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Il T.A.R. Sardegna sospende definitivamente la caccia al Coniglio selvatico.


Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus)

Il T.A.R. Sardegna, con ordinanza collegiale Sez. I, 17 ottobre 2019, n. 262/2019, ha definitivamente sospeso parzialmente il calendario venatorio regionale sardo 2019-2020 riguardo la caccia al Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus).

Il Collegio giudicante, dopo l’udienza di discussione del 16 ottobre 2019, ha ritenuto di confermare in toto le motivazioni già puntualmente espresse con il decreto presidenziale Sez. I, 3 ottobre 2019, n. 247/2019, con cui la caccia al Coniglio selvatico era stata provvisoriamente sospesa.

Chiarissima la motivazione:

il parere dell’ISPRA ha, per giurisprudenza costante, un rilievo centrale nella predisposizione del calendario venatorio e può essere disatteso sulla scorta, però, di una congrua motivazione che giustifichi, anche sul piano della logicità e della ragionevolezza, la diversa soluzione privilegiata (Consiglio di Stato, Sez. III, n. 3852 del 22 giugno 2018) … anche a volere ritenere meramente programmatiche le indicazioni date dall’ISPRA per la caccia al coniglio selvatico, tuttavia tali indicazioni evidenziano comunque la necessità di una attenta ed immediata valutazione degli effetti del prelievo sulla sostenibilità biologica”, comunque, “pur avendo la Regione posto (con il decreto impugnato) un limite numerico, sia giornaliero che complessivo, al numero dei capi abbattibili, tuttavia non risulta che tale numero sia stato commisurato alla dinamica della popolazione e all’adozione di meccanismi di controllo sugli effetti del prelievo”, ne consegue “che gli indicati limiti numerici appaiono peraltro molto elevati, in rapporto al numero dei potenziali cacciatori ed anche tenuto conto del numero di capi che risultano prelevati nelle ultime stagioni venatorie”.

Sardegna, bosco

In via cautelare è stato, quindi, accolto il ricorso di WWF e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, grazie al prezioso operato dell’avv. Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari.

E’ stata fissata l’udienza di discussione sul merito della causa per il 9 giugno 2020, decretando di fatto la chiusura della caccia ai Conigli selvatici per la stagione venatoria 2019-2020.

Infatti, nonostante una giurisprudenza ormai costante[1], il calendario venatorio regionale 2019-2020 della Sardegna (decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna n. n. 17873/7 del 27 agosto 2019 , Allegato 1 – Specie cacciabili, periodi di attività venatoria, Allegato 2 – Specie cacciabili, carniere giornaliero e stagionale) aveva previsto ancora folli carnieri senza alcun reale censimento faunistico che assicuri la sopravvivenza della specie faunistica oggetto di caccia.

E’ il caso proprio del Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus): a fronte di un carniere potenziale giornaliero di n. 3 capi abbattibili e di ben 25 capi abbattibili nell’intera stagione di caccia per ognuno dei 35.987 cacciatori, era stato autorizzato un assurdo e inaccettabile carniere potenziale complessivo giornaliero di 107.961 capi abbattibili e di ben 899.675 esemplari abbattibili nell’intera stagione venatoria.

bossoli cartucce da caccia abbandonati

Tuttora in assenza di pianificazione faunistico-venatoria, senza alcun censimento faunistico, in palese contrasto con il parere tecnico scientifico (nota prot. n. 49150 dell’8 agosto 2019) dell’Istituto Suiperiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (I.S.P.R.A.) e, in definitiva, senza sapere se nemmeno esistano 900 mila Conigli selvatici in Sardegna.

Nella riunione del Comitato faunistico regionale del 27 settembre  2019 è stata decisa anche la caccia a Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus)  e Pernice sarda (Alectoris barbara) nei giorni di domenica 6 e domenica 13 ottobre 2019 con 2 esemplari di Lepre e 4 di Pernice abbattibili per ogni cacciatore, cioè un carniere potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri  e di 143.948 Pernici.

I relativi censimenti faunistici non sono stati resi conoscibili nel corso della riunione del Comitato faunistico regionale né consegnati ai componenti, ma solo meramente illustrati, con una procedura oltremodo discutibile.

Conseguentemente, per difendere la fauna selvatica isolana poste in pericolo da assurde scelte filo-venatorie, WWF e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, rappresentate dall’avv. Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari, hanno impugnato il calendario venatorio regionale 2019-2020 davanti al T.A.R. Sardegna chiedendone il parziale annullamento.

I Giudici amministrativi sono stati, quindi, chiamati ancora una volta a valutare l’operato della Regione autonoma della Sardegna in materia di tutela della fauna e l’hanno duramente censurato: niente caccia ai Conigli selvatici.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus           WWF


[1]T.A.R. Sardegna, sentenza Sez. I, 30 gennaio 2019, n. 65Cons. Stato, ordinanza Sez. III, 5 ottobre 2018, n. 4897 , Cons. Stato, decreto presidenziale Sez. III n. 4456 del 20 settembre 2018T.A.R. Sardegna, ordinanza Sez. I, 13 settembre 2018, n. 275T.A.R. Sardegna, decreto presidenziale Sez. I, n. 260 dell’1 settembre 2018; sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 1 febbraio 2018, n. 65 e ordinanza cautelare T.A.R. Sardegna, Sez. II, 15 settembre 2017, n. 308/2017 .

Cagliari, sede del T.A.R. Sardegna (Piazza del Carmine-Via Sassari)

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. pietro paolo
    ottobre 18, 2019 alle 8:26 am

    …ma và, ” l’assessorato regionale per la difesa della caccia” ha preso un’altra tranvata?
    nella logica delle cose fatte coi piedi,
    Gr.I.G. stai diventando una maestrina acida
    che bacchetta sempre più i cacciassessori.
    grazie da tutti quelli che credono che l’ambiente va difeso prendendo iniziative concrete.

    • G.Maiuscolo
      ottobre 18, 2019 alle 11:50 am

      (…) “Maestrina acida…”
      Questa mancava… Ahahahahahahahah….
      🙂

  2. ottobre 18, 2019 alle 8:55 am

    A.N.S.A., 17 ottobre 2019
    Caccia a coniglio, lo stop è definitivo. Tar conferma sospensiva, udienza a giugno a stagione conclusa: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/10/17/caccia-a-coniglio-lo-stop-e-definitivo_1ae58f1e-b585-42ea-9604-6deab92af22f.html

    __________________

    da L’Unione Sarda, 17 ottobre 2019
    TRIBUNALE AMMINISTRATIVO. Caccia al coniglio selvatico, lo stop è definitivo per tutta la stagione venatoria.
    Il Tar l’ha sospesa in attesa dell’udienza che discuterà la vicenda nel merito, fissata però al 9 giugno 2020: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2019/10/17/caccia-al-coniglio-selvatico-lo-stop-e-definitivo-per-tutta-la-st-136-941588.html

    _________________

    da La Nuova Sardegna, 17 ottobre 2019
    Coniglio selvatico: la caccia in Sardegna è proibita definitivamente.
    Il Tar conferma la sospensiva, udienza di merito a giugno 2020 a stagione conclusa: http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/10/17/news/coniglio-selvatico-la-caccia-in-sardegna-e-proibita-definitivamente-1.17898200

    ________________

    da Sardinia Post, 17 ottobre 2019
    Stop per la caccia al coniglio selvatico: accolto il ricorso al Tar di Grig e Wwf: https://www.sardiniapost.it/ambiente/stop-per-la-caccia-al-coniglio-selvatico-accolto-il-ricorso-al-tar-del-grig-e-wwf/

    __________________

    da Cagliaripad, 17 ottobre 2019
    Caccia a coniglio selvatico, lo stop è definitivo: https://www.cagliaripad.it/416879/caccia-a-coniglio-selvatico-lo-stop-e-definitivo

    _________________

    da You TG, 17 ottobre 2019
    Stop alla caccia al coniglio selvatico, il Tar conferma la sospensione: https://youtg.net/v3/primo-piano/20126-stop-alla-caccia-al-coniglio-selvatico-il-tar-conferma-la-sospensione

    ____________________

    da Link Oristano, 17 ottobre 2019
    Il Tar Sardegna sospende definitivamente la caccia al coniglio selvatico: https://www.linkoristano.it/prima-categoria/2019/10/17/tar-sardegna-sospende-definitivamente-la-caccia-al-coniglio-selvatico/

    _____________________

    da Cagliari online, 17 ottobre 2019
    Sardegna, il Tar sospende definitivamente la caccia al coniglio selvatico: https://www.castedduonline.it/sardegna-il-tar-sospende-definitivamente-la-caccia-al-coniglio-selvatico/

    ______________________

    da Vistanet, 17 ottobre 2019
    Sardegna: il Tar sospende definitivamente la caccia al coniglio selvatico: https://www.vistanet.it/cagliari/2019/10/17/sardegna-il-tar-sospende-definitivamente-la-caccia-al-coniglio-selvatico-2/

    ___________________

    da Gallura Oggi, 17 ottobre 2019
    Dal Tar arriva lo stop alla caccia del coniglio selvatico in Sardegna: https://www.galluraoggi.it/cronaca/tar-arriva-stop-caccia-coniglio-selvatico-sardegna-17-ottobre-2019/

    __________________

    da Cronache Nuoresi, 17 ottobre 2019
    Il TAR Sardegna da ragione agli ambientalisti: vietata la caccia del coniglio selvatico: https://www.cronachenuoresi.it/2019/10/17/il-tar-sardegna-da-ragione-agli-ambientalisti-vietata-la-caccia-del-coniglio-selvatico/

  3. ottobre 18, 2019 alle 9:01 am

    Ancora e sempre: GRAZIE G.R.I.G.!

  4. M.A.
    ottobre 18, 2019 alle 11:41 am

    Caro GRIG che dire, dal punto di vista giuridico avete ragione. Bravi.
    Diritto e gestione faunistica, a mio avviso, però non sempre vanno di pari passo.
    Vi invito a riflettere su delle dinamiche che esulano dal diritto.
    Quest’anno, la vostra vittoria è una clamorosa sconfitta per la specie.
    Come riportato nella carta delle vocazioni faunistiche della Sardegna,” la caccia al coniglio non è una caccia popolare, perchè è molto difficoltosa e il successo venatorio risulta marginale se non grazie a delle tecniche specialistiche come il furetto (ma vietate in Sardegna)”.
    Oggigiorno di 35.000 cacciatori una piccolissima parte di questi si dedica sporadicamente alla caccia al coniglio.
    Sapete benissimo che dopo la chiusura della nobile stanziale, con l’arrivo della migratoria e l’apertura della caccia grossa, la caccia al coniglio viene praticata da pochissimi cacciatori.
    Il problema del coniglio non è la caccia ma sono ben altri :si chiamano Mixomatosi e MEV.
    Se dal primo virus hanno ottenuto una parziale resistenza e dopo l’epidemia la specie riusciva a riprendersi, con le due varianti della MEV (RHDV1 e RHDV2) no. Specialmente la seconda variante è la più subdola, stermina anche i coniglietti giovani immuni agli altri virus nelle prime settimane di vita in virtù di un sistema immunitario non totalmente formato.
    Il peggior nemico del coniglio è la sua densità. Più conigli ci sono all’interno della colonia, e maggiore sarà l’incidenza dei virus. La possibilità di contagio da un esemplare all’altro è altissima. Questi virus sono estremamente resistenti e perdurano mesi nell’ambiente persino nelle carcasse dei conigli morti o nelle feci dei predatori (volpi, cani e gatti randagi). Se con la mixomatosi diventavano ciechi arrivando a morire dopo giorni, la malattia emorragica virale fulmina i conigli in poche ore, e sono soggetti ad una morte orrenda estremamente dolorosa. Non poche volte mi è capitato in campagna di sentire lungo i rovi dove vivono, le urla del coniglio, come se fosse catturato da un animale, in preda a degli spasmi. Urla che catturavano l’attenzione dei cani per riportarmeli ai piedi morenti. Per me che cacciavo i conigli, era una infinita tristezza e impotenza. Mettevo una X in questi luoghi. e ripassavo a distanza di mesi trovandoci il deserto, quando magari la stagione prima si vedevano a centinaia. Nella quasi totalità delle aree protette ove la caccia è vietata, la specie è sparita prima delle zone dove è consentita la caccia. Fin quando era presente una pressione seppur minima che controllava le densità s’impediva il diffondersi del virus. Con la seconda variante della MEV dal 2010 in poi tutto è cambiato. Il problema coniglio a livello Europeo e Italiano non riguarda solamente la Sardegna.
    Tutti i paesi europei, ai vari gradi delle istituzioni, si stanno mobilitando con finanziamenti e progetti per la creazione di misure in grado di salvare il coniglio. Tutti hanno i loro interessi, in prima linea gli Spagnoli per la lince iberica. La salvezza della lince dipende dalla salvezza del coniglio.
    Per la prima volta in Sardegna dopo anni di menefreghismo ambientale si è avviato uno studio ed un coinvolgimento attivo dell’IZS per l’analisi delle viscere del coniglio. Il fegato è il principale organo bersaglio dei virus. In queste prime giornate di caccia c’è stato uno straordinario interesse nel comprendere l’importanza dell’iniziativa e una forte partecipare attiva e volontaria al progetto per la consegna dei visceri dei lagomorfi nelle ASL.
    Per ottenere preziose informazioni a livello epidemiologico bisogna avere un certo numero di campioni su scala regionale. Vietare il prelievo ora, significa bloccare la consegna dei visceri boicottando la ricerca scientifica. Significa condannare la specie all’oblio. La vostra vittoria non è uno schiaffo alla prepotenza della categoria, alla figura del cacciatore come lo vedete voi sadico e assassino che entra nei fondi privati in virtù di una legge fascista a seminare morte. Il vero schiaffo è al coniglio e alla biodiversità in generale.
    E’ uno schiaffo pesante all’aquila del Bonelli di cui si nutre prevalentemente di conigli e tutti i rapaci in generale (che non essendoci conigli rivolgono il proprio interesse su altre prede più facili come qualche agnello o pollo ruspante, finché non incontra sulla sua strada un cog…..e armato cacciatore o meno infastidito dalla sua presenza); è uno schiaffo a tutte le specie protette come pochi gatti selvatici rimasti, alle martore, alle donnole etc.
    A livello europeo tutti i portatori d’interesse sono dalla stessa parte.
    In Sardegna l’IZS ha sposato la causa, persino i cacciatori hanno capito l’importanza e volontariamente sono diventati parte attiva, mancate solo voi.
    Siete dalla parte del coniglio o dalla parte dell’ideologia?
    Il coniglio non rischia di sparire dai calendari venatori, potrebbe stare chiuso anche per 50 anni senza mutare la sua situazione, ma se non si cambia rotta e ci si mette a lavoro sul piano scientifico e sanitario, rischia di sparire nel prossimo futuro dalla Sardegna. Il coniglio non si salva vietando la caccia, ma si salva con la scienza e in questo caso il prelievo mirato per scopi scientifici potrebbe essere molto prezioso per il bene della specie (vedi Peste suina africana).

    • ottobre 18, 2019 alle 11:59 am

      tutto questo è molto bello, però alla “bontà” dell’Assessorato regionale della difesa della caccia e delle associazioni venatorie che desiderano evitare che i Conigli selvatici si ammalino ammazzandoli ci crediamo molto poco.

      Anche i giapponesi cacciano le Balene per “nobilissimi” motivi scientifici.

      Se così fosse, non sarebbe stata adottata nel calendario venatorio una previsione ad mentula canis come quella che prevede un carniere potenziale di quasi 900 mila Conigli selvatici.

      Sarebbe stato proposto un prelievo commisurato sulla base delle precise richieste dell’Istituto Zooprofilattico sotto il profilo sanitario, cosa che non è avvenuta nemmeno lontanamente.

      Così come non sono stati resi pubblici i censimenti – ben parziali (effettuati su circa l’11% del territorio aperto alla caccia, sbaglio?) – di Lepre sarda e di Pernice sarda, pur di consentirne la caccia senza “rotture di scatole”.

      Tutta questa “buona volontà” dell’Assessorato regionale della difesa della caccia e delle associazioni venatorie non la vediamo proprio.

      A questa “chiusura” non possiamo che replicare in sede giurisdizionale, come già fatto in passato e come continueremo a fare, se non vi saranno cambiamenti.

      La fauna selvatica è patrimonio di tutta la collettività, non di una minoranza venatoria sostenuta da una parte politica ben attenta ai riscontri elettorali.

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        ottobre 18, 2019 alle 12:56 pm

        Deliperi, permettimi, io non voglio creare l’ennesimo battibecco tra me e te che annoia i lettori ma la situazione oggi, per questa specie, non è una guerra ideologica: Caccia VS Animalismo-Ambientalismo.
        In ballo c’è qualcosa di estremamente più serio: la conservazione di una specie, il cui status esula totalmente dalla attività venatoria, ma è direttamente correlato a delle precise problematiche sanitarie che stanno allarmando tutti i paesi europei. Studiare e arginare queste problematiche, essendo il coniglio patrimonio indisponibile dello Stato, è responsabilità di tutti. Voi in primis. Ciò è di vitale importanza per gli ecosistemi e la biodiversità del mediterraneo e deve trovare uno spirito collaborativo da parte di tutti i portatori d’interesse:cacciatori e associazioni ambientaliste e finalmente dopo anni di lassismo e menefreghismo politico, trova il coinvolgimento delle istituzioni e dei vari enti. Lungi da me fare l’avvocato dell’assessore, ma per la prima volta, nella storia della caccia in Sardegna c’è stato una volontaria riduzione dei carnieri anche da parte delle associazioni venatorie, imponendo dei criteri e limiti mai visti prima. La caccia al coniglio oggi non è consentita per fare razzie o riempire carnieri, lo scopo è la collaborazione del mondo venatorio con l’IZS. L’analisi di un fegato di un coniglio è possibile solo dopo l’abbattimento. Il TAR in virtù del “potenziale” carniere, e dalla giurisprudenza maturata in questi anni, continua a darvi ragione, perchè l’iter dell’atto amministrativo di fatto, potenzialmente consente a tutti i 35000 cacciatori di cacciare il coniglio. Nella realtà sai bene quanto me che ciò è utopia. Al momento attuale, purtroppo, non si può discriminare l’interesse venatorio. Sappiamo bene entrambi però, che solamente una piccolissima parte dei cacciatori esercita quella forma di caccia, e quasi nessuno riuscirà a catturare 25 conigli a stagione. Anzi, Il mio auspicio era quello di sensibilizzare sempre più cacciatori nel dedicare qualche giornata di caccia al coniglio, che essendo una caccia difficoltosa e per tanti pallosa, viene bypassata da altre forme di caccia ben più redditizie e molto più dinamiche. Un solo campione è fondamentale per la ricerca. Se veramente vi è interesse, spirito critico, e consapevolezza del problema, una soluzione si trova. Se per voi e anche il TAR questi “potenziali” carnieri sono del tutto assurdi e privi di logicità non accompagnati dalla dinamica della popolazione, si cerchi nelle sedi opportune un compromesso per assegnare dei carnieri “reali”. Basta un contingente acnhe minimo per scopi scientifici e dei meccanismi di controllo della segnalazione dei carnieri così come è avvenuto per la nobile stanziale. Non boicottate questa valida iniziativa, perchè diversamente, si sta firmando una condanna per la specie con impatti deleteri sulla biodiversità e la responsabilità sarà nostra,di tutti noi, poiché ancora una volta l’ideologia prevarica sulla tutela dell’ambiente.

      • ottobre 18, 2019 alle 1:04 pm

        abbi pazienza, M.A., nemmeno io voglio l’ennesimo battibecco, che annoierebbe tutti, me per primo.

        Ti ripeto: se questa fosse l’intenzione, l’Assessorato avrebbe dovuto proporre un prelievo commisurato della popolazione di Coniglio selvatico sulla base delle precise richieste dell’Istituto Zooprofilattico sotto il profilo sanitario.

        L’ha fatto? No.

        E allora di che cosa parliamo? Di quello che vorremmo, ma non è?

        Non è “ideologia”, è difesa “pratica” della fauna selvatica, che non si tutela certo “sparando” carnieri potenziali senza la minima attinenza con la realtà.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        ottobre 18, 2019 alle 2:07 pm

        La difesa pratica dell’ambiente, a mio avviso, non si effettua combattendo la fantasia del potenziale carniere deliberato in CRF. E’ vero, voi con i TAR state dimostrando che l’iter burocratico dell’approvazione di un calendario venatorio è una cosa, ma l’impatto che questo ha sulla realtà faunistica e tutt’altra roba. Potevano concederci l’abbattimento anche di 13 milioni di conigli, che sulla conservazione e lo status della speciem, purtroppo, non avrebbe nessun effetto. Interesse venatorio, età della categoria, e specialmente le patologie della specie sono le variabili non calcolabili che incidono. Basta vedere l’esito dei carnieri che annualmente consegniamo per capire la reale pressione venatoria. Spero che a breve si parli di quello che vorremmo e che potrebbe essere. Solo se nelle sedi opportune c’è la volontà di tutti, voi compresi, sarà possibile attuare delle strategie di gestione e degli sforzi utili per la tutela di questa specie.

        Buona giornata

      • ottobre 18, 2019 alle 3:01 pm

        Noi del GrIG siamo sempre disponibili a confronti seri e concreti sull’ambiente, sulla “casa comune” di tutti noi. Se, invece, si cerca di prenderci per i fondelli, per usare un linguaggio oxfordiano, rispondiamo a tono 😁
        Tutto qui.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

  5. G.Maiuscolo
    ottobre 18, 2019 alle 1:38 pm

    Confesso che dal vostro dibattito serrato ( M.A 🙂 e Su Dottori), sto imparando assai, direbbe un mio vecchio amico.
    Dopo “maestrina acida”, anche l’uso del latino per circoscrivere un enunciato che, in lingua imposta, sarebbe risultato volgare.
    Dottori siete incredibili!

    Noto che sulla “bontà” dell’Assessorato regionale della difesa della caccia e delle associazioni venatorie che desiderano evitare che i Conigli selvatici si ammalino ammazzandoli ci crediamo molto poco.”, avete la massima fiducia!
    Ahahahahah…

  6. pietro paolo
    ottobre 18, 2019 alle 7:19 pm

    non si annoia nessuno se si discute di argomenti appassionanti in cui si crede e per i quali si lotta in maniera civile anche inc.dosi basta rispettare le regole della comunità democratica di cui facciamo parte, è lapalissiano ma… caro M.A. si continua a dipingere le persone che hanno a cuore l’ambiente come portatori di “ideologie” da snob o da salotto oppure talebane questo per screditare in quanto non si hanno risposte ai problemi posti, non credo faremo grandi passi avanti coi tavoli di discussione, per cui GrIG giù “botte democratiche” in tutte le sedi che ce lo consentono.

    • M.A.
      ottobre 18, 2019 alle 10:31 pm

      Faccio un “mea culpa”. Spesso, a torto o ragione, ho avuto I miei pregiudizi sugli “anticaccia”. Spesso gli ho dipinti come “perbenisti” con “la puzza sotto al naso”, che nella convinzione di un finto “progressismo” del “cruelty free” dipingono I cacciatori come barbari assassini che si arrogano il diritto di mettere fine alla vita di un animale. Dall’alto della loro “empatia” catechizzano su chi uccide e si nutre di un animale, per scoprire poi che sono tanto onnivori quanto I cacciatori, ma per mangiarsi un pezzo di carne delegano agli altri ciò di cui non hanno il coraggio di far loro. Non siete tutti uguali, e noi cacciatori non siamo tutti uguali. Sono sicuro che di molte tematiche faunistiche siete carenti. Quando una specie è soggetta a patologie, anche il concetto della dinamica della popolazione rimane a se stante. Se su 50 conigli ne ammazzo 45, senza patologie quei 5 conigli, considerando la biologia e l’etologia della specie, in pochi mesi si ristabilisce la popolazione. In caso di patologie, se in una colonia ci sono 50 conigli e ne prelevo 40, lasciando 10-conigli la specie ha più possibilità di non essere affetta dai virus, perchè il numero degli ospiti è limitato. Se ci sono 50 conigli in caso di patologie muoiono tutti, non si salvano nemmeno I piccoli. Si svuotano nicchie ecologiche che verranno occupate da altre specie alloctone come le nutrie con tutti I danni che ció comporta (da vedere le zone di ripopolamento e cattura e tante zone dove la caccia è vietata da 30-40 anni). Questo è ciò che accade realmente in campagna. Spesso tutto ciò viene licenziato da voi con la frase: ” è la natura”. Capisci bene che la posta in gioco è molto più alta per bypassare il tutto con il solito luogo comune. L’uomo è la causa e l’uomo è la sua cura. Solo la scienza, in questo caso, e la collaborazione di tutti potrà darci una mano.

  7. G.Maiuscolo
    ottobre 19, 2019 alle 8:01 am

    Per Pietro Paolo:
    Sic et simpliciter
    🙂

  8. Agostino
    ottobre 19, 2019 alle 7:32 pm

    Fino a non molti anni fa, si ironizzava sul fatto che, a proposito del gioco del pallone, ci fossero in Italia milioni di commissari tecnici tutti in grado di stabilire come dovesse essere composta la squadra di calcio della Nazionale.
    Bene, ora invece si scopre che tra i cacciatori ci sono stuoli di esperti su come si salvaguardano i conigli selvatici, che ritengono di poter dare la soluzione che i “commissari tecnici” dell’ISPRA, questi ignorantoni, non sono in grado di fornire.
    La soluzione, ovviamente, per i cacciatori è quella di abbattere i poveri conigli selvatici, per il loro bene e per la salute della specie.
    A parte il fatto che questo metodo mi ricorda qualcosa di orribile fatto in passato su degli umani anche loro seriamente ammalati, scusate, ma tra l’ISPRA e i braccatori sedicenti esperti non credo possa esserci dubbio alcuno su chi ha ragione e chi ha torto.

  9. donatella
    ottobre 19, 2019 alle 11:09 pm

    Non può essere in alcun modo vero cercare di salvare qualcuno uccidendolo prima che si ammali.
    Assurdo volersi arrampicare sugli specchi.

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