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La Regione autonoma della Sardegna conferma: nessun permesso di ricerca per risorse geotermiche senza il vincolante procedimento di V.I.A.


campo di grano

campo di grano

Il Servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ha risposto (nota n. 23300 del 16 ottobre 2013) al nuovo atto di intervento nel procedimento per il rilascio dei quattro permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Siliqua” e “Cuglieri”, in favore rispettivamente della Geoenergy s.r.l. e della Exergia Toscana s.r.l. (aventi ambedue sede in Via Norvegia, 68, a Cascina, in Provincia di Pisa): ”il … procedimento” relativo al permesso di ricerca “Siliqua” “è sospeso, a termini di legge, in attesa dell’espletamento della procedura di verifica/VIA”, mentre l’istanza di permesso di ricerca “Cuglieri” è ancora in attesa dei termini per l’eventuale manifestazione di interesse da parte di possibili Ditte concorrenti.  Rimane fermo il preventivo svolgimento vincolante delle procedure di valutazione di impatto sull’ambiente.

I bucherellatori della Sardegna sono stati rispediti a casa, finora.

Infatti, già nelle scorse settimane, finalmente, la struttura amministrativa della Regione autonoma della Sardegna ha messo un importante punto fermo riguardo le tante richieste di permessi per la ricerca di risorse geotermiche.

Il Servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna aveva affermato chiaramente – senza possibilità di equivoci – “che non può che confermare e condividere quanto rilevato e osservato da codesta Associazione (il Gruppo d’intervento Giuridico onlus, n.d.r.) … non è intenzione dello scrivente rilasciare alcun permesso di ricerca senza che si sia preliminarmente espletata la procedura di verifica/VIA, come stabilito dalla legge” (nota prot. n. 20107 del 4 settembre 2013).

campo di mais

campo di mais

E’ la risposta positiva che ha accolto l’atto di intervento (14 agosto 2013) delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus nel procedimento per il rilascio dei quattro permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Villacidro”, “San Gavino Monreale”, “Sardara” e “Guspini” in favore della Tosco Geo s.r.l. (Arezzo).

Inoltre, ha comunicato che la Società mineraria ha chiesto la riperimetrazione in diminuzione delle istanze di permessi di ricerca “Sardara” e “Guspini”, quindi, in ogni caso, la procedura dovrà essere nuovamente avviata. Le altre due procedure – relative alle istanze di permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Villacidro”, “San Gavino Monreale” – sono invece sospese in attesa del vincolante esito delle valutazioni ambientali.

Infatti, i progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 2, lettera d, sub-lettera i; art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato 4 alla parte II, punto 2, lettera b; art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B1, punto 2, lettera b). 

gemme, acqua, bosco

gemme, acqua, bosco

Il permesso di ricerca per risorse geotermiche quindi può essere legittimamente rilasciato solo in seguito a positivo esito delle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente (verifica di assoggettabilità, valutazione di impatto ambientale), ai sensi degli artt. 3, comma 5°, del decreto legislativo n. 22/2010 e s.m.i. e 5, comma 2°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna (allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/41 del 7 agosto 2012), ma non risulta l’avvenuta preventiva positiva conclusione di alcun procedimento di verifica di assoggettabilità riferito ai suddetti progetti di ricerca.

La Società aretina per le risorse geotermiche ha presentato recentemente ben quattro progetti per la ricerca di risorse geotermiche per gran parte del Campidano, in zone agricole, in aree appartenenti a demani civici, in zone rientranti nella Rete Natura 2000:

* “Guspini”: area di 87,5 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Guspini, Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus, Pabillonis;

* “Sardara”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnostramatza, Collinas, Sanluri, Sardara, Lunamatrona, Siddi, Villanovaforru;

* “San Gavino Monreale”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di Gonnostramatza, San Gavino Monreale, Collinas, Mogoro, Sardara, Pabillonis;

* “Villacidro”: area di 159,2 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Villacidro, Vallermosa, Villasor.

Non sono certo le uniche istanze per rilascio di permessi di ricerca per risorse geotermiche presentati in Sardegna.  Ve ne sono altri, alcuni dei quali “in concorrenza” fra loro:

foglie nel bosco

foglie nel bosco

* il permesso di ricerca “Igia” (Campidano) in favore della Saras s.p.a., nel quale  nel quale “il programma di ricerca geotermica non prevede l’esecuzione di lavori, opere o indagini sul campo ma solo ed esclusivamente la rielaborazione di dati tecnico-scientifici già acquisiti con la ricerca di idrocarburi” (determinazione Ass.to industria R.A.S. n. 14857 del 20 giugno 2013);

* il permesso di ricerca “Siliqua” (Campidano, Iglesiente) in favore della Geoenergy s.r.l., già presentato nel 2010 alla procedura di verifica preventiva, ma modificato nel 2013;

* il permesso di ricerca “Anglona” (Anglona), in favore dell’omonima Unione di Comuni (2011);

* il permesso di ricerca “Bagni Oddini” (Orotelli, Orani), in favore della Ditta Ini Fabi (2010);

* il permesso di ricerca “Cuglieri” (Montiferru), in favore della Exergia Toscana s.r.l. (2008, 2010 e 2013);

* il permesso di ricerca “Martis” (Anglona), in favore della Geoenergy s.r.l. (2011);

* il permesso di ricerca “Sedini” (Anglona), in favore della Geoenergy s.r.l. (2011).

Arborea, S'Ena Arrubia (foto Raniero Massoli Novelli)

Arborea, S’Ena Arrubia (foto Raniero Massoli Novelli)

Alle tante richieste di permesso di ricerca per risorse geotermiche si sommano, le richieste per ricerche di idrobarburi e gas naturale: il più noto progetto “Eleonora” da parte della Saras s.p.a., avverso il quale c’è una vera e propria sollevazione popolare dei territori interessati, e quello off-shore (2010) della Puma Petroleum s.p.a. nel Mar di Sardegna, oggi di fatto resa impossibile in quanto rientrante nel recentissimo decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 settembre 2013, con cui sono state escluse tutte le aree marine protette e le acque territoriali entro le 12 miglia marine dalla costa.

L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale (P.E.A.R.S.) vigente e aggiornato comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali.   Da qui le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione autonoma della Sardegna, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali.

Un vero far west, insomma.

Lo scorso 16 settembre 2013 le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus avevano presentato un nuovo atto di intervento nel procedimento per il rilascio dei quattro permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Siliqua” e “Cuglieri”, in favore rispettivamente della Geoenergy s.r.l. e della Exergia Toscana s.r.l.

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

Anche in questi casi mancano le procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno fornito supporto in proposito anche alle amministrazioni comunali di Vallermosa e di Seneghe, impegnate nella difficile attività di difesa del proprio territorio.

La difesa strenua di ambiente e salute pubblica da parte delle associazioni ecologiste vede in prima linea gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ma ha bisogno dell’aiuto di chiunque abbia a cuore il presente e il futuro di questa povera Terra e dei suoi abitanti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

(foto R.M.N., C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    ottobre 17, 2013 alle 8:17 am

    BENE. Intanto ieri sera Rai3 Regione ha fatto un vergognoso panegirico per la Saras, liquidando gli oppositori al progetto Eleonora come un piccolo gruppo locale. Meno male che la Rai è un servizio pubblico….

  2. Shardana
    ottobre 17, 2013 alle 10:32 am

    Essendo il pubblico al servizio del potere doveva per forza sminuire o diffamare gli oppositori del sistema.Vi rendete conto,Rai 3……….quella dalla parte dei compagni……….di merenda.

  3. Bruno Lai
    ottobre 17, 2013 alle 3:59 pm

    La Regione Sardegna, dovrebbe pensare meglio a filtri per PM<10 … forse i dati delle centraline di monitoraggio ARPAS potrebbero allora offrire dati scientificamente capaci di spiegare certe mutazioni genetiche.

  4. ottobre 17, 2013 alle 6:21 pm

    Approvando in pieno e nello specifico, il delicato, minuzioso, e precisissimo lavoro dell’assessorato all’industria regionale,la cui risposta significativamente distingue e seziona i vari casi di intervento , anche a seconda dei vincoli già esistenti, atti a tutelare reciprocamente territorio sardo,i suoi abitanti,e qualificate imprese,non posso fare a meno di esprimere la mia comprensione sulla difficoltà di mettere d’accordo interessi a volte,ma non sempre contrastanti tra le varie parti. Solo una cosciente analisi comune atta ad approfondire ed sviscerare le problematiche,i rischi,ma anche i vantaggi nell’interesse comune denominatore , proiettati nelle generazioni future. Un pacato, saggio e civile confronto rispettoso dei diritti dei proprietari terrieri,delle istituzioni quali rappresentanti della popolazione civile e delle grosse imprese industriali ,si pone alla base per il raggiungimento di un maturo sviluppo che offra distribuzione sociale della ricchezza e della civiltà.

  5. ottobre 17, 2013 alle 9:13 pm

    Il servizio di Marco Hagge pone dunque in maniera magistrale l’accento sulle opportunità che può offrire la geotermia oltre a quella di produrre energia pulita e i 54mila visitatori che nel 2012 hanno fatto tappa al parco delle Biancane e al Museo della geotermia di Larderello, sono dunque solo una piccola parte di quello che la Toscana, che è una delle regioni più ricche di risorse geotermiche del paese, può mettere in campo in questo nuovo settore turistico.

  6. ottobre 18, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 ottobre 2013
    Trivellazioni, la Regione stoppa i piani. «Manca la valutazione d’impatto ambientale». Sospiro di sollievo dei Comuni di Aggius, Badesi, Bortigiadas e Tempio. (Sebastiano Depperu)

    TEMPIO. Per i progetti “Sedini” e “Martis” sulle possibili trivellazioni tra Gallura e Anglona per la ricerca di energia geotermica, la Regione ha rinviato tutto alla Valutazione di impatto ambientale. La comunicazione è arrivata martedì mattina a tutti i Comuni interessati dai progetti: sono i territori di Bortigiadas, Aggius, Tempio e Badesi. Per quanto riguarda il rilascio del permesso di ricerca di risorse geotermiche, presentato dalla società Geoenergy srl di Pisa, nel documento si legge che «non sono state presentate domande in concorrenza». Però c’è da sottolineare la chiara dicitura, messa nero su bianco: «I termini per il rilascio del permesso di ricerca sono tuttavia sospesi come disposto dall’art. 7 comma 8 de Dgr 34/41 del 2012 – si può leggere nel documento inviato dalla direzione generale del servizio attività estrattive e recupero ambientale, dell’assessorato regionale all’Industria – fino all’acquisizione dell’esito positivo della procedura in materia di verifica». In poche parole dal documento firmato dal capo servizio Antonino Liori si capisce che per ora non ci saranno autorizzazioni per la ricerca finché non si pronunceranno gli esperti che valuteranno i possibili impatti ambientali, e non solo, sul territorio interessato. La risposta della Regione arriva dopo le denunce del M5S e le prese di posizione dei singoli Comuni riguardo alla possibilità di trivellazioni per la ricerca di energia geotermica nei propri territori con confini che vanno da Castelsardo a Badesi. Anche l’Unione dei Comuni “Alta Gallura” si è espressa negativamente, la settimana scorsa. L’assemblea dei sindaci delle nove municipalità dell’Alta Gallura ha deciso di fare proprie le deliberazioni dei consigli comunali delle amministrazioni di Aggius, Badesi, Bortigiadas e Tempio, di fatto rigettando i progetti di ricerca geotermica denominati “Sedini” e “Martis”. Per ora un respiro di sollievo per l’area interessata. Si attenderà il pronunciamento da Cagliari dopo le valutazioni degli esperti.

  7. Raimondo Cossa
    ottobre 18, 2013 alle 4:05 pm

    Cara Lena Henson, a proposito di geotermia in altre occasioni ho già spiegato che quì nel Montiferru abbiamo già scelto di vivere in un ambiente sano e di puntare sulla produzione di prodotti gastronomici genuini. Non so se hai già sentito parlare di Bue Rosso, di malvasia e di olio extravergine d’oliva prodotto da noi. Per quanto riguarda il turismo ci interessa un’utenza ….. sostenibile, attenta e rispettosa dei luoghi e delle culture locali. Le altre forme di turismo “macabro” non ci interessano. O ancora una volta dobbiamo cedere territorio in cambio di perline colorate?

    • Mara
      ottobre 18, 2013 alle 7:11 pm

      Applauso a Raimondo, non potevi dirlo meglio di così!

  8. ottobre 23, 2013 alle 3:03 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 ottobre 2013
    Seneghe, senza valutazione ambientale no alle trivelle.

    SENEGHE. È stato inviato al direttore del Servizio attività estrattive e recupero ambientale dell’assessorato all’Industria della Regione il documento, firmato dal sindaco Antonio Luchesu, contenente le osservazioni contrarie alla concessione dei permessi di ricerca mineraria richiesti dall’Exergia Toscana srl. Lo stesso hanno fatto anche i sindaci di Magomadas e di Scano di Montiferru, che in più occasioni avevano espresso il loro dissenso al progetto denominato “Cuglieri” con il quale la società toscana intende ottenere i permessi della Regione per effettuare ricerche di risorse geotermiche nel Montiferru e nella Planargia. L’ultimo stop alle mire dell’Exergia Toscana era arrivato qualche settimana fa grazie all’interessamento del Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra presso gli assessorati regionali competenti, che, per i progetti di ricerca di risorse geotermiche, avevano chiesto quanto previsto dalla normativa in vigore, cioè: che devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità. In parole più semplici: il permesso per quelle attività può essere rilasciato soltanto in seguito al positivo esito delle procedure di valutazione di impatto ambientale. Le due associazioni ecologiste erano intervenute proprio perché le verifiche di assoggettabilità riferite al progetto “Cuglieri”, sembra non fossero state concluse positivamente. «Quel procedimento – aveva detto Luchesu – non risulta concluso neppure a noi. Pertanto entro qualche giorno invieremo le nostre osservazioni agli enti competenti, e non solo». Il documento firmato dai sindaci, infatti, è stato inviato per conoscenza anche alla Commissione Europea, al Direttore generale delle valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare, al ministro per i Beni e le attività culturali e al direttore del servizio Savi dell’assessorato della difesa dell’ambiente della Regione. «Abbiamo espresso, e confermato più volte, il nostro dissenso a qualsivoglia tentativo di speculazione sul nostro territorio – puntualizza Luchesu –. Adesso auspichiamo che il documento contenente le nostre osservazioni venga tenuto nella giusta considerazione da chi dovrà decidere se rilasciare o meno quei permessi alla società che vorrebbe trivellare i nostri boschi per cercare, ed estrarre, energia geotermica». I sindaci chiedono anche che l’istanza tendente al rilascio delle autorizzazioni venga ritenuta nulla. (pi.maro.)

  9. ottobre 23, 2013 alle 10:59 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    LA RAS SOSPENDE IL PROGETTO “SILIQUA”, ZUNCHEDDU: «ACCOLTE LE NOSTRE ISTANZE»

    Cagliari, 23 ottobre 2013 – «Il nostro continuo impegno a tutela delle popolazioni e a garanzia dell’integrità e della salubrità dei territori sta dando i suoi frutti». Lo ha affermato la consigliera regionale di SardignaLibera, Claudia Zuncheddu, commentando la decisione dell’Assessorato regionale all’industria di sospendere, per ulteriori approfondimenti, il permesso di ricerca di risorse geotermiche denominato “Siliqua”.

    «In un articolato documento – spiega Zuncheddu – lo scorso 23 settembre avevo evidenziato le numerose criticità che caratterizzavano il progetto di ricerca presentato dalla Geoenergy Srl, soprattutto in merito alle numerose lacune tecnico-progettuali, nonché informative e procedimentali nei confronti dei Comuni e delle popolazioni residenti nelle zone interessate. Tali osservazioni sono poi state oggetto di una interrogazione in Consiglio regionale, la n. 1216/A, dove chiedevo esplicitamente di sospendere il procedimento per sottoporre il progetto a Valutazione di impatto ambientale (VIA), nel rispetto della normativa regionale in materia».

    «Grazie a queste azioni istituzionali – continua Zuncheddu – e grazie all’azione seria e puntuale di associazioni ecologiste come il “Gruppo di intervento Giuridico” e “Amici della terra”, anch’esse recentemente intervenute sul caso, il procedimento è stato sospeso e le carte sono state trasmesse agli uffici dell’Assessorato regionale all’Ambiente per l’avvio della Valutazione di impatto ambientale».

    «In quella sede – conclude Zuncheddu – vigileremo affinché siano garantiti il diritto all’informazione e alla partecipazione dei cittadini. L’impegno al fianco delle popolazioni, accompagnato alle dovute azioni istituzionali, dimostra come sia possibile contrastare servitù e progetti di mera speculazione e mercificazione delle nostre terre che hanno come unico obiettivo il profitto di pochi a scapito dell’intera collettività».

  10. ottobre 24, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 ottobre 2013
    SENEGHE. Il ministero ferma le trivelle. Dal dicastero all’Ambiente arriva la risposta sul progetto “Cuglieri”. (Piero Marongiu)

    SENEGHE. Il progetto “Cuglieri”, per la ricerca di energia prodotta da risorse geotermiche presentato agli assessorati regionali competenti dalla società Exergia Toscana, si arricchisce di un ulteriore tassello. Qualche giorno fa l’amministrazione comunale aveva inviato un documento firmato dal sindaco Antonio Luchesu contenente osservazioni contrarie alla concessione dei permessi all’Exergia Toscana indirizzato anche al Ministero dell’Ambiente e della utela del territorio, nel quale veniva evidenziato che “non sarebbe avvenuta la positiva conclusione di alcun procedimento di verifica di assoggettabilità riferita al progetto di ricerca”. In sintesi: mancherebbe il documento di valutazione dell’impatto ambientale. La risposta, a firma del direttore generale per le valutazioni precisa che il permesso di ricerca non può essere in alcun caso rilasciato in assenza di un esito positivo della stessa o di una eventuale successiva procedura di Via. Il documento in considerazione di quanto previsto dalla normativa cui fa riferimento la nota del Ministero, chiede alla Regione di essere informato “in merito alle eventuali azioni poste in essere al fine di garantire l’assolvimento degli obblighi in materia di valutazione d’impatto ambientale da parte della società proponente”. Il sindaco Antonio Luchesu non nasconde la sua soddisfazione per il risultato conseguito. «La strada per fermare definitivamente l’azione degli speculatori – dice – è ancora lunga. Ma questo importante risultato lascia ben sperare. Ribadisco che noi non siamo contrari al progresso quando esso porta sviluppo e benessere per la popolazione. Siamo invece decisamente contrari ad ogni tipo di speculazione che mette a rischio l’integrità del nostro territorio». Lo stop al progetto “Cuglieri”, arrivato ieri dal ministero è il quinto in Sardegna. L’intervento delle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della terra, ha contribuito a rafforzare le posizioni delle amministrazioni locali interessate al progetto denominato “Cuglieri”, che interessa un’area di circa 120 chilometri quadrati e comprende otto paesi del Montiferru e della Planargia. A quel progetto quasi tutte le amministrazioni interessate si sono opposte fin da subito con documenti, delibere e affollate assemblee alle quali hanno partecipato semplici cittadini, personaggi della cultura e dello spettacolo, associazioni e, seppure non ufficialmente, anche qualche politico: tutti concordi nel dire no alle trivelle.

    • dicembre 8, 2013 alle 12:40 pm

      da La Nuova Sardegna, 8 dicembre 2013
      Trivelle a passo di carica nel Montiferru. Seneghe, la valutazione di impatto ambientale a un passo dall’approvazione della giunta regionale. (Piero Marongiu)

      SENEGHE. Un altro elemento si aggiunge al quadro che vede alcuni paesi del Montiferru che si oppongono alla concessione del permesso di ricerca mineraria per risorse geotermiche, denominato “Progetto Cuglieri”. È di ieri, infatti, la risposta dell’assessorato regionale all’Ambiente inviata al ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio, che aveva chiesto di essere informato sulle azioni effettuate per garantire l’assolvimento degli obblighi in materia di valutazione d’impatto ambientale, in cui viene precisato che è stata conclusa l’istruttoria e che i relativi atti saranno inoltrati alla giunta regionale per la conclusione del procedimento. Quindi la macchina avviata dall’Exergia Toscana, la società che ha chiesto i permessi per effettuare la ricerca di risorse geotermiche in un’area di circa 120 chilometri quadrati tra la Planargia e il Montiferru, sembra inarrestabile. La risposta dell’assessorato regionale all’Ambiente era stata sollecitata dagli amministratori locali e dalle associazioni ambientaliste, che avevano sollevato il dubbio circa l’avvenuta verifica di assoggettabilità. Dubbio più che fondato visto che il rilascio dei permessi era stato sospeso proprio per istruire la verifica d’impatto ambientale. Adesso il pallino torna nelle mani della giunta regionale, che dovrà adottare il provvedimento finale, cioè concedere o meno le autorizzazioni alla società toscana che vorrebbe portare le trivelle nel Montiferru e nella Planargia per cercare le risorse geotermiche. Il sindaco Antonio Luchesu però non si dà per vinto e conferma la contrarietà della sua amministrazione, sostenuta dai suoi concittadini, a un progetto che rischia di fare scempio del suo territorio. «Purtroppo – dice, marcando bene le parole – l’ultimo disastro naturale che ha colpito la Sardegna sembra non aver insegnato nulla ai burocrati che amministrano la Regione. Se non la si rispetta come si dovrebbe, la natura reagisce. E quando lo fa, non guarda in faccia nessuno. Noi ribadiamo il nostro no, senza se e senza ma al progetto dell’Exergia Toscana. Non vogliamo che il nostro territorio finisca nelle mani di speculatori che vogliono soltanto trarre profitto personale dalle sue risorse lasciando scorie e rifiuti alla popolazione». L’auspicio di gran parte dei cittadini della Planargia e del Montiferru è che la giunta regionale, quando dovrà deliberare, tenga conto del dissenso diffuso tra le popolazioni locali, che, al posto di una centrale geotermica, per quei territori chiedono maggiori risorse per tutelarlo, promuoverlo e valorizzarlo a fini turistici e ambientali.

  11. novembre 12, 2013 alle 2:50 pm

    da L’Unione Sarda, 12 novembre 2013
    Martis. Il progetto prevede di sfruttare il calore del sottosuolo trivellando un’area di 575 kmq. Guerra a l“mostro” Geo Energy. Il medico Migaleddu: «A noi non serve produrre altra energia». (Vito Fiori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131112091523.pdf

  12. gennaio 7, 2014 alle 3:07 pm

    il progetto di ricerca per risorse geotermiche “S. Gavino Monreale” (Tosco Geo s.r.l.) è stato avviato al procedimento di verifica di assoggettabilità.

    dal sito web istituzionale delle valutazioni ambientali della Regione autonoma della Sardegna

    Procedimento di verifica per il permesso di ricerca per risorse geotermiche denominato “San Gavino Monreale” nei comuni di Collinas, Gonnostramatza, San Gavino Monreale, Sardara, Pabillonis, Mogoro: http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=246356&v=2&c=4807&idsito=18

  13. gennaio 15, 2014 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 15 gennaio 2014
    A caccia del geotermico: via libera alle trivelle.
    Seneghe, per la Regione non serve la Valutazione di impatto ambientale Per cinque anni la Exergia potrà effettuare sondaggi nel Montiferru. (Piero Marongiu)

    SENEGHE. La giunta regionale con una delibera dello scorso 30 dicembre, ha stabilito di non assoggettare a ulteriore procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) l’intervento denominato “Permesso di ricerca di risorse geotermiche Cuglieri” limitatamente alle indagini di superficie. Di fatto dà così il via libera alla concessione delle autorizzazioni richieste dall’Exergia Toscana Srl ai sondaggi relativi alla ricerca di risorse geotermiche. Lo stop alle indagini preliminari era arrivato qualche mese fa dopo l’intervento del Ministero dell’ambiente, che aveva chiesto all’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente proprio se le procedure per il rilascio del Via fossero state espletate regolarmente. Invece, dopo che l’assessore Andrea Biancareddu, ha fornito tutti gli elementi necessari al fine del pronunciamento, la Giunta ha ritenuto di accogliere le proposte dello stesso assessore e ha deliberato in favore della concessione dei permessi. In termini più semplici: se la società è in regola e garantisce il rispetto delle norme richiamate dalla delibera della Giunta, per i prossimi cinque anni potrà effettuare tutte le attività preliminari di ricerca necessarie ad appurare la presenza di risorse geotermiche in un’area (oltre 120 chilometri quadrati di territorio tra il Montiferru occidentale e la Planargia) di altissimo pregio paesaggistico e ambientale, con buona pace dei residenti che avevano espresso più volte la loro contrarietà alle trivelle. Per gli uffici della Regione e per il Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti (Savi), quindi, alla luce della documentazione fornita dall’Exergia Toscana a corredo del “progetto Cuglieri”, non ci sarebbero rischi per l’ambiente e quindi la società può procedere con l’attività prevista. Amarezza, mista a rabbia, tra i cittadini seneghesi e degli altri Comuni del Montiferru. Dice il sindaco di Seneghe, Antonio Luchesu: «Sul nostro futuro – dice – vorremmo essere noi a decidere. Ma soprattutto, con l’approssimarsi della scadenza elettorale per il rinnovo della Consiglio regionale, vorrei sapere se c’è qualche candidato disposto a fare propria la nostra battaglia e dire un no chiaro agli speculatori arrivati dalla penisola che voglio fare scempio dei nostri boschi senza portare alcun tipo di benessere alle popolazioni locali».

  14. febbraio 7, 2014 alle 2:59 pm

    questo Ugo Cappellacci è un genio: contesta le ricerche nel bel mezzo del Mediterraneo, a 45-75 km. dalle coste sarde e non dice un beneamato cavolo su quelle terrestri, dove la Regione autonoma della Sardegna ha competenza diretta.
    Una bella faccia di melma 😉

    da L’Unione Sarda, 7 febbraio 2014
    Trivelle, Cappellacci diffida Zanonato. “Attività progettate senza coinvolgerci”. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/02/07/trivelle_cappellacci_diffida_zanonato_attivit_progettate_senza_coinvolgerci-6-353344.html)
    La Regione non è stata coinvolta nella programmazione delle trivellazioni fra Mar di Sardegna e Balearico.

    “Un decreto del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, apre la strada alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in un’area di 21mila km quadrati fra il Mar di Sardegna e il Mare Balearico con una profondità tra i 2.330 metri e i 2.850 metri, ad una distanza fra i 45 e i 75 km dall’isola”. Lo ha denunciato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, candidato governatore per il Centrodestra alle elezioni del 16 febbraio, in una conferenza stampa. Ha annunciato di aver inviato una diffida scritta all’esponente del governo con la quale protesta per “lo sgarbo per avere programmato attività di questo tipo in prossimità delle coste, senza il coinvolgimento della Regione più vicina”. Cappellacci, inoltre, ha preannunciato “ogni iniziativa possibile per difendere il nostro sviluppo sostenibile, siamo totalmente contrari a causa del potenziale rischio per le nostre coste che ritengo inaccettabile e chiedo un incontro urgente al ministro”. Il decreto è datato 9 agosto, “in pieno agosto nel silenzio generale” ed entro 90 giorni, il 19 gennaio, era possibile presentare le domande con la richiesta di permesso di prospezione. “Secondo indiscrezioni informali – ha sottolineato Cappellacci – mi risulta che molti importanti gruppi hanno presentato domande e tra questi: Eni, Anadarco, Petra, Shell e Total”. Cappellacci, il quale ha ammesso che la Regione non ha strumenti normativi diretti per intervenire, ha annunciato anche il coinvolgimento delle autorità corse per cercare di fermare un progetto definito “scellerato”.

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    da Sardegna Oggi, 7 febbraio 2014
    Trivelle in mare al largo di Alghero. L’allarme di Cappellacci: “Ennesimo sgarbo del Governo”: http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2014-02-07/24247/Trivelle_in_mare_al_largo_di_Alghero_Lallarme_di_Cappellacci_Ennesimo_sgarbo_del_Governo.html

  15. marzo 6, 2014 alle 5:18 pm

    questa è l’istanza di Permesso di Prospezione in Mare “d 1 E.P-.SC” presentata dalla Soc. SCHLUMBERGER ITALIANA per una zona di mare fra la Sardegna, la Corsica e le Baleari: http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=591&numerofasi=4

    da La Nuova Sardegna, 6 marzo 2014
    Trivellazioni da Oristano all’Asinara alla ricerca di idrocarburi.
    Una società specializzata pronta a scandagliare un’area di 21 mila chilometri nel mare dell’isola. (Roberto Petretto): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/03/06/news/trivellazioni-da-oristano-all-asinara-alla-ricerca-di-idrocarburi-1.8798287

  16. il sardo
    settembre 28, 2014 alle 12:07 pm

    La sardegna ha tante risorse naturali e appartengono AI SARDI.se concediamo quello che abbiamo a questi italioti,loro avranno i benefici.se un giorno la sardegna sará indipendente dall’italia,i sardi decideranno il da farsi.vi ricordate l’oro?I SOLDI SE LI SONO PAPPATI GLI AUSTRALIANI!

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