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Gallura, ancora sequestri preventivi di cantieri edilizi sulla costa.


Olbia, Tavolara, sequestro preventivo (sett. 2019)

Prosegue senza sosta l’attività d’indagine e repressiva della Procura della Repubblica di Tempio Pausania insieme alla Polizia giudiziaria nei confronti dell’abusivismo edilizio.

Nel corso del 2024-2025 sono stati ben 97 i procedimenti penali avviati in Gallura per violazione delle normative ambientali/paesaggistiche e urbanistiche, con numerosi provvedimenti di sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) emanati e confermati dal Tribunale in sede di riesame.

E’ da parecchi anni che la Procura tempiese – guidata con energia e dedizione prima da Domanico Fiordalisi, poi da Gregorio Capasso, ora in trasferimento a Latina – contrasta con forza l’abusivismo edilizio, avendo anche posto in esecuzione gli ordini di demolizione conseguenti a sentenze penali passate in giudicato, cosa che non accade molto spesso nel Bel Paese.

Ma l’azione della Procura e della Polizia giudiziaria evidenzia la scarsa efficacia (per usare un eufemismo) dei controlli sul territorio svolti dalle amministrazioni pubbliche competenti, a iniziare dai Comuni.    Quando non l’ignavia o, addirittura, la connivenza.

E non può esser certo tralasciata la bradipiana lentezza (anche qui per usare un eufemismo) di una giustizia che diviene troppo spesso denegata giustizia grazie a lungaggini e alla prescrizione: dibattimenti ricchi solo di rinvii come quello sui contestati abusi edilizi di Tavolara (Olbia) non sembrano proprio eccezioni, come dimostra quello inerente i contestati tagli non autorizzati di vegetazione mediterranea alla Rena Bianca di S. Teresa di Gallura, tuttora, di rinvio in rinvio, nemmeno avviato (l’udienza è stata rinviata al 29 giugno 2026).

E la giustizia negata, nonostante il grande impegno di Procura e Polizia giudiziaria, è un risultato che difficilmente vorrà mutare qualsiasi legislatore pontifichi di qualsiasi riforma della giustizia, perchè si tratta di risultati che fan comodo a tanti interessi particolari di troppe persone.

Quanto piacerebbe esser smentiti dai fatti…

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

S. Teresa di Gallura, Rena Bianca, taglio della vegetazione non autorizzato (maggio 2022)

A.N.S.A., 26 febbraio 2026

Sequestrate sei ville con piscina in costruzione ad Arzachena.

Blitz del Corpo Forestale regionale su impulso procura di Tempio Pausania.

Sigilli a sei ville con altrettante piscine in fase di demolizione e ricostruzione in un’area vincolata paesaggisticamente nella località Li Liccioli nel Comune di Arzachena.

A bloccare i cantieri sono stati gli uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Olbia, sotto il mandato del procuratore della Repubblica di Tempio Pausania che ne ha disposto il sequestro preventivo e ha coordinato le indagini particolarmente complesse.
    Le violazioni contestate riguardano difformità rispetto alla pianificazione urbanistica, il rilascio di titoli illegittimi in assenza della procedura di variante obbligatoria e in mancanza dei presupposti di legge per l’applicazione della deroga.
    A La Maddalena il Corpo Forestale e della Stazione locale ha eseguito, sempre su disposizione del procuratore della Repubblica di Tempio, il sequestro preventivo di una struttura per l’approdo di imbarcazioni, nella località Punta Nera.

La struttura era stata realizzata violando le norme di tutela del paesaggio e urbanistiche, attraverso un sistematico utilizzo improprio dei regimi abilitativi semplificati, pur in presenza dei numerosi vincoli ambientali. Il sequestro preventivo è stato confermato dal Tribunale di Tempio Pausania in sede di riesame.

Gallura, cantiere edilizio sulla costa

da La Nuova Sardegna, 26 febbraio 2026

Ville di lusso con piscina abusive: sotto sequestro un cantiere in Costa Smeralda.

rustico edilizio

La Procura. Ville abusive in Costa Smeralda: ci sono quattro indagati.

Il caso del cantiere messo sotto sequestro dagli uomini del corpo forestale. (Tiziana Simula)

Porto Cervo Nel vasto cantiere edile aperto in Costa Smeralda, operai e ruspe erano al lavoro già da tempo: in località “Li Liccioli”, nel comune di Arzachena, poco distante dal campo da golf del Pevero, erano in corso lavori di demolizione e ricostruzione di sei ville extra lusso, tutte con piscine. Immobili prestigiosi incastonati in un territorio di grande bellezza naturalistica. Ma i lavori hanno subìto un improvviso stop. Per la Procura di Tempio, le sei ville extra lusso in ricostruzione sono abusive. Perché realizzate in difformità rispetto alla pianificazione urbanistica del territorio, e nello specifico, in assenza della variante urbanistica. Ciò all’interno di un’area vincolata paesaggisticamente.

Sigilli al cantiere

Così, su disposizione del procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, che ha coordinato le attività d’indagine, sono scattati i sigilli. L’intero cantiere di “Li Liccioli” è stato messo sotto sequestro. A dare esecuzione al decreto di sequestro preventivo sono stati gli agenti del corpo forestale e di vigilanza ambientale di Olbia, che hanno condotto le indagini insieme alla sezione forestale di polizia giudiziaria presso la Procura di Tempio. Quattro persone sono finite sotto accusa. A cominciare da Gianfranco Paparella, rappresentante dell’impresa Val srl (con sede legale a Bari), proprietario e committente dei lavori, per proseguire col direttore dei lavori, Dino Petrarca, di Olbia. E ancora, l’ingegnere Gavino Docche, di Olbia, esecutore dei lavori con funzioni direttive nel cantiere per l’impresa esecutrice Fg Capital, e il dirigente del settore Pianificazione territoriale, Urbanistica, ed edilizia privata del Comune di Arzachena, Mario Giuseppe Chiodino. Le violazioni contestate, come spiega una nota diffusa dalla Procura di Tempio e dalla Direzione generale del corpo forestale e di vigilanza ambientale, riguardano difformità rispetto alla pianificazione urbanistica, e il rilascio di titoli ritenuti illegittimi poiché in assenza della procedura di variante obbligatoria e in mancanza dei presupposti di legge per l’applicazione della deroga. In sintesi, per la Procura, era necessaria una variante urbanistica. I difensori non rilasciano dichiarazioni.

Il pontile a La Maddalena

Ma non si tratta dell’unico provvedimento disposto in queste settimane dal procuratore Gregorio Capasso che in oltre sette anni alla guida dell’ufficio giudiziario gallurese si è dimostrato particolarmente attento ai temi urbanistici e di tutela ambientale. Le attività di controllo del territorio per la prevenzione e la repressione delle violazioni in materia urbanistico-edilizia, ambientale e di tutela del paesaggio, hanno riguardato, infatti, anche l’isola di La Maddalena. Qui, a finire nel mirino dei controlli è stato il punto di approdo per imbarcazioni della società Punta nera srls. Anche in questo caso, su disposizione del procuratore di Tempio, gli uomini del corpo forestale e di vigilanza ambientale della stazione di La Maddalena, hanno eseguito il sequestro preventivo del pontile, in località Punta Nera. Secondo quanto emerso dall’attività d’indagine «la struttura di approdo sarebbe stata realizzata e autorizzata nel tempo, in totale violazione delle norme in materia di tutela del paesaggio, norme urbanistiche e attraverso un sistematico utilizzo improprio dei regimi abilitativi semplificati, pur in presenza dei numerosi vincoli ambientali presenti». Il sequestro preventivo è stato confermato anche dal tribunale di Tempio in sede di riesame.

cartello sequestro preventivo

dal sito web istituzionale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

Tutela del paesaggio: sequestrati un cantiere edile e un punto d’approdo.

Nell’ambito delle attività svolte dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, finalizzate alla prevenzione repressione delle violazioni in materia urbanistico/edilizia, ambientale e di tutela del paesaggio, il personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha eseguito le seguenti operazioni di polizia giudiziaria.

Arzachena – Sequestro di un cantiere edile
Il Corpo Forestale e di V.A. di Olbia ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di un vasto cantiere edile in Comune di Arzachena.
Nel cantiere, sito nella località Li Liccioli, poco distante dal Campo da Golf del Pevero, ricadente in area vincolata paesaggisticamente, erano in corso lavori di demolizione e ricostruzione di 6 ville extra lusso con relative piscine.
Il sequestro è stato richiesto dal Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania che ha coordinato le attività di indagine, particolarmente complesse, condotte dalla Sezione Forestale di Polizia giudiziaria presso la Procura di Tempio, con la collaborazione della Stazione Forestale e di V.A. di Olbia.
Le violazioni contestate riguardano difformità rispetto alla pianificazione urbanistica, il rilascio di titoli illegittimi in assenza della procedura di variante obbligatoria e in mancanza dei presupposti di legge per l’applicazione della deroga, utilizzata per la realizzazione dell’intervento di cui all’art. 39, co. 15 della L.R. 8/2015 – Piano casa.

La Maddalena – Sequestrato un punto di approdo
Sempre nell’ambito delle attività di tutela del territorio, il Corpo Forestale e di V.A. della Stazione di La Maddalena ha eseguito, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Tempio, il sequestro preventivo di una struttura per l’approdo di imbarcazioni, sita in località Punta Nera, nel Comune di La Maddalena.
La struttura era stata realizzata e autorizzata nel tempo, in totale violazione delle norme di tutela del paesaggio e urbanistiche, attraverso un sistematico utilizzo improprio dei regimi abilitativi semplificati, pur in presenza dei numerosi vincoli ambientali. Il sequestro preventivo è stato confermato dal Tribunale di Tempio P. in sede di riesame.

Sassari, scritta murale

(foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. Avatar di santonastasop
    santonastasop
    marzo 2, 2026 alle 10:11 am

    Ed eccoli quà, che riappaiono come i funghi in estate, gli speculatori “a norma di Legge”. Chiaramente, chi ne fà le spese sono i dirigenti comunali, che magari si sono attenuti a norme illegittime approvate dalla REGIONE, LA VERA ARTEFICE DELL’ATTACCO AL P.P.R. di Soru che, articoli e notizie alla mano, è servito solo per limitare l’edificazione nell’agro. I tentativi a Porto Taverna in Comune di Loiri Porto San Paolo è un esempio eclatante di questo tentativo di aggirare il P.P.R. “con norme approvate dalla Regione”.

  2. marzo 2, 2026 alle 9:05 PM

    sono tutti i reati ambientali e quelli contro gli “altri” animali a esser considerati di serie B, quelli che scivolano facilmente nel gorgo della prescrizione senza troppa agitazione.

    da L’Unione Sarda, 2 marzo 2026

    Cavalli morti in nave durante il trasporto verso la Sardegna: reato prescritto, nessun colpevole.

    A luglio 2020 gli animali non erano sopravvissuti alla traversata da Civitavecchia a Olbia a bordo della Moby. (Andrea Busia)

    Reato cancellato dalla prescrizione per la vicenda dei quattro cavalli da corsa morti, a causa del caldo, nel garage di un traghetto della compagnia Moby: la sentenza è del del tribunale di Tempio. I fatti risalgono al 13 luglio del 2020 e sono venuti durante la traversata della motonave Moby Aky da Civitavecchia a Olbia.

    Oggi la giudice del tribunale di Tempio Maria Elena Lai ha dichiarato la prescrizione per le posizioni del comandante del traghetto, Antonio Scotto di Cicariello, e dell’autista del camion all’interno del quale si trovavano i cavalli da corsa, Maurizio Conti. I due sono difesi dagli avvocati Giovanni Cimmino e Maurizio Mani.

    Stando a una perizia disposta dalla procura di Tempio, i quattro cavalli da corsa morirono a causa dell’eccessiva temperatura all’interno del garage della nave. La scuderia proprietaria dei cavalli, assistita dall’avvocata Nazzarena Tilocca, si è costituita parte civile.

    Il processo proseguirà ad ottobre per altri due imputati, il primo ufficiale di coperta del Moby Aky e un allievo ufficiale di coperta ai quali viene contestato il reato di falso.

    Secondo il pm i due avrebbero attestato, sulla documentazione di bordo, di avere verificato le buone condizioni degli animali all’arrivo nel porto di Olbia.

  3. aprile 10, 2026 alle 9:50 PM

    da La Nuova Sardegna, 10 aprile 2026

    Droga, omicidi e Codici rossi, il procuratore Capasso lascia Tempio: «Otto anni in trincea».

    Dal 14 aprile prenderà servizio a Latina. (Tiziana Simula)

    Tempio Oltre 37 anni in magistratura, gli ultimi otto alla guida della Procura di Tempio Pausania. Gregorio Capasso, nato a Napoli, 63 anni il prossimo 18 settembre, ha già pronte le valigie: da martedì prossimo lascerà la Gallura per prendere servizio a Latina. Un ritorno da procuratore capo, il suo, dopo aver ricoperto in quella stessa Procura il ruolo di pubblico ministero per oltre vent’anni.

    Procuratore, come è stata professionalmente l’esperienza vissuta alla guida della Procura gallurese?

    «A una simile domanda nel primissimo periodo avrei risposto che svolgere le funzioni di Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania è come praticare uno sport estremo… Battute a parte, direi che è stata un’esperienza indimenticabile, in tutti i sensi. E per vari motivi».

    Ce ne dica uno

    «Ho trovato un ufficio in condizioni precarie per le gravi scoperture degli organici dei magistrati e del personale. Siamo riusciti nel settembre 2020 a far ampliare l’organico dei magistrati di due unità e oggi siamo sette magistrati ma l’organico del personale è rimasto lo stesso di 30 anni fa. Peccato che la Gallura e la fascia costiera, in particolare la Costa Smeralda, ha avuto negli ultimi 30 anni uno sviluppo socioeconomico esponenziale, che ha pochi eguali in Italia. La conseguenza è stata l’aumento del contenzioso e degli affari, e la qualità dei reati, con particolare rifermento al traffico, anche internazionale, di stupefacenti, al fenomeno della violenza di genere e alle violazioni in materia urbanistico-ambientale e finanziaria. Ma il personale a disposizione è rimasto lo stesso. Malgrado ciò ho l’orgoglio di dire che oggi questa Procura ha uno standard di rendimento apprezzabile e si distingue perché rappresenta un presidio di legalità».

    Sul fronte personale, quale ricordo mette in valigia?

    «A livello personale mi porto dietro, da un lato, la meravigliosa accoglienza, l’affetto e la stima che ho ricevuto da tutti in questo lungo periodo e, dall’altro, l’impegno instancabile che ho profuso per conferire dignità e autorevolezza al nostro ufficio, anche promuovendo la cultura dalla legalità sul territorio. Credo di poter affermare che la Procura di Tempio abbia svolto in questi anni il proprio lavoro con equilibrio, compostezza e professionalità, come si conviene ad un ufficio di tale livello».

    Una criticità e un elemento positivo della vita in Gallura

    «Sul territorio direi, come elementi negativi, la viabilità e i parcheggi. Come elementi positivi, senza dubbio, la bellezza incomparabile del paesaggio, della Costa e dell’entroterra gallurese, e la cordialità e la disponibilità del popolo sardo in generale».

    In questi otto anni la Gallura è stata segnata anche da diversi omicidi volontari, alcuni già con condanne all’ergastolo, altri con processi ancora in corso. Tra le vittime brutalmente uccise, anche due donne: nel 2018, la marocchina Zeneb Badir, e il 12 settembre 2025 la giovane di Castelsardo, Cinzia Pinna, con indagini che si avviano ormai a conclusione. C’è un’inchiesta in particolare che più di un’altra l’ha turbata?

    «Come magistrato, dopo oltre 37 anni in magistratura trascorsi negli uffici giudiziari di Crotone, Palmi, Latina, Roma e Tempio Pausania non mi sorprende più nulla perché ho vissuto tutte le esperienze, anche in territori ad alta densità di criminalità mafiosa. Come uomo, senza entrare nello specifico delle singole vicende, ciò che mi ha turbato in passato e mi turba sempre è lo scarso valore che si dà al bene più grande che ci è stato donato: la vita».

    Parliamo di reati e criminalità nel territorio. Il traffico di droga, anche internazionale e con collegamenti con organizzazioni criminali, è il fenomeno più diffuso e preoccupante insieme ai Codici rossi. Ma lei in questi anni ha rivolto un’attenzione particolare ai reati in materia urbanistica e ambientale. Ci vuole spiegare?

    «La Gallura è un territorio appetibile. Lo straordinario incremento di presenze di una popolazione turistica di alto livello sociale, di provenienza nazionale ed internazionale, ha determinato e determina ingenti investimenti soprattutto immobiliari. L’attività speculativa nel comparto dell’edilizia, alimentata da interessi su compendi immobiliari di grande pregio e valore, spesso riconducibili a società con sedi all’estero (paesi a fiscalità privilegiata), che operano attraverso interposizioni societarie, ha determinato l’avvio di molteplici attività di indagine e maxi sequestri, anche per lottizzazioni abusive, per violazione dei vincoli urbanistici, paesaggistici, idrogeologici e boschivi».

    Che idea si è fatto del territorio? C’è un legame tra il benessere economico e i reati che vengono commessi?

    «Il legame è diretto. Anche in riferimento al traffico e al consumo di stupefacenti, in particolare la cocaina, e agli enormi investimenti immobiliari effettuati sul territorio».

    Si sente soddisfatto del lavoro svolto in questi 8 anni?

    «Come dico sempre ai colleghi di prima nomina, per me prima dell’aspetto professionale è l’aspetto umano che deve contraddistinguere l’operato di un ufficio che tratta affari della massima importanza e delicatezza come il nostro. I comportamenti devono precedere i provvedimenti perché un errore o un provvedimento sbagliato si possono perdonare perché tutti sbagliamo, ma un cattivo comportamento o un comportamento ineducato non sarà accettato e facilmente perdonato dall’utente o dal foro. Tutti noi saremo ricordati come persone più che come professionisti».

    E lei, appunto, come vorrebbe essere ricordato?

    «Vorrei essere ricordato più come una brava persona che ha costruito rapporti e legami tali da creare un gruppo di lavoro unito, in grado di superare le enormi difficoltà operative, piuttosto che come un bravo procuratore che ha fatto grandi inchieste seguite da altrettanto grandi processi. Quello, magari, se c’è stato, lo diranno gli altri. Anche se non posso negare che mi piace pensare di aver lasciato un’impronta importante».

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