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Riprendono le demolizioni degli abusi edilizi sulla costa ogliastrina.


Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

 

 

A fine settembre scorso erano stati notificati 14 preavvisi di demolizione di abusi edilizi da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei (OG).  Nei giorni scorsi ne sono stati notificati altre decine.

Oggi era prevista la ripresa delle demolizioni, altre 60 rispetto alle 44 già effettuate nel periodo aprile-maggio 2012 (più un’altra ventina di demolizioni in proprio) e alle circa 200 complessivamente da eseguire in forza di ordinanze  contenute in sentenze penali passate in giudicato e riguardanti altrettanti casi di abusivismo sui litorali ogliastrini, in particolare nei territori comunali di Tortolì, Tertenia, Barisardo, Baunei.

La ruspa ha avuto un guasto, ma le operazioni di demolizione non sono state revocate.

Le operazioni di demolizione sono state avviate a iniziare dalla costa di Tortolì, dove nel corso del 2011 e del 2012 sono stati eseguiti – sempre su disposizione della Procura della Repubblica di Lanuseisequestri preventividi lottizzazioni abusive con complessivamente oltre 300 unità immobiliari, realizzate sotto gli occhi e nel silenzio delle amministrazioni pubbliche competenti.

A questo punto, anche la proposta di legge regionale n. 423, depositata l’1 ottobre 2012, “Disposizioni urgenti per il contrasto al disagio sociale e alla tensione abitativa presente nei territori caratterizzati da diffusione discontinua ed altri usi impropri, in materia di piani di risanamento urbanistico e piani di riqualificazione paesaggistica”, primo firmatario l’on. Stochino (P.d.L.), costituisce soltanto l’ennesima vergogna da parte di questa Regione autonoma della Sardegna incapace di gestire nella legalità e correttamente il proprio territorio.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono il loro più forte sostegno all’attività di ripristino ambientale e della legalità condotta dalla magistratura ogliastrina.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

rustico edilizio

 

 

da La Nuova Sardegna, 5 novembre 2012

Abusi edilizi: blitz delle ruspe in Ogliastra, ma salta la demolizione.     Le demolizioni di abbattimento delle case abusive sarebbero dovute riprendere stamane, ma le operazioni sono state subito interrotte per un guasto alla ruspa.

SANTA MARIA NAVARRESE.  Con un blitz a sorpresa davanti ad una casa di Santa Maria Navarrese, sarebbero dovute riprednere questa mattina le demolizioni delle abitazioni abusive realizzate nelle coste dell’Ogliastra. Ma le operazioni di abbattimento delle case sono state subito interrotte, sembrerebbe per un guasto alla ruspa. Alle 9, su disposizione del procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, accompagnati da Polizia e Carabinieri, gli operai di una ditta di Cuneo, specializzata in demolizioni, sono giunti davanti alla casa di un operario di 35 anni, a Santa Maria Navarrese. Era la seconda volta che le ruspe si presentavano a casa dell’uomo (la prima volta era assente), ma anche stavolta la demolizione non c’è stata, a causa appunto di un guasto alla pala meccanica. Le demolizioni, dunque, riprenderanno nei prossimi giorni, e sempre senza preavvisi, per evitare che possano essere organizzate iniziative per ostacolare l’azione delle ruspe. Sono 14 gli ordini di demolizione notificati ad altrettanti proprietari di stabili edificati fuori norma, e che dovranno ora essere liberati per permettere alla ditta incaricata di abbattere in tutto o in parte le porzioni abusive. Ma le abitazioni che sono state costruite sulla costa, in zone non edificabili, e nei centri abitati di Tortolì e Barisardo sono quasi duecento.

 

 

 

Teulada, demolizione parte abusiva Baia delle Ginestre (2001)

 

Da oggi nuove demolizioni in Ogliastra Finita la tregua concessa dalla Procura di Lanusei. Sessanta le case da abbattere, 44 erano già state rase al suolo.  Termine scaduto Alla fine di maggio i sindaci avevano ottenuto che l’esecuzione delle sentenze fosse differita di quattro mesi. Cemento selvaggio. Sulla costa di Tortolì è stata anche aperta un’inchiesta per una maxi lottizzazione pirata: ville, piscine e camping. Valeria Gianoglio

LANUSEI. Lo stop è durato giusto lo spazio di cinque mesi, ma a quanto pare non è servito a guarire il bubbone degli scempi edilizi in Ogliastra. Questa mattina, di buon’ora, le ruspe della ditta di Cuneo incaricata dalla procura della Repubblica di Lanusei “azzanneranno” e butteranno giù la prima delle sessanta case abusive – dopo la prima tranche di 44 della black list –, in gran parte sulla costa, che ancora devono essere distrutte perché sono tutte colpite da sentenze passate in giudicato. Che i mezzi dell’impresa fossero pronti a intervenire era già nell’aria da qualche settimana, ma in tanti, tra i proprietari delle case, speravano ovviamente che fossero solo dicerie. Speravano che quei preavvisi di demolizione inviati dalla Procura non si traducessero poi in nulla di concreto ma finissero nel cassetto delle promesse non mantenute. Ancora una volta, invece, il procuratore Domenico Fiordalisi è stato di parola. Qualche mese fa, alla fine di maggio, dopo aver ascoltato le preoccupazioni dei sindaci, e ricevuto una richiesta formale di sospensiva «finalizzata all’ottenimento del differimento dei procedimenti e delle esecuzioni penali inerenti i reati di abuso edilizio», il numero uno della Procura di Lanusei aveva concesso uno stop di quattro mesi alla nuova ondata di demolizioni in Ogliastra. Il termine, dunque, era scaduto ormai dalla fine di settembre. E dal quel momento almeno un centinaio di persone, nel variegato territorio ogliastrino, hanno ripreso a dormire male la notte. Per tanti anni si erano cullate nella speranza che le sentenze di demolizione che le riguardavano, tutte passate in giudicato e pertanto solo da rendere esecutive, restassero confinate nei brutti sogni, e ben lontane dalla realtà. Ma il procuratore Fiordalisi, sin dal suo arrivo a Lanusei, aveva fatto capire che era suo preciso dovere dar seguito a quelle sentenze. Era un obbligo prescritto dalla legge, pena l’omissione di un atto d’ufficio. E così era cominciato il lungo e periglioso percorso per arrivare agli abbattimenti. I primi erano arrivati diversi mesi fa, tra Tortolì e lo splendido lido di Orrì. Nella stessa zona dove in seguito il procuratore e il pm Daniele Rosa avrebbero aperto un’altra inchiesta per una maxi lottizzazione abusiva, con tanto di piscine, camping attrezzato, e strade interne. In barba a qualsiasi norma paesaggistica ma anche alle più elementari regole edilizie. Le prime demolizioni, di alcuni mesi fa, a Tortolì, avevano fatto ovviamente molto scalpore. Si erano viste scene di tutti i generi, figlie della disperazione ma anche della volontà, evidentemente, di non provvedere da sé all’abbattimento della casa o del manufatto abusivo. Qualcuno, all’ultimo, ci aveva anche provato, a fermare tutto, incatenandosi all’ingresso del suo villino. Altri ancora, invece, avevano cercato di arrangiarsi al fotofinish sfoderando scuse di tutti i generi: dall’impossibilità di muoversi alla mancanza di alternative. Certo è che da quel momento tra gli abusivi pre-allertati era cominciata una corsa forsennata per trovare un nonno o un anziano qualunque da ospitare nella casa da abbattere. Sperando in questo modo di fermarne la demolizione. Niente da fare: nella stragrande maggioranza dei casi, queste scuse si erano rivelate un vero insuccesso, e le case erano state abbattute dalla ditta di Cuneo. La stessa che questa mattina torna in azione in un paese della costa ogliastrina. Si ricomincia, dunque, e anche stavolta si fa sul serio. Della seconda tranche di demolizioni fanno parte sessanta manufatti, in gran parte si tratta di villette. Della prima tranche, invece, ne facevano parte 44. In totale, le sentenze di demolizione da eseguire sono circa duecento.

 

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

Fiordalisi: «Basta con i sotterfugi dei proprietari»

«Questa volta non saranno più consentite le autodemolizioni dopo l’arrivo della ruspa nel singolo manufatto abusivo»: il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, è estremamente chiaro. In questa seconda tranche di abbattimenti, dunque, di fronte alle ruspe i proprietari delle case non potranno più tergiversare come era successo nella prima fase, alcuni mesi fa. Né, a quel punto, potranno più chiedere di fermare tutto perché hanno intenzione di demolire in prima persona. Di fare da sè. Stavolta no: quando le ruspe arriveranno, saranno queste a demolire e non altri. I proprietari avranno il tempo di farlo fino a qualche istante prima, ma non dopo. Ma per ovvie ragioni non saranno avvisati in precedenza e con esattezza. L’intento, evidentemente, è quello di evitare sotterfugi e inutili perdite di tempo, dopo mesi già abbastanza infuocati sul fronte-demolizioni. Tra riunioni di sindaci, vertici in prefettura, istanze di sospensiva presentate al procuratore, attentati. Un clima piuttosto caldo, insomma, che ha fatto scappare più di qualche impresa edile dalla possibilità di eseguire gli abbattimenti.

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 5, 2012 alle 3:27 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. novembre 6, 2012 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 6 novembre 2012
    Ruspa senza chiavi, demolizioni rinviate. Si ferma per un giorno l’abbattimento delle case abusive disposto dalla magistratura: è sparito il dispositivo d’accensione. (Paolo Merlini)

    LANUSEI. Ci deve essere un santo protettore anche per i proprietari di case abusive se, come è accaduto ieri a Santa Maria Navarrese, questa volta è stato il problema tecnico di un robot demolitore a ostacolare la decisione della procura della Repubblica di Lanusei di abbattere le abitazioni fuori norma con sentenza passata in giudicato. E se prima era la volontà delle amministrazioni comunali di tirarsi fuori da una questione spinosa o l’impossibilità di trovare ruspisti in loco, o ancora l’inutile attesa di demolizioni fai da te da parte degli abusivi, stavolta è stata la tecnologia a far saltare tutto e a rinviare a stamattina, nella migliore delle ipotesi, l’operazione disposta dalla magistratura. Così ieri, dopo il blitz a sorpresa nella frazione di Baunei, gli operai della Tecnic di Cuneo arrivati appositamente in Sardegna per dare corso alle demolizioni hanno dovuto fare marcia indietro e tornare a Tortolì, nel commissariato di polizia che da sabato scorso accoglie i mezzi della società e li tiene al sicuro da possibili danneggiamenti. Secondo indiscrezioni, la scelta di dare il via alle demolizioni dal territorio di Baunei era nata nella riunione delle 6 del mattino di ieri tra procura e forze dell’ordine. Una decisione presa all’ultimo momento per evitare fughe di notizie tali da favorire manifestazioni e blocchi stradali da parte della nutrita pattuglia di proprietari di case abusive e loro supporter, come accaduto altre volte. Del resto, il ventaglio di territori comunali nei quali si trovano le abitazioni da abbattere è vasto e interessa l’intera costa ogliastrina: da Baunei con Santa Maria Navarrese, a nord, sino a Tertenia, estrema propaggine sud della provincia, passando dunque per Tortolì, Barisardo, Lotzorai, Cardedu. In totale le case da demolire, del tutto o in parte (in qualche caso si tratterebbe solo di una veranda), sarebbero di poco inferiori alle duecento unità. Il robot demolitore della Tecnic è in sostanza una piccola ruspa azionata da un telecomando(come si evince anche dal sito internet della società piemontese, sul cui sfondo spicca una foto, sarà un segno del destino, delle famose Rocce rosse di Arbatax), che viene trasportata su camion. Ieri qualcosa non ha funzionato, e giunti a Solidone Longu, località nella parte alta di Santa Maria Navarrese, i tecnici della società non sono riusciti a operare e hanno dovuto rimandare tutto. Sembra che al momento dell’utilizzo sia mancata all’appello una particolare chiavetta che serve a mettere in azione il robot. È stata fatta sparire volontariamente o è stata persa per un caso del destino? Quale che sia la risposta, è certo che è stata rimpiazzata nel pomeriggio e già stamane il robot sarà di nuovo operativo. Non è detto che si riprenda dalla frazione di Baunei, anche se non è un mistero che il nodo della vicenda sia Tertenia, dove le abitazioni da abbattere sono circa una settantina. Su queste infatti la sentenza di demolizione è passata in giudicato, ma il problema abusivismo riguarderebbe almeno un altro centinaio di abitazioni nel vasto territorio comunale. Proprio a Tertenia è nato il comitato che riunisce i proprietari delle case abusive colpite dai provvedimenti di demolizione. Inizialmente si chiamava “Edilizia spontanea”, definizione che in tempi di proiettili intelligenti, forze di pace impegnate in azioni di guerra ed esportazioni forzate di democrazia potrebbe anche non scandalizzare, poi si è scelto un più sobrio “Comitato per un’urbanistica a misura d’uomo”. A guidarlo è Franco Lai, vicecoordinatore regionale del Pdl, capogruppo dell’opposizione al Comune di Tertenia e consigliere della Provincia Ogliastra. Lai ovviamente è proprietario di un casa colpita da ordinanza di demolizione, ma sembra che il problema riguardi molto da vicino mezzo consiglio comunale, compresa la giunta guidata dal sindaco Luciano Loddo (Udc). «Il fatto è che nella maggioranza si tratta di prime case – dice Lai, che di professione fa il costruttore edile – abitazioni che abbiamo realizzato con i risparmi di una vita per noi o per i nostri figli». Solo la metà degli edifici in via demolizione, aggiunge il sindaco Loddo, ricadrebbe nella fascia dei trecento metri dal mare e per larga parte sarebbero costruzioni realizzate ex novo o ampliate in zone destinate all’agricoltura. «Le nostre speranze sono affidate al disegno di legge regionale presentato dal consigliere del Pdl Angelo Stochino, che chiede una sospensione dell’ordinanza di demolizione in attesa di una nuova pianificazione urbanistica che tenga conto dello stato delle cose, e sia rivolta in particolare a salvare le case d’abitazione», dice Lai, che annuncia una presenza massiccia (“almeno duemila persone”, più della metà dunque degli abitanti di Tertenia che sono 3600) per martedì 13 novembre a Cagliari, quando la proposta di Stochino verrà discussa in consiglio regionale.

  3. novembre 6, 2012 alle 4:33 pm

    A.N.S.A., 6 novembre 2012
    Abusivismo: ruspe in azione in Ogliastra. Tensione a Santa Maria Navarrese per demolizione abitazione: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/11/06/Abusivismo-ruspe-azione-Ogliastra_7748135.html

    da L’Unione Sarda on line, 6 novembre 2012
    Case abusive nella costa dell’Ogliastra. Ruspe in azione, cresce la tensione. Dopo il blocco di ieri per un guasto meccanico, sono tornate stamane in azione le ruspe per la demolizione delle case abusive sulla costa dell’Ogliastra: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/293982

    da Sardinia Post, 6 novembre 2012
    ABUSIVISMO, TORNANO IN AZIONE LE RUSPE IN OGLIASTRA: http://www.sardiniapost.it/cronaca1/1347-abusivismo-tornano-in-azione-le-ruspe-in-ogliastra

    da La Nuova Sardegna on line, 6 novembre 2012
    Abusi edilizi, in Ogliastra tornano in azione le ruspe.
    Dopo il blocco di ieri per un guasto meccanico, sono tornate stamane in azione le ruspe per la demolizione delle case abusive sulla costa dell’Ogliastra: http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/11/06/news/abusi-edilizi-in-ogliastra-tornano-in-azione-le-ruspe-1.5983300

  4. arpia
    novembre 6, 2012 alle 11:26 pm

    Bravo’, mi inchino e faccio un applauso a chi riporta le cose ad uno stato di normalita’ non se ne puo’ piu’ di quelli che fanno tutto cio’ che vogliono senza nessun rispetto. Ora che si lancino in altri luoghi, turistici in particolare a dare una bella ripulita alle mega porcherie che ci sono. Voglio vedere piu’ campagna, rocce e macchia mediterranea meno appartamentini a schiera, voglio respirare aria pulita e sentire meno rumori di cantieri. Meno mare sporco e imbrattato e meno turismo in particolare quello megacafone degli ultimi decenni. Bramo quel giorno.

  5. novembre 7, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2012
    Le ruspe ripartono: demolite due case. (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121107084817.pdf)
    Santa Maria Navarrese, abbattuto il rustico costruito da un disoccupato. A Tortolì giù una villetta nel lido di Orrì. (Paolo Merlini)

    S.MARIA NAVARRESE. Anche dietro l’abusivismo sulle coste, dove è più evidente l’aspetto speculativo rispetto alle aree urbane, ci sono talvolta situazioni di povertà e di ignoranza. Ne è testimonianza la demolizione eseguita ieri, prima di una lunga serie che riguarderà oltre 200 abitazioni fuorilegge in Ogliastra con sentenze ormai definitive. Il proprietario della casa abbattuta dalle ruspe è un cinquantenne disoccupato, un ex fabbro invalido da qualche anno dopo un incidente. Con la moglie e i figli ventenni, disoccupati anche loro, vive della pensione di invalidità e dell’assegno del Comune per lavori socialmente utili, e abita a casa della suocera. Lo stabile nella collina di Corte ‘e boes, da dove si domina tutta Santa Maria Navarrese, aveva cominciato a costruirlo diversi anni fa in un fazzoletto di terreno scosceso, in modo totalmente abusivo. A nulla sono serviti i richiami della magistratura. In modo incosciente, ha continuato a stendere il solaio del piano terra, a tirare su muri di mattoni instabili solo a guardarli, poi il primo piano. Forse fiducioso, come tanti in Ogliastra, che in Italia i condoni non mancano mai, anche se probabilmente non ha presentato neppure una domanda di sanatoria. Ieri mattina, all’arrivo delle ruspe al seguito dei carabinieri, non ha opposto un’inutile resistenza, ha solo chiesto di poter parlare con il sindaco di Baunei, Salvatore Corrias, pare per strappargli la promessa di una sistemazione abitativa più dignitosa dell’attuale. La demolizione è dunque cominciata con un po’ di ritardo rispetto all’orario previsto, attorno alle 9,30, ed è proseguita per tutta la mattinata, mentre carabinieri e polizia presidiavano la strada d’accesso per rispettare la privacy. L’abbattimento di ciò che resta dell’abitazione continuerà oggi, ma sarà lo stesso proprietario a portarlo avanti. Ha capito, infatti, che in caso contrario gli verrà addebitato anche il costo della demolizione, e che potrebbe essere un conto salato. Perché è vero che l’impresa piemontese Tecnic è arrivata in Ogliastra su incarico della procura di Lanusei, ma il costo delle demolizioni e del ripristino dei luoghi sarà a carico dei proprietari degli immobili, come stabilisce la legge. È il caso della villetta abusiva nel lido di Orrì, nella vicina Tortolì, che ieri sera ha ricevuto la visita delle ruspe. Dopo l’abbattimento di porte e finestre, il proprietario ha chiesto e ottenuto una sospensiva di 15 giorni per provvedere personalmente alla demolizione. Sono le conseguenze certo spiacevoli di un fenomeno, quello dell’abusivismo, a lungo tollerato in Ogliastra, con esiti sotto gli occhi di tutti, e che solo in tempi recenti si cerca realmente di contrastare, dopo anni di omessa vigilanza da parte di amministratori e polizia comunali. Un tacito consenso che in qualche caso ha agito da incentivo e che in sostanza si è interrotto solo da quando la magistratura competente, con la procura della Repubblica guidata da Domenico Fiordalisi, sta operando in modo concreto per il ripristino delle regole. In tutta l’Ogliastra le sentenze di demolizione diventate definitive sono oltre duecento, e appare evidente che portare a termine la loro esecuzione costituirà un superlavoro per magistratura e forze dell’ordine per alcuni mesi da qui in avanti. Le ordinanze riguardano un po’ tutti i comuni della costa, e non si tratta solo di casi isolati come quello di Santa Maria Navarrese, ma in alcuni territori, come Tortolì, Barisardo e Tertenia, si parla di intere lottizzazioni abusive. Nella scorsa primavera, i proprietari erano riusciti a evitare l’arrivo delle ruspe con blocchi stradali e manifestazioni. Alcuni amministratori, come il sindaco di Tertenia Luciano Loddo, avevano chiesto alla procura di Lanusei una sospensiva di alcuni mesi (poi concessa sino al 30 settembre scorso per tutta l’Ogliastra), motivandola con il fatto che molte delle circa settanta abitazioni da abbattere nel territorio comunale sono prime case e non seconde case vista mare. Anche se in questi giorni le località costiere Sarrala e Foximanna, dove si trova la maggior parte degli edifici abusivi, appaiono come qualsiasi zona turistica fuori stagione della Sardegna, cioè desolatamente disabitate. In realtà per i proprietari delle case nel mirino della magistratura, e per l’amministrazione che se n’è fatta interprete (pur nell’«assoluto rispetto per il lavoro portato avanti con serietà e professionalità dall’amministrazione della giustizia», scriveva il sindaco Loddo nella richiesta di “tregua”), si tratta di una corsa contro il tempo nella speranza che le aspettative di passarla liscia vengano fatte proprie dal consiglio regionale con la proposta di legge di sanatoria presentata dall’esponente del Pdl Angelo Stochino, che sarà discussa martedì prossimo a Cagliari. Per quel giorno il “Movimento per un’urbanistica a misura d’uomo” ha promosso una manifestazione davanti al Consiglio. Una nuova iniziativa dell’ex comitato “Edilizia spontanea”: un nome, un programma.

  6. novembre 8, 2012 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 novembre 2012
    Demolizioni, a Barisardo scritte di protesta sui muri. S’infiamma il clima in Ogliastra: proseguono gli abbattimenti degli abusi edilizi. Ieri le ruspe a Ilbono, oggi operai in azione dalle ore 7.30 a Tortolì o a Tertenia. (Lamberto Cugudda): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121108083854.pdf

    da L’Unione Sarda, 8 novembre 2012
    Barisardo. A Nuoro i lottisti di Testimonzos preparano la marcia su Cagliari. Proteste sui muri abusivi. E le ruspe demoliscono una terrazza a Ilbono. Demolita dalla ruspa la terrazza di una casa di Ilbono, tra le proteste del proprietario. Dal sindaco di Barisardo un monito agli abusivi: «La legalità va rispettata». (Marco Pisanu): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121108091849.pdf

  7. arpia
    novembre 9, 2012 alle 8:48 pm

    Se si da’ la possibilita’ a chi fa’ abusivismo di continuare senza problemi si da un messaggio che fa’ paura. Praticamente fare le cose in modo regolare viene equiparato a cio’ che viene fatto in modo irregolare senza il rispetto di alcuna regola. Ma che senso ha? Stiamo veramente vedendo dei segnali a dir poco torbidi, non se ne esce piu’. Il Far West a noi ci fa’ un baffo.

  8. novembre 13, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 novembre 2012
    Abusivi oggi alla Regione ma le ruspe vanno avanti. Da Tertenia sono annunciate mille persone, anche i negozi resteranno chiusi. Ieri interventi a Santa Maria Navarrese e nella zona di S’Orologiu. (Lamberto Cugudda): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121113081940.pdf

    da L’Unione Sarda on line, 13 novembre 2012
    Case abusive, manifestazione a Cagliari contro la ripresa del lavoro delle ruspe: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/294697

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