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Il Comune di Olbia fa di tutto per non annullare l’autorizzazione per l’approdo sulle Nacchere di Punta Asfodeli.


Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

La realtà supera sempre la fantasia e il Comune di Olbia ce la sta mettendo tutta per confermare l’adagio popolare.

La seconda conferenza di servizi convocata dal S.U.A.P. in data 22 aprile 2016 per provvedere all’annullamento in via di autotutela dell’autorizzazione con provvedimento conclusivo del procedimento S.U.A.P. Comune Olbia n. 344 del 7 ottobre 2015[1] per la realizzazione di un pontile galleggiante e opere connesse da parte della Società Le Alghe in a.s. di Novigli Giovanni & C. in loc. Baia degli Asfodeli – Cugnana, si è conclusa come la prima, svoltasi il 6 aprile 2016, cioè con un incredibile rinvio a nuova conferenza di servizi convocata per il 20 maggio 2016.

La motivazione?  Impossibile da conoscere con chiarezza e trasparenza.

Infatti, è intervenuto un provvedimento che ha evidenziato chiaramente le illegittimità dell’autorizzazione conferita a un’opera che ha già causato la distruzione e il danneggiamento di esemplari di Nacchere (Pinna nobilis).       Il Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna, con nota prot. n. 7928 del 22 aprile 2016, ha chiesto “allo SUAP di Olbia … di voler procedere in sede di autotutela con la revoca del provvedimento autorizzativo” per mancato svolgimento del preventivo e vincolante procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), come già affermato nota prot. n. 4872 del 9 marzo 2016, e addirittura assenza della debita sottoscrizione del progetto da parte di un ingegnere (il progetto è sottoscritto da un geometra).

Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

E il S.U.A.P. di Olbia fa il pesce in barile, visto che si parla di mare e di fauna marina.

La vicenda ha del surreale e ha avuto inizio con l’avvio dei lavori per la realizzazione dell’approdo a fine gennaio 2016: in merito l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (2 febbraio 2016) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti coinvolgendo la Regione autonoma della Sardegna (Direzioni generali del demanio e della pianificazione urbanistico territoriale, Servizi tutela della natura e valutazione impatti), la Gestione commissariale della Provincia di Olbia Tempio, la Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio di Sassari, l’Agenzia delle Dogane, la Capitaneria di Porto di Olbia, il Comune di Olbia, mentre è stata informata per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.

In seguito, vista la prosecuzione dei lavori a ritmo sostenuto, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato ricorso, patrocinata e difesa dal prof. avv. Francesco Munari e dall’avv. Alessandro Dona, del Foro di Genova, davanti al T.A.R. Sardegna con la richiesta di provvedimenti cautelari. Richiesta, purtroppo, non accolta (ordinanza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 16 marzo 2016, n. 39) proprio perché a breve “l’amministrazione comunale ha preannunciato l’avvio del procedimento di annullamento in autotutela del provvedimento impugnato (fissando la conferenza di servizi in data 6 aprile 2016)”.    Il T.A.R. Sardegna sembra aver riposto proprio male la propria fiducia.

Olbia, Baia degli Asfodeli, lavori in corso del pontile (marzo 2016)

Olbia, Baia degli Asfodeli, lavori in corso del pontile (marzo 2016)

La piccola Baia degli Asfodeli è già interessata da una struttura di servizio alla nautica con pontile e nelle sue acque sono presenti numerosi esemplari di Nacchere (Pinna nobilis), tutelate dalla direttiva n. 92/43/CEE (allegato IV) sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora. Appartiene al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.) ed è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993).

Diversi i motivi di illegittimità. In estrema sintesi:

* risultano già distrutti numerosi esemplari di Nacchere, in violazione della direttiva n. 92/43/CEE e del D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i. (art. 8);

* non è stata svolta la preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A., necessaria per tutti gli approdi turistici estesi meno di 10 ettari (i maggiori sono sottoposti direttamente alla procedura di valutazione di impatto ambientale), ai sensi della direttiva n. 2011/92/UE e del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (art. 20 e Allegato IV del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, Allegati B e B1, punto 7, lettera o). il fatto è stato confermato dal Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna con nota prot. n. 4872 del 9 marzo 2016);

* non risulta alcuna autorizzazione per la posa sui fondali marini dei necessari corpi morti per l’ancoraggio del pontile (art. 109 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) e relativa alla “immersione deliberata in mare … dei materiali inerti, materiali geologici inorganici e manufatti” in quanto “ne sia dimostrata la compatibilità e l’innocuità ambientale” (censura confermata dalla Gestione commissariale dell’ex Provincia di Olbia Tempio con nota prot. n. 5159 del 29 febbraio 2016);

* l’autorizzazione rilasciata appare in contrasto anche con il vincolo di conservazione integrale e di inedificabilità proprio della fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina (art. 2, comma 1°, lettera a, della legge regionale n. 23/1993 e piano paesaggistico regionale – P.P.R.).

Ora, con la pronuncia del Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna non vi sono più dubbi.   Puntualmente è stata informata per i provvedimenti di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.

Naturalmente l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus porrà in essere tutte le ulteriori opportune azioni per impedire che lo scempio ambientale delle povere Nacchere venga portato fino in fondo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

__________________________

[1] Previa Dichiarazione Unica Autocertificativa per la realizzazione di un intervento relativo ad Attività Produttive – DUUAP (art. 1, comma 21°, della legge regionale n. 3/2008) prot .n. 77913 dell’11 agosto 2015.

 

Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

Olbia, Punta Asfodeli, Nacchere danneggiate (marzo 2016)

(foto per conto GrIG)

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  1. Nicola Putzu
    aprile 25, 2016 alle 12:42 pm

    I lavori intanto proseguono oppure no?

    • aprile 28, 2016 alle 5:49 pm

      allo stato, non sono stati fermati.

      • Nicola Putzu
        aprile 29, 2016 alle 11:29 am

        Il rinvio allora è ancora più grave per i potenziali effetti a cui si sta esponendo il delicato ecosistema.

  2. Mauro Mudadu
    aprile 26, 2016 alle 4:22 pm

    Chiara Vigo, vi perseguiterá e i vostri sogni disturberà, ogni Pinna Nobilis può vedere senza danno un piccolo batuffolo di bisso, il filato dei re. Ogni diportista dovrebbe pretendere approdi sicuri non solo per la propria barca ma anche per l’ambiente di sopra e di sotto. Gli imprenditori del mare più degli altri dovrebbero tutelare i mari, il loro forziere se brutto e vuoto non attirerà chi ama il mare. Dove e chi ha preparato l’analisi dell’impatto ambientale per tale progetto? Un professionista straniero o solo uno strano professionista …

  3. aprile 28, 2016 alle 5:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 26 aprile 2016
    Da Asfodeli a Capo Testa scatta la guerra dei pontili.
    Rinviata per la seconda volta la conferenza che doveva congelare l’ok del Suap E contro il molo galleggiante a Capo Testa arriva anche il tweet di Arturo Parisi. (Serena Lullia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2016/04/26/news/da-asfodeli-a-capo-testa-scatta-la-guerra-dei-pontili-1.13369995

  4. maggio 2, 2016 alle 3:01 pm

    il 29 aprile 2016 è stata inoltrata dal GrIG specifica e documentata denuncia alla Commissione europea in proposito.

  5. Gruppo di informazione giuridica
    maggio 4, 2016 alle 12:38 am

    Come noto a tutti, ma probabilmente non al Grig, il Suap e’ un ufficio dell’Amministrazione Comunale che opera sulla base dei pareri espressi dagli enti ed uffici competenti che Partecipano alla conferenza di servizi. Riconoscere in capo al Suap poteri piu’ ampi di quelli che la legge gli attribuisce e’ un errore che una Onlus come Grig, che fa della conoscenza delle norme il proprio cavallo di battaglia, non si puo’ proprio permettere. Le materie di cui si discute nelle citate conferenze di servizi riguardano l’ambiente e l’edilizia. Il suap non esprime alcun parere ne’ in materia di ambiente ne’ in materia di edilizia, ma si limita a prendere atto delle decisioni che gli uffici competenti in tali materie assumono, in sede di conferenza di servizi. Il suap gestisce il procedimento unico, mette in atto le procedure semplificate previste dalla legge sul Suap, e’ garante del rispetto dei tempi, ma non assume decisioni in materia di ambiente ed edilizia. Come si puo’ leggere nella nota che Grig pubblica sul proprio sito, iI servizio Sva della Regione si e’ riservato di esprimere il parere in merito all’assoggettabilita’ del progetto del pontile a verifica ambientale, perche’ attende l’invio della documentazione tecnica da parte di un ingegnere incaricato dalla societa’ proponente e, riguardo alla valutazione circa gli eventuali danni prodotti, attende l’esito di un sopralluogo disposto dal corpo forestale. Il Suap, checche’ ne dica il servizio Sva o Grig, non puo’ revocare, o meglio annullare, provvedimenti rilasciati dal Comune se gli uffici ed enti COMPETENTI PER MATERIA ritengono di poter percorrere una strada che la L.241/90 riconosce: quella della conservazione dell’atto annullabile attraverso la sua convalida, ossia attraverso l’acquisizione dei pareri mancanti ab origine (nel caso specifico l’autorizzazione ambientale all’immersione di corpi morti ai sensi dell’art. 109 del dlgs e’ di competenza della provincia e l’autorizzazione edilizia all’installazione del pontile e’di competenza del settore urbanistica del comune). Tali enti ed uffici (non il Suap) hanno deciso di attendere il parere del servizio Sva della regione e il sopralluogo del corpo forestale, prima di assumere una decisione in merito all’annullamento o alla convalida del provvedimento n.344/2015. Provvedimento che, si badi bene, e’stato si’ adottato dal suap (questo lo prevede la legge) ma sulla base di dichiarazioni di conformita’ dell’intervento rese dall’impresa e dai tecnici incaricati, poi verificate in sede di conferenza dagli uffici competenti in materia di edilizia e tutela del paesaggio. L’istituzione del Suap non ha spostato le competenze attribuite dalle normative di settore agli enti ed uffici, che rimangono uniche responsabili delle decisioni prese in materia di autorizzazioni, annullamenti o convalide, in materia di ambiente ed edilizia. Responsabilita’ che, naturalmente, si estende all’impresa e ai tecnici che, sulla base di Dichiarazioni autocertificative, hanno ritenuto conforme l’intervento alle vigenti normative. Il Suap, e in particolare quello di Olbia, come ben riconoscono gli utenti, e’ un ufficio che opera nel rispetto del principio di legalita’, e attraverso il rispetto dei tempi e la certezza delle procedure, persegue l’interesse pubblico ma allo tempo da’ una risposta alle istanze degli imprenditori che operano nella legalita’. Forse l’argomento risultera’ ostico per i non addetti ai lavori, ma se si affronta, anche su un sito frequentato da semplici cittadini e non da esperti di diritto amministrativo, lo si deve fare con onesta’ intellettuale.E’ vero che si parla di mare e fauna marina ma sembra proprio che, con la disinformazione o, diciamo cosi’, con la parziale informazione data con il commento di cui sopra, stavolta il pesce in barile l’abbia fatto GRIG.

    • maggio 4, 2016 alle 6:38 am

      la nota del Servizio Valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna ha una conclusione chiarissima e una richiesta esplicita inequivocabile (“Allo SUAP di Olbia, si chiede … di voler procedere in sede di autotutela con la revoca del prowedimento autorizzativo”).
      É la Pubblica Amministrazione competente in materia e il S.u.a.p. di Olbia, proprio per il discorso svolto, corretto nella forma, avrebbe dovuto prenderne atto.
      Lo ha fatto o no?

      Stefano Deliperi

  6. Gruppo di informazione giuridica
    maggio 4, 2016 alle 7:09 am

    Gli atti del Suap sono pubblici e trasparenti.Li possono conoscere tutti. Il suap, come prevedono le norme, attende la decisione degli enti ed uffici COMPETENTI in materia edilizia ed ambientale (rispettivamente ufficio edilizia privata del comune e provincia di olbia tempio). La richiesta del Servizio Sva, nel merito, viene valutata da tali uffici ed enti, all’interno di una procedura amministrativa gestita dal Suap (conferenza di servizi). E’ un discorso di forma, ma soprattutto di sostanza. E di competenze. E’ tutto scritto nella L.241/90, nella L.R.3/2008 e nella dgr 39/55 del 23.09.2011.Questo Grig lo sa perche’ con il suo consulente legale, ci risulta che abbia partecipato alle conferenze di servizi di cui si sta parlando.Grig ha tutti gli elementi per dare ai suoi lettori una corretta informazione. Lo ha fatto o no?

    • maggio 4, 2016 alle 4:14 pm

      vuol dirci che le competenze in materia di valutazioni di impatto ambientale sono forse espresse dal Comune di Olbia – Edilizia e dalla ex Provincia di Olbia Tempio?
      Signor Anonimo difensore del Suap di Olbia, perché allora in conferenza di servizi é stato convocato il Servizio S.V.A. della Regione?
      Un po’ di coerenza non guasterebbe.

      Stefano Deliperi

  7. Gruppo di informazione giuridica
    maggio 4, 2016 alle 11:03 pm

    Capisco la curiosita’ di Grig, e per questo provo a soddisfarla, seppur parzialmente…
    Rappresento un gruppo di cittadini che credono nell’onesta’ e nella buona fede di tanti lavoratori che operano nella pubblica amministrazione, credo in una pubblica amministrazione che agisce nel perseguimento dell’interesse pubblico….non sono un difensore di un particolare ufficio, tantomeno del Suap, che penso si difenda bene gia’ da solo…non ho bisogno di mettere il mio nome sotto un acronimo per dare piu’ forza ai miei ragionamenti da mero appassionato di diritto…diffido da chi ha sempre e solo certezze e mai dubbi…diffido da chi si erge ad unico difensore della legalita’ e diffido da chi si atteggia a depositario di verita’….E’ sufficiente fare un giretto sul sito per capire che Grig, con grande padronanza della materia giuridica, svaria dalla materia ambientale a quella urbanistica, dalla tutela del paesaggio all’edilizia, anche se mostra di prediligere le questioni che interessano il diritto penale…non c’e’ che dire, complimenti….l’ultimo post, tuttavia, mi consente di dubitare sulla conoscenza e preparazione di Grig in materia di procedimento amministrativo, semplificazione e diritto degli enti locali…non sarebbe male una ripassatina. Perche’? Eh no, troppo facile…ho gia’scritto abbastanza, a proposito del caso specifico, piu’ sopra…per cui, se vuole scoprirlo, Grig, lo scopra da solo rileggendo il mio precedente post e se proprio ne ha bisogno, eventualmente, potrei consigliargli qualche buon Manuale o massimario di giurisprudenza….
    Diffido da chi agisce per propaganda, da chi fa sfoggio di luoghi comuni, da chi tratta temi importanti con superficialita’ da sito di gossip…
    Un po’ di equilibrio non guasterebbe…quanto a correttezza e completezza di informazione, stendiamo un velo pietoso e salutiamoci cordialmente

    • maggio 5, 2016 alle 6:30 am

      consenta serenamente anche a chi si firma con nome e cognome di dubitare delle infallibili certezze di un anonimo “gruppo di cittadini” difensore di questo o quest’altro. Personalmente mastico un po’ di diritto da qualche tempo, con un sano bagaglio di dubbi. Su questi aspetti la vedo diversamente da lei/voi, confortato da chi di diritto ne sa certo più di me.
      Buona giornata a lei/voi e, se permette, buona giornata anche alle povere Nacchere di Baia degli Asfodeli, ne hanno bisogno.

      Stefano Deliperi

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