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Arrestiamo il piano urbanistico comunale di Capoterra!


P.U.C. di Capoterra, particolare della tavola n. 5 (zonizzazione territoriale con pericolosità idraulica)

Ci sono dei fatti che conservano ancora la facoltà di stupire.

Uno di questi è il piano urbanistico comunale (P.U.C.) di Capoterra (CA) recentemente adottato con  deliberazione Consiglio comunale di Capoterra n. 25 del 28 agosto 2012.

Come purtroppo noto, il territorio comunale di Capoterra è stato interessato da frequenti ingenti fenomeni alluvionali (i più rilevanti negli ultimi quindici anni nel 1999 e nel 2008) con vittime umane e pesanti danni materiali, soprattutto a causa delle dissennate edificazioni, dovute alla sgangherata (per non dire altro) pianificazione urbanistica risalente al 1969.  

Per i fatti conseguenti all’ultima disastrosa calamità innaturale dell’autunno 2008 sono attualmente sotto processo penale 8 persone, l’allora sindaco Giorgio Marongiu (oggi presidente del Consiglio comunale), funzionari tecnici del Genio civile (Sergio Virgilio Cocciu, Antonio Deplano, Giambattista Novella), l’allora presidente (Giovanni Calvisi) della Cooperativa Poggio dei Pini, un funzionario della Protezione civile (Sergio Carrus) e due dirigenti dell’Anas (Bruno Brunelletti, Giorgio Carboni).     Presentate 160 istanze di costituzione di parte civile.

Il responsabile della sicurezza (Giampaolo Cilloccu) della Cooperativa Poggio dei Pini ha già patteggiato un anno di reclusione con la condizionale.

Quattro morti, centinaia di milioni di euro di danni, l’ennesima calamità innaturale annunciata.

Ma, per l’ennesima volta, non è servito a molto.

Infatti, il P.U.C. recentemente adottato costituisce ulteriore fonte di grave pericolo, classificando edificabili molte aree ad elevato rischio idraulico.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno, quindi, inviato (5 novembre 2012) uno specifico atto di “osservazioni” nell’ambito della procedura di approvazione del P.U.C.

Capoterra, Rio S. Girolamo, serre travolte dalle alluvioni (1999, 2008)

Numerose le classificazioni quali “trasformabili” a vario titolo di aree a elevato rischio idraulico, rinvenibili con la consultazione delle tavole n. 4 (zonizzazione territoriale) e n. 5 (zonizzazione territoriale con pericolosità idraulica) del P.U.C. adottato, precisamente:

Maddalena Spiaggia: zona “G 2a” (parchi, strutture per lo sport e il tempo libero), nonostante la classificazione in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata);

S. Lucia, Tanca Todde, Residenza del Sole: zona “B 2” (completamento residenziale recente), nonostante la classificazione in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata);

Frutti d’Oro, Su Spantu, S. Efisio: zona “B 2” (completamento residenziale recente), nonostante la classificazione di parte in area “Hi 3” (pericolosità elevata) e in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata);

Rio S. Girolamo: parziale zona “B 2” (completamento residenziale recente), nonostante la classificazione in area “Hi 3” (pericolosità elevata) e in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata);

Poggio dei Pini: zona “C 1c” (espansione residenziale pianificata – i.f.t. 0,6 mc./mq.), nonostante la classificazione di parte in area “Hi 3” (pericolosità elevata) e in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata);

periferia est del centro urbano di Capoterra: parziale zona “C 3” e “C 3*” (espansione residenziale in programma), nonostante la classificazione di parte in area “Hi 3” (pericolosità elevata) e in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata);

Villa Boero, Rio S’Acqua Tomasu: parziale zona “B 1” (completamento residenziale consolidato) e “C 1b” (espansione residenziale pianificata – i.f.t. o,8 mc./mq.), nonostante la classificazione di parte in area “Hi 3” (pericolosità elevata) e in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata);

Santa Rosa: parziale zona “B 2” (completamento residenziale recente), nonostante la classificazione in area “Hi 4”(pericolosità molto elevata);

Capoterra, Frutti d’Oro, alluvione (autunno 2008)

Domu de s’Arratori, Baccu Tinghinu: parziale zona “B 2” (completamento residenziale recente), zona “C 3” (espansione residenziale in programma), zona “S 2” e “S 3” (spazi e servizi pubblici), nonostante la classificazione di parte in area “Hi 3” (pericolosità elevata) e in area “Hi 4” (pericolosità molto elevata).

Si ritrovano, quindi, palesi violazioni del piano stralcio per l’assetto idrogeologico – P.A.I. (legge n. 183/1989 e s.m.i.; decreto-legge n. 180/1998, convertito nella legge n. 267/1998 e s.m.i.; approvazione con D.P.Re. 10 luglio 2006, n. 67 e s.m.i.; regolamento esecutivo approvato con D.P.Re. 21 marzo 2008, n. 35 e s.m.i.).

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno chiesto al Consiglio comunale di Capoterra la classificazione quali zone “H – salvaguardia ambientale” di tutte le aree a grave rischio idraulico, con la delocalizzazione delle attuali residenze situate in zone a rischio, anche con l’utilizzo di procedure di perequazione urbanistica.

Sono stati inoltre informati, per le attività di competenza, la Direzione regionale della Pianificazione urbanistico territoriale dell’Assessorato degli EE.LL., Finanze, Urbanistica della Regione autonoma della Sardegna e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Davanti a gravissimi e conclamati rischi per l’incolumità delle persone è solo follìa consentire qualsiasi intervento di speculazione immobiliare.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra mettono a disposizione un fac simile di atto di “osservazioni” al P.U.C. di Capoterra: può essere richiesto all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.

 

deliberazione Autorità di Bacino – Comitato istituzionale n. 7 del 17 febbraio 2012

* P.U.C. di Capoterra, tavola n. 5 (zonizzazione territoriale con pericolosità idraulica)

P.U.C. di Capoterra, estratto tavola n. 5 (zonizzazione territoriale con pericolosità idraulica)

(estratti tavole P.U.C. Capoterra, foto da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 6, 2012 alle 8:24 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Occhio nudo
    novembre 6, 2012 alle 10:51 am

    arrestiamoli tutti 😦

  3. novembre 6, 2012 alle 3:05 pm

    da Radio Press, 6 novembre 2012
    CAPOTERRA, GLI ECOLOGISTI: “NEL NUOVO PUC EDIFICABILI ZONE AD ALTO RISCHIO IDRAULICO”: http://www.radiopress.it/2012/11/capoterra-lallarme-degli-ecologisti-il-nuovo-puc-rende-edificabili-zone-ad-alto-rischio-idraulico/

    da CagliariPad, 6 novembre 2012
    “A Capoterra si potrà costruire nelle zone a rischio”.
    Gli ecologisti lanciano l’allarme: secondo il Gruppo di Intervento giuridico, il Puc del comune colpito da gravi alluvioni approvato nell’agosto scorso, consente l’edificazione in aree classificate dal Pai a rischio idraulico. (Ennio Neri): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=67

  4. novembre 7, 2012 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 7 novembre 2012
    Capoterra. Le critiche: scelte sbagliate in zone esposte a pericoli idraulici. «Un Puc ad alto rischio». (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121107092557.pdf) Il Piano urbanistico contestato dagli ambientalisti. (Andrea Piras)

    Il Piano urbanistico comunale sotto la lente delle organizzazioni ambientaliste. Adottato lo scorso 28 agosto con il voto favorevole del Consiglio municipale, il documento di programmazione e sviluppo è stato nettamente bocciato dagli ecologisti che ne chiedono ora la completa revisione.
    IL PASSATO. «Come è purtroppo noto – spiegano le organizzazioni ecologiste Gruppo d’Intervento giuridico e Amici della Terra – il territorio di Capoterra è stato interessato da frequenti e ingenti fenomeni alluvionali, i più rilevanti nel 1999 e nel 2008, con vittime umane e pesanti danni materiali soprattutto a causa delle dissennate edificazioni dovute alla sgangherata pianificazione urbanistica risalente al 1969». Gli ambientalisti ricordano il processo penale in corso per stabilire eventuali responsabilità (otto le persone indagate, 160 le istanze di costituzione di parte civile) che avrebbero contribuito a ingigantire i danni causati da un evento atmosferico di per sé eccezionale che riversò su Capoterra e in particolare sui monti di Santa Barbara e il bacino idrografico dei rio San Girolamo, dalle 5,30 alle 8,30 del mattino del 22 ottobre 2008 quasi quattrocento millimetri d’acqua. I MORTI Furono quattro le vittime, centinaia di milioni i danni quantificati. «Non è servito a molto», taglia corto il presidente del Gig, Stefano Deliperi. «Il Puc recentemente adottato costituisce un’ulteriore fonte di pericolo classificando edificabili molte aree ad elevato rischio idraulico». Per questo le due associazioni ambientaliste hanno inviato il 5 novembre, in Municipio, uno specifico atto di osservazioni come previsto dalle disposizioni e dalle procedure di approvazione dei piani urbanistico comunali.
    LE OSSERVAZIONI. È un lungo elenco di puntualizzazioni quello predisposto e inviato in Comune. Tra le scelte contestate, quella di classificare come “G 2a” (parchi, strutture sportive e per il tempo libero) Maddalena Spiaggia, già indicata come area Hi4 con pericolosità molto elevata. Santa Lucia-Tanca Todde-Residenza del Sole indicata dal Puc come zona B2 (completamento residenziale) nonostante area di pericolosità molto elevata. Ancora: Frutti d’Oro-Su Spantu-Sant’Efisio, stessa destinazione da parte del Piano urbanistico e medesima nuova classificazione. Puntualizzazioni su Rio San Girolamo, parziale zona B2 (completamento residenziale) nonostante area a pericolosità elevata e pericolosità molto elevata. Esattamente come Poggio dei Pini. Indicazioni sono state presentate dal Gig-Amici della Terra, inoltre, sulle scelte fatte dal Comune sulla periferia est di Capoterra centro (oggi di espansione residenziale in programma nonostante i rischi idrogeologici elevati e molto elevati) e su Villa Boero-Rio S’Acqua ‘e Tomasu e la lottizzazione Santa Rosa, Domus de s’Arratori e Baccu Tinghinu.
    GLI ERRORI. Per gli ambientalisti esistono nel Piano urbanistico capoterrese «violazioni al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico-Pai. Così hanno chiesto al Consiglio che vengano classificate come Zone H di salvaguardia ambientale tutte le zone a grave rischio idraulico con la delocalizzazione delle attuali residenze situate nei territori esposti ai pericoli anche utilizzando le procedure di perequazione urbanistica. Le osservazioni presentate in Municipio dalle organizzazioni ecologiste sono anche state inviate alla direzione regionale della pianificazione urbanistica e alla Procura della Repubblica.

  5. novembre 7, 2012 alle 3:07 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2012
    «Cemento nelle aree a rischio». (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121107084913.pdf)
    Esposto degli ecologisti contro le scelte contenute nel Puc di Capoterra, la Procura apre un fascicolo. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La disastrosa alluvione del 22 ottobre 2008 non ha insegnato nulla, il consiglio comunale di Capoterra ha adottato un piano urbanistico che prevede la possibilità di costruire su aree ad alto rischio idraulico. A denunciare una serie di scelte che appaiono paradossali, assunte dall’assemblea civica, sono il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra. L’esposto, estremamente dettagliato e ricco di riferimenti cartografici, è già all’esame della Procura della Repubblica che ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato. Facile prevedere nuove indagini su un territorio già al centro di un colossale processo penale con otto imputati, dove i pm Daniele Caria e Guido Pani attribuiscono pesanti responsabilità alla passata amministrazione comunale di Capoterra. Avantieri le due associazioni ecologiste hanno trasmesso al Comune un «atto di osservazioni» di cui gli uffici dovranno tener conto nel corso della procedura di approvazione. Ma nell’esposto sono indicate nove zone «ad alto rischio idraulico» dove secondo Stefano Deliperi è prevista la possibilità di costruire. Fra questi Maddalena spiaggia, Santa Lucia, Frutti d’Oro, Su Spantu, Rio San Girolamo, Poggio dei Pini, Santa Rosa e altri. Fa impressione leggere nell’elenco delle aree alcuni dei luoghi diventati tristemente noti dopo l’alluvione di quattr’anni fa. Luoghi in cui si è costruito a vanvera nei decenni malgrado si trattasse di aree ad alto rischio idrogeologico. L’amministrazione di Capoterra sta dunque preparando un nuovo disastro? Il sindaco Francesco Dessì nega con decisione: «Non è vero nulla – taglia corto il capo dell’esecutivo comunale – il Puc è stato soltanto adottato ed è ampiamente modificabile anche in base alle osservazioni che sono arrivate e che arriveranno. Lo strtumento che abbiamo adottato è il frutto di un lungo lavoro di copianificazione condotto con la Regione partendo dagli studi di ingegneri idraulici e altri tecnici specializzati. C’è stato un confronto intenso con la Regione, abbiamo seguito a puntino le norme ed pra c’è tempo fino al 19 novembre per ulteriori osservazioni». Dessì smentisce che siano stati programmate volumetrie in zone a rischio: «Dove non si può costruire non si costruisce – avverte il sindaco – e non capisco a cosa facciano riferimento le associazioni ecologiste. Possiamo dimostrare carte alla mano che è tutto in regola, è bene che la Procura indaghi, così si saprà come stanno le cose». Sul sospetto che le aree vicine a una presunta proprietà dell’ex sindaco Giorgio Marongiu siano state premiate dal Puc il sindaco cade dalle nuvole: «Non ne so nulla – spiega – non so neppure se Marongiu abbia proprietà, ma quando abbiamo elaborato il Puc non siamo stati a guardare a chi appartenessero le aree, si è lavorato seguendo le indicazioni dei tecnici e basta». Il dibattimento per l’alluvione con quattro morti si aprirà il 15 marzo. Sono state ammesse al processo 170 persone offese, che hanno subìto la perdita di familiari o danni alla propria casa e alle proprie attività. Gli imputati sono Giovanni Calvisi, presidente della cooperativa Poggio dei Pini, Sergio Virgilio Cocciu, progettista e direttore dei lavori, Giambattista Novella, responsabile del settore opere idrauliche e assetto idrogeologico del Genio civile di Cagliari, Giorgio Marongiu, ex sindaco di Capoterra, Sergio Carrus, funzionario reperibile del servizio regionale di Protezione civile, Antonio Deplano, coordinatore del servizio del Genio civile, Bruno Brunelletti e Giorgio Carboni, entrambi a capo del Compartimento Anas sardo.

  6. Occhio nudo
    novembre 7, 2012 alle 6:09 pm

    E i capoterresi non dicono niente? Complimenti.

  7. novembre 8, 2012 alle 3:01 pm

    da L’Unione Sarda, 8 novembre 2012
    Capoterra. La replica del Comune alle osservazioni degli ambientalisti. “Sul Puc aperti al dialogo”. Il progettista: il Piano rispettoso dei rischi idraulici. (Ivan Murgana): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/63929_Sul_Puc_aperti_al_dialogo.pdf

  8. novembre 11, 2012 alle 1:13 pm

    da Capoterra online, 9 novembre 2012
    Dispersi i rivoluzionari del PUC: http://www.capoterraonline.com/notizie/approfondimenti/2441-dispersi-i-rivoluzionari-del-puc.html

  9. novembre 11, 2012 alle 4:34 pm

    è troppo difficile da capire.

    A.N.S.A., 11 novembre 2012
    Maltempo:geologi,via quartieri a rischio. In Toscana alcune zone non possono essere messe in sicurezza: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/11/11/Maltempo-geologi-via-quartieri-rischio_7776633.html

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