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La Sella del Diavolo può esser visitata con il sentiero naturalistico e archeologico dei “pallini verdi”!


Cagliari, Sella del Diavolo, i ruderi della Torre del Poetto

Cagliari, Sella del Diavolo, i ruderi della Torre del Poetto

Finalmente parte il progetto per la “messa in sicurezza” dei sentieri sulla Sella del Diavolo, predisposto dal Comune di Cagliari ormai da più di un anno.

Si tratta del progetto “Potenziamento delle strutture tecnologiche e/o infrastrutture SIC Torre del Poetto, Monte S. Elia, Cala Mosca, Cala Fighera – Recupero di un fabbricato sito nel promontorio S. Elia” (importo complessivo, I.V.A. compresa, dei lavori 130 mila euro; finanziamento fondi – POR FESR 2007-2013 – linea di intervento 4.2.1.b), predisposto dal Comune di Cagliari (Servizio lavori pubblici 1).

Purtroppo, ancora una volta, si parla di “escursionisti che, sorvolando con ineffabile disinteresse sui divieti esistenti percorrono ogni giorno i sentieri per la Sella del Diavolo”

E si sbaglia.

Cagliari, Sella del Diavolo, cartelli

Cagliari, Sella del Diavolo, cartelli

Si sbaglia perché non esiste alcun provvedimento legittimo di inibizione del sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo, operativo da oltre dieci anni, promosso delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, e quotidianamente frequentato da cagliaritani, escursioni guidate, ciclisti, anche in ambiti di manifestazioni nazionali e internazionali, anche sotto l’egida dello stesso Comune di Cagliari.

cartelli di inibizione dell’accesso al caratteristico sentiero dai pallini verdi  fanno riferimento esclusivamente all’ordinanza della Capitaneria di Porto di Cagliari n. 47 del 30 luglio 1987, integrata dalla successiva n. 48 del 4 agosto 1987, che inibiscono l’accesso al litorale posto alla base della Sella del Diavolo a causa di frane che – allora – provocarono la morte di un pescatore dilettante e successivi lavori di consolidamento.

E’ questa, quindi, la “base giuridica”, confermata dalla Capitaneria di Porto (nota n. 12.02.02/736/45174 del 23 agosto 2012) e dallo stesso Comune di Cagliari (nota n. 184686/A3 del 7 settembre 2012) e non riguarda in alcun modo il sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo.

Cagliari, litorale Cala Mosca, cartelli "pericolo frane"Se così non fosse, per coerenza sarebbe necessario chiudere anche la strada litoranea verso l’ex stabulario, oggi stabilimento balneare La Paillote, o anche chiudere il medesimo Viale Cala Mosca: infatti secondo questa abnorme interpretazione conducono direttamente alle aree demaniali interdette.

Il sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo non conduce minimamente al litorale interdetto.

Paradossalmente alcuni percorsi (denominati curiosamente “piste”) predisposti in base al progetto promosso dallo stesso Comune di Cagliari portavano proprio nelle zone con pericolo di frane.

Un po’ di sana informazione, please!

E, naturalmente, chi volesse effettuare un’escursione guidata sul sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo non deve far altro che scriverci all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cagliari, litorale interdetto (come si può vedere, il sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo è fuori!)

Cagliari, litorale interdetto (come si può vedere, il sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo è fuori!)

 

nota Capitaneria di Porto nota n. 12.02.02/736/45174 del 23 agosto 2012

nota Capitaneria di Porto nota n. 12.02.02/736/45174 del 23 agosto 2012

 

da L’Unione Sarda, 30 maggio 2014 

Entro l’anno dopo la messa in sicurezza dei due percorsi. Riaprono i sentieri della Sella del Diavolo. (Pietro Picciau)

Ci sono il progetto e i soldi (130 mila euro) e l’inizio dei lavori è imminente. Durata del cantiere, due mesi. Previsione: apertura entro l’anno. Anzi, riapertura. Perché i due sentieri sul monte Sant’Elia che il Comune sta per mettere in sicurezza sono noti e battuti (anche ieri, senza sosta) da escursionisti di ogni età e Paese. Previsti, nel piano di intervento del Comune sul Monte Sant’Elia, anche il recupero e la riqualificazione naturalistica e paesaggistica nella fascia costiera di Calamosca (Progetto Litus, 550 mila euro di finanziamento), la sistemazione di un percorso pedonale e ciclabile fra il parcheggio sterrato di Marina Piccola e la strada di Calamosca a margine della Caserma della Polnato. Gli escursionisti che, sorvolando con ineffabile disinteresse sui divieti esistenti percorrono ogni giorno i sentieri per la Sella del Diavolo, fra pochi mesi potranno avventurarsi liberamente sul tracciato di quasi tre chilometri e mezzo che, da Calamosca, s’inerpica verso il Monte Sant’Elia tra agavi, corbezzoli, mirto e rocce di calcare cristallino. Esattamente quanto hanno fatto ieri mattina il sindaco Massimo Zedda, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Luisa Anna Marras, l’architetto e direttore dei lavori Maria Luisa Mulliri e altri tecnici del Comune. L’appuntamento era in cima con gli archeologi dell’Università impegnati negli scavi sul colle.
LA MAGIA. La luce della giornata estiva ha completato la magia del paesaggio e reso profonda la vista del panorama che, dalla vetta del colle, abbraccia l’intero Golfo degli Angeli. I sentieri sono tracciati di verde. «Metteremo tutto in sicurezza», annuncia il sindaco, «e risolveremo i problemi legati ai divieti». L’assessore Marras sottolinea la presenza di «segnaletica di comunicazione dei contenuti storici, archeologici, naturalistici e indicazioni di pericolo». Un sistema Hot spot consentirà di «scaricare dal server del Comune tramite cellulare informazioni dettagliate sul sito».

Cagliari, Sella del Diavolo, Torre costiera medievale e postazione II guerra mondiale

Cagliari, Sella del Diavolo, Torre costiera medievale e postazione II guerra mondiale

PARAPETTI. Dall’alto il Poetto e Marina Piccola sono complementi di un affresco multicolore. «Dove ora ci sono roccia, corbezzolo e lentischio», dice Massimo Zedda, «fra qualche mese gli operai sistemeranno i parapetti in legno». Renderà più sicuro avvicinarsi agli strapiombi dove osano soltanto i volatili. Numerosi, durante la scalata (accorciata, ad onor del vero, dal passaggio all’interno della caserma della Nato), gli escursionisti. «Siamo saliti da Calamosca, dall’ingresso poco distante dall’albergo: mezz’ora di camminata». Hanno macchine fotografiche e varia attrezzatura tecnica: «Qui la vista è unica».
LE BICI. Sindaco e assessore non intendono chiudere il colle alle bici: «Semmai limiteremo l’accesso di queste alla zona archeologica per evitare che si possano rovinare i ritrovamenti». I sentieri consentono di esplorare, scoprire angoli e dettagli di grande interesse storico e archeologico. Una cisterna di età punica e protetta da una grata. L’assessore Marras, passato di archeologa, ne ha viste e studiate diverse: «È simile a quella del bastione di Santa Caterina». Un’altra grande cisterna, più a valle, è protetta da una rete. Gli escursionisti passano vicino, osservano, proseguono ammirati. La Sella del Diavolo è un libro della memoria: gli archeologi, anche ieri, cercavano risposte sulla presenza nell’area di elementi riconducibili alla dea Astarte.
IL PROGETTO. Un caseggiato nell’area degli scavi adiacente al sentiero fa parte del progetto di messa in sicurezza dell’area. Il 24 ottobre dell’anno scorso era stato concluso l’iter per il nulla osta all’“esecuzione di lavori nell’ambito del progetto Por Fesr 2007-2013”, riguardante il potenziamento delle strutture tecnologiche e infrastrutture del Sic torre del Poetto e Monte Sant’Elia, Calamosca e Cala Fighera. Soltanto dopo la conclusione dei lavori – avverte il Comune – sarà possibile riaprire formalmente al pubblico i sentieri

 

Cagliari, la Sella del Diavolo si protende verso il Golfo degli Angeli

Cagliari, la Sella del Diavolo si protende verso il Golfo degli Angeli

 

Il colle restituisce i resti del tempio di Astarte.

GLI SCAVI. Archeologi e tecnici del Comune al lavoro a Capo Sant’Elia.

Un protocollo d’intesa tra Comune e Università fisserà ruoli e competenze ma quanto già scoperto dagli archeologi a Capo Sant’Elia è già un ottimo risultato. L’architetto Maria Luisa Mulliri, del Servizio cantieri del Comune e direttore dei lavori: «Le indagini finora condotte rendono più che plausibile poter affermare che siamo riusciti ad individuare alcuni elementi delle strutture pertinenti all’area templare dedicata alla dea Astarte in età punica e Venere Ericina in età romana». Per questa ragione è «impellente la necessità di proseguire e possibilmente estendere l’indagine per inquadrare i dati sinora emersi».
Mentre prosegue la campagna di scavi nell’area vicina alla Torre Pisana («edificata nel 1291 a pianta circolare», chiariscono le archeologhe Anna Luisa Sanna e Maria Grazia Arru), Maria Luisa Mulliri illustra al sindaco Massimo Zedda e all’assessore ai Lavori pubblici Luisa Anna Marras i risultati delle ricerche condotte con la direzione scientifica di Simonetta Angiolillo e Alfonso Stiglitz, dal funzionario della Soprintendenza archeologica Donatella Mureddu e da Mariolina Lusso (Servizio cantieri), Marco Giuman (coordinamento didattico), Maria Adele Ibba (coordinamento tecnico-scientifico), Chiara Pilo (attività di laboratorio) e Maurizio Melis (tecnico rilevatore). La direttrice dei lavori chiarisce che i risultati della campagna in corso sono ancora allo studio ma conferma che già «a conclusione della campagna di scavi effettuata nel 2008 si era constatato che l’area dell’intero colle risultava interessata da presenze umane che si snodavano per un arco cronologico dal neolitico antico ai giorni nostri, e che apparivano dunque evidenti le enormi potenzialità documentarie che il colle offre sul piano scientifico».

Cagliari, Sella del Diavolo, cisterna punica

Cagliari, Sella del Diavolo, cisterna punica

LA CHIESETTA.  L’interesse dei ricercatori si è concentrato nell’area «interessata dalla presenza delle strutture murarie di quella che a tutt’oggi può essere solo definita la presunta chiesetta di Sant’Elia ». Il mistero dei resti: sono realmente pertinenti alla chiesa? L’identificazione è tutt’altro che certa. «È messa seriamente in discussione dalle evidenze stratigrafiche». L’esistenza di una struttura dedicata al culto «rende per lo meno plausibile la possibilità che essa possa essere sorta nella stessa area occupata in precedenza dal tempio di Astarte, forse riutilizzando, del tutto o in parte, l’edificio preesistente». La presenza nello spessore murario delle superstiti strutture della presunta chiesetta di imponenti conci in calcare ben lavorato – sottolinea Mulliri nella relazione della terza campagna di scavo nell’area della Sella del Diavolo – apparivano interpretabili «come possibili tracce delle preesistenti strutture murarie del tempio punico».
LE FASI. La prima fase di lavoro degli archeologi è stata caratterizzata dalle operazioni di diserbo. «Successivamente l’area di scavo è stata delimitata da una recinzione metallica, che ha consentito una maggiore protezione delle evidenze archeologiche» e la possibilità di «garantire misure di sicurezza rispetto alla abituale frequentazione del colle da parte di numerosi escursionisti».
Lo scavo ha affrontato l’«asportazione di uno strato superficiale di terreno disomogeneo, di spessore medio di circa 40 centimetri, caratterizzato dalla presenza di reperti di varia natura e di varia epoca: materiali ceramici cronologicamente inquadrabili dall’età punica sino a fasi post-medievali, monete di età romana e medievale ed elementi di industria litica pertinenti alle fasi di frequentazione neolitica del Capo Sant’Elia».
LA PAVIMENTAZIONE.  L’asportazione dello strato ha messo subito in evidenza la prima importante scoperta. «Si tratta della presenza di una vasta area pavimentata in battuto di malta, conservata per una superficie estesa circa 30 metri per 6, che occupa l’area a nord-est delle strutture murarie della chiesetta».
L’area pavimentata appare «ancora ben conservata per una superficie abbastanza estesa». Le prospettive: «Il battuto pavimentale prosegue certamente al di sotto dell’area non ancora sottoposta ad indagine di scavo che si estende a nord dell’area sinora indagata, rendendo più che ipotetica la prospettiva di recuperare un ampio tratto di tale pavimentazione ancora in buone condizioni». Il pavimento appare ancora in connessione con un «tratto murario di cui residuano tre grandi blocchi disposti in continuità strutturale con la lunga canaletta che faceva confluire l’acqua all’interno della cosiddetta cisterna romana, già individuata dal canonico Spano».

 

Studenti Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II sulla Sella del Diavolo

Studenti Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II sulla Sella del Diavolo

«Si tolgano i divieti». CONSIGLIO. Interrogazione di Scano.

La risposta avuta in Aula dall’assessore a una sua interrogazione non l’ha soddisfatto. Andrea Scano, consigliere del Pd, rilancia con una domanda retorica: «Secondo voi avrebbe senso chiudere al traffico l’intera via Roma solo perché c’è un cornicione pericolante?». La risposta al quesito: «Ovviamente no, e per fortuna nessuno si sognerebbe di farlo. A Cagliari, però, è successo qualcosa di analogo. Dal 2012 i sentieri che conducono alla Sella del Diavolo sono interdetti a causa di una ordinanza comunale. Non perché camminare all’aria aperta sia pericoloso ma perché alcuni costoni rocciosi – distanti mezz’ora di cammino dall’inizio del sentiero – potrebbero essere a rischio di frana». Scano è d’accordo su un punto: «Saggio evitare di passare in zone dove si potrebbe verificare la caduta di massi ma gli escursionisti che andrebbero a camminare su quei sentieri perché mai dovrebbero avere limitata la possibilità di una passeggiata?».

 

Lunga teoria di frane e ordinanze. Una

Cagliari, Sella del Diavolo, studenti tedeschi e cagliaritani in escursione

Cagliari, Sella del Diavolo, studenti tedeschi e cagliaritani in escursione

vittima (1987) e numerose tragedie sfiorate.

Oltre la bellezza del paesaggio, la cronaca. Il promontorio di Calamosca offre una lunga teoria di frane e divieti, una disgrazia (nel 1987) e altre tragedie sfiorate, premesse dell’ordinanza del sindaco (27 luglio 2010) che ha istituito lo stop al transito e alla sosta “a veicoli e pedoni” nel promontorio. Più precisamente, lungo le “strade sterrate”, puntualizza il dirigente del Servizio di protezione civile Mario Delogu in una cronistoria del 12 novembre 2013 inviata al direttore generale del Comune, “e lungo la costa, nel tratto esteso tra la spiaggia di Calamosca e la verticale dei due fabbricati sotto il faro di Sant’Elia”. Questo divieto è ancora in vigore “poiché non risultano eliminate le situazioni di pericolo con la stabilizzazione delle scarpate”. La storia recente degli smottamenti ha inizio il 30 luglio 1987 quando una frana interessò un tratto di costone del promontorio. La Capitaneria di porto emanò un’ordinanza che, tra gli altri divieti, vietava “l’accesso alla zona costiera anche attraverso i sentieri esistenti al di fuori della fascia demaniale marittima interessata” , cioè dalla verticale della Torre de su Perdusemini fino a 200 metri a nord della verticale della Torre del Poetto . Altre frane nello stesso costone (avvenute il 12 e il 18 luglio del 2010) portarono il 27 luglio 2010 a un nuovo divieto di transito e sosta. Nel 2012 ulteriore smottamento del terreno con caduta di massi a Calamosca, nell’area già inibita. 

 

pannello del sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo

pannello del sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo

 

Cagliari, Sella del Diavolo, Palma di San Pietro

Cagliari, Sella del Diavolo, Palma di San Pietro

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Gavino Meloni
    Maggio 31, 2014 alle 9:12 am

    Perché si continua a colorare i sentieri di mille colori peraltro spesso esageratamente visibili? Non sarebbe meglio utilizzare il sistema utilizzato in tutta Europa dei segnali bianchi e rossi conosciuti da tutti gli escursionisti???
    Gavino Meloni (GAE)

    • Maggio 31, 2014 alle 11:01 am

      il sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo è “nato” una dozzina di anni fa proprio con i “pallini verdi” e così è conosciuto ormai dappertutto.
      I “pallini verdi” sono tutt’altro che “esageratamente visibili”, ma indicano semplicemente il percorso che permette di ammirare le particolarità storico-culturali, ambientali e paesaggistiche della Sella del Diavolo.
      I segnali “bianchi e rossi” sono sì diffusi, ma posso assicurarti che se ne trovano “di mille colori”, nel resto d’Italia e nel resto d’Europa. A iniziare dai quadratini di vari colori che segnano i sentieri nelle foreste demaniali sarde.

      Stefano Deliperi

  2. giugno 10, 2014 alle 7:51 PM

    nella sottostante Cala Mosca.

    da L’Unione Sarda, 10 giugno 2014
    Calamosca, sigilli al cantiere “Usata sabbia della spiaggia”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/06/10/calamosca_forestale_sequestra_cantiere_usate_pietre_e_sabbia_della_spiaggia-6-371864.html

    _______________________

    da La Nuova Sardegna, 10 giugno 2014
    Per ristrutturare un fabbricato usano sabbia del mare: cantiere bloccato.
    Calamosca, blitz degli agenti forestali in un recinto a pochi metri dalla battigia: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/06/10/news/per-ristrutturare-un-fabbricato-usano-sabbia-del-mare-cantiere-bloccato-1.9398537

  3. luglio 17, 2014 alle 10:39 PM

    da CagliariPad, 17 luglio 2014
    Pavimentazione della panoramica e addio frane. Ecco la nuova Calamosca.
    Il progetto prevede la riqualificazione della strada (700 metri) nella fascia costiera compresa tra l’Hotel e il vecchio stabulario. Alcune “gabbionate” metteranno al sicuro i costoni: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=9965

    —————————-

    Calamosca, appello dell’esperto: “Stop alle mountain bike: distruggono la vegetazione”.
    L’allarme arriva dal naturalista Francesco Lecis che ha redatto la valutazione di incidenza ambientale sul progetto di riqualificazione dell’area: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=9966

  4. luglio 19, 2014 alle 5:06 PM

    da Sardegna Oggi, 19 luglio 2014
    Sant’Elia, Calamosca e Poetto. Il nuovo volto della costa – FOTO: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2014-07-19/25786/SantElia_Calamosca_e_Poetto_Il_nuovo_volto_della_costa_-_FOTO.html

  5. ottobre 23, 2014 alle 5:32 PM

    dal sito web istituzionale tematico “Comune Cagliari News” del Comune di Cagliari, 23 ottobre 2014
    Parte il cantiere per la messa in sicurezza dei sentieri sulla Sella del Diavolo: http://www.comunecagliarinews.it/news.php?pagina=12499

    ______________________________________________________________

    da CagliariPad, 23 ottobre 2014
    Sella del Diavolo tra natura e archeologia, in sicurezza i percorsi naturalistici.
    Previsto il recupero di un caseggiato, l’installazione di staccionate, punti di osservazione e cartelli informativi. Intervento da 130 mila euro. Operai saranno al lavoro nei prossimi giorni. La fine dei lavori tra 2 mesi: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=12251

  6. Pietro
    ottobre 24, 2014 alle 8:04 PM

    Finalmente una bella notizia.

  7. marzo 3, 2019 alle 5:37 PM

    ecco che succede nelle aree inibite all’accesso.

    da Cagliaripad, 3 marzo 2019
    Cagliari, recuperata a Cala Fighera un’arrampicatrice in difficoltà: https://www.cagliaripad.it/372463/cagliari-recuperata-cala-fighera-unarrampicatrice-difficolta

    ____________________________

    da La Nuova Sardegna, 3 marzo 2019
    Cagliari, escursionista soccorsa dopo essere caduta da una parete rocciosa.
    La giovane, insieme a un compagno, stava scalando Cala Fighera alle spalle della Sella del diavolo: http://www.lanuovasardegna.it/cagliari/cronaca/2019/03/03/news/cagliari-escursionista-soccorsa-dopo-essere-caduta-da-una-parete-rocciosa-1.17779289?ref=hfnscaer-3

    _____________________

    da L’Unione Sarda, 3 marzo 2019
    ELICOTTERO IN AZIONE. Cala Fighera: spettacolare salvataggio di un’escursionista ferita.
    Intervento di 118 e Soccorso alpino per recuperare una giovane vittima di un incidente: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2019/03/03/cala-fighera-spettacolare-salvataggio-di-un-escursionista-ferita-136-842665.html

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