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Stop alla caccia nei parchi pubblici di Venezia – Mestre!


Cardellini (Carduelis carduelis)

Cardellini (Carduelis carduelis)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (25 settembre 2015) una specifica istanza per chiedere la revoca della deliberazione del 23 luglio 2015 del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Bosco e Grandi Parchi di Venezia con la quale è stato deciso che i parchi/boschi pubblici Manente, Zuin, Terronazzo, Campagnazza e Cucchiarina sud “siano chiusi al pubblico da settembre a febbraio, per consentire l’esercizio della caccia.

Ben 104 ettari sui 220 complessivi della rete di parchi pubblici dell’entroterra veneziano di Mestre, fra Dese e Favaro Veneto, spesso ricavati, con la spesa di ingenti fondi pubblici, dal risanamento di aree industriali dismesse e fondamentali per la qualità della vita in una zona fin troppo afflitta dall’inquinamento.

Coinvolti il Comune di Venezia, l’Istituzione Bosco e Grandi Parchi, il Ministero dell’Ambiente, i Carabinieri del N.O.E., il Corpo forestale dello Stato, informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia.

Venezia, cartello "divieto di caccia" parco pubblico Zaher

Venezia, cartello “divieto di caccia” parco pubblico Zaher

Secondo quanto reso noto, il Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Bosco e Grandi Parchi di Venezia ha vietato  temporaneamente l’accesso  per tutelare l’incolumità delle persone, in quanto “il Piano faunistico venatorio 2007/2012 prorogato sino a febbraio 2016, non prevede il divieto di caccia in gran parte dei boschi di Mestre, nonostante l’Istituzione avesse presentato nel 2014, con proprie osservazioni, la richiesta di costituire Oasi di Conservazione in tutti i boschi di Mestre, bandendo quindi la caccia, osservazioni comunque respinte dagli organi preposti. Il nuovo Piano, attualmente in approvazione del Consiglio Regionale, dovrebbe prevedere il divieto di caccia solo nei boschi Zaher e Campalto per i quali già annualmente vengono emesse ordinanze del Sindaco di divieto temporaneo di caccia”.[1]

Si tratta, però, di scelte non condivisibili, penalizzanti la grande maggioranza dei cittadini “non cacciatori” e in contrasto con il quadro normativo.

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

Infatti, l’art. 21, comma 1°, lettere a, e, f, della legge n. 157/1992 e s.m.i. è posto divieto di caccia “nei … parchi pubblici, a distanza inferiore a cinquanta metri da … strade carrozzabili, nonché a distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile  da  caccia  con  canna  ad  anima  liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi … in direzione di strade carrozzabili, con sanzioni penali e sanzioni amministrative (artt. 30, comma 1°, lettera d, e 31, comma 1°, lettera e, della legge n. 157/1992 e s.m.i.).

Dalla cartografia contenente i divieti di accesso al pubblico (“mappa di chiusura dei boschi”) emerge la presenza di ampia rete di viabilità pubblica.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, chiesto che vengano adottate ordinanze sindacali contingibili e urgenti (art. 54 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.) di divieto di caccia nei parchi/boschi pubblici Manente, Zuin, Terronazzo, Campagnazza e Cucchiarina sud, proprio per salvaguardare la pubblica incolumità e ha informato preventivamente l’Autorità e la Polizia giudiziaria competenti per la prevenzione di eventuali reati venatori.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

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[1] con ordinanze sindacali n. 610/2015 e n. 611/2015 dell’11 agosto 2015 è stato posto il divieto di caccia rispettivamente nel Bosco di Zaher (come già fin dal 2011) e nel Bosco di Campalto, proprio a tutela della pubblica incolumità.

 

Venezia - Mestre, zone aperte alla caccia nei parchi pubblici

Venezia – Mestre, zone aperte alla caccia nei parchi pubblici

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. settembre 27, 2015 alle 1:43 pm

    Molto bene!

  2. Franco Verzola
    settembre 27, 2015 alle 4:54 pm

    Salve vi chiedo se vi siete mai interessati della autorizzazione deleteria e folle che la Bindi prima come ministro della sanità e Pecoraro Scanio dopo come ministro della agricoltura hanno concesso per la macellazione rituale dei musulmani, uno schifo. Grazie e cordiali saluti Franco

    • M.A.
      settembre 27, 2015 alle 7:06 pm

      Sig. Franco, si chiama: “integrazione!” 🙂 🙂 dovremo o no farli sentire a proprio agio quando gli accogliamo? O saremo forse culturalmente più evoluti, tanto da sentirci superiori per imporgli “modus vivendi” occidentali? 🙂 🙂

    • settembre 27, 2015 alle 10:28 pm

      no, ma che c’entra con la caccia nei parchi pubblici di Mestre?

  3. settembre 27, 2015 alle 10:27 pm

    da La Nuova di Venezia, 26 settembre 2015
    «Bisogna fermare la caccia in tutto il bosco di Mestre».
    Il consigliere di opposizione Pellicani insiste: «Il sindaco non ha voluto vietarla La Regione lo dichiari oasi naturalistica». Proteste anche a Favaro e Dese. (Marta Artico): http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/26/news/bisogna-fermare-la-caccia-in-tutto-il-bosco-di-mestre-1.12164075

    _________________________________________________________________

    da Gea Press, 26 settembre 2015
    Venezia – Boschi chiusi per sei mesi. Si va a caccia.
    L’opposizione del Gruppo d’Intervento Giuridico: http://www.geapress.org/altre-news/venezia-boschi-chiusi-per-sei-mesi-si-va-a-caccia/63394

    _______________________________________________________________

    da Zoe la Gatta, La Repubblica, 25 agosto 2015
    Il sogno tradito: a caccia nei boschi di Mestre. (Macri Puricelli): http://zoelagatta-d.blogautore.repubblica.it/2015/08/25/a-caccia-nei-boschi-di-mestre/

  4. novembre 13, 2015 alle 3:00 pm

    dal sito web di Andrea Zanoni, 6 novembre 2015
    Bosco di Mestre. Consiglieri Pd presentano interrogazione. Zanoni: il parco è di tutti: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/bosco-di-mestre-consiglieri-pd-presentano-interrogazione-zanoni-il-parco-e-di-tutti.html#sthash.3CRnChAh.dpuf

  5. novembre 13, 2015 alle 3:05 pm

    da Il Corriere della Sera, 30 settembre 2015
    TUTTIFRUTTI. Il non senso di cacciare nei parchi pubblici. (Gian Antonio Stella) (http://archiviostorico.corriere.it/2015/settembre/30/non_senso_cacciare_nei_parchi_co_0_20150930_5e3620d4-6737-11e5-a8e0-96d7357245ee.shtml)

    Nei parchi comunali devono avere la precedenza i cacciatori o tutti gli altri cittadini che non hanno mai imbracciato una doppietta?
    I cacciatori, hanno risposto i responsabili del Bosco di Mestre e dei Grandi Parchi di Venezia. Detto fatto, hanno deliberato che «nel periodo dal 1° settembre al 29 febbraio per lo svolgimento dell’attività di caccia» le aree Cucchiarina sud, Manente, Zuin, Dese Praello, Dese Terronazzo sud, Dese Terronazzo nord e Campagnazza (circa 110 ettari, quasi la metà dell’intera superficie) restino chiuse al pubblico. Nella convinzione che le aree boschive curate con soldi pubblici appartengano a tutti, infatti, qualcuno potrebbe prendersi una fucilata.
    Per carità, anche chi non ha mai sparato un colpo in vita sua, come me, deve ammettere che non si può liquidare come un feroce gioco di fanatici l’antica arte venatoria. Basti leggere Racconti di caccia di Mario Rigoni Stern. «Seduto su un sasso fumi una sigaretta e accarezzi il cane; con le dita frughi nella cartuccera: levi e riponi le cartucce; le soppesi. Non viene mai il giorno! Ecco: vedi già il mirino in cima alle canne; vedi le piante, il sottobosco. Sí, eccolo il codirosso e ora anche il merlo. Ti alzi, sciogli il cane e vai» .
    C’è modo e modo, però. Un conto è una battuta di caccia nei boschi, un altro a villa Borghese. Un conto l’abbattimento controllato di animali, un altro la caccia di frodo. E non occorre essere talebani animalisti per vedere come il permesso ai cacciatori di sparare nei parchi comunali tenendone fuori i cittadini che vogliano fare una passeggiata («Prima no: con me la caccia lì era ovviamente vietata», ricorda l’ex assessore all’ambiente Gianfranco Bettin) non abbia senso. Di più: quel permesso è offensivo per tutti gli abitanti che hanno pagato con le loro tasse la sistemazione a parco di aree prima abbandonate al degrado.
    Peggio: è illegale, dicono i «Perry Mason verdi» del Grig. Di qui un esposto alla magistratura: «l’art. 21, comma 1°, lettere a, e, f, della legge n. 157/1992» vieta caccia «nei parchi pubblici, a distanza inferiore a 50 metri da strade carrozzabili, nonché a distanza inferiore a 150 metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi in direzione di strade carrozzabili». Si è mossa, a Ca’ Farsetti, anche l’opposizione. Ma l’interrogazione di Nicola Pellicani, giorni fa, è stata respinta: uffa, non si disturba il conducente!

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