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In Sardegna aumentano i Grifoni ed è presente il Capovaccaio, ritorneranno anche il Gipeto e l’Avvoltoio monaco?


Grifone (Gyps fulvus)

Cresce, si consolida e si amplia l’areale di distribuzione la popolazione di Grifone (Gyps fulvus) in Sardegna.

Secondo i risultati del censimento 2025, gli esemplari presenti nell’Isola sono stimati in 516 – 566, con un incremento del 21, 03% rispetto al 2024 e ben  120 coppie nidificanti.

I due progetti LIFE condotti in questi anni da uno sperimentato gruppo coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari (progetto“Life – Sotto le ali del Grifone” avviato nel 2015 e progetto “Life – Safe for Vultures avviato nel 2021) hanno condotto, in una decina d’anni, a far crescere la popolazione del Grifone e ad ampliare l’areale dal nord ovest anche al sud est dell’Isola, favorendo l’arrivo del Capovaccaio e del Falco pescatore nell’areale di Porto Conte.

L’indubbio successo dei progetti LIFE ha portato a pensare di incrementare ancora e consolidare la presenza in Sardegna dei grandi Spazzini della Natura, gli Avvoltoi.

Ora si può azzardare un ulteriore sogno naturalistico da concretizzare.

Infatti, in Sardegna potrebbero vivere tutte e quattro le specie di Avvoltoio europei, il Grifone (Gyps fulvus), il Capovaccaio (Neophron percnopterus), il Gipeto (Gypaetus barbatus) e l’Avvoltoio monaco (Aegypius monachus).

Il Grifone e il Capovaccaio sono già presenti e nidificanti in Sardegna, mentre il Gipeto era presente fino agli anni ’70 del secolo scorso (ultima nidificazione accertata nel 1967-1968) e una sua reintroduzione nel 2008 fallì a causa dei bocconi avvelenati. L’Avvoltoio monaco, invece, era presente fino agli anni ’80 del secolo scorso, ma le ultime nidificazioni risalgono alla prima metà degli anni ‘60.

Avvoltoio Monaco (Aegypius monachus)

La loro rarefazione ed estinzione locale è dovuta alla distruzione degli habitat naturali, all’ignobile pratica dei bocconi avvelenati e alla caccia.

Negli ultimi anni è cresciuto un ulteriore fattore di rischio, gli aeogeneratori delle centrali eoliche.

Ad Alghero, dal 7 al 9 maggio 2025, si è svolto un incontro tecnico-scientifico per porre le basi di una programmazione che conduca a una presenza stabile dei quattro Avvoltoi europei in Sardegna.

Il massimo sostegno a splendide iniziative come queste per la salvaguardia delle biodiversità.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Gipeto (Gypaetus barbatus) e Grifoni (Gyps fulvus) (foto Domenico Ruiu)

da La Repubblica, 19 gennaio 2026

In Sardegna stanno aumentando i grifoni.

Appena 40 esemplari nel 2010, oggi sono più di 500: il 20% in più di un anno fa. E cresce anche l’areale di distribuzione. Storia di un percorso efficace di conservazione, che ha ridato linfa a una specie che sull’isola si stava estinguendo. E non finisce qui.

Doveva essere il “de profundis”, e invece. Invece i grifoni della Sardegna, che a inizio 2010 erano sull’orlo dell’estinzione – relegati a una colonia di appena 40 esemplari a Bosa, nella costa occidentale del centro-nord dell’isola – sono tornati. Raccontando una delle più straordinarie storie di successo conservazionistico su scala nazionale: è bastato, si fa per dire, mitigare le minacce che avevano decimato la popolazione per registrare un trend di crescita imponente, che oggi vede sempre più presente, a queste latitudini, il grande avvoltoio reale: Gyps fulvus il nome scientifico del rapace che si nutre di carcasse e predilige ambienti montani. L’ultimo censimento, appena diffuso, parta di una popolazione che oscilla da 516 a 566 individui, con un incremento del 21,03% rispetto al 2024 e un areale di distribuzione molto più vasto. Ce n’è abbastanza, insomma, per considerare raggiunti alcuni degli obiettivi del progetto Life Safe for Vultures, che nei mesi scorsi ha condotto il più grande censimento ornitologico in simultanea mai fatto su un’isola che al grifone, però, si dedica da cinquant’anni esatti. L’ultimo report conferma la crescita della specie e il suo radicamento nelle aree su cui si concentrano le azioni principali, come il sud e il centro Sardegna, per favorire il ritorno del grifone a distanza di decenni dalla sua estinzione.

Perché il grifone stava scomparendo?

Un processo, quello di ridimensionamento delle popolazioni di grifone, favorito da diverse concause: in primis, l’avvelenamento indiretto, favorito dall’utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche assimilate da animali poi diventati carcasse, e l’avvelenamento da piombo, attraverso l’ingerimento di bocconi sgraditi di animali, in primis cinghiali, “impallinati” dai cacciatori e lasciati sul territorio. E poi l’abbattimento diretto di esemplari di una specie non pericolosa né per l’uomo né per il bestiame, eppure a lungo accompagnata da un’aura di negatività. Per invertire il trend si è dunque intervenuto chirurgicamente sulle singole cause: dal 2015 al 2020 il progetto Life Under Griffon Wings, finanziato dalla Commissione Europea, ha risolto una serie di criticità, partendo proprio da Bosa. Incrementando, tra l’altro, la disponibilità alimentare sul territorio, con la riduzione dei disturbi nelle aree di nidificazione e la sensibilizzazione diffusa della popolazione.

Nel gennaio 2021 è partito invece un altro progetto Life, il Safe for Vultures: andrà avanti fino a fine 2026 con un budget di oltre 3 milioni di euro e la partecipazione di partner come l’Università di Sassari, Agenzia Forestas, il Corpo Forestale della Sardegna, E-Distribuzione e la Vulture Conservation Foundation. Insieme con la creazione di stazioni di alimentazione – i cosiddetti carnai – che garantiscono cibo sano e regolare, il progetto ha migliorato la sicurezza degli elettrodotti e sensibilizzato i cacciatori per favorire l’uso di munizioni senza piombo, riducendo così il rischio di avvelenamento. Ma il punto cruciale è senza dubbio l’immissione diretta di giovani grifoni – molti provenienti da centri di recupero o da collaborazioni internazionali – in aree dove la specie era scomparsa da decenni, soprattutto nel sud della Sardegna: gli ultimi 15 sono arrivati in nave da Barcellona, a metà gennaio saranno nella voliera di ambientamento di Villasalto, poi saranno liberati nel corso dell’anno. “Il progetto ha funzionato particolarmente bene”, ammette con orgoglio Fiammetta Berlinguer, docente del Dipartimento di Medicina Veterinaria e responsabile scientifica di Safe for Vultures.

Colonizzazione in atto su scala regionale? 

A confermarlo, per l’appunto, il censimento effettuato da diversi gruppi di rilevatori reclutati con la collaborazione del Corpo Forestale e di molte associazioni che danno un prezioso supporto alle azioni di monitoraggio del progetto, come Lipu, L’Altra Bosa, Legambiente, Wwf, Afni. Hanno partecipato 161 persone: sono stati sommati i grifoni involatisi dalle colonie riproduttive e dai dormitori abituali, escludendo gli individui sovrapponibili provenienti dalle aree sotto il controllo di ciascuna squadra, e i grifoni rilasciati nell’ambito del cosiddetto restocking, quindi dotati di Gps, rimasti fuori dall’area di osservazione durante il censimento. Sono stati conteggiati tra i 310 e i 344 grifoni nel Bosano, tra i 125 e i 134 nel Meilogu, tra i 26 e i 33 tra Ittireddu e Ozieri, 25 nel sud est dell’isola, 22 a Sassari e 6 ad Alghero. Il punto che se negli scorsi anni la popolazione si concentrava nel Bosano (nel 2024 circa il 90%), oggi la distribuzione è diversa: l 60% resta nei dintorni di Bosa, il 24% nel Meilogu, il 5% nel Sarrabus Gerrei e il resto in altre zone dell’isola. Un’espansione dell’areale che è un’ottima notizia. “Del resto la popolazione di grifone in Sardegna è in continua crescita dal 2017, quando è stato effettuato il primo censimento, che aveva permesso di stimare tra 144 e 160 individui”, aggiunge Berlinguer.

Grifone (Gyps fulvus)

Fiocco azzurro per la coppia “straniera”

Positivi sono anche i dati raccolti con il monitoraggio della riproduzione della specie. Nel 2025 sono state censite nella Sardegna nord-occidentale, unica area di nidificazione del grifone nell’isola, complessivamente 120 coppie territoriali, con un aumento del numero di coppie territoriali (+15), di deposizioni (+11) e di giovani involati (+11). Il successo riproduttivo è dunque migliorato del 2,4%, invariata la produttività. “Ma la crescita delle coppie territoriali del grifone in Sardegna raggiunge valori numerici mai registrati prima, con un aumento del 14,3% rispetto al 2024. – annota Berlinguer – E la popolazione del Bosano per la prima volta ha superato le 100 coppie territoriali, mentre aumenta del 15,5% anche il numero dei giovani involati”. Con qualche piccola curiosità: ci sono coppie non autoctone, come gli spagnoli Montresta e Doglia, e coppie miste, tra soggetti provenienti dal restocking e individui locali, come nel caso di Entulzu e Cristina, che hanno portato a termine con successo il ciclo riproduttivo. Come a dire: non c’è dubbio, la Sardegna piace sempre più ai grifoni.

Villasalto, liberazione del Grifone (apr. 2024)

dal sito web istituzionale Sardegna Foreste, 15 dicembre 2025

LIFE Safe for Vultures: crescita record del Grifone in Sardegna. La popolazione si espande e migliorano gli indicatori riproduttivi.

Il censimento del 2025 parla di una popolazione che varia tra 516 e 566 individui, con un incremento del 21,03% rispetto al 2024 e con una distribuzione territoriale più estesa. L’attività ha rappresentato il più ampio censimento ornitologico condotto in simultanea nell’Isola, confermando la crescita della specie e il radicamento in ulteriori aree d’interesse progettuale, con particolare riferimento al centro e al sud Sardegna, in coerenza con gli obiettivi di espansione e consolidamento perseguiti dal progetto.

Le attività di censimento sono state realizzate tramite gruppi coordinati di rilevatori, con il coinvolgimento dei partner e il supporto di diverse associazioni. Le osservazioni, svolte in contemporanea da più postazioni, hanno raccolto dati su tempidirezioni di volo, numero di individui e comportamenti, applicando criteri di conteggio finalizzati a evitare duplicazioni e a escludere i soggetti del restocking non presenti nell’area di rilevamento.

I risultati per ambiti territoriali indicano:

  • tra 310 e 344 individui nel Bosano;
  • tra 125 e 134 nel Meilogu;
  • tra 26 e 33 nell’area tra Ittireddu e Ozieri;
  • 25 nel sud-est dell’isola;
  • 22 a Sassari;
  • 6 ad Alghero.

Rispetto al 2024, quando circa il 90% della popolazione risultava concentrato nel Bosano, nel 2025 la distribuzione risulta più articolata: 60% nel Bosano, 24% nel Meilogu, 5% nel Sarrabus-Gerrei, con la parte restante distribuita in ulteriori zone regionali.

Capovaccaio (Neophron percnopterus)

Il dato relativo al Sarrabus-Gerrei sottolinea come la presenza di un nucleo stabile pari al 5% della popolazione sarda confermi l’ampliamento dell’areale, obiettivo perseguito mediante il programma di ripopolamento gestito dall’Agenzia FoReSTAS e attraverso la realizzazione dei carnai aziendali.

Monitoraggio riproduttivo: aumento di coppie territoriali, deposizioni e giovani involati

Ulteriormente positivi risultano i dati del monitoraggio riproduttivo condotto nella Sardegna nord-occidentaleunica area di nidificazione del Grifone nell’Isola. Sono state censite complessivamente 120 coppie territoriali: 104 (88,6%) nel Bosano e 16 (11,4%) nell’Algherese.

Rispetto al 2024, si registra un incremento del numero di coppie territoriali (+15), delle deposizioni (+11) e dei giovani involati (+11). Il successo riproduttivo è migliorato del 2,4%, mentre la produttività rimane invariata. Il tasso di mortalità prenatale si attesta al 14,4% (12,8% nel 2024), mentre la perdita di un solo giovane prima dell’involo determina un tasso di mortalità postnatale dell’1,2%, in diminuzione rispetto al 4,1% del 2024.

La crescita delle coppie territoriali raggiunge, pertanto, valori numerici senza precedenti, con un aumento del 14,3% rispetto al 2024. Per la prima volta la popolazione del Bosano supera la soglia delle 100 coppie territoriali e aumenta inoltre del 15,5% il numero dei giovani involati.

Grifone (Gyps fulvus)

Elementi di interesse faunistico e gestionale

Tra gli aspetti di rilievo naturalistico, è stata confermata la presenza di coppie non autoctone, come nel caso degli spagnoli Montresta e Doglia, e di coppie miste, tra soggetti provenienti da restocking e individui locali, come nel caso di Entulzu e Cristina, che hanno completato con successo il ciclo riproduttivo. Sono state inoltre osservate due coppie composte da individui autoctoni recuperati e reimmessi in natura dopo le cure necessarie.

Grifone (Gyps fulvus)

L’andamento osservato è riconducibile alla risposta positiva della popolazione locale alle azioni di progetto, che hanno contribuito al progressivo miglioramento degli indici di produttività e del successo riproduttivo, nonché all’aumento del tasso di sopravvivenza dei giovani. A tale incremento ha contribuito il raggiungimento dell’età adulta degli individui liberati nell’ambito delle precedenti azioni di restocking realizzate durante LIFE Under Griffon Wings.

Nel quadro complessivo, i risultati 2025 consolidano il trend di crescita della popolazione del Grifone in Sardegna e confermano l’importanza delle azioni integrate di monitoraggio, gestione alimentare controllata e ripopolamento, quali strumenti di supporto alla conservazione e alla stabilizzazione della specie nel territorio regionale.

Gipeto (Gypaetus barbatus) in volo (foto Giles Laurent – Wikipedia)
Grifone (Gyps fulvus)

(foto Giles Laurent – Wikipedia, Domenico Ruiu, Agenzia Forestas, S.D., disegni S.D., archivio GrIG)

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