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A Veggiano (PD) chi abbandona i rifiuti è tre volte “mona”, ma se li brucia non succede nulla.


Veggiano, cartello comunale contro chi butta i rifiuti (2015)

Veggiano, cartello comunale contro chi butta i rifiuti (2015)

Ancora un fatto grave nelle campagne di Veggiano, piccolo paese sotto i 5.000 abitanti, all’estrema periferia padovana. La lontananza da Padova, che in pochi mesi (13 marzo 2015) aveva già sforato i 35 superamenti giornalieri di PM10 tollerati in tutto l’anno, ha portato i soliti criminali ad appiccare il fuoco ad un cumulo di rifiuti speciali (art. 184, comma 3 del D.Lgs. 152/2006) dietro la Parrocchia di S. Maria, in Via Borgo 14, evidentemente per sentire meno la mancanza del capoluogo patavino.

E così, se Padova è fuorilegge per cinque inquinanti normati legislativamente (PM10, PM2.5, Ozono, Biossido di azoto, Benzo(a)pirene) i criminali veggianesi non intendono essere da meno e sprigionano nell’aria anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx), diossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO), metalli pesanti, polveri sottili (PM 10, 2.5, 1, 0.1 ecc.), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diossine, e chi più ne ha più ne metta!

L’episodio – anche se sarebbe più corretto parlare di una consuetudine – si è verificato il 25 agosto 2015, in orario serale, quando un appassionato di trail running, avvelenato dai fumi tossici mentre praticava la sua attività, ha chiesto l’intervento dei Carabinieri e del GrIG.

Veggiano, rogo di rifiuti vari (agosto 2015)

Veggiano, rogo di rifiuti vari (agosto 2015)

Il Gruppo d’Intervento Giuridico, intervenuto sul posto, ha quindi inoltrato (29 agosto 2015) una segnalazione di abbruciamento rifiuti, richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione opportuni provvedimenti al Responsabile dell’ufficio Ambiente del comune di Veggiano, al Servizio Unico di Polizia Locale – Unione dei Comuni Retenus e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, constatando estremi penalmente rilevanti, in particolare ai sensi degli artt. 255 (divieto di abbandono di rifiuti) e 256 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., nonché art. 674 Codice Penale (effetto di molestia/danno potenziale alle persone (reato di pericolo)).

Ha chiesto altresì l’individuazione dei responsabili, lo svolgimento di opportuni accertamenti, anche riguardo provenienza e composizione dei detriti, e l’adozione dei necessari provvedimenti per la bonifica ed il ripristino ambientale ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.

S. Maria di Veggiano, rifiuti (maggio 2012)

S. Maria di Veggiano, rifiuti (maggio 2012)

Ma la bruciatura di rifiuti a Veggiano, proprio dietro la scuola dell’infanzia della frazione di Santa Maria, non giunge affatto nuova. Sono infatti spuntate altre fotografie, del maggio 2012, che ritraggono un cumulo di rifiuti ammucchiati nello stesso sito, pronti per essere dati alle fiamme. E ancora, una petizione sottoscritta da un gran numero di residenti di Via Borgo Santa Maria, protocollata in comune il 23 ottobre 2009 (già amministrazione Lazzarin), in cui al punto 2 si legge: “Nell’area retrostante la ex canonica della Chiesa di Santa Maria, oggi adibita a Scuola Materna, vengono ripetutamente accesi fuochi serali e/o notturni per l’eliminazione di rifiuti di varia natura”.

Orbene, l’Amministrazione di Veggiano cosa fa, e soprattutto, cosa ha fatto in tutti questi anni, per non esporre i residenti di Via Borgo e dintorni al rischio di patologie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio a causa dei ripetuti roghi di rifiuti speciali e non?

A giudicare dall’esito dell’ultimo Consiglio comunale (22 luglio 2015) in cui la maggioranza consiliare – sindaco in primis – ha bocciato la mozione del M5S intitolata “Inquinamento atmosferico, qualità dell’aria e azioni atte al miglioramento della situazione attuale.” supponiamo niente di niente (dal min. 17 circa https://www.youtube.com/watch?v=cdTskt1SKos e https://www.youtube.com/watch?v=EbvkO_CuPMI).

S. Maria di Veggiano, rogo di rifiuti (agosto 2015)

S. Maria di Veggiano, rogo di rifiuti (agosto 2015)

Al contrario, in sede di “Consulta Agricoltura”, la Consigliera comunale del M5S, Giovanna Libero, riferisce di aver cercato invano di far vietare espressamente la combustione di scarti vegetali derivanti da attività agricole nel Regolamento di Polizia Rurale del Comune di Veggiano, per la tutela della Salute pubblica, incontrando l’indisponibilità dell’Amministrazione comunale.

Tutto questo mentre ETRA S.p.a., partner del Comune di Veggiano per la gestione degli scarti, nel suo ultimo notiziario “E…tra l’altro Magazine” (n°2 / 2015), a pagina 23, scrive: “Aria più pulita? Evita i roghi. (…) bruciare il verde contribuisce all’inquinamento dell’aria. Ecco perché è sempre meglio conferire sfalci, residui di potature, scarti di orto e giardino al servizio pubblico di smaltimento gestito da Etra: in questo modo si proteggono il territorio e la salute delle persone, e dal rifiuto verde raccolto si potranno ricavare compost ed energia rinnovabile. E per le aziende esiste un servizio loro dedicato, in collaborazione con gli impianti Etra di Bassano del Grappa e Vigonza”.

Allora viene proprio da chiederselo: non è che a Veggiano l’Amministrazione ci ha preso tutti per “mona”?

Gruppo d’Intervento Giuridico – Veneto

 

Veggiano, rogo di rifiuti (in giallo, agosto 2015), individuazione sito (da Google Earth)

Veggiano, rogo di rifiuti (in giallo, agosto 2015), individuazione sito (da Google Earth)

(foto M.F., archivio GrIG)

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  1. max
    settembre 2, 2015 alle 6:40 am

    gli imbecilli uniformano l’italia dal brennero a lampedusa!

  2. Terrae
    settembre 2, 2015 alle 9:53 am

    Spesso la reazione della gente davanti ai roghi di rifiuti è uno stizzito fastidio per il fumo maleodorante, per un eventuale pericolo d’incendio, o al più per lo stato di degrado dei luoghi.

    È necessario, invece, che i singoli e le comunità conoscano realmente il gravissimo rischio per la salute umana che comporta respirare quei fumi o venire a contatto con prodotti estremamente tossici e pericolosi, quali sono le diossine, rilasciate nell’ambiente dalla combustione di rifiuti.

    Credo che su questo si debba pretendere che le Istituzioni preposte al presidio della salute, dell’ambiente e della legalità, si attivino per informare correttamente la popolazione.

    Il presidio del territorio, la lotta a piromani, inquinatori e razziatori sono efficaci nella misura in cui la gente è consapevole che è necessario proteggere l’ambiente per tutelare la salute di tutti e di ciascuno, e che chi dà fuoco ai rifiuti è più che un benemerito imbecille; è vero e proprio criminale.

  3. settembre 2, 2015 alle 4:51 pm

    da Padovana Bassa, 2 settembre 2015
    Sul bruciare rifiuti la legge non è uguale per tutti: http://www.padovanabassa.it/sul-bruciare-rifiuti-la-legge-non-e-uguale-per-tutti/#more-653

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