Buone notizie per gli Elefanti e l’Africa.


L’Elefante africano (Loxodonta africana) è a rischio.

Purtroppo non è una novità.

Il censimento aereo condotto nel 2014 dall’associazione Elephants Without Borders aveva dato risultati  molto preoccupanti: gli esemplari di quasi tutta l’Africa sub-sahariana sono 352.271, il 30% in meno di quelli presenti nelle stesse zone fra il 2007 e il 2014, ben 144 mila elefanti in meno in pochi anni.

La causa è sempre la stessa, il bracconaggio per l’avorio.

Ma c’è una buona notizia: nella riserva naturale nazionale di Niassa, nel Mozambico settentrionale, da più di un anno non si registra un atto di bracconaggio nei confronti degli Elefanti.

L’area naturale protetta è estesa 42.400 chilometri quadrati (più della Svizzera, per capirci) e ha raggiunto questo importante risultato con il potenziamento dell’attività di vigilanza e di repressione del bracconaggio.

Dai 2 mila Elefanti presenti nel 2018 ora se ne stimano 4 mila, il doppio.

Un segnale positivo di che cosa si può fare per la nostra Terra.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Elephants Without Borders , risultati censimento Elefanti (2016)

da La Stampa, 22 giugno 2019

Nessun elefante ucciso dai bracconieri nell’ultimo anno in una delle riserve più grandi dell’Africa.

Uno dei più grandi parchi naturali dell’Africa ha avuto un anno senza elefanti uccisi dal bracconaggio. Per gli esperti è un dato sorprendente, soprattutto perché si tratta di un’area vasta più dell’intera Svizzera, dove negli ultimi anni erano stati uccisi molti animali.

La riserva naturale di Niassa si trova in una regione a nord del Mozambico. «Qui la polizia fa spesso controlli, ed è molto veloce negli interventi», ha detto la «Wildlife Conservation Society». Questa società gestisce la riserva naturale insieme al governo del Mozambico e ad altri partner, e il parco viene sorvegliato sia dall’alto che a piedi. L’area è così grande che è molto difficile da controllare, ma questi nuovi e più efficaci sistemi di monitoraggio hanno evidentemente portato degli ottimi risultati.

Negli anni passati la caccia aveva ridotto il numero di questi animali da 12.000 ai 3.600 esemplari nel 2016. Dal 2015 al 2017 sono state introdotte delle misure anti bracconaggio, ma il numero di animali morti restava comunque alto. Allora il presidente del Mozambico Filipe Nyusi ha fatto in modo che gli interventi fossero più rapidi. «Questa è stata una grande conquista», ha detto James Bampton, della «Wildlife Conservation Society».

Era il 17 maggio 2018 quando è stato ucciso l’ultimo elefante in questo parco, e molti sperano che possa essere anche l’ultimo in assoluto in quest’area. La volontà politica gioca un ruolo importate quando si tratta di combattere la caccia illegale, e Bampton ammette che anche il ridotto numero di elefanti abbia scoraggiato il bracconaggio.

L’anno scorso erano rimasti a Niassa meno di 2.000 esemplari. Adesso invece un’analisi preliminare mostra che la popolazione è cresciuta a 4.000. Anche George Wittemyer, dell’organizzazione keniana «Save the Elephants», parla di un grande successo per il parco africano. I guardiani di Niassa oggi sono anche meglio equipaggiati, e hanno la reputazione di essere «aggressivi», nonostante non si siano mai verificati incidenti. In più adesso basta anche avere delle armi addosso per rischiare un massimo di 16 anni di prigione, e anche questo ha scoraggiato ulteriormente i bracconieri. Per fortuna in Africa la caccia illegale è diminuita un po’ dappertutto, «ma problemi simili rimangono con altri animali come i leoni», conclude Rob Harris, della «Fauna & Flora International».

(cartografia Elephants Without Borders)

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  1. G.Maiuscolo
    giugno 29, 2019 alle 6:43 am

    Di tanto in tanto una buona notizia come questa porta un po’ di sole ( se non fosse per l’eccessivo caldo, non sarebbe male… 🙂 ) nella vita di tutti coloro che hanno a cuore la vita degli animali.

    L’area-riserva dove gli elefanti sono tutelati e protetti è considerevole: un po’ più piccola rispetto al doppio della superficie dell’Isola nostra, un paradiso insomma, per i giganti.

    Siamo lieti che, sia trascorso un anno, senza la perdita di un solo elefante (“Uno dei più grandi parchi naturali dell’Africa ha avuto un anno senza elefanti uccisi dal bracconaggio”.)

    Che poi il parco sia tutelato e sorvegliato in modo anche un po’ “aggressivo”, per scoraggiare i malintenzionati, non guasta, non guasta sì…
    Si potesse avere la stessa sorveglianza anche nell’Isola nostra, sarebbe…
    Non avremmo incendi, bracconaggio…

    Grazie, gentili Dottori, per la vostra sensibilità e per informarci anche di questi importanti aspetti che rendono questa Terra, così poco rispettata dai suoi abitanti distratti e non curanti talvolta, migliore.

    Buon sabato a tutto, al fresco…

  2. G.Maiuscolo
    giugno 29, 2019 alle 6:44 am

    Errata:
    *a tutti

    🙂

  3. Riccardo Pusceddu
    giugno 29, 2019 alle 1:02 pm

    Veramente dalla cartina si deduce il contrario, ovvero che gli elefanti nel Mozambico settentrionale sono in diminuzione (aree rosse = popolazioni in diminuzione).
    E comunque vediamo se le cose andranno cosi bene quando l’Africa tocchera’ i 4 miliardi nel 2100. L’unica riduzione che conti, quella della nostra specie, non solo non accade ma accade il contrario.

    • giugno 29, 2019 alle 1:05 pm

      bisogna leggere bene cartina e articolo: la cartine è del 2016, l’articolo si riferisce alla situazione pressochè attuale. 😉

      • Riccardo Pusceddu
        giugno 29, 2019 alle 10:49 pm

        M’era sfuggito. Ho dato per scontato che si trattasse di una cartina aggiornata visto che e’ inserita in un’articolo che parla della situazione attuale. Buone notizie comunque finche’ durano.

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