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Ma è possibile realizzare i nuovi ascensori per il Castello di Cagliari con minore impatto ambientale?


Cagliari, Bastione di S. Remy, terrazza

anche su Il Manifesto Sardo (“Ma è possibile realizzare i nuovi ascensori per il Castello di Cagliari con minore impatto ambientale?“), n. 238, 16 maggio 2017

 

Sul finire del secolo scorso, vennero pianificati a Cagliari alcuni interventi con l’intento dichiarato di migliorare la mobilità nel centro storico, in particolare i collegamenti del quartiere storico di Castello con la restante parte del centro storico di Cagliari, con l’intento di limitare il traffico veicolare privato.

Vennero programmati un parcheggio interrato nel Terrapieno (poi realizzato e spesso mezzo vuoto) e da alcuni ascensori posti presso la Chiesa di S. Chiara, il Bastione di il Bastione S. Remy e il Terrapieno.   Ovviamente tutti interventi che ne prevedevano la fruizione a pagamento.

Cagliari, ascensore presso il Bastione S. Remy

Nel 1999 vennero realizzati quattro ascensori posti presso la Chiesa di S. Chiara, il Bastione S. Remy e il Terrapieno.

Il risultato anche in questo caso è stato al di sotto delle aspettative. Oltre a esser decisamente brutti, un vero corpo estraneo addossato alle mura d’impianto medievale di Castello, hanno una caratteristica costante negli anni: nonostante le assicurazioni dell’assessore di turno, funzionano decisamente male, per la gioia di residenti e turisti.

I motori sono, infatti, ubicati sotto terra senza adeguata aereazione e si surriscaldano spesso e volentieri. Anche la manutenzione, condotta da Ditta specializzata, continua può fare ben poco in proposito.

Dovrebbero esser sostituiti, ma la proposta progettuale avanzata dal Comune di Cagliari appare decisamente nel solco della tradizionale bruttezza.  “Tubi” di vetro alti 22 metri addossati alle mura storiche.

La Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, in sede di conferenza di servizi (aprile 2017), ha dato parere negativo.

L’Assessore regionale dell’urbanistica Cristiano Erriu ha proposto, allora, un concorso di idee per superare le problematiche di impatto ambientale, ma è emersa una difficoltà di non poco conto.

Cagliari, Bastione di S. Croce

Sarebbe già stata aggiudicata la gara per la sostituzione degli ascensori, in base al progetto approvato dal Comune di Cagliari, ma privo delle autorizzazioni ambientali e storico-culturali di cui la Soprintendenza è titolare.

Un bel pasticcio amministrativo, perché prima si acquisiscono le autorizzazioni necessarie, quantomeno sulla progettazione di massima, e poi si fanno le gare d’appalto

E sarebbe il caso di progettare impianti finalmente ben inseriti in un contesto di grande rilievo storico-culturale nonchè, soprattutto, funzionanti. I collaudi servono a questo, se non si fosse compreso.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

 

(foto Comune di Cagliari, S.D., archivio GrIG)

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  1. maggio 18, 2017 alle 11:23 pm

    ASSOLUTAMENTE POSSIBILE FARE ASCENSORI MENO INVASIVI …..Maspero Elevatori SpA

  2. maggio 22, 2017 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 22 maggio 2017
    Ascensori: le soluzioni degli altri Orvieto, Otranto, Bergamo, Perugia: paesaggio e tecnologia. (Sara Marci): http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=57392

  3. giugno 4, 2017 alle 6:21 pm

    da L’Unione Sarda, 4 giugno 2017
    Un turista: “Ascensori guasti a Castello, situazione indegna”: http://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2017/06/04/un_turista_ascensori_guasti_a_castello_situazione_indegna-127-608464.html

  4. giugno 6, 2017 alle 2:56 pm

    le alternative meno impattanti ci sono 😉

    da L’Unione Sarda, 6 giugno 2017
    Ascensori? «Pendenti e invisibili» L’idea: il modello stile “torre di Pisa” utilizzato nelle Marmore.
    Proposta-provocazione della Ciam, la società di manutenzione degli impianti.
    Ascensori? «Pendenti e invisibili» L’idea: il modello stile “torre di Pisa” utilizzato nelle Marmore. (Paolo Matta) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=57694)

    La lunga telenovela sugli ascensori che collegano il centro cittadino con la rocca di Castello si arricchisce di una nuova puntata. Irrompe nella scena la “Ciam srl”, società che, dall’aprile dello scorso anno, si è aggiudicata la gara per la manutenzione degli impianti oggi tema di un infuocato dibattito cittadino fra Comune, Regione e Soprintendenza da una parte e, dall’altra, residenti del quartiere nobile e turisti.

    UNO SU SEI. «Su sei impianti, oggi ne funziona soltanto uno». Questo lo stato dell’arte certificato da Sandro Citarei, presidente del comitato tecnico della Ciam. «La situazione è poco meno che disastrosa: bruciato il motore dell’ascensore “Unione alto”, quello sopra la vecchia sede del quotidiano; l’impianto del Bastione San Remy bloccato dalla scorsa settimana perché la cabina si è incastrata nella struttura; quello di santa Chiara è fermo da sempre e di fatto non ci è mai stato consegnato».

    CAPE KENNEDY. Prima dell’indizione del bando di gara la Ciam aveva sottoposto all’amministrazione comunale un’idea progettuale (basata su un project financing ) su come risolvere il problema, forte delle sue esperienze a Cuneo e nella cascata delle Marmore. «Cagliari, proprio nella sua parte più nobile e antica, sembra la rampa di lancio di qualche missile spaziale. Noi siamo partiti dal superamento di questa visione con l’obiettivo di trovare una soluzione che non fosse quella di appesantire ulteriormente questi impianti», dice ancora Citarei.

    MODELLO TORRE DI PISA. La soluzione individuata avvicina Cagliari a piazza dei Miracoli. Nel senso che la Ciam ha pensato ad ascensori che, «al posto della rampa verticale “da base spaziale”, sposino l’abbraccio con la lieve pendenza della rocca di Castello, leggermente inclinati, cioè, in alcuni tratti persino mimetizzati e quasi invisibili con un impatto vicino allo zero», spiega ancora Citarei.
    Col risultato – secondo il progetto Ciam – che sparirebbero le rampe, gli ascensori si ridurrebbero da quattro a due («perché si accorperebbero quelli “Unione” e “San Remy”», precisa ancora il numero uno dell’area tecnica) e residenti e turisti avrebbero un accesso diretto al Castello senza alcuna passerella.

    PROGETTO VINCENTE. Alessandro Merici, ingegnere, sindaco di Lunamatrona è l’autore del contestato progetto dei nuovi impianti. L’incarico l’ha avuto con la formula dell’affidamento diretto. Costo totale del progetto: un milione e 65 mila euro, per la sostituzione dei quattro attuali ascensori della Passeggiata coperta di via del Fossario (Sud), Terrapieno – piazzale Mundula (Est Alto), viale Regina Elena (Est Basso), e quello delle scalette Santa Chiara (Ovest). Dovranno essere smantellati per lasciare spazio ai nuovi impianti con motore elettrico “assiale a magneti permanenti, alimentato con variatore di flusso”.

    DOPPIA PLACENTA. «Di fatto», secondo la Siam, «a una prima placenta se ne sovrappone una seconda – tra ferro e cristallo – che ingloba la prima e di fatto rende gli impianti più pesanti e impattanti. Forse sono queste le criticità che stanno bloccando l’iter per la soluzione di un problema che è strategico non solo in chiave turistica».

    NESSUNA POLEMICA. Da parte della società incaricata della manutenzione dei travagliati impianti nessuna tentazione di soffiare sul fuoco della polemica. Tutt’altro. «L’attuale situazione di stallo non fa bene a nessuno. Credo che l’obiettivo condiviso debba essere quello, e solo quello, di trovare una soluzione che restituisca alla città questa fondamentale infrastruttura», conclude Citarei. «Noi abbiamo pensato a un impatto più dolce rispetto a quello attuale, eliminando la struttura in cemento armato ma soprattutto consentendo un accesso ecocompatibile alla rocca che non stravolga l’armonia storica e architettonica del colle di Castello».

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