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Sassari, disastroso incendio di un impianto di trattamento rifiuti.  Non pare un caso.


Lo scorso 6 agosto è scoppiato un gigantesco incendio negli impianti di trattamento dei rifiuti della  Gesam s.r.l. di Sassari, zona industriale di Truncu Reale.

L’incendio, che ha sprigionato una perdurante nube tossica, è stato spento dopo un duro lavoro dei Vigili del Fuoco.

Gli impianti sono stati posti sotto sequestro preventivo dalla Magistratura sassarese, che indaga insieme ai Carabinieri del N.O.E.

Con elevata probabilità si tratta di un incendio di origine dolosa, mentre l’ampiezza dell’inquinamento sarà da accertare.

Quanto accaduto appare piuttosto inquietante: che cosa ruota intorno alla gestione dei rifiuti?

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

A.N.S.A., 9 agosto 2022

Maxi rogo rifiuti a Sassari, inchiesta per incendio doloso.

Sigilli del Noe a impianto ma edificio ancora inaccessibile.

I sigilli della Procura nel capannone della Gesam di Sassari.

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari, su disposizione della Procura, hanno posto sotto sequestro lo stabilimento nella zona industriale di Truncu Reale andato a fuoco sabato scorso.

L’inchiesta sul grave incendio è coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di incendio doloso. Le indagini sono affidate ai militari del Noe, guidato dal comandante Andrea Ceron, ma cominceranno soltanto quando il sito sarà agibile. Sul posto operano infatti ancora i vigili del fuoco. A quel punto potranno essere effettuati i rilievi e le analisi per stabilire l’esatta natura del rogo. E la relazione che produrranno i tecnici dei vigili del fuoco rappresenterà un pezzo importante delle indagini che proseguiranno i militari del Noe.
    Nel frattempo per i pompieri è cominciato il quarto giorno consecutivo dedicato alle operazioni di spegnimento e raffreddamento dell’area. La giornata di ieri è stata dedicata allo smassamento dei cumuli solidi e la Protezione civile comunale ha inviato sul posto un escavatore con un braccio di 20 metri che ha eseguito la demolizione controllata di una porzione della struttura.

8 agosto 2022

Maxi rogo di rifiuti a Sassari, focolai attivi dopo 2 giorni.

Vigili del Fuoco al lavoro per scongiurare allarme diossina.

Vanno avanti senza sosta ormai da due giorni le operazioni di spegnimento del maxi incendio divampato sabato pomeriggio nello stabilimento della Gesam, nella zona industriale di Truncu Reale a Sassari.

Le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale hanno lavorato tutta la notte per spegnere gli ultimi focolai attivi nell’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti.

Già dalla prime ore dell’alba la situazione sembra essere in netto miglioramento ma si attendono i dati per scongiurare del tutto l’allarme diossina.

La maggior parte dei fumi, infatti, sono stati quasi tutti abbattuti e i pompieri sono al lavoro per le attività di bonificai all’interno degli edifici. Le operazioni di spegnimento e raffreddamento continueranno ad andare avanti per tutta la giornata. Nel frattempo il sindaco di Sassari, Nenni Campus, non ha prorogato l’ordinanza con la quale limitava le attività all’aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico sportiva, e imponeva di mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti. La Procura di Sassari ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di incendio doloso aggravato.
   

IL SINDACO, NESSUNA NUBE TOSSICA – “Non c’è al momento un reale e immediato rischio per la salute delle persone, nessuna nube tossica e non c’è stato nessun caso di intossicazione nemmeno nelle immediate vicinanze dell’impianto”. A dirlo all’ANSA è il sindaco di Sassari, Nanni Campus, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo nello stabilimento della Gesam, a Truncu Reale, per fare il punto sul maxi rogo che sabato ha distrutto il centro di smistamento dei rifiuti.

“Rimane, invece, preoccupazione per l’eventuale ricaduta di diossina sui terreni e sulle colture – dichiara ancora all’Ansa il sindaco -. Per cui sarà necessario avere i dati dell’Arpas, che saprà sia valutare la quantità di diossina nell’area sia tracciare il perimetro dell’area interessata”. Il sindaco di Sassari, che era accompagnato dai tecnici comunali e dal comandante della Polizia Locale, Gianni Serra, ha anche fatto il punto sullo spegnimento dei focoali che da due giorni tengono col fiato sospeso la città e i Comuni dell’hinterland.

“L’incendio è quasi completamente spento – spiega – e restano pochissimi focolai attivi. Purtroppo l’impianto è andato completamente distrutto”. Questo è un altro effetto collaterale del rogo divampato sabato scorso nel centro di smistamento della raccolta differenziata ricadrà su decine di Comuni che conferivano i rifiuti alla Gesam. La città di Sassari conferisce nel centro di Tergu, e quindi non verrà interessato dal problema. Ma molte comunità del nord Sardegna dovranno invece trovare soluzioni alternative per il conferimento dei rifiuti.

 

Sassari, Cattedrale di San Nicola

6 agosto 2022

A fuoco azienda rifiuti a Sassari, gigantesca colonna di fumo.

Incendio nello stabilimento Gesam, elicottero in azione.

SASSARI, 06 AGO – Un vasto incendio è scoppiato nel primo pomeriggio a Sassari all’interno dello stabilimento di smaltimento dei rifiuti.

Le fiamme hanno interessato un capannone della Gesam, la società di gestione, in località Truncu Reale alla periferia di Sassari, e si è subito creata una gigantesca colonna di fumo che ha destato preoccupazione tra gli abitanti di tutta la zona.
    Sul posto sono giunti i Vigili del fuoco, la polizia ed il Corpo forestale, intervenuto anche con il supporto di un elicottero proveniente dalla base operativa di Bosa.

Oliveto

(foto E.R., S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    agosto 10, 2022 alle 2:52 PM

    Non e’ il primo , e non sara’ l’ultimo disastro ambientale del genere , dove invece di prevenirli con appositi controlli e sanzioni, si danno raccomandazioni di tenere le finestre chiuse !! Su questi impianti i vigili del fuoco devono essere molto rigidi nel far rispettare le norme di sicurezza, e il sindaco di competenza ne deve essere al corrente.

  2. settembre 6, 2022 alle 2:58 PM

    inquietante.

    A.N.S.A., 5 settembre 2022
    Operaio morto sul lavoro a Sassari, c’è un indagato.
    Inchiesta Procura, non un malore ma ucciso da un macchinario. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2022/09/05/operaio-morto-sul-lavoro-a-sassari-ce-un-indagato_c5385506-365b-430e-a387-455bfd882b44.html)

    Antonio Masia, l’operaio 53enne trovato morto il 25 luglio scorso all’interno dello stabilimento di trattamento rifiuiti della Gesam di Sassari, a Truncu Reale, non è morto per un malore ma sarebbe stato ucciso da un mezzo meccanico.

    Il suo corpo sarebbe poi stato occultato e ritrovato qualche ora più tardi da alcuni colleghi, allertati dalla moglie di Masia, preoccupata per il mancato rientro a casa del marito.

    Per questi fatti la Procura di Sassari ha iscritto sul registro degli indagati un collega di lavoro della vittima: si procede con le ipotesi di reato di omicidio colposo e occultamento di cadavere.

    La svolta grazie alla ricostruzione della Questura di Sassari a seguito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile dopo l’esito dell’autopsia sul corpo dell’operaio.

    La morte di Masia risale al 25 luglio; il 6 agosto, dopo un sopralluogo degli inquirenti e il sequestro dei telefoni cellulari di tutti i dipendenti che lavorano nell’impianto, nello stabilimento della Gesam si scatenò un incendio doloso che distrusse la struttura, impegnando per giorni i vigili del fuoco. Per il rogo la Procura ha delegato le indagini ai carabinieri del Noe di Sassari, per verificare se il fatto possa essere collegato alla morte dell’operaio, probabilmente un tentativo di eliminare le tracce dell’incidente sul lavoro.

    Ora la svolta nelle indagini: la Squadra Mobile, guidata dal dirigente Dario Mongiovì, ha interrogato tutti i dipendenti dello stabilimento che erano in servizio il giorno della morte di Masia. Le dichiarazioni raccolte, le verifiche dello Spresal e l’esito dell’autopsia hanno permesso di stabilire che la morte del 53enne non sia dovuta a un malore ma sia stata causata da un mezzo operatore. Il 2 settembre i carabinieri del Noe e i Vigili del fuoco hanno svolto un altro sopralluogo nell’impianto Gesam per ulteriori accertamenti.

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