Arpas, organo tecnico della Regione, all’assessorato alla Difesa dell’ambiente che li renderà noti. Per quanto riguarda invece la verifica della salubrità delle acque in base delle norme di tutela ambientale, invece, si effettua sei volte all’anno nei transetti di Piscinas-Portu Sessini (Arbus), Foce Temo-Capu d’Aspu (Bosa), Su Pallosu (San Vero Milis), San Giovanni di Sinis (Cabras), Stagno di Mistras (Cabras), Foce del Tirso Nord (Cabras), Ala Birdi (Arborea), Corru Mannu (Arborea), Capo Frasca (Guspini). Un lavoro costante di monitoraggio per tenere aggiornato il livello di informazione sullo stato delle acque e predisporre gli eventuali interventi di tutela.

  9. gennaio 10, 2014 alle 2:53 pm

    da L’Unione Sarda, 10 gennaio 2014
    Arborea. Il titolare dell’Ambiente risponde a una interrogazione di Pes (Pd). Trivelle,dubbi del ministro. «Non si possono non temere impatti negativi». (Patrizia Mocci): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140110084358.pdf

    ___________________________

    da La Nuova Sardegna, 10 gennaio 2014
    I timori del ministro: «Progetto Eleonora, noi vigileremo».
    Arborea, l’opinione del titolare del dicastero dell’Ambiente Un intervento sollecitato dalla parlamentare Caterina Pes. (Cristina Diana)

    ARBOREA. La competenza è della Regione, ma anche il ministero vigilerà. Arriva la risposta del ministro all’ambiente, Andrea Orlando, all’interrogazione presentata dalla deputata Caterina Pes sul Progetto Eleonora che prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi. Un progetto che aveva portato la parlamentare oristanese a chiedere chiarimenti al ministero dell’Ambiente soprattutto in merito alla localizzazione in un’area sottoposta a vincoli ambientali e oggetto di diversi interventi di valorizzazione e tutela. «Le funzioni relative al rilascio dei permessi di ricerca e alle concessioni di coltivazioni di minerali solidi e delle risorse geotermiche sulla terraferma sono delegate alle Regioni, come anche gli adempimenti relativi alla valutazione di impatto ambientale» si legge nella risposta del ministro Orlando, «nondimeno, in merito ai possibili effetti derivanti dalla attività esplorativa in corso di autorizzazione da parte della Regione Sardegna, non si può non temere la possibilità di un impatto negativo anche non irrilevante sull’ambiente circostante il progettato pozzo esplorativo, tenuto conto della contiguità del sito interessato dalle prospezioni con ecosistemi tutelati da normative comunitarie». Il ministero quindi sottolinea, nonostante la competenza sia strettamente regionale, che visto il particolare pregio ambientale del sito scelto si riserva di vigilare sulla procedura di valutazione del Savi (Servizio sostenibilità ambientale). «Riscontrando una segnalazione pervenuta dal gruppo consigliare “Obiettivo Comune” del Comune di Arborea, la competente Struttura ministeriale, nel prendere atto della localizzazione dell’intervento esplorativo, aveva richiamato alla attenzione degli Uffici regionali che il sito naturalistico “minacciato” dalla realizzazione degli interventi esplorativi aveva beneficiato di un sostegno finanziario nell’ambito del Progetto Life 97Nat e che i programmi di cofinanziamento Life prevedono, nella stipula del contratto, la garanzia del mantenimento a lungo termine degli interventi condotti e dei risultati ottenuti, anche dopo il termine del progetto – ha risposto il ministro – Pur trattandosi di competenza rimessa all’amministrazione regionale, questo Ministero, tuttavia, quale garante della integrità dei Siti di Natura 2000 nei confronti dell’Unione europea e nell’ambito di una più generale funzione di tutela dell’ambiente e del territorio, stante la rilevanza degli interessi ambientali in gioco, provvederà ad adottare ogni lecita e possibile iniziativa, anche mediante un costante monitoraggio della situazione in atto, finalizzata a garantire il massimo rispetto delle procedure valutative e di conformità ambientale».

  10. gennaio 27, 2014 alle 5:19 pm

    il Presidente-candidato Ugo Cappellacci è credibile come una moneta da 7 euro…

    da Sardinia Post, 27 gennaio 2014
    Trivellazioni, Comitato No Eleonora risponde a Cappellacci: “Non è credibile”: http://www.sardiniapost.it/politica/trivellazioni-comitato-eleonora-risponde-cappellacci-non-e-credibile/

    • gennaio 28, 2014 alle 2:55 pm

      da La Nuova Sardegna, 28 gennaio 2014
      Trivelle, Cappellacci sotto tiro. Arborea, accuse del Comitato. E il presidente si difende su Facebook. (Cristina Diana)

      ARBOREA. «Cappellacci si scaglia contro i progetti di trivellazione in mare, ma ancora non si è espresso sul progetto Eleonora». Le dichiarazioni del presidente della giunta regionale durante l’incontro elettorale di Oristano non sono rimaste inascoltate, anzi hanno subito suscitato le reazioni dei componenti del comitato No al progetto Eleonora. «Cappellacci parla di trivellazioni, ma evita accuratamente di citare il famigerato Progetto Eleonora della Saras – spiega la nota stampa del comitato –. Ha citato, invece, il decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, competente per il rilascio di autorizzazioni nei mari per la ricerca di petrolio e gas, che individua un’area appetibile per i petrolieri nei fondali a ovest della Sardegna. Cappellacci annuncia battaglie straordinarie con l’intento di allontanare dai nostri mari la minaccia delle trivelle». Una battaglia dichiarata che per il comitato stona rispetto alla reazione tiepida nei confronti del progetto Eleonora: «Stupisce che il governatore uscente si dica pronto a battagliare per questioni che non gli competono, mentre continui a non pronunciarsi sui temi cui la giunta regionale che egli presiede avrebbe titolo a decidere». La domanda allora è una: «Come Cappellacci può pensare di apparire credibile davanti al Ministero, se non possiede alcuna opinione in merito agli identici progetti sulla terraferma di cui è competente? A fronte di un intero territorio che ha chiesto e chiede ogni giorno la bocciatura delle trivellazioni, intende Cappellacci concedere l’autorizzazione alla perforazione del pozzo Eleonora e dare il via alle trivellazioni per ricerca di idrocarburi nel sottosuolo sardo?». «Si parla del permesso Eleonora nell’Oristanese, ma anche del permesso Igia nel Medio Campidano. E cosa ne pensa dei progetti di ricerca di fonti geotermiche, come il recente permesso Cuglieri? Altri candidati si recheranno nei paesi interessati e non potranno eludere la domanda. A tutti rinnoviamo la stessa domanda rivolta vanamente da due anni al governatore e alla giunta: qual è la vostra posizione sul Progetto Eleonora e su tutti gli altri progetti?» In serata, via Facebook, la risposta di Cappellacci: «Come sono contrario alle trivellazioni in mare davanti alle coste sarde, lo sono a quelle nel nostro entroterra. Chiunque sostiene il contrario mistifica la realtà».

      _____________________

      da L’Unione Sarda, 28 gennaio 2014
      ARBOREA. Accuse a Ugo Cappellacci. Trivelle, è polemica: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140128090805.pdf

  11. giugno 9, 2014 alle 8:19 pm

    sì, Massimo, è proprio come immagini.

    Non solo, non avete “tutti i permessi”, ma ad Arborea non vi vuole proprio nessuno.

    da Sardinia Post, 9 giugno 2014
    Trivelle ad Arborea, Moratti: “Se progetto non condiviso, pronti a rinunciare”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/trivelle-ad-arborea-moratti-se-progetto-non-condiviso-pronti-rinunciare/

    ________________________________

    da L’Unione Sarda, 9 giugno 2014
    Trivelle ad Arborea, la Saras ci crede. “Progetto solo con il consenso di tutti”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/06/09/trivelle_ad_arborea_la_saras_ci_crede_progetto_solo_con_il_consenso_di_tutti-6-371746.html

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