Contro la plastica in mare.


Il Great Pacific Garbage Patch  è un enorme accumulo di spazzatura, soprattutto plastica, che galleggia nell’Oceano Pacifico.  E’ un’isola di plastica vasta milioni di chilometri quadrati.

Il 95% dei rifiuti in mare aperto è plastica e il 90% degli uccelli marini ha nello stomaco dei frammenti di plastica.

Secondo le stime, l’Italia è il terzo paese del Mediterraneo a disperdere più plastica nel mare con 90 tonnellate al giorno.

Qualche giorno fa un giovane Capodoglio è stato rinvenuto morto sul litorale gallurese con ben 22 chili di plastica nello stomaco ed è solo uno delle svariate migliaia di abitanti del mare ucciso dalla plastica ogni anno.

Una busta di plastica rimane in mare 20 anni, un bicchiere 50 anni e fino a 600 anni per un filo da pesca. 

L’impatto economico sul settore pesca in Europa è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro, ha ricordato il Ministro dell’ambiente Sergio Costa, aggiungendo che “se non si cambia rotta, nel 2025 gli oceani conterranno una tonnellata di plastica ogni 3 tonnellate di pesce ed entro il 2050 ci sarà in peso più plastica che pesce”.

Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha varato il c.d. disegno di legge salva-mare, un primo piccolo passo per ridurre la plastica nel nostro Mediterraneo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

da Il Quotidiano della PA, 6 aprile 2019

ECOSISTEMA MARINO. Legge salva-mare: via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge.

Fonte: Consiglio dei Ministri, comunicato del 4 aprile 2019

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni per la promozione del recupero dei rifiuti in mare e per l’economia circolare.

Il testo ha l’obiettivo di contribuire al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia circolare, favorire il recupero dei rifiuti accidentalmente pescati, incentivare campagne volontarie di pulizia del mare e sensibilizzare la collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti negli ecosistemi marini e alla corretta gestione degli stessi.

Il disegno di legge disciplina quindi la gestione e il riciclo dei rifiuti accidentalmente raccolti in mare, a mezzo delle reti durante le operazioni di pesca ovvero con qualunque altro mezzo, e dei rifiuti volontariamente raccolti. Al fine di evitare che i costi della gestione di tali rifiuti gravino esclusivamente sui pescatori e sugli utenti dei porti è previsto che questi siano coperti con una specifica componente della tassa sui rifiuti.

Inoltre, al fine di diffondere modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nell’ecosistema marino e alla loro corretta gestione, si prevede l’attribuzione di una certificazione ambientale agli imprenditori ittici che si impegnino a utilizzare materiali a ridotto impatto ambientale, partecipino a campagne di pulizia del mare o conferiscano rifiuti accidentalmente pescati.

Il testo verrà trasmesso alla Conferenza unificata per l’acquisizione del parere di competenza.

dal sito web istituzionale del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare

Costa: con la legge salvamare iniziamo a ripulire il mare dalla plastica.

Approvata dal Consiglio dei Ministri la norma che consente ai pescatori di raccogliere la plastica in mare.

Roma, 4 aprile 2019 – Approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge Salvamare presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

I pescatori potranno finalmente portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti. Finora erano costretti a ributtarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti, sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e avrebbero dovuto anche pagare per lo smaltimento.

“È una grande vittoria per il nostro mare, finalmente iniziamo a ripulire il mare dalla plastica e lo facciamo con degli alleati eccezionali – i pescatori – che conoscono il problema meglio di tutti perché ogni giorno tirano su le reti raccogliendo spesso altrettanta plastica rispetto al pescato” dichiara Sergio Costa, ministro dell’Ambiente. “Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria, dobbiamo affrontarla adesso, non si può rinviare. L’Italia, che è bagnata per due terzi dal mare, vuole essere leader nella soluzione: appena la Direttiva europea sulla plastica monouso sarà pubblicata, approveremo anche noi la legge per dire stop al monouso”.

Con la legge Salvamare appena approvata, intanto, i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori.

Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semichiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti.

In Italia esistono già dei progetti sperimentali di coinvolgimento dei pescatori nella raccolta della plastica che stanno dando ottimi risultati: nell’Arcipelago Toscano da un anno (a Livorno) e anche in Puglia, dove la Regione avvia proprio in questi giorni la sperimentazione.

“Il nostro è il ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare” afferma Costa “Sono orgoglioso del fatto che la prima legge di iniziativa di questo ministero si proponga di tutelare il mare. Lo dobbiamo anche a tutte quelle specie animali – tartarughe, uccelli marini, balene e delfini che scambiano la plastica per cibo e muoiono per indigestione o soffocamento”.

Come ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco.

Balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis) con piccolo

(foto National Geographic)

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  1. G.Maiuscolo
    aprile 9, 2019 alle 7:24 am

    E’ incredibile e drammatico ciò che sta accadendo!

    Noi, prima o poi, ce ne andiamo: la plastica ci sopravvive, per il doppio, per il triplo, per il quadruplo della nostra “piccola piccola” esistenza.

    Noi provvisori, la plastica quasi perenne.

    Se non ci diamo da fare…se non ci diamo da fare…sono
    guai, seri.

  2. capitonegatto
    aprile 10, 2019 alle 6:35 pm

    Finalmente il ministro Costa (M5S) , si fa sentire e compimenti per la legge approvata.
    Ma non basta recuoerare quella finita nelle reti. Occorre avere una flotta di navi attrezzate per la raccolta , magari di un consorzio mondiale , che inizino a ripulire tutto il possibile.
    GreenPeace potrebbe pilotare questo intervento .

  3. capitonegatto
    aprile 11, 2019 alle 2:39 pm

    Si spera venga subito approvata , anche con decreto. La legge dovrebbe prevedere dove stoccare i rifiutri e quindi il prelievo ( comune o capitaneria di porto ? )

  4. aprile 25, 2019 alle 6:28 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 aprile 2019
    Sardegna, sempre più spiagge senza plastica e sigarette.
    Crescono i comuni in cui sono vietati il fumo e l’uso degli oggetti monouso. Il primo provvedimento a Carloforte, ma i lidi della Gallura sono i più tutelati. (Claudio Zoccheddu): http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/04/24/news/sempre-piu-spiagge-senza-plastica-e-sigarette-1.17806583

    • capitonegatto
      aprile 26, 2019 alle 11:15 am

      Nel Sarrabus dopo la mareggiata , sulle spiagge si trova plastica in quantita’. Invece d’aspettare che il mare la riprenda, perche’ i sindaci non si attivano per mandare qualcuno attrezzato con strumenti idonei per la raccolta ? I pochi volontari non ce la fanno. Perche’ non utilizzare anche chi ha avuto il reddito di cittadinanza ?

  5. giugno 14, 2019 alle 2:43 pm

    A.N.S.A., 13 giugno 2019
    Cetaceo spiaggiato sulla costa toscana, il 9/0 in 3 mesi.
    WWF, trovato ad Ansedonia. Minacce da plastica e traffico navi: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2019/06/13/cetaceo-spiaggiato-sulla-costa-toscana-il-90-in-3-mesi_e3b93638-eb41-419d-b817-0aa27127bf94.html

  6. agosto 1, 2019 alle 12:56 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 1 agosto 2019
    Isola di Henderson, l’atollo patrimonio dell’Unesco è sommerso dai rifiuti. “Provengono da tutto il mondo”.
    Jennifer Lavers, ricercatrice australiana, il mese scorso ha guidato una spedizione per la raccolta dei rifiuti. I 38 chilometri quadrati dell’isola sono infatti invasi da immondizie. Complice la corrente subtropicale del Pacifico meridionale che contribuisce alla proliferazione dell’ecosistema ma trascina anche grandi quantità di plastica. (Manlio Lilli): https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/01/isola-di-henderson-latollo-patrimonio-dellunesco-e-sommerso-dai-rifiuti-provengono-da-tutto-il-mondo/5362442/

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