Un anno nuovo e cruciale anche per l’ambiente della Sardegna.


Cagliari, spiaggia del Poetto, Torre spagnola, sullo sfondo la Sella del Diavolo

Cagliari, spiaggia del Poetto, Torre spagnola, sullo sfondo la Sella del Diavolo

 

 

anche su La Nuova Sardegna (“2013, un anno cruciale per salvare l’ambiente”), 2 gennaio 2012

 

 

 

Le ruspe sfregiano silenzio e macchia, mentre le betoniere colano il cemento sulle dune litoranee di Badesi, la Qatar Holding “indica” al Presidente della Regione Cappellacci e ai Sindaci di Arzachena Ragnedda e di Olbia Giovannelli dove e che cosa vuol fare sui litorali smeraldini, gli impianti e le zone industriali di Portovesme e Porto Torres non hanno ancora visto uno straccio di bonifica ambientale, la raffineria Saras continua ad “aromatizzare” l’aria della costa del sud, mentre frotte di arrembanti imprenditori della “green economy” piazzano nelle campagne le loro centrali a biomasse per lucrare su mais e liquami bovini.

Si potrebbe continuare per molto a redigere un vero e proprio “manifesto dello scempio”, nell’elencare le mille aggressioni quotidiane a un territorio – quello della Sardegna – i cui valori ambientali, paesaggistici, storico-culturali costituiscono anche l’autentica e unica “cassaforte” per l’economia.

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

E’ vero, finalmente sono stati aperti i primi dibattimenti penali per traffico illecito di rifiuti industriali (da Portovesme), qualche cantiere edilizio illegale è stato posto sotto sequestro preventivo, la magistratura ogliastrina sta conducendo contro l’abusivismo edilizio un’offensiva di legalità senza precedenti.    Anche la sensibilità ambientale dei sardi sta crescendo, pur lentamente, con incertezze.

Ma il tempo stringe e le necessità dettate da una durissima crisi non attendono.           Il 2013 sarà un anno di scelte, in ogni caso.

L’Italia che uscirà dalle urne delle prossime elezioni politiche sarà comunque diversa.      A breve seguirà la Sardegna, con le molto probabili elezioni regionali anticipate.

Badesi, cantiere edilizio sulle dune

Badesi, cantiere edilizio sulle dune

Bisogna capire che cosa vorremmo fare “da grandi”, se lasciarci definitivamente alle spalle un passato di sprechi di ingenti risorse finanziarie e di risorse naturali della collettività e puntare decisamente su un futuro imperniato sulla corretta gestione del territorio e dei relativi valori oppure se vogliamo scivolare verso una Sardegna ridotta a deserto, in tutti i sensi.

Saranno alcuni temi fondamentali della gestione del territorio a costituire la “prova del nove” del nostro futuro, a iniziare dalla tenuta e dal potenziamento (soprattutto per coste e paesaggio agricolo) di quel buon sistema di regole costituito dal piano paesaggistico regionale, duramente messo alla prova da tempo dai tentativi di modifica da parte della Giunta Cappellacci, dalle deleterie leggi regionali sul piano per l’edilizia e sul golf (in attesa di giudizio davanti alla Corte costituzionale) e ora anche dagli investimenti dell’Emiro del Qatar da “mille e una notte”, sbandierati dal Presidente Cappellacci in crisi drammatica di risultati.

Un miliardo di euro di investimenti.    Il prezzo della terra e delle coscienze.    Una favola, l’ennesima.

Ginepro (Juniperus communis) sul mare

Ginepro (Juniperus communis) sul mare

Basti pensare che il tanto decantato “modello Costa Smeralda” non ha portato minimamente la pretesa crescita economico-sociale duratura, vista l’attuale perdurante crisi economica anche sui litorali smeraldini. E’ un modello che si nutre di sempre maggiore consumo di territorio e di identità.

Senza contare che la Sardegna beneficia più o meno dello stesso importo ogni anno e da parecchi anni grazie ai fondi comunitari.

Ed è proprio quello dei fondi comunitari un altro dei temi cruciali dell’anno che verrà: miliardi di euro che, in piena autonomia di programmazione e di gestione, la comunità sarda deve utilizzare al meglio, certamente molto meglio di quanto fatto finora.

Alcuni settori ne potrebbero essere campo d’utilizzo privilegiato: difesa del suolo e riforestazione naturalistica, bonifica delle aree contaminate minerarie e industriali, con effetti intuitivi sulla salute pubblica e coinvolgimento delle aziende inquinatrici.

A noi le scelte dell’anno nuovo, senza incolpare altri dei nostri disastri.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

l’attualità della Sardegna-Sardistàn:

da Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2013

A Cagliari la spesa è senza fondo. Da anni al 65% del Pil – Nove partecipate in liquidazione ma le nomine continuano. (Mariano Maugeri)

Baunei, Baccu Goloritzè

Baunei, Baccu Goloritzè

(foto C.B., J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    gennaio 2, 2013 alle 4:24 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. gennaio 2, 2013 alle 5:34 PM

    da CagliariPad, 2 gennaio 2012
    Sprechi e spese folli della Regione sul Sole 24 Ore: la Sardegna ha le mani bucate.
    Migliaia di dipendenti diretti, nelle società in house e nell’ente foreste. Diverse società partecipate in eterna liquidazione, ma che continuano ad assumere e una miriade di attività diversificate. Ecco la zavorra che blocca il futuro dell’Isola: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=764

    da Sardinia Post, 2 gennaio 2012
    ISTITUZIONI INDAGATE, SOLDI BUTTATI. SIAMO L’ISOLA DEGLI SPRECHI. (Andrea Tramonte): http://www.sardiniapost.it/politica/2385-istituzioni-indagate-soldi-buttati-siamo-l-isola-degli-sprechi

    • gennaio 6, 2013 alle 3:41 PM

      da CagliariPad, 6 gennaio 2013
      Sprechi e spese pubblica, botta e risposta tra Regione e Il Sole 24 Ore.
      Viale Trento replica alle accuse di sperpero di risorse e di assunzioni facili mosse dal quotidiano economico e corregge le cifre. Arriva a stretto giro la risposta del Sole: “Mai un brandello di autocritica, autonomia gettata al vento”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=806

  3. gennaio 2, 2013 alle 10:47 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

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