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Chiesta la revoca dell’autorizzazione unica per la centrale a biomassa di Decimoputzu (CA).


Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno chiesto (20 agosto 2013) la revoca dell’autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i., leggi regionali n. 3/2009, n. 5/2009) emessa (determinazione direttoriale n. 12193 del 29 giugno 2012) dal Servizio Energia dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna per la costruzione e l’esercizio dell’impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, consistente in un impianto di biometanizzazione e produzione di energia elettrica da biomassa, da parte della Società Agricola Agrifera s.r.l. situata nella zona agricola di Terramaini, in gran parte nel Comune di Decimoputzu e in piccola parte nel Comune di Villasor (CA).

La richiesta è determinata dalla palese violazione dell’ art. 6 dell’autorizzazione unica secondo cui “la Società agricola Agrifera S.r.l. è tenuta agli impegni ed obblighi … derivanti dalla presente Determinazione pena la revoca della Autorizzazione Unica”.

Invece, la Provincia di Cagliari – Polizia provinciale ha comunicato (nota prot. n. 56476 USECPC del 17 giugno 2013 l’avvenuto svolgimento di tre sopralluoghi (6 e 12 febbraio 2013 e 8 marzo 2013) presso il cantiere e ha accertato l’avvenuto ripetuto conferimento all’impianto, “tramite autocisterna, dei reflui zootecnici provenienti da un … allevamento di bovini di proprietà della Società Agricola F.lli Medda”, in seguito stoccati “nella Prevasca Liquami dell’impianto”.

Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

Si tratta – secondo gli accertamenti condotti dalla Polizia provinciale di Cagliari – di attività di trasformazione di sottoprodotti di origine animale in biogas effettuata senza provvedimento di riconoscimento sanitario (artt. 24, comma 1°, lettera g, del regolamento CE n. 1069/2009; 2 e 12, comma 1°, delle linee guida emanate con D.P.C.M. 7 febbraio 2013; 2 e 12, comma 1°, della determinazione Ass.to sanità R.A.S. n. 464 del 16 maggio 2013) e oggetto di sanzione pecuniaria da euro 10.000 a 70.000 (art. 6 del decreto legislativo n. 186/2012).

Si tratta, inoltre, di attività di trasporto di rifiuti non pericolosi (feci animali) in assenza di formulario di identificazione dei rifiuti (art. 193 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), con sanzione pecuniaria da euro 1.600 a 9.300 (art. 258, comma 4°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Eppure – in seguito a specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti inoltrata (31 gennaio 2013) dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – la Provincia di Cagliari – Settore Ecologia e Polizia provinciale aveva comunicato (nota n. 13961 USECPC del 6 febbraio 2013) che “con nota del 10.01.2012 prot. n. 2587/USECPC, chiedeva alla ditta AGRIFERA di specificare se il biogas prodotto provenisse da liquami e da altri rifiuti di origine organica in quanto in tal caso  trattandosi di rifiuto non rientrava nell’allegato IV parte I del D. Lgs. 152/06. La società con nota del 16.01.2012 rispondeva che il biogas prodotto nell’impianto in corso di autorizzazione, non sarebbe provenuto da liquami considerati rifiuti e/o altri rifiuti di origine organica.

 

Conseguenza degli accertamenti svolti dalla Polizia provinciale di Cagliari dovrebbe essere la revoca del l’autorizzazione unica, invece – incredibilmente – il Servizio Energia dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ha convocato per il prossimo 24 settembre 2013 una conferenza di servizi per la regolarizzazione dell’Autorizzazione Unica”.

Quasi un premio per l’ottima condotta finora tenuta.

Si ricorda che le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, raccogliendo allarmate segnalazioni di residenti e del locale Comitato Terrasana, hanno provveduto (25 novembre 2012, 31 gennaio 2013, 25 marzo 2013) a inoltrare varie richieste di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti riguardo i lavori di realizzazione della centrale e il conferimento di materiali di approvvigionamento.

Interessati il Ministero dell’ambiente, la Direzione generale regionale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia, il Servizio regionale dell’energia, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, i Carabinieri del N.O.E., la Provincia di Cagliari, i Comuni di Decimoputzu e di Villasor, nonché la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per gli eventuali aspetti di competenza.

Decimoputzu, cisterna presso la centrale a biomassa

Decimoputzu, cisterna presso la centrale a biomassa

La Società Agricola Agrifera da Milano, titolare dell’impianto, è arrivata nelle terre del Campidano, nella zona agricola (2,5 ettari) di Terramaini, per realizzarvi una centrale a biomassa da 999 kWe, 1 in meno della soglia oltre la quale devono esser preliminarmente svolti i procedimenti di valutazione d’impatto sull’ambiente.

L’impianto prevede l’utilizzo di 20.200 tonnellate annue di biomassa (insilato di mais, triticale, sorgo), per circa 60 tonnellate giornaliere, con una produzione di biogas di 3,6 milioni di metri cubi annui e energia elettrica prodotta pari a 7 milioni di kWn annui.  In cambio sembra proprio che vi sia quantomeno un sensibile traffico di camion e una notevole puzza, non poco per le case e le aziende agricole vicine e per il centro abitato, distante meno di 2 km.

Una volta acquisiti pareri e autorizzazioni da parte delle amministrazioni pubbliche competenti in sede di conferenze di servizi (con parere contrario del Comune di Decimoputzu), con determinazione n. 12193 del 29 giugno 2012 il Servizio Energia dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ha emesso l’autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i., leggi regionali n. 3/2009, n. 5/2009) per la costruzione e l’esercizio dell’impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, consistente in un impianto di biometanizzazione e produzione di energia elettrica da biomassa.

I lavori risultano avviati nel novembre 2012 e le proteste sono partite subito da parte della popolazione tenuta all’oscuro.

 

La produzione di energia elettrica da biomassa ha un senso positivo – sul piano ecologico e sociale – quando è situata presso il luogo di “produzione” della biomassa stessa, presso la stessa (o le stesse) azienda agricola dal cui ciclo produttivo deriva.  In caso diverso, non ci vuole particolare fantasia per ipotizzare motivazioni puramente speculative.

Fondamentalmente sussiste un contrasto fra normativa nazionale e normativa regionale in tema di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili in aree agricole.

Infatti, quantomeno le aree ricadenti nel territorio comunale di Decimoputzu appaiono rientrare in “zona agricola E” del vigente piano urbanistico comunale (P.U.C.), specificamente “E 1 – aree caratterizzate da produzione agricola tipica e caratterizzata”.   E’ pur vero che tali impianti di produzione di energia elettrica “possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici” (art. 12, comma 7°, del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.), tuttavia, secondo l’art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009 e s.m.i., l’art. 3 del D.P.G.R.  3 agosto 1994 , n. 228 (direttive per le zone agricole, criteri per l’edificazione nelle zone agricole) e l’indirizzo giurisprudenziale costante, nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse (vds. per tutti Cass. pen., sez. III, 9 marzo 2012, n. 9369), non attività di produzione energetica di tipo industriale – come quella in corso di realizzazione – slegata da attività agricole in esercizio nel sito.

Sembrerebbe pertanto logica la sola presenza di impianti simili connessa ad aziende agricole presenti nell’area.  In questo caso, invece, la biomassa da utilizzare nella centrale in costruzione giungerebbe dai campi di Villacidro, a una quarantina di km. di distanza.

Domanda banalissima, ancora impellente: per quale motivo la Società Agricola Agrifera non ha chiesto d’installare la sua centrale a biomassa a Villacidro?    Mistero.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, insieme al locale Comitato Terrasana, si attendono un sussulto di legalità e buon senso che porti alla revoca dell’autorizzazione unica e al ripristino della legalità e delle elementari regole per il mantenimento della salute pubblica.

Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Comitato popolare Terrasana

Decimoputzu, Villasor, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

Decimoputzu, Villasor, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

(foto per conto GrIG)

  1. agosto 21, 2013 alle 3:05 pm

    da Sardinia Post, 20 agosto 2013
    Ambientalisti contro la centrale a biomassa di Decimoputzu: «È fuori legge». (http://www.sardiniapost.it/senza-categoria/ambientalisti-contro-la-centrale-a-biomassa-di-decimoputzu-e-fuori-legge/)

    Non ci sta, il Gruppo di intervento giuridico (Grig): perché “la centrale a biomassa di Decimoputzu produce energia mettendo in atto una serie di processi non previsti, quindi in violazione delle leggi“. Per questo l’associazione ambientalista, insieme al Comitato popolare “Terra sana” chiede “l’immediato ritiro dell’autorizzazione unica”. Ovvero, lo stop dell’impianto.
    E’ da tempo che il Gruppo di intervento giuridico tiene sotto controllo la centrale di Decimoputzu: la proprietà ce l’ha la Società agricola Agrifera, una srl che ha base nella zona agricola di Terramaini. ”La nostra richiesta – spiegano dal Grig – nasce dal fatto che all’articolo 6 della stessa autorizzazione unica è previsto il ritiro nel caso in cui la società non adempia ai propri obblighi”.
    Il Grig ha recuperato un verbale della Polizia provinciale di Cagliari, “nel quale si legge che nell’impianto, tramite autocisterna, vengono conferiti reflui zootecnici provenienti da un allevamento di bovini, appartenente alla società agricola dei Fratelli Medda, rifiuti organici che poi vengono stoccati nella prevasca liquami dell’impianto stesso”.
    Dal Grig sottolineano: “Si tratta di sottoprodotti di origine animale, la cui trasformazione in biogas viene fatta senza provvedimento di riconoscimento sanitario. Questa è una violazione, e sarebbe anche oggetto di una sanzione pecuniaria da diecimila a 70mila”. Gli ambientalisti dicono anche: “Mentre noi chiediamo il ritiro dell’autorizzazione unica, vista la grave violazione, il Servizio Energia dell’assessorato regionale all’Industria ha convocato i dirigenti della società per perfezionare lo stesso documento autorizzativo“. Dal Gruppo di intervento giuridico ironizzano: “Si tratta quasi di un premio per l’ottima condotta finora tenuta”.
    L’impianto di Decimoputzu “prevede l’utilizzo di 20.200 tonnellate annue di biomassa, per circa 60 giornaliere, con una produzione di biogas pari a 3,6 milioni di metri cubi annui e energia elettrica prodotta pari a 7 milioni di kWn annui. In cambio sembra proprio che vi sia quantomeno un sensibile traffico di camion e una notevole puzza, non poco per le case e le aziende agricole vicine e per il centro abitato, distante meno di 2 km”, chiariscono ancora dall’associazione verde.

  2. agosto 21, 2013 alle 3:07 pm

    da L’Unione Sarda, 21 agosto 2013
    Decimoputzu. Dito puntato sul trasporto dei prodotti di origine animale. «No al polo a biomasse».
    Gli ecologisti contro la centrale prevista a Terramaini. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130821084910.pdf)

    DECIMOPUTZU. «No» alla centrale a biomasse «nei 2,5 ettari di zona agricola a Terramaini» tra Decimoputzu e Villasor. È l’appello lanciato da Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra alla Regione, il cui Servizio energia dell’assessorato all’Industria il 29 giugno 2012 ha rilasciato alla società “Agricola Agrifera” l’autorizzazione per realizzare l’impianto per produrre energia da fonti rinnovabili. «È previsto l’utilizzo di 20.200 tonnellate annue di biomassa per circa 60 tonnellate giornaliere con in cambio un sensibile traffico di camion e una notevole puzza». La richiesta è basata sulla presunta «palese violazione» delle regole: «Nei tre sopralluoghi a febbraio e marzo la Provincia ha accertato il ripetuto conferimento nell’impianto dei reflui zootecnici provenienti da un allevamento di bovini poi stoccati nella prevasca liquami. Secondo la Polizia provinciale sarebbero attività di trasformazione di sottoprodotti di origine animale in biogas senza riconoscimento sanitario» e «attività di trasporto di rifiuti non pericolosi, le feci animali, senza formulario di identificazione dei rifiuti». Eppure, dicono gli ecologisti, la Provincia aveva detto che «il biogas prodotto da liquami e altri rifiuti di origine organica» non era previsto, dunque «l’autorizzazione dovrebbe essere revocata». Invece «il Servizio energia ha convocato il 24 settembre una conferenza di servizi per regolarizzarla. Quasi un “premio” per l’ottima condotta finora tenuta».

  3. agosto 26, 2013 alle 2:55 pm

    in quel di Lecce.

    da Lecce Sette, 25 luglio 2013
    Galatone. Centrale a biogas, arriva il sequestro d’urgenza: http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=14492

  4. marco
    agosto 27, 2013 alle 2:46 pm

    Quella centrale non avrebbe dovuto sorgere.
    La cosa che mi fa piu’ specie è che in Provincia e Regione c’è gente non in grado di valutare impianti simili non avendo alcuna esperienza specifica in tal senso.
    Difatti un conto è l’oservanza di norme e prescrizioni sulla carta, mentre be diverso è il discorso in fase di esercizio.

  5. agosto 31, 2013 alle 3:14 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  6. settembre 8, 2013 alle 10:52 am

    da La Nuova Sardegna, 8 settembre 2013
    Centrale a biomassa, gli ambientalisti chiedono la chiusura. Decimoputzu, il Gruppo di intervento giuridico all’attacco: «La società ha violato l’autorizzazione rilasciata a giugno». (Luciano Onnis)

    DECIMOPUTZU. Adesso c’è anche un passo ufficiale: la centrale a biomassa per la produzione di energia da fonti rinnovabili della “Società Agricola Agrifera srl”, in località Terramaini, deve essere dismessa perché avrebbe violato l’autorizzazione unica rilasciata a giugno del 2012 dal Servizio Energia dell’assessorato regionale dell’Industria. A dirlo sono le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra, che hanno appunto chiesto allo stesso Servizio della Regione la revoca dell’autorizzazione per la costruzione e la realizzazione dell’impianto di biometanizzazione e produzione energivora da biomassa. Il tutto dopo l’accertamento da parte della Polizia provinciale che in quella centrale di Terramaini esistono palesi difformità rispetto ai nulla osta rilasciati dai competenti uffici regionali. E’ emerso che nell’impianto energetico finiscono e verrebbero utilizzati per produzione di biogas sottoprodotti di origine animale. In poche parole, liquami zootecnici provenienti da un allevamen to di bovini della zona che vengono trattati e decomposti in biogas senza che l’impianto sia autorizzato a questo utilizzo, cosa che peraltro richiederebbe ben altra procedura di carattere sanitario e igienico. A queste conclusioni erano arrivati, a seguito di tre sopralluoghi effettuati nell’ impianto ancora incompleto dagli ispettori della Polizia provinciale di Cagliari, che accertarono e verbalizzarono “attività di trasformazione di sottoprodotti di origine animale in biogas senza provvedimento di riconoscimento sanitario”. Inoltre risultò “il trasporto di rifiuti non pericolosi (feci animali) in assenza di formulario di identificazione dei rifiuti”. La Polizia provinciale, settore Ecologia, chiese anche in via istituzionale alla “Agrifera” di specificare se “il biogas prodotto provenisse da liquami e altri rifiuti di origine organica in quanto, trattandosi di rifiuti speciali, non rientrava nei dettami dell’autorizzazione ottenuta”. Da parte sua la società negò tutto, rispondendo che “il biogas prodotto nell’impianto in corso di autorizzazione non proveniva da liquami considerati rifiuti di origine organica”. La richiesta di revoca dell’autorizzazione avanzato dagli ambientalisti non sembra però trovare grande considerazione presso il Servizio Energia dell’assessorato regionale dell’Industria, tant’è che per il prossimo 24 settembre è stata convocata una conferenza di servizi per “la regolarizzazione dell’autorizzazione unica”. Ironico il commento degli ecologisti: “Un premio per l’ottima condotta finora tenuta dalla società”. A fianco degli ecologisti ci sono i cittadini di Decimoputzu del Comitato Terrasana che si lamentano per il fetore proveniente dall’impianto energetico di Terramaini e dalle cisterne che trasportano i liquami animali: azioni congiunte sono state avviate in varie sedi istituzionali, fra le quali il ministero dell’Ambiente, il Corpo forestale, il Noe dei carabinieri, nonchè la Procura della repubblica di Cagliari.

  7. settembre 23, 2013 alle 7:10 pm

    da Arrexini, 23 settembre 2013
    Biogas a Decimoputzu: l’Assessorato regolarizza la centrale nonostante le violazioni: http://www.arrexini.info/biogas-a-decimoputzu-lassessorato-regolarizza-la-centrale-nonostante-le-violazioni/

  8. ottobre 19, 2013 alle 11:16 am

    da L’Unione Sarda on line, 19 ottobre 2013
    Cremona, liquidi in azienda. Erano scorie molto pericolose.
    I carabinieri del Noe di Brescia hanno sequestrato in provincia di Cremona una centrale a biomasse, appartenente a una società milanese, e i terreni di un’azienda agricola cremonese, contaminati da scorie e liquidi pericolosi provenienti dall’impianto: http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_mondo/2013/10/19/cremona_liquidi_in_azienda_erano_scorie_pericolose-3-335858.html

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