Sequestro penale del parcheggio abusivo di Ezzi Mannu.


Stintino, Ezzi Mannu, cartello di sequestro preventivo (agosto 2018)

Stintino, Ezzi Mannu, cartello di sequestro preventivo (agosto 2018)

La spiaggia di Ezzi Mannu, sulla costa di Stintino (SS), una delle più belle della Sardegna settentrionale, vede un bel parcheggio abusivo e redditizio in attività da troppi anni nel silenzio di chi dovrebbe intervenire.

Eppure siamo nella  ZPS (Zona di Protezione Speciale) ITB013012 “Stagno di Pilo, Casaraccio e Saline di Stintino” e nel SIC (Sito di Interesse Comunitario) ITB010002 “Stagno di Pilo e di Casaraccio”.

Nel 2017, dopo il pronunciamento del T.A.R. Sardegna e a sette anni dalle ordinanze di demolizione, il Comune di Stintino aveva tirato giù la recinzione abusiva.

Quest’anno, la situazione si è ripresentata, ma è intervenuta la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari ed è giunto un provvedimento di sequestro preventivo.

Proviamo a dare una soluzione definitiva?

Un esproprio per pubblica utilità a fini di salvaguardia ambientale, per esempio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

parcheggio

Stintino, Ezzi Mannu, parcheggio abusivo (giugno 2018)

FINALMENTE SEQUESTRATA DALLA MAGISTRATURA DI SASSARI L’AREA DUNALE DI EZZI MANNU.

Alla fine la protervia con la quale il proprietario dell’area dunale della spiaggia di Ezzi Mannu ha per anni sfidato la legge è stata punita.

Il gip di Sassari Michele Contini ha disposto il sequestro preventivo (art. 321 cpp) del terreno che da anni era stato utilizzato impropriamente e illecitamente come parcheggio per auto e caravan e il 9 agosto i carabinieri di Stintino e Porto Torres hanno recintato l’area.

La vicenda era nota e si protraeva ormai da molti anni.

La SISMO srl è proprietaria di una fascia di terreno largo circa una trentina di metri compreso tra l’arenile (ovviamente demaniale) della spiaggia di Ezzi Mannu al limite sud del Comune di Stintino e l’antica strada sterrata che collegava Stintino a Porto Torres.

Questa fascia di terreno che si prolunga per oltre un chilometro e mezzo fino allo stagno di Pilo è però coincidente con il sistema dunale della spiaggia di Ezzi Mannu ed è tutelata dalla ZPS (Zona di Protezione Speciale) ITB013012 “Stagno di Pilo, Casaraccio e Saline di Stintino” e dal SIC (Sito di Interesse Comunitario) ITB010002 “Stagno di Pilo e di Casaraccio”.

Un sistema dunale delicatissimo che anche secondo il PUC di Stintino è classificato come zona H e dove quindi non si può svolgere alcuna attività.

Cisto (Cistus)

Cisto (Cistus)

Oltre 10 anni fa, SISMO recintò l’area imponendo a chi si recava in spiaggia con automezzi il pagamento di un obolo (ora 5 euro per le auto e 10 per i caravan) che dava il “diritto” a parcheggiare nell’area dunale.

L’estate scorsa il Comune, dopo un contenzioso che durava da quel dì, finalmente smantellò la recinzione ma all’inizio di questa nuova stagione estiva SISMO ha ripristinato la funzione della recinzione sostituendola con un fossato e dei plinti in cemento armato in modo da costringere di nuovo i mezzi a entrare nell’area in un unico punto, dove un addetto pretende l’obolo di cui si è scritto.

Va da sé che questa situazione non solo provoca la distruzione del sistema dunale, compromesso dalle gomme delle auto che si arrampicano sulle dune, ma costituisce anche una situazione di grave pericolo per le persone.

La situazione di fatto nelle giornate festive è l’affollamento di centinaia di automobili e caravan sotto il sole delle giornate più calde dell’anno. Molti dei frequentatori bivaccano accendendo fornelli nonostante il divieto di campeggio. La probabilità che si sviluppi un incendio è molto elevata, come l’esperienza degli scorsi anni ha dimostrato.

In questo caso, con automobili e caravan parcheggiati in modo disordinato e caotico, è tutt’altro che improbabile che l’incendio di un mezzo si propaghi a quelli vicini e si crei una situazione di panico tra le migliaia di persone che affollano il luogo.

Molti tenterebbero di lasciare la spiaggia a bordo dei propri mezzi motorizzati e, non riuscendo a defluire dall’unico varco, potrebbero causare ostacolo anche alle persone che tenterebbero di evacuare il luogo a piedi avventurandosi nel fossato che delimita l’area, con l’elevato rischio di danno alla propria persona.

Anche i mezzi di soccorso, sia dei Vigili del Fuoco sia Autoambulanze, avrebbero grandi difficoltà ad accedere all’area dall’unico punto di accesso e deflusso, intasato dalla evacuazione disordinata dei presenti e dei loro mezzi, che ben difficilmente in una situazione di panico rispetterebbero il senso unico delle vie di fuga.

Dopo il sequestro dell’area del 9 agosto, l’accesso alla spiaggia è diventato molto difficile perché non ci sono praticamente più aree dove è consentito parcheggiare e le auto si affollano ai lati dell’antica strada sterrata, ma ovviamente ciò è possibile ad un numero di mezzi molto inferiore a quelli che occupavano le dune.

Ma il sequestro è provvidenziale!

C’è una sola soluzione possibile per conciliare la difesa del sistema dunale e la possibilità per le persone di usufruire della spiaggia di Ezzi Mannu: è quella di rendere operativo il progetto speciale Ezzi Mannu contenuto nel PUC di Stintino.

Questo progetto prevede che tutta l’area dunale sia attraversata solo a piedi su passerelle, come alla Pelosa, e che i parcheggi siano ricavati all’esterno dell’area.

Ma per mettere in opera questo progetto, è indispensabile che o il Comune di Stintino diventi proprietario del sistema dunale, o che comunque la SISMO non abbia più la possibilità di specularci le centinaia di migliaia di euro che ogni estate gli sfruttava il parcheggio abusivo.

Agostino Petruzzelli

Stintino, 11 agosto 2018

 

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

(foto A.P., S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Hu go
    agosto 13, 2018 alle 1:40 pm

    Consiglio una capattina anche a Punta Negra, per verificare le nuove reti di recizione che arrivano fin sugli scogli, bloccando di fatto I sentieri lungo la costa.

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