Il Comune di Nazzano (ROMA) respinge la centrale a biomassa.


Il Comune di Nazzano (ROMA) ha inibito la realizzazione di una centrale a biomassa (pirolisi) con potenza verosimilmente pari a 199 kW presso la ex Officina Zenobi, fra la Via Civitellese e la Via Tiberina, avviata con comunicazione avvio attività del 29 luglio 2013: l’ordinanza Area tecnica n. 14/2013 del 2 agosto 2013 ha negato la possibilità di realizzazione dell’impianto individuando i vari vincoli ambientali presenti nell’area, mentre l’ordinanza Area tecnica n. 15/2013 del 2 agosto 2013 ha sanzionato alcune opere abusive realizzate con la previsione della demolizione e del ripristino ambientale.

E’ un risultato anche della specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti effettuata (14 giugno 2013) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, dopo aver raccolto preoccupatissime segnalazioni da parte di residenti e del Comitato “Vita e Territorio”.

Il ciclo produttivo di tali impianti prevede l’immissione – al pari di ogni processo di combustione – di fattori di inquinamento nell’aria: monossido di carbonioNOxcomposti organici volatili (COV), particolati e altri inquinanti. Immissioni riducibili solo in presenza di tecnologie particolarmente avanzate.

Tuttavia, il regime autorizzativo per tali impianti di produzione energetica da c.d. fonti rinnovabili appare prevedere la mera comunicazione di avvio dei lavori al Comune territorialmente competente, corredata di “dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che  attesti la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi  vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di  sicurezza e di quelle igienico-sanitarie” (art. 6 del decreto legislativo n. 28/2011).  In linea teorica, quindi, non vi sarebbe alcuna valutazione ambientale preventiva.

Garzetta (Egretta garzetta)

Garzetta (Egretta garzetta)

L’area in argomento risulta distante poche centinaia di metri dalla riserva naturale regionale “Tevere – Farfa” (legge regionale Lazio n. 21/1979), nonché ricadente entro la zona di protezione speciale (Z.P.S.) “Tevere – Farfa” (codice IT6030012), ai sensi della direttiva n. 2009/147/CE sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica: qualsiasi intervento in aree Z.P.S./S.I.C. ricadenti nella Rete Natura 2000 dev’essere preceduto da positiva conclusione della procedura di valutazione di incidenza ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 367/1997 e s.m.i., in quanto non intervento escluso ai sensi della deliberazione Giunta regionale Lazio 4 agosto 2006, n. 534.

Inoltre, pur non soggetti alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale e sulla verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) per non superamento delle soglie minime, tali impianti a biomassa possono esser autorizzati soltanto se non siano in zona già superati “i valori limite fissati per la protezione della salute umana dalla Direttiva 1999/30/CE come indicato nella sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012 … con riferimento al particolato e al biossido di azoto. I dati dimostrano in modo sempre più evidente che la combustione del legno contribuisce ad aumentare i livelli di particolato (PM) presente in atmosfera”.  Con sentenza Corte di Giustizia U.E. 19 dicembre 2012, causa C-68/11 è stata riconosciuta la responsabilità dell’Italia per non aver ottemperato alle prescrizioni della direttiva n. 1999/30/CE sui valori limite di concentrazione dei PM10.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ritiene che le garanzie per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica debbano esser forti ed efficaci, non potendo certo esser lasciate esclusivamente ad autocertificazioni da parte delle imprese interessate e plaude alla decisione intelligente  ed efficace del Comune di Nazzano.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. agosto 12, 2013 alle 9:40 am

    da Comitati Biogas – gruppo di studio su ambiente e salute, 10 agosto 2013
    Il Comune di Nazzano respinge la centrale a biomassa: http://comitatibiogas.wordpress.com/2013/08/10/il-comune-di-nazzano-respinge-la-centrale-a-biomassa/

    __________________________

    da Sgonfia il Biogas, 10 agosto 2013
    Biomasse respinte dal comune di Nazzano (Roma): http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/08/biomasse-respinte-dal-comune-d-nazzano.html

  2. Addetto Energie rinnovabili
    settembre 4, 2013 alle 5:22 PM

    Mi risulta che è un’altra vittoria per le associazioni che non sanno leggere le carte. La centrale doveva trattare solo sottoprodotti di origine agricola che i contadini di Nazzano continuano a bruciare violando la legge. Inoltre la centrale a biomassa deve utilizzare per legge tutte le ultime tecnologie di abbattimento delle emissioni. Inoltre ancora l’impianto era di alta cogenerazione quindi se produceva calore avrebbe abbattuto complessivamente i Nox (emissioni nocive delle caldaie a metano) cedendo acqua calda sanitaria a 90 gradi alle aziende e abitazioni confinanti in un raggio di 500 metri. Quindi ha vinto l’ignoranza e Nazzano ha perso l’occasione di essere un Comune modello anche se sulla carta, e solo per motivi che l’amministrazione comunale dovrà spiegare, lo stesso Comune ha ottenuto l’approvazione dalla Regione per l’installazione di centrali a biomassa per un totale di 500 kw . In ultimo brava l’amministrazione comunale e anche il vostro comitato che avete tolto una speranza di lavoro a una decina di persone.

    • settembre 8, 2013 alle 10:55 am

      insomma, secondo Lei, una vera e propria manna dal cielo.
      Intanto, il minimo sarebbe stato rispettare la legge e non realizzare abusi edilizi, sanzionati con l’ordinanza Area tecnica n. 15/2013 del 2 agosto 2013…..

      • addetto energie rinnovabili
        settembre 11, 2013 alle 10:07 am

        se sono state fatte 2 ordinanze una è per la cooperativa di produzione e l’altra per il proprietario dell’immobile officina tale zenobi, sputtanato su tutto internet . ++ 

        significa che la cooperativa ha preso in locazione il capannone senza conoscere la sua non agibilità

        !!! e come poteva supporre la non agibilità se quella officina sta lì da 30 anni ? 

        la giunta comunale è in scadenza ha preferito uccidere una opportunità di progresso, di lavoro e abbattimento emissioni per dare ascolto al vostro comitato ignorante, 

        inoltre mi spiegate come mai in italia esistono solo centrali da 1 mega in su, come mai i comitati non funzionano con le grandi nefandezze. a cominciare da Taranto per finire a termovalorizzatori. 

        spero che la cooperativa rinunci al sito di Nazzano e trovi un altro comune virtuoso che offra il sito e magari chieda alla cooperativa di garantire l’energia termica alla scuola o al comune stesso, con un grande risparmio per i cittadini. 

        l’impianto da 200 kw sviluppa quasi 2.500.000 kwt che moltiplicati x 0,05 sono circa 125.000 di acqua calda sanitaria, evitando in proporzione una 30 di camini a metano di caldaie che veramente inquinano. 

        esultate comitato esultate !!!!!

        chiedetevi piuttosto a chi avete fatto il favore ????. 

        speriamo anzi che la cooperativa l’impianto lo faccia in Romania 

        perchè tra poco noi in Italia staremo peggio 

        un applauso al comitato 

      • settembre 11, 2013 alle 10:48 PM

        ma di che parli? L’Italia è piena di comitati e associazioni che si battono contro inquinamenti e speculazioni, piccoli e grandi.
        La “tua” centrale a biomassa si poteva fare altrove, in zona industriale, lontana da abitazioni e Z.P.S., cioè zona di grande importanza sul piano naturalistico.
        Il resto, se permetti, annoia.

  3. addetto energie rinnovabili
    settembre 12, 2013 alle 12:44 PM

    Invece di fare demagogia rispondi sui dati che ho fornito dopo che hai opportunamente studiato le disposizioni attuative sugli incentivi alle energie rinnovabili pubblicate nell’agosto del 2012 poichè gli impianti al di sotto dei 200 kw dovevano servire per fare cogenerazione ad alto rendimento anche nei piccoli comuni abbattendo gli “Nox” per produrre energia pulita come avviene negli altri paesi d’Europa un po’ meno pieni di comitati e associazioni come il vostro.

    • settembre 12, 2013 alle 3:50 PM

      veramente sei tu ad aver fatto ricorso ad argomenti di pura demagogia: la risposta ti è già stata data ed è chiara, la “tua” centrale a biomassa si poteva fare altrove, in zona industriale, lontana da abitazioni e Z.P.S., cioè zona di grande importanza sul piano naturalistico.
      Non penserai che le centrali a biomassa emettano in atmosfera solo ossigeno puro?
      Le energie rinnovabili devono essere un’opportunità, non un ulteriore “peso” per l’ambiente e la salute pubblica.

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