Qualche riga sulla Via Ferrata del Cabirol.


Alghero, Isola Piana

Alghero, Isola Piana

Al Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è pervenuta la segnalazione di quanto pubblicato sulla pagina Facebook riferita a Corrado Conca, definitosi realizzatore della Via Ferrata del Cabirol, sulle falesie di Capo Caccia (Alghero).

Ci include nell’elenco dei “cattivi” che determinerebbero la chiusura della via ferrata insieme all’associazione Mountain Wilderness – nelle persone del presidente Carlo Alberto Pinelli e dell’alpinista Alessandro Gogna – e dell’ignoto dirigente tecnico comunale algherese che starebbe per deciderne la chiusura.

Alghero, Capo Caccia

Alghero, Capo Caccia

A parte ogni ulteriore considerazione, l’unica persona a cui si possano attribuire meriti e demeriti è proprio chi ha realizzato la stessa via ferrata.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, infatti, non ha mai chiesto alcuna chiusura, mentre ha chiesto (26 aprile 2016) insieme a Mountain Wilderness le informazioni ambientali inerenti la presenza delle varie autorizzazioni alle amministrazioni pubbliche competenti.

Da tutte le risposte finora pervenute non è emersa alcuna autorizzazione, di alcun genere[1].

Da ultimo anche il Comune di Alghero (Servizio pianificazione ed edilizia privata), recentemente sollecitato (15 ottobre 2016), ha comunicato (nota prot. n. 40686 del 22 novembre 2016) “che agli atti dell’Ufficio non risultano istanze volte al rilascio di titoli abilitativi e di autorizzazione paesaggistica” e che, quindi, “per quanto di competenza, si provvederà all’avvio delle attività connesse alle funzioni di vigilanza sull’attività urbanistico – edilizia”.

Come tutti sanno, la parete rocciosa di Capo Caccia è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Rientra, inoltre, nella zona di protezione speciale – ZPS ITB013044 e nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (codice ITB010042) ai sensi della direttiva n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat e nel parco naturale regionale “Porto Conte” (leggi regionali n. 31/1989 e s.m.i. e n. 4/1999). E’, inoltre, contigua all’area marina protetta “Capo Caccia / Isola Piana”.

Alghero, Bastioni e centro storico

Alghero, Bastioni e centro storico

Al Gruppo d’Intervento Giuridico onlus non interessano minimamente diatribe fra arrampicatori su roccia, scalatori, alpinisti o chiunque altro emergenti dai social network per ragioni sconosciute e irrilevanti ai fini della salvaguardia di un ambiente straordinario e unico.   Interessa, invece, che questi interventi di “turismo attivo”, come li si vuol definire, siano rispettosi delle normative di tutela ambientale – e conseguentemente autorizzati – e che la loro fruizione si svolga in condizioni di assoluta sicurezza.

Falco pellegrino (Falco peregrinus, foto Benthos)

Falco pellegrino (Falco peregrinus, foto Benthos)

Solo un anno fa (16 novembre 2015) il Corpo forestale e di vigilanza ambientale,su segnalazione del direttore del Parco naturale regionale di Porto Conte”, aveva “deferito all’Autorità giudiziaria un giovane, appassionato di sport estremi di alta quota, per aver deteriorato, in concorso con altri in via di identificazione, le falesie rocciose del Promontorio di Capo Caccia, nel Parco di Porto Conte.  Le falesie si trovano infatti all’interno di un sito protetto dalla Direttiva comunitaria habitat e nel Sito di importanza comunitaria ‘Capo Caccia e Punta Giglio’ e sono quindi tutelate da diversi vincoli di natura ambientale.  Il personale forestale della Stazione e della Base navale di Alghero ha contestato al giovane di avere realizzato, senza alcuna autorizzazione, diversi fori nelle falesia del promontorio per inserirvi dei cilindri di metallo ad espansione, piastrine e bulloni di ancoraggio attraverso cui tendere nel vuoto una fettuccia elastica per praticare lo slacklining.  Tra le ipotesi di reato, oltre quelle sanzionate dall’articolo 733 bis del Codice penale per deterioramento di habitat in aree protette, sono state contestate le violazioni alle norme di tutela del Parco che vietano attività e opere che possono compromettere la conservazione del paesaggio e dell’ambiente naturale.

In parole povere, per realizzare opere simili bisogna avere preventivamente le necessarie autorizzazioni ambientali.   Sembrerebbe ovvio, no?

Quantomeno il vincolo paesaggistico è sussistente dal 1985 (art. 1, comma 1°, lettera a, della legge n. 431/1985) e la realizzazione di opere successive a tale data necessita di autorizzazione paesaggistica.

Alghero, costa di Punta Cristallo

Alghero, costa di Punta Cristallo

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica che le amministrazioni pubbliche competenti facciano presto definitiva chiarezza sulla reale situazione, sia con l’obiettivo della salvaguardia ambientale sia per garantire la sicurezza a escursionisti e fruitori di Capo Caccia.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Grifone (Gyps fulvus)

Grifone (Gyps fulvus)

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[1] Precisamente:

* con nota prot. n. 4518 del 3 maggio 2016 la Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna (Servizio Difesa del suolo) ha comunicato che “l’intervento … ‘Ferrata del Cabirol’ insiste su un’area caratterizzata nella cartografia vigente del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) da una pericolosità molto elevata da frana di livello Hg4. Tale livello di pericolosità è stato determinato nell’ambito dello ‘Studio di dettaglio e approfondimento conoscitivo della pericolosità e del rischio di frana nel sub-bacino n. 3 Coghinas-Mannu-Temo. Progetto di variante generale e di revisione del piano di assetto idrogeologico della Regione Autonoma della Sardegna’, adottato in via definitiva con Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n. 1 del 16.06.2015. Il livello di pericolosità da frana molto elevato Hg4 dell’area era comunque già vigente nella cartografia PAI precedente, la cui prima approvazione delle Norme di Attuazione risale alla Deliberazione della Giunta Regionale, in qualità di Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, n. 54/33 del 30.12.2004.  Allo stato attuale, non risulta a questo Servizio alcuna istanza di presentazione di uno studio di compatibilità geologica e geotecnica dell’intervento in questione, ai sensi dell’art. 23 delle Norme Tecniche di Attuazione del PAI. Si specifica che, a seguito dell’approvazione della L.R. n. 33 del 15 dicembre 2014, la competenza relativa all’approvazione di tale studio è attualmente attribuita ai Comuni”. La Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna (Servizio Difesa del suolo) ha nel contempo chiesto riscontro al Comune di Alghero – Ufficio tecnico;

* con note prot. n. 9297/PNM del 4 maggio 2016 e n. 22906 del 31 ottobre 2016 il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione generale Protezione della Natura e del mare ha chiesto al Servizio Valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna, al Comune di Alghero e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale (S.T.I.R. Sassari) informazioni in merito, “con particolare riferimento all’applicazione della Direttiva 92/43/CEE ‘Habitat’”;

* con note prot. n. 19611 del 17 maggio 2016 e n. 40686 del 20 ottobre 2016 il Servizio Tutela del Paesaggio di Sassari della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato di aver chiesto ai competenti Servizi del Comune di Alghero informazioni in merito alle eventuali autorizzazioni paesaggistiche rilasciate in sede sub-delegata (definite “necessarie”), in quanto non risultano atti presso i propri archivi;

* con nota prot. n. 10188 del 24 maggio 2016 il Servizio Valutazioni Ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato che “non sono presenti agli atti dello scrivente Ufficio procedimenti di valutazione ex art. 5 DPR 357/07 e s.m.i. in merito ad alcun intervento simile nella località di Capo Caccia, Alghero”.

 

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

 

L'Unione Sarda, 24 novembre 2016

L’Unione Sarda, 24 novembre 2016

 

(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)

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  1. novembre 23, 2016 alle 5:00 pm

    da Alguer.it, 23 novembre 2016
    La via ferrata del Cabirol non è autorizzata: http://notizie.alguer.it/n?id=115919

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    da Sassari News, 23 novembre 2016
    La via ferrata del Cabirol non è autorizzata: http://notizie.sassarinews.it/n?id=115919

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    da Porto Torres 24, 23 novembre 2016
    La via ferrata del Cabirol non è autorizzata: http://notizie.portotorres24.it/n?id=115919

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    da Oristano News, 23 novembre 2016
    La via ferrata del Cabirol non è autorizzata: http://notizie.oristanonews.it/n?id=115919

  1. novembre 23, 2016 alle 8:19 am
  2. dicembre 2, 2016 alle 5:30 am

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