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Le concessioni demaniali marittime non sono eterne e nemmeno tutte sono prorogate fino al 31 dicembre 2023.


Villasimius, Cala Giunco, spiaggia, concessione demaniale

Importante pronuncia della Corte di cassazione in materia di concessioni demaniali marittime e relativa durata.

La recentissima sentenza Corte cass. Sez. III, 22 aprile 2022, n. 15676 è intervenuta sull’annoso caso degli storici Bagni Liggia, sul litorale di Genova, a Sturla, confermando il sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) in relazione al contestato reato di occupazione illecita di demanio marittimo (art. 1161 cod. nav.).

La Suprema Corte puntualizza quanto sul tema aveva già enunciato il Consiglio di Stato, in Adunanza plenaria (sentenza 9 novembre 2021, n. 17 e sentenza 9 novembre 2021, n. 18), il quale, pur bocciando il regime di proroga automatica delle concessioni perché contrario al diritto comunitario, aveva rinviato al 31 dicembre 2023 la disapplicazione della normativa nazionale di proroga delle concessioni demaniali marittime con finalità ludico-ricreative.

Genova, Boccadasse

Tale proroga, secondo la Corte di cassazione, non può che riferirsi solo a una parte delle concessioni demaniali marittime.

Infatti, le disposizioni del decreto-legge 194/2009, convertito nella legge n. 25/2010, che ha prorogato al 2015 le concessioni (a cui poi sono seguite ulteriori proroghe) “si riferiscono esclusivamente alle concessioni nuove, ovvero a quelle sorte dopo la legge 88 del 2001, e comunque valide a prescindere dalla proroga automatica“.

Ciò non vale per le concessioni demaniali già scadute all’entrata in vigore della norma (quale quella oggetto del giudizio), per le quali l’occupazione del demanio marittimo risulta “arbitraria” e integra il reato di cui all’articolo 1161 cod. nav., se non legittimata da un valido ed efficace titolo concessorio, rilasciato in precedenza e non surrogabile da altri atti, ovvero allorquando sia scaduto o inefficace il provvedimento abilitativo.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

qui la sentenza Corte cass. Sez. III, 22 aprile 2022, n. 15676

Roma, Corte di cassazione

(foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. Francesco Utzeri
    aprile 24, 2022 alle 8:16 am

    Personalmente non riesco a capire come sia possibile, alla luce delle deliberazioni Comunitarie che hanno regolamentato la materia, possano ancora esistere situazioni come quelle del Poetto ( di Cagliari e Quartu ). Come sia stato possibile permettere la costruzione di stabilimenti balneari in muratura, direttamente sul demanio marittimo (Lido, Daquila, Ottagono, Lido Mediterraneo, La Marinella ), Come se queste concessioni fossero perenn, per dono divino.

  2. aprile 24, 2022 alle 5:47 PM

    da L’Unione Sarda, 24 aprile 2022
    Caos stabilimenti balneari, scoppia la protesta nell’Isola.
    La Cassazione: i permessi dati prima del 2009 possono decadere. (Luca Mascia): https://www.unionesarda.it/economia/caos-stabilimenti-balneari-scoppia-la-protesta-nellisola-ywgvhxq4

  3. capitonegatto
    aprile 25, 2022 alle 3:49 PM

    Ma si, un po di rinnovamento fa bene alla qualita’ dei servizi, sempre che i comuni sorveglino , e meglio, i nuovi concessionari, a cui non deve essere concesso fabbricare sull’arenile, e che permettano il passaggio pedonale.

  4. Amico
    aprile 27, 2022 alle 10:03 am

    E che magari paghino canoni adeguati e non pochi spiccioli. Sarebbe curioso capire in proporzione quanto paga un locale o anche un privato, ad es in ipotesi di lavori di ristrutturazione, per l’occupazione del suolo pubblico, rispetto a questi signori, quasi feudatari, che da decenni si tramandano il “diritto” di occupare, gestire, sfruttare e delle volte rovinare tra le cose più belel che abbbiamo.

  5. Maggio 16, 2022 alle 2:56 PM

    per carità…

    da Il Fatto Quotidiano, 10 maggio 2022
    Ddl concorrenza, corto circuito sui balneari: i relatori chiedono un altro rinvio delle gare, Chigi frena e l’approdo in aula slitta ancora.
    Paolo Ripamonti (Lega) e Stefano Collina (Pd) hanno messo a punto una proposta in base alla quale le gare, che in base alla sentenza del Consiglio di Stato di novembre 2021 vanno avviate entro la fine del 2023, potranno slittare di cinque anni. Non solo: il Carroccio propugna pure la necessità del diritto di prelazione e del “golden power per le spiagge”. M5s: “Paravento per la difesa delle lobby”. Sconvocata la seduta della commissione Industria del Senato: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/10/ddl-concorrenza-corto-circuito-sui-balneari-i-relatori-chiedono-un-altro-stop-alle-gare-chigi-frena-e-lapprodo-in-aula-slitta-ancora/6586857/

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