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La Provincia di Oristano se ne lava le mani del progetto immobiliare e golfistico nel litorale pubblico di Torregrande di Oristano.


Oristano, pineta litoranea di Torregrande

Oristano, pineta litoranea di Torregrande

La Provincia di Oristano – Settore ambiente e suolo, con determinazione n. 1676 del 29 agosto 2014, ha concluso la procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica (V.A.S.) avviata dal Comune di Oristano riguardo la variante parziale al piano urbanistico comunale  (P.U.C.), in località Torregrande, adottata con deliberazione Consiglio comunale di Oristano n. 109 del 3 ottobre 2013 per  consentire la realizzazione del progetto turistico-edilizio proposto dalla Ivi Petrolifera s.p.a.

L’Ente locale intermedio se n’è praticamente lavato le mani.

Infatti, ha ritenuto in buona sostanza che la variante urbanistica non dovesse esser assoggettata a procedura di V.A.S. “in quanto gli impatti derivanti dalla realizzazione degli interventi previsti, a seguito della realizzazione degli opere di mitigazioni previsti dal Programma, ed a seguito di specifici monitoraggi risulteranno essere significativamente ridotti e controllati, nonostante “gli interventi previsti dall’attuazione delle modifiche riportati nella variante n°2 del Programma Integrato consistono principalmente in diradamento all’interno dell’impianto forestale a pineta, scavi, rivisitazione delle tipologie edilizie delle strutture previste in area G.1.1”.     In realtà, il progetto turistico-edilizio prevede la sottrazione della copertura boschiva di circa 18 ettari (stimabili circa 5.000 alberi) sui 56 complessivi della pineta litoranea di Torregrande per la realizzazione del percorso golfistico, non certo definibile quale impatto trascurabile.

Nel P.U.C. originario non era previsto alcun campo da golf nella pineta pubblica costiera[1], ma per la Provincia di Oristano poco importa.

Oristano, Torregrande, progetto Ivi Petrolifera s.p.a., planimetria generale

Oristano, Torregrande, progetto Ivi Petrolifera s.p.a., planimetria generale

Eppure da tempo il Ministero dell’ambiente – Direzione generale per le valutazioni ambientali, in risposta a precedente istanza ecologista, aveva ricordato (nota n. 2683 del 4 febbraio 2014) che “i Piani Regolatori Generali e loro varianti rientrano nella tipologia di piani da assoggettare a VAS(procedura di valutazione ambientale strategica) e che “ai sensi dell’art. 5, comma 8 del D.L. 70/2011 convertito in legge 12 luglio 2011, n. 106 si intende esente da VAS soltanto lo strumento attuativo di piani urbanistici già sottoposti a VAS, qualora non comportino variante e se lo strumento sovraordinato già definisca in sede di VAS determinate caratteristiche localizzative e tipologie degli interventi ammessi”.

Ora l’azione per la salvaguardia della pineta pubblica litoranea si sposterà nel necessario procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), nel quale l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus interverrà come già fatto (10 luglio 2014) nella procedura di verifica di assoggettabilità a V.A.S., appena conclusa.

Procedura di V.I.A. che – se svolta correttamente – non potrà che avere conclusione negativa: infatti, il Servizio regionale Tutela paesaggistica per le Province di Oristano e del Medio Campidano (nota prot. n. 32806 del 23 luglio 2014) ha evidenziato la non coerenza della variante dell’art. 62 del PUC ‘Sottozona F4’ con la filosofia del PPR e la non conformità della variante dell’art. 74 –sottozona H2 – Zona di pregio paesaggistico alla L.R. 19/2011 ‘Provvidenze per lo sviluppo del turismo Golfistico’ e all’art. 15 comma 1, punto f del PPR della Sardegna adottate con DGR n° 45/02 in data 25/10/2013. La nota rileva ancora la presenza di criticità relativamente alla tipologia di interventi edilizi ravvisando la previsione di scavi ingenti e modifiche morfologiche per i volumi interrati e seminterrati, case a schiera due piani fuori terra”.

Anche in questo caso la Provincia di Oristano ha obiettato in maniera confusa e contraddittoria, prima affermando che il parere era fuori termine, poi affermandone l’incompetenza, dopo affermando la pretesa congruità della previsione pianificatoria valutata dalla procedura di V.A.S. relativa però al P.U.C. originario, infine affermando un’inesistente sospensione di efficacia della nota deliberazione Giunta regionale n. 45/02 del 25 ottobre 2013 dell’adozione di radicale modifica del P.P.R. (tanto l’efficacia è sospesa quanto il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è stato costretto a impugnare l’atto).

Oristano, Torregrande, planimetria delle proprietà delle aree del proposto intervento immobiliare: in GIALLO i confini delle aree pubbliche, in NERO quelle di proprietà privata

Oristano, Torregrande, planimetria delle proprietà delle aree del proposto intervento immobiliare: in GIALLO i confini delle aree pubbliche, in NERO quelle di proprietà privata

In estrema sintesi, la Ivi Petrolifera s.p.a. intende realizzare la bonifica dell’area con un investimento di 2,6 milioni di euro, 3 anni di lavori, circa mc. 30.000 di terra da risanare  – dovuta per legge, in quanto sito contaminato dalla propria precedente attività di raffineria (art. 242 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) – un complesso turistico-edilizio ricettivo (mc. 9.500 di volumetrie, 250-280 posti letto), un residence, 77 unità immobiliari, un campo da golf da 18 buche, per complessivi mc. 99.257 di volumetrie e circa 800 posti letto, impianti tecnologici, servizi.

Il sito interessato è il litorale di Torregrande e la relativa pineta, in gran parte di proprietà pubblica (Comune di Oristano e Consorzio di bonifica dell’Oristanese) e ceduta in concessione (complessivamente più di 100 ettari) in corrispettivo di canoni annuali non conosciuti e di cui si ignora il conseguimento dei necessari pareri di congruità.

Dal canto nostro faremo di tutto perché il litorale di Torregrande e pineta siano effettivamente salvaguardati.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Oristano, pineta litoranea di Torregrande

Oristano, pineta litoranea di Torregrande

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[1]  infatti, come anche emerge dall’assenza di citazione nel rapporto preliminare (pagg. 11-12) depositato in sede di procedura di verifica di assoggettabilità a V.A.S., nella procedura di V.A.S. inerente il P.U.C. di Oristano, conclusa con determinazione Prov. Oristano – Settore Ambiente n. 549 dell’11 ottobre 2010, non si faceva accenno alla presenza di strutture golfistiche all’interno della pineta litoranea pubblica di Torregrande.   Nel rapporto ambientale della V.A.S. si fa spesso riferimento alle zone costiere, agli impianti arborei realizzati con finanziamento pubblico (pinete), e si ricorda che sono soggetti ai vincoli imposti dall’Assessorato Difesa Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna e si raccomanda di “preservare e valorizzare tutti gli elementi di naturalità di quei luoghi e il rispetto della flora e della fauna esistenti”.  Si dichiara che “l’elevato grado di naturalità di questi luoghi costituisce occasione verso forme alternative e diversificate di turismo non aggressivo, fortemente legato alle peculiari caratteristiche dei luoghi stessi”. Si parla perciò di turismo ma si raccomanda “la creazione di strutture e infrastrutture a basso impatto capaci di rendere fruibili le potenzialità dei luoghi nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientali”.

 

 

(foto L.M., S.D., archivio GrIG)

 

  1. Genius Loci
    settembre 10, 2014 alle 9:35 am

    Contrariamente a quello che fu il grande Giudicato di Arborea, la leggerezza e la superficialità sono da allora caratteristiche che contradistinguono l’oristanese.
    La provincia non è da meno.

  2. teresa
    settembre 10, 2014 alle 12:08 pm

    Mi chiedo perchè sia così facile ricorrere alle”varianti ai Piani regolatori”Secondo me gli Enti locali hanno un potere eccessivo:il territorio comunale non è una Repubblica indipendente!E poi mi chiedo anche se quando si propongono questi progetti che prevedono campi da golf(sempre,guarda caso,con contorno di migliaia di mc)si fa prima un’indagine di mercato per sapere se poi veramente arriveranno frotte di golfisti,altrimenti si tratta della solita,squallida,eterna speculazione edilizia a vantaggio degli amici dell’amministrazione comunale!

  3. settembre 10, 2014 alle 3:03 pm

    da Tiscali Notizie, 10 settembre 2014
    Oristano, ambientalisti contro il complesso da 99 mila metri cubi di Ivi Petrolifera: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/09/10/ambientalisti-contro-campo-golf-torregrande.html

    ________________________________________________________

    da CagliariPad, 9 settembre 2014
    Golf a Torregrande, ambientalisti all’attacco: “Tagliano 5 mila alberi”.
    Deliperi: “Grave il via libera della Provincia. Sottovalutato il fatto che il campo da golf nella pineta litoranea previsto dalla variante, nel Puc originario proprio non c’era. E ciò comporta la sottrazione della copertura boschiva su una superficie: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=11163

    _________________________________

    da Alguer.it, 9 settembre 2014
    Nonostante gli allarmi di vari gruppi ambientalisti e dell’Assessorato degli Enti Locali-Servizio Tutela paesaggistiche, la provincia di Oristano ha disposto l’esclusione dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica della variante introdotta nel Puc dal Comune di Oristano, che permetterà ora la realizzazione della struttura alberghiera e del campo da golf nella pineta di Torregrande.
    Variante Puc su Golf Torregrande escluso dal Vas, ok al progetto: http://notizie.alguer.it/n?id=77238

  4. Fra
    settembre 10, 2014 alle 4:34 pm

    Mi stupisce, leggendo articoli precedenti sullo stesso tema ( che se ho ben compreso va avanti da circa un anno), l’arroganza con cui risponde il Comune di Oristano.
    Nonostante tutto e tutti continua sulla sua strada, tacciando di ignoranza i pareri contrastanti e tirando in ballo l’aspetto del profitto economico, questione del tutto inferiore e fuori luogo, un pretesto vecchio e che non convince più.
    Viene da pensare che abbiate voi, Comune di Oristano e annessi, interessi in questo progetto?
    Ma come si può avere questa faccia tosta, quando, anche lasciando da parte V.A.S. , V.I.A. e quant’altro, lo capirebbe anche un bambino che la costruzione di un complesso del genere sarebbe un danno enorme per una pineta, anche se fosse posto nelle vicinanze? Figuriamoci all’interno!
    Vogliamo parlare poi degli ettari di pineta che sarebbero chiusi da queste attività? Non più fruibili? La pineta è un bene PUBBLICO!
    Ho sempre amato Oristano e le sue zone, compresa questa pineta; sono per metà oristanese; ho sempre giudicato gli Oristanesi persone equilibrate, assennate e acculturate.
    Oristanesi svegliatevi!!
    Mandate a casa queste persone

  5. settembre 19, 2014 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 19 settembre 2014
    Un solo voto contrario (Mocci, Pd) per la riqualificazione di Torregrande.
    Sì a golf e ville in pineta. Il Consiglio vara il piano Ivi, protesta il Comitato. (Valeria Pinna): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140919085904.pdf

  6. mara
    settembre 22, 2014 alle 9:53 pm

    Bene, vuol dire che in pineta non calpesteremo più le deiezioni (merde) dei cani, ma annuseremo quelle dei futuri possessori di ville, campo da golf e piscine.
    A quanto pare gli statici oristanesi sono in gran parte favorevoli a questa bella speculazione, che fa rima con l’eufemismo usato per definirla in alto loco: “riqualificazione”.
    E pensare che sarebbe stato tanto più facile PRETENDERE dal comune di oristano (minuscolo) di tenere in condizioni civili un luogo bello e prezioso, che apparteneva a tutti.

  7. Genius Loci
    settembre 23, 2014 alle 12:01 pm

    Cara Mara sono d’accordo con te e ribadisco la leggerezza e la superficialità delle istituzioni oristanesi (comune di oristano e provincia).
    Questa recente storia del golf e del progetto immobiliare non è altro che il seguito di tutto quello che ci hanno fatto bere in questi ultimi decenni in fatto di sviluppo turistico: dal “miracolo” Is Arenas, all’aeroporto di Fenosu (ambedue ostentati da partiti politici, sindacati, associazioni di categoria, ecc.) come “volani” di sviluppo turistico con l’impiego di centinaia di posti di lavoro.
    Seguono le centinaia di migliaia di euro “risucchiati” dal Sistema Turistico Locale Eleonora d’Arborea e dalla recente e ambigua vicenda del GAL Terre Shardana.
    Altro che crisi e spending review, qui come altrove si continua a speculare e a sperperare soldi pubblici a scapito del territorio e in favore di progettisti e società che si riempiono la bocca con soluzioni calzate per gli allocchi oristanesi.
    Per dirla come Fra: Oristanesi svegliatevi!!!!!!!!!! Mandate a casa queste persone.

    • mara
      settembre 23, 2014 alle 12:32 pm

      Caro Genius (splendido nick), hai dimenticato il Porto Industriale e le innumerevoli inutili schifezze che hanno costruito e abbandonato tutto intorno, senza contare la distruzione delle dune sull’areale di S’Ena Arrubia in favore di un commerciante di sabbia. Il Porto dà lavoro a un paio di decine di persone, se avessero lasciato il golfo intatto adesso sarebbe una perla che attirerebbe frotte di turisti. Questa gentaglia non vede più lontano del proprio naso. Non merita di vivere in Sardegna.

  8. Genius Loci
    settembre 23, 2014 alle 1:12 pm

    Scusa Mara, ma intendevo focalizzare l’attenzione solo sul campo turistico.
    Certo che a guardarsi intorno a trecentosessanta gradi, conferma e rafforza la leggerezza e superficialità delle scelte e della classe dirigente oristanese.
    Non dimentichiamo che si tratta di un vecchio e forte feudo DC, che ha fatto scuola a decine e decine di attuali politici oristanesi……. anche di sinistra…….

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