Home > acqua, biodiversità, difesa del territorio, energia, fonti rinnovabili, grandi opere, paesaggio, pianificazione, Regione Sardegna, società, sostenibilità ambientale > La Regione autonoma della Sardegna si riprende l’acqua per continuare scempi ambientali e finanziari?

La Regione autonoma della Sardegna si riprende l’acqua per continuare scempi ambientali e finanziari?


Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga di Monte Nieddu-Is Canargius (2008)

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga di Monte Nieddu-Is Canargius (2008)

Come ampiamente pubblicizzato, la Giunta regionale della Sardegna – con le deliberazioni nn. 19/18, 19/19, 19/20/19/21 del 27 maggio 2014 – ha deciso il “subentro della Regione nella titolarità delle concessioni di derivazione delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale e trasferimento di gestione” riguardo gli invasi del Taloro, del Coghinas e dell’Alto Flumendosa, nonché delle opere in costruzione di Monte Nieddu – Is Canargius e di Cumbidanovu (Alto Cedrino), in base alla legge regionale n. 19/2006 (art. 11 e 30).

Il Gruppo ENEL, titolare degli invasi del Taloro, del Coghinas e dell’Alto Flumendosa, ha replicato che le proprie concessioni (il cui canone annuo attuale è pari a 5 milioni di euro) scadono nel 2029 (decreto legislativo n. 79/1999) e prima di tale data non se ne fa nulla. Dal canto suo, l’Assessore regionale dei lavori pubblici Paolo Maninchedda, padre dell’operazione, ha confermato che la Regione andrà avanti.

L’operazione riguarda l’energia idroelettrica prodotta – il cui valore è stimato in 47 milioni di euro all’anno – i relativi certificati verdi (5-6 milioni di euro annui), l’acqua.

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello "inizio lavori"

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello “inizio lavori”

Riguarda anche la “concessione di derivazione dell’acqua” del Rio Monte Nieddu – Is Canargius, bacino idrografico e ambientale massacrato dai lavori – realizzati per meno del 20% – per la realizzazione del relativo invaso per conto del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale: lavori interrotti da anni, privi di reti di distribuzione, con un contenzioso ancora in corso con l’A.T.I. appaltatrice, la cui ripresa è oggetto di un nuovo appalto recentemente assegnato a una nuova impresa in stato di crisi. L’area è un sito di importanza comunitaria, nel bel mezzo della foresta più estesa del Mediterraneo ed è in corso, su denuncia ecologista, una procedura di accertamento europea.

Un autentico scempio ambientale e finanziario, fra i maggiori in Italia: quasi 173 ettari di bosco distrutti per centinaia di milioni di euro sprecati.

La Regione autonoma della Sardegna subentrerebbe, quindi, al suo Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale nella concessione idrica rilasciata con decreto Assessore reg.le LL.PP. n. 662 del 5 agosto 1975 per fare che cosa?

Per continuare uno degli scempi ambientali e finanziari maggiori a livello nazionale?

All’Assessore Maninchedda, visto che sa “governare e risolvere problemi”, la risposta.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

anatre_in_volo* deliberazione Giunta regionale n. 19/18 del 27 maggio 2014, “L.R. n. 19/2006, artt. 11 e 30. Subentro della Regione nella titolarit delle concessioni di derivazione delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale e trasferimento di gestione. Seconda integrazione dell’elenco di opere del Sistema Idrico Multisettoriale Regionale – opere in costruzione: diga di Sa Stria sul rio Monti Nieddu, traversa sul rio Medau Aingiu sul rio Is Canargius, Diga di Cumbidanovu sull’alto Cedrino e condotta forzata di derivazione

* allegato 1

* allegato 2

* allegato 3

 

 

acqua

acqua

 

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

La Regione subentra nella titolarità delle concessioni per le dighe dell’Isola.

La Giunta regionale ha approvato quattro delibere, presentate dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, con le quali la Regione subentra nella titolarità delle concessioni del sistema idrico multisettoriale regionale.

CAGLIARI, 27 MAGGIO 2014 – La Giunta regionale ha approvato quattro delibere, presentate dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, con le quali la Regione subentra nella titolarità delle concessioni del sistema idrico multisettoriale regionale. Le dighe coinvolte sono quelle di Cumbidanovu, vicino a Orgosolo e Monti Nieddu a Sarroch, entrambe in costruzione, e le dighe su Flumendosa, Taloro e Coghinas. “Sono delibere importanti per la Sardegna – ha commentato il presidente Francesco Pigliaru – perché le risorse naturali maturano facilmente una rendita e il settore pubblico deve garantirne un utilizzo efficiente”. “Ci riprendiamo l’acqua, perché le leggi ce lo permettono, per mettere in equilibrio economico e finanziario il sistema di produzione dell’acqua grezza”, ha spiegato l’assessore Paolo Maninchedda.

 

 

acqua e gemme

acqua e gemme

 

da La Nuova Sardegna, 28 maggio 2014

La giunta si riprende l’energia di 3 dighe.

 

da L’Unione Sarda, 28 maggio 2014

Acqua, guerra per le dighe.

 

da Sardinia Post, 28 maggio 2014

Regione reclama dighe e gestione idroelettrico. L’Enel: “Non prima del 2029”.

 

(foto S.D., archivio GrIG)

 

  1. capitonegatto
    Maggio 28, 2014 alle 7:38 PM

    Vicende , come al solito, troppo complicate per esprimere un giudizio. Ma l’acqua e’ un bene primario che non dovrebbe mai essere data ai privati , almeno per un motivo : che se il servizio non e’ soddisfacente , i cittadini sanno dove e come protestare . Se invece e’ un privato il concessionario, diventa difficle il controllo e il contrasto alla non qualita’ del servizio e al caro bollette.

  2. Riccardo Pusceddu
    Maggio 28, 2014 alle 9:51 PM

    ma insomma chi ha ragione riguardo alla scadenza del 2029? L’Enel o la Regione?

  3. Maggio 29, 2014 alle 3:05 PM

    da La Nuova Sardegna, 29 maggio 2014
    Dighe, Grig: alt agli scempi.

    “La Regione si riprende l’acqua per continuare scempi ambientali e finanziari?” Lo chiedono gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico che commentano la decisione della Giunta di subentrare nella titolarità degli invasi gestiti dall’Enel. Tra le strutture l’opera “in costruzione” di Monte Nieddu, nel territorio di Sarroch. I lavori, realizzati per meno del 20%, sono interrotti da anni, privi di reti di distribuzione, con un contenzioso ancora in corso con l’Ati appaltatrice, la cui ripresa è oggetto di un nuovo appalto recentemente assegnato a una nuova impresa in stato di crisi. “L’area – ricorda l’associazione – è un sito di importanza comunitaria, ed è in corso, su denuncia ecologista, una procedura di accertamento europeo”.

  4. Maggio 29, 2014 alle 11:00 PM

    Ce ne facciamo molto di una diga nuova se l’acqua che viene da lì poi la perdiamo nel tragitto…!

  1. giugno 1, 2014 alle 10:26 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: