Aria di Sardegna.


fumi industriali

 

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il Rapporto sulla qualità dell’aria 2015 in Sardegna.

Il Rapporto è stato predisposto con il supporto tecnico dell’A.R.P.A.S. e analizza la qualità dell’aria nel territorio della Sardegna suddivisa per aree omogenee, sulla base dei dati provenienti dalla rete di monitoraggio regionale nel rispetto del decreto legislativo n. 155/2010.

Situazione con luci e varie ombre. Soprattutto fumi.

A Cagliari sono state riscontrate “criticità per” le polveri sottili PM10, “sebbene non ecceda nel numero di superamenti del valore limite sulla media giornaliera”.

Nell’area industriale di Assemini-Macchiareddu, “la situazione relativa al PM10, con un numero di 41 superamenti della media giornaliera nella stazione urbana CENAS9, e 36 nella stazione industriale CENAS8, evidenzia una criticità già rilevata nel precedente rapporto annuale”.  Insomma, “l’area di Assemini, in definitiva, riassume nello stesso territorio criticità caratteristiche e tipiche sia dell’agglomerato urbano che delle aree industriali; nel 2015 persistono le criticità per quanto riguarda i PM10, con superamenti critici dei limiti normativi, e dell’anidride solforosa, con registrazione di concentrazioni orarie e giornaliere sostenute, sebbene in assenza di superamenti dei limite di legge”.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

A Sarroch sono stati superati ben 33 volte in una stazione di rilevamento (CENSA 3) i limiti massimi relativi alla normativa sull’Ozono, con superamento della soglia di informazione alla popolazione e del valore obiettivo.

A Sassari sono stati superati per 27 volte (rispetto alle 25 massime) in una stazione (CENS 17) i limiti massimi relativi alla normativa sull’Ozono, con superamento del valore obiettivo

A Portoscuso sono stati superati per ben 37 volte i limiti dei valori per la tutela della salute di polveri sottili PM10, a fronte dei 35 superamenti consentiti dalla legge.

A San Gavino sono stati superati per ben 67 volte i limiti dei valori per la tutela della salute di polveri sottili PM10, a fronte dei 35 superamenti consentiti dalla legge.

Va bene nell’interno della Sardegna.

Ombre e fumi, quelli registrati nel Rapporto, costanti negli anni.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

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qui il Rapporto sulla qualità dell’aria 2015 in Sardegna.

 

 

Porto Torres, zona industriale

Porto Torres, zona industriale

(foto da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

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  1. Carlo Forte
    novembre 12, 2016 alle 3:09 pm

    Le polveri sottili di Portoscuso non si fermano certo li,invadono e avvelenano tutto il sulcis,isole ecologiche comprese.

  2. novembre 12, 2016 alle 7:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 novembre 2016
    Rapporto Arpas, a Macchiareddu l’aria più inquinata.
    È quanto emerge dalla relazione annuale riferita al 2015 sotto la supervisione dell’assessorato all’Ambiente: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/11/12/news/rapporto-arpas-a-macchiareddu-l-aria-pia-inquinata-1.14401714

  3. gennaio 12, 2017 alle 2:48 pm

    A.N.S.A., 11 gennaio 2017
    Smog: aria pulita in Sardegna. Assessora Spano, “soglie superate solo nel 2011 e nel 2014”. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/01/11/smog-aria-pulita-in-sardegna_61f1dece-c2c1-4b3f-a88e-f4b62fa3f71d.html)

    “Solo due volte, nel 2011 e nel 2014, sono state superate le soglie d’inquinamento atmosferico previste dalle norme, ma in generale la qualità dell’aria in nell’Isola è buona”. Lo ha affermato l’assessora della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano, che ha presentato “Il Nuovo Piano di qualità dell’aria della Sardegna”. Il precedente risaliva al 2005, “quindi – spiega – avevamo l’obbligo politico di scrivere un nuovo strumento di pianificazione per mantenere i livelli positivi e al limite contribuire a migliorarli”.

    Il Piano, che avrà validità fino al 2020, classifica il territorio in zone omogenee: l’Agglomerato di Cagliari, la Zona Urbana (Sassari e Olbia), Industriale (Assemini, Capoterra, Sarroch, Portoscuso, Porto Torres), la Zona rurale e quella Ozono (tutta la Regione). I superamenti hanno riguardato in gran parte i livelli di polveri sottili (Pm10), ossidi di azoto e ozono. Quanto alle polveri, nel 2011 i superamenti sono stati 39 su 35 consentiti dalla legge, 40 nel 2014.

    Sorgenti principali di polveri sottili sono i caminetti, le stufe domestiche, le piccole caldaie. Fra le sorgenti di No2: attività portuale, trasporto su strada, attività industriali e centrali termoelettriche. I dati registrati dalla rete di monitoraggio regionale nel 2015 confermano comunque la necessità di attenzione in alcune zone: l’agglomerato di Cagliari, l’area di Assemini, quella di Portoscuso e l’area urbana di San Gavino Monreale.

    Mentre per i livelli di ozono: l’area urbana di Sassari, di Sarroch, l’area centro settentrionale della zona rurale. Nel Nuovo Piano presentato oggi sono previste misure tecniche: la sostituzione di caminetti e stufe tradizionali con sistemi ad alta efficienza nel settore del riscaldamento domestico; razionalizzazione del trasporto urbano, interventi in ambito portuale. Mentre le misure non tecniche vanno dalle campagne di sensibilizzazione, per accrescere la consapevolezza dei cittadini sulle conseguenze delle abitudini inquinanti, alla promozione dell’utilizzo di prodotti a km 0, ma anche il mantenimento di una rete di monitoraggio efficiente.

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