E’ nato un Capovaccaio!


Capovaccaio (Neophron percnopterus)

Non aveva mai vissuto in Sardegna, per quanto è dato sapere.

Ora è nato anche un pullus.

Una straordinaria e bellissima notizia.

Il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è il più piccolo avvoltoio del Vecchio Continente.[1] Suddiviso in tre sottospecie, occupa un areale vastissimo, dall’Europa meridionale all’India, all’Africa, ma gli esemplari sono ormai piuttosto rari.

La specie è in pericolo.

Noto anche come Avvoltoio degli Egizi, perché raffigurato nei geroglifici, ha in media un’apertura alare di circa 150-170 centimetri ed è quasi esclusivamente necrofago.

In Europa e, complessivamente, nell’area del Mediterraneo si stima la presenza di 2.600-3100 coppie, con un calo del 50% negli ultimi quarant’anni.

In Italia, dove arriva nel periodo primavera-estate dall’Africa per riprodursi, era presente dalla Toscana alla Sicilia, lungo la Penisola, ma è diminuito dell’80% a partire dagli anni ’70 del secolo scorso: “Nel 1970 il capovaccaio contava 71 coppie distribuite in Toscana, Lazio, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia mentre nel 2008 risultavano solo otto-nove coppie tra Sicilia, Basilicata e Calabria (-89%). Questo valore si è mantenuto stazionario sino al 2013 per poi diminuire nuovamente”.

E’ stato predisposto un Piano d’azione nazionale per il Capovaccaio (Min. Ambiente, 2009) con l’obiettivo di contribuire alla sua salvaguardia.

Il drastico declino è dovuto alla distruzione degli habitat, all’inquinamento da pesticidi e alla caccia.

Diversi esemplari sono stati uccisi da centrali eoliche, soprattutto in Spagna.

Per questi motivi è ancora più importante l’arrivo di una coppia di Capovaccai a Porto Conte, in Sardegna, dov’è in corso il progetto “Life – Sotto le ali del Grifone” per difendere e incrementare la più grande unica colonia naturale italiana di Grifone (Gyps fulvus)[2].

Un progetto che sta avendo successo, tanto da far stimare 180-203 Grifoni in Sardegna (censimento 2018) e la ripresa della nidificazione – dopo vent’anni – anche nel parco naturale regionale di Porto Conte oltre che lungo la costa di Bosa – Alghero.

Ciliegina sulla torta, l’arrivo del Capovaccaio, in precedenza non presente nella fauna selvatica isolana.

A Punta Cristallo ha trovato evidentemente l’habitat ideale per vivere e riprodursi: un gran bel regalo che la Natura ci dona, cerchiamo di meritarlo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


[1] Gli altri sono il Gipeto (o Avvoltoio degli Agnelli, Gypaetus barbatus), l’Avvoltoio Monaco (Aegypius monachus), il Grifone (Gyps fulvus).  I primi due vivevano anche in Sardegna fino all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso.

[2] In Italia è stato reintrodotto nel parco  naturale regionale dei Nebrodi (Sicilia), dove conta ad oggi circa 50 individui tra adulti e giovani. A seguito di un’operazione di ripopolamento, sono stati avvistati numerosi esemplari sul versante occidentale aquilano del Gran Sasso (agosto 2006), mentre recenti avvistamenti ci sono stati anche sulle Dolomiti, in Veneto, sul massiccio della Marmolada. Anche la Regione Friuli – Venezia Giulia è promotrice, da alcuni anni, di un progetto di reintroduzione del Grifone nella zona di Forgaria. Nel Parco nazionale del Pollino (Calabria), nel territorio di Civita in provincia di Cosenza, è in atto un progetto di reintroduzione. Per il momento ci sono 27 esemplari tenuti in una voliera a picco sulle Gole del Raganello per acclimatarsi al nuovo ambiente.

da L’Unione Sarda, 8 ottobre 2019

Punta Cristallo. È nato il primo capovaccaio sardo: l’eccezionale evento nell’Isola.

In tutta Italia sono presenti pochi esemplari di questa specie di grifone. (non è un Grifone!!!, n.d.r.)

Non poteva che chiamarsi “Primo” l’avvoltoio capovaccaio nato nelle falesie di Punta Cristallo ad Alghero. Si tratta di un evento eccezionale: in tutta Italia sono presenti pochi esemplari di questa specie e solo da pochi mesi una coppia si è stabilita nell’area del Parco regionale di Porto Conte.

Il capovaccaio è considerato uno degli uccelli più minacciati tra quelli nidificanti nel nostro Paese, per questo la nascita di un pullo, la prima mai avvenuta in Sardegna, conferma che l’Isola sta diventando attrattiva anche per questa specie.

La nascita e l’involo di “Primo” sono stati seguiti attentamente dal gruppo di monitoraggio del progetto Life Under Griffon Wings, che in quest’area sta eseguendo importanti azioni di conservazione della piccola colonia di grifone.   (Caterina Fiori)

Alghero, costa di Punta Cristallo

(foto da Parks.it, S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    ottobre 13, 2019 alle 9:44 am

    […] “Non aveva mai vissuto in Sardegna, per quanto è dato sapere.”

    Deve aver pensato: l’Isoletta è bella e il clima amabile; la gente accogliente…si può fare!
    Di carogne…qua e là se ne possono trovare; 🙂 quale miglior soluzione?

    Ho avuto il piacere di vedere distintamente i grifoni ( uno spettacolo…) lungo la strada che da Bosa porta ad Alghero, chiusa da tanto tempo ( era la fine degli anni ’90…forse tra il 1998.’99) e riaperta proprio in quei mesi. Dopo il mio passaggio …il diluvio; ahahahahah…scherzo…
    Seppi che fu nuovamente chiusa qualche mese dopo.

    Al piccolo, il mio caloroso BENVENUTO ed il mio suggerimento:
    fatti furbo e guardati le spalle…
    Buona domenica a tutti.
    🙂

  2. donatella
    ottobre 13, 2019 alle 10:28 pm

    Un lieto evento che ci dà gioia, spero che ne nascano tanti altri e che vivano tutti a lungo per diventare una bella popolazione , grazie a chi li protegge !

  3. Riccardo Tucci
    ottobre 16, 2019 alle 7:42 pm

    Ottima notizia! D’altronde, in ambienti simili in Spagna vi sono decine di coppie riproduttive di capovaccaio (io ne avevo osservati a decine tra il 1989 e il 2000 in Estremadura e in molte altre zone della Penisola Iberica, inclusi i Pirenei). In Italia c’è ancora senz’altro nei Monti della Tolfa (VT) e nel grossetano.
    Interessante il filmato, in cui oltre a 2 adulti di capovaccaio, si nota un altro necrofago (il nibbio bruno) e le solite opportuniste cornacchie grigie.
    Riguardo ai grifoni, quelli abruzzesi derivano da un progetto di reintroduzione curato dal CFS (col dott. Stefano Allavena come promotore) effettuato con notevole successo negli anni 80-90 nel Parco Regionale Monte Velino – Sirente, da cui probabilmente si è diffuso in altre aree dell’Appennino. senza contare il successo della reintroduzione della specie in Friuli-Venezia Giulia, più o meno nello stesso periodo (anni 80-90), nella valle del Tagliamento, a cura del dott. Fulvio Genero.

    • ottobre 16, 2019 alle 9:24 pm

      lo vidi sui Monti della Tolfa quasi 40 anni fa, forse oggi in primavera non ritorna più, purtroppo. In Sardegna, invece, il Grifone c’è da sempre 🙂

      Stefano Deliperi

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