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Buon lavoro, Presidente Pigliaru! Revoca le folli e illegittime delibere di Giunta di stravolgimento del Piano paesaggistico regionale!


Sardegna, costa meridionale

Sardegna, costa meridionale

Il prof. Francesco Pigliaru (Coalizione di centro-sinistra) è il nuovo Presidente della Regione autonoma della Sardegna.

L’affluenza, come previsto, è stata scarsa, solo il 52,23% degli aventi diritto ha votato, segno di un generale crollo di credibilità della classe politica isolana.

Il nuovo Presidente Francesco Pigliaru non difetta certo di carattere, capacità e autorevolezza, a lui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro.   Ne ha bisogno.

Noi siamo naturalmente disponibili a dare una mano nei nostri campi di attività, nel rispetto dei reciproci ruoli.

Ci sentiamo di fare fin da subito una richiesta pressante, che andremo a formalizzare quando vi sarà l’insediamento della nuova Giunta regionale: vengano adottati provvedimenti di revoca delle deliberazioni di Giunta regionale n. 45/2 del 25 ottobre 2013 di prima adozione e n. 6/18 del 14 febbraio 2014 di approvazione definitiva dello stravolgimento del piano paesaggistico regionale da parte dell’Amministrazione Cappellacci.

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

Uno stravolgimento del P.P.R. illegittimo, contro il quale lo stesso nuovo Presidente Pigliaru ha avuto parole durissime, preannunciando la difesa della pianificazione paesaggistica.

Ora la revoca è dovuta, necessaria, una scelta di buon senso.

Il primo bel segnale di legalità e di rispetto dell’ambiente.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Domus de Maria, sequestro cantiere edilizio, Chia (2010)

Domus de Maria, sequestro cantiere edilizio, Chia (2010)

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Raimondo Cossa
    febbraio 18, 2014 alle 10:13 am

    Certo, secondo quanto spetta a una società civile che vorrebbe crescere, la revoca delle deliberazioni di Giunta regionale n. 45/2 del 25 ottobre 2013 di prima adozione e n. 6/18 del 14 febbraio 2014, sono un atto dovuto. Correnti permettendo. Oppure siamo punto e a capo.

  2. Nico
    febbraio 18, 2014 alle 3:10 pm

    auguri al presidente Pigliaru e elimini prima possibile il piano di Cappellacci!

  3. febbraio 18, 2014 alle 4:51 pm

    “«vanno considerate lettera morta» le delibere prese negli ultimi giorni dalla giunta Cappellacci. A cominciare, ha rilevato il nuovo re di Sardegna, «dal Piano paesaggistico». «Un progetto di cartone»: così ha continuato a definirlo”……così ha detto il nuovo Presidente della Regione Francesco Pigliaru.

    da La Nuova Sardegna, 18 febbraio 2014
    Pigliaru si prende l’isola. Il neo-presidente: serietà premiata. E Renzi telefona: grande Francesco. (Pier Giorgio Pinna)

    CAGLIARI. Scacco matto. In cinque mosse Pigliaru diventa re di Sardegna e sfila lo scettro a Cappellacci: 2,4 i punti percentuali di vantaggio e 36 i seggi conquistati grazie al premio di maggioranza. «Ha già chiamato Renzi e mi ha gridato al telefono “Grande, Francesco!”», ha spiegato d’un fiato il Professore, arrivato alle 17.20 nel quartier generale del centrosinistra. Via Bottego. Sotto la basilica di Bonaria. Traffico bloccato per lasciare spazio, in una giornata che sa di primavera, alla gioia dei sostenitori. Tra loro, due ex governatori: Soru e Palomba. «Ha vinto l’isola, ho comunque risposto a Matteo, e infatti da oggi sono impegnato a essere davvero il presidente di tutti i sardi, anche di quelli che alle urne non sono andati», ha aggiunto Pigliaru. Che neppure in quest’occasione ha perso il consueto aplomb. E solo agli hurrah d’incitamento dei suoi, tra gli applausi, si è tolto il maglione verde ed è rimasto con la camicia bianca alzando le mani al cielo in segno di trionfo. A due passi, il braccio destro di sempre Filippo Spanu e un raggiante Silvio Lai. Renzi era sbarcato in Sardegna 10 giorni fa per sostenere la candidatura del docente sassarese prestato alla politica. Il quale, con lo stesso fair play, sempre ieri ha detto di aver ricevuto un’altra telefonata. «Quella di Cappellacci: con cortesia si è voluto complimentare per il successo, l’ho ringraziato, ma naturalmente mi sento impegnato a far dimenticare i suoi cinque anni di governo», ha rimarcato Pigliaru. Manovre. E i criteri per la formazione della nuova giunta? «C’è ancora tempo: vedremo», ha risposto poi. Il Professore, in appena un mese e mezzo di campagna elettorale, ha avuto il merito di ottenere 13mila consensi più del governatore uscente. E allo stesso tempo di convincere chi è andato alle urne a non appoggiare Michela Murgia. Due mosse fatte in silenzio ma con la determinazione di un Cesare dei nostri tempi e la classe di un giocatore di razza. Fuga dalle urne. Certo, come dimostrano il pesante astensionismo e la diserzione di massa degli internauti del M5S, Pigliaru ha beneficiato dell’assenza di un movimento che alle ultime politiche aveva riscosso quasi il 30%. Ma la sua coalizione di centrosinistra è stata in grado di guadagnare terreno con un’altra mossa decisiva: «Quell’azione di squadra che adesso intendo trasferire in giunta. Come? Nella nostra opera per contrastare la disoccupazione, favorire il rientro dei cervelli e dei giovani emigrati, rilanciare iniziative per la cultura e l’istruzione, usare i fondi destinati agli alluvionati, dare risposte alle difficoltà nelle quali si trovano troppi sardi», ha aggiunto, chiarendo subito il programma dei primi cento giorni. Nessun effetto. Senza dimenticare che «vanno considerate lettera morta» le delibere prese negli ultimi giorni dalla giunta Cappellacci. A cominciare, ha rilevato il nuovo re di Sardegna, «dal Piano paesaggistico». «Un progetto di cartone»: così ha continuato a definirlo in serata mentre i fan gli riservavano l’ennesima standing ovation. Impegni. Per la restante parte del discorso, di fronte a una calca di giornalisti e operatori sbarcati da mezza Italia per il primo test con Renzi segretario-futuro premier, il Professore non ha tradito le attese. Sempre imperturbabile, perfino di fronte alle emozioni private. «Ho aspettato l’esito del voto a casa, poi ho fatto una passeggiata al Poetto», ha confidato. Toccato dall’exploit a Sassari? «Sicuramente, ma anche dai consensi ricevuti in tutte le altre parti dell’isola». Non ha fatto promesse. «La gente ci ha votato perché ha creduto alla serietà delle nostre proposte, adesso dobbiamo mettere in pratica le politiche che abbiamo annunciato per ridare fiato alle imprese, eliminare la mala burocrazia, far ripartire le leve economiche», ha incalzato. Unità. Rivelando così la sua quinta, ultima, e forse più azzeccata mossa sulla scacchiera elettorale: la ricomposizione tra le forze del centrosinistra che dovrà stare alla base della futura attività amministrativa. «La sfida sarà quella della società civile che si è riconosciuta nel nostro progetto», ha ribadito Pigliaru in tutte le interviste. Senza polemiche. Senza enfasi. Senza accuse. Evitando commenti «su quel che è successo in casa d’altri»: da Michela Murgia a Cappellacci sino ad arrivare a Mauro Pili. Guerra lampo. Insomma, per celebrare il vini-vidi-vici Pigliaru ha scelto come nel suo carattere toni soft. È un po’ come se avesse detto: «Mi avete fatto venire, ho visto il campo di battaglia e ho vinto». Ma per aggiungere, come sottinteso, un istante più tardi: «Ora però c’è la vera guerra, quella che ci deve vedere lottare insieme per dare un’alternativa reale a quest’isola». Speranze. Tant’è che il Professore tornato alla politica dopo l’esperienza nella giunta Soru come assessore alla Programmazione non ha esitato a delinare un passaggio cruciale: «Il nostro slogan è stato Cominciamo il domani. Da questo momento dobbiamo iniziare a eliminare i privilegi pensando al bene collettivo». «E come in vista del voto non abbiamo fatto calcoli e calcoletti elettorali – ha sostenuto – ora sta solo a noi del centrosinistra lasciare agli avversari i discorsi demagogici basati su ricette improbabili. E pensare immediatamente, come fosse il nostro primo tweet, al rilancio di tutta l’isola»

  4. Shardana
    febbraio 18, 2014 alle 5:44 pm

    Sono molto incuriosito di vedere operare la società civile che si è riconosciuta nel progetto di pigliaru.La mia speranza è che oltre al lavoro si pensi anche alla salute e che il presidenta cominci a vedere con un occhio di riguardo le zone devastate dall’inquinamento dei metalli pesanti come le basi militari e i cadaveri industriali che il centro sinistra tiene in ibernazione da secoli.Lavoro dalla bonifica del territorio ,non assistenzialismo…Saluti

  5. febbraio 18, 2014 alle 8:39 pm

    da L’Unione Sarda, 18 febbraio 2014
    Gli ambientalisti al neo governatore: “Revochi subito il Pps di Cappellacci”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/02/18/gli_ambientalisti_al_neo_governatore_revochi_subito_il_pps_di_cappellacci-6-354980.html

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    da La Nuova Sardegna, 18 febbraio 2014
    Pigliaru pensa alla giunta: «Cominciamo a lavorare». Cappellacci è già all’attacco: «Non è attrezzato».
    Primo giorno da presidente della Regione con incontri, un tweet e una pioggia di inviti: assegni alle donne metà dei posti nell’esecutivo e revochi subito il Pps: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/02/18/news/pigliaru-pensa-alla-giunta-cominciamo-a-lavorare-1.8694025

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    da Sardegna Oggi, 18 febbraio 2014
    Nuovo Ppr, ambientalisti contro: “Delibera di Cappellacci da annullare subito”: http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2014-02-18/24388/Nuovo_Ppr_ambientalisti_contro_Delibera_di_Cappellacci_da_annullare_subito.html

    _________________________________

    da Sardinia Post, 18 febbraio 2014
    Gli ambientalisti a Pigliaru: “Revoca il Ppr di Cappellacci”: http://www.sardiniapost.it/politica/gli-ambientalisti-pigliaru-revoca-il-ppr-di-cappellacci/

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    da Cagliari Globalist, 18 febbraio 2014
    Ambientalisti: Pigliaru revochi le delibere illegittime sul Pps.
    La scarsa affluenza segno di un generale crollo di credibilità della classe politica isolana: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=97864&typeb=0&Ambientalisti-Pigliaru-revochi-le-delibere-illegittime-sul-Pps-

  6. febbraio 19, 2014 alle 3:07 pm

    da Alguer.it, 19 febbraio 2014
    L’opinione di Stefano Deliperi. Piano Paesaggistico di Cappellacci da revocare: http://notizie.alguer.it/n?id=68177

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    da L’Unione Sarda, 19 febbraio 2014
    AMBIENTALISTI. Appello per la salvaguardia delle coste «Piano paesaggistico da revocare». (https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140219085641.pdf)

    Per il neo presidente della Regione, Francesco Pigliaru, la revisione del Piano paesaggistico regionale potrebbe essere una delle prime questioni da affrontare. Almeno stando alle richieste delle associazioni ambientaliste che a 24 ore dalla proclamazione del vincitore hanno subito inoltrato le loro richieste. Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Fai e Inu chiedono che «Pigliaru revochi subito il Piano paesaggistico approvato della Giunta Cappellacci venerdì scorso, ad appena 48 ore dal giorno delle elezioni regionali». L’appello sottolinea che «la salvaguardia dei paesaggi delle coste e delle zone interne deve costituire la risorsa strategica per promuovere uno sviluppo sostenibile della Sardegna». Un messaggio a Pigliaru anche da Stefano Deliperi (Gruppo di intervento giuridico) che oltre a «mettersi a disposizione per dare una mano nei nostri campi di attività, nel rispetto dei reciproci ruoli», chiede che vengano presi provvedimenti contro «lo stravolgimento del Ppr illegittimo». Deliperi sottolinea che la «revoca è dovuta, necessaria e una scelta di buon senso».

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    da La Nuova Sardegna, 19 febbraio 2014
    Nuovo Pps addio: la delibera contestata verrà ritirata subito. (Mauro Lissia) (http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/88958_Nuovo_Pps_addio_la_delibera_contestata_verra.pdf)

    Nuovo Pps addio: la delibera contestata verrà ritirata subito. Richiesta delle associazioni ecologiste al nuovo presidente «Revocare anche la prima adozione del 25 ottobre 2013».

    CAGLIARI. Il piano paesaggistico approvato nel 2006 è salvo. Il nuovo governatore Francesco Pigliaru ha confermato quanto già ieri aveva annunciato in sintonia col segretario del Pd Silvio Lai, anmnunciando l’immediata revoca della delibera approvata in fretta e furia dalla giunta Cappellacci a due giorni dalle elezioni e in assenza della valutazione ambientale strategica (Vas) obbligatoria per legge: «Il provvedimento approvato dalla giunta Cappellacci sarà ritirato e quindi neppure pubblicato – sono le sue parole, all’indomani della vittoria elettorale – stiamo già lavorando su questo punto sul piano tecnico per vedere poi come fare in concreto. E’ una questione che esaminerò di persona quando sarò ufficialmente governatore. A ogni modo – ha detto ancora Pigliaru – non mi pare che ci sia mai stata una vera approvazione. Credo sia stata grosso modo un’operazione realizzata soltanto per fini elettorali. La questione diversamente avrebbe richiesto procedure e metodologie ben più complesse». Scontate le reazioni positive da parte delle associazioni culturali ed ecologiste, che però chiedono a Pigliaru uno sforzo ulteriore, necessario sul piano giuridico: «Siamo felici che il nuovo presidente, cui vanno le congratulazioni di tutte le associazioni, abbia già chiarito che cosa farà per fermare quel piano devastante partorito dall’amministrazione Cappellacci – conferma Maria Paola Morittu di Italia Nostra – in questo momento ci preme però ricordargli che per cancellare definitivamente qualsiasi effetto di quel piano è indispensabile revocare anche la prima delibera firmata il 25 ottobre 2013, che riguarda l’atto di aggiornamento e revisione del Ppr del 2006». Facile prevedere che Pigliaru e la sua giunta si muoveranno in questa direzione, mentre i dettagli tecnici saranno affrontati non appena la giunta sarà costituita e operativa. D’altronde – a leggere la nota congiunta diffusa ieri da Italia Nostra, Legambiente, Fai Sardegna, Inu e Wwf coi loro rappresentanti Maria Paola Morittu, Vincenzo Tiana, Maria Grazia Piras, Enrico Corti e Nicoletta Selis – si tratta di due delibere illegittime che avevano «l’obiettivo di eliminare le tutele paesaggistiche disposte dal Ppr 2006 in coerenza coi principii costituzionali e del codice del paesaggio». Sulla stessa linea Stefano Deliperi in rappresentanza del Gruppo di Intervento giuridico, degli Amici della terra e della Lega per l’abolizione della caccia: «La delibera firmata in extremis dalla giunta Cappellacci non è che uno stravolgimento illegittimo del Ppr – è scritto in una nota – quindi la revoca è dovuta, necessaria ed è una scelta di buon senso, primo bel segnale di legalità e di rispetto dell’ambiente». Pigliaru incassa anche il plauso dei Verdi: «La vittoria in Sardegna – scrivono i portavoce Angelo Bonelli e Luana Zenella – dimostra che il contributo delle forze ecologiste e per la legalità sono fondamentali per un centrosinistra innovativo e vincente, che sappia parlare ai cittadini, e dimostra al Pd che alcune culture politiche, impropriamente definite partitini, sono una risorsa importante per vincere e governare. Una forte presenza ecologista e per la legalità non solo difenderà il territorio sardo dall’attacco della speculazione ma sarà un motore per riparare ai danni del governo di Cappellacci a cominciare dal piano paesaggistico».

  7. febbraio 19, 2014 alle 4:10 pm

    Articolo degno di nota. Sul tema in di cui hai scritto dieci giorni fa se non
    sbaglio ho letto parecchio, ma ritengo che ne valga la pena leggerne ancora.
    ciao

  8. febbraio 20, 2014 alle 9:13 pm

    la responsabilità è anche maggiore.

    da Sardinia Post, 20 febbraio 2014
    Pigliaru ha battuto tutti. Anche i sondaggi. (Alessandra Carta): http://www.sardiniapost.it/politica/pigliaru-ha-battuto-tutti-anche-sondaggi/

  9. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
    febbraio 21, 2014 alle 2:02 pm

    Da persona con idee di destra (non di centro-destra) , Spero che questa giunta che sta nascendo, permetta alla Sardegna di crescere, sul lavoro, sul piano energetico (non vedo l’ora che venga terminato il gasdotto che arriverà dall’Algeria) sull’istruzione ( a patto che si smetta di “faeddare in sardu” ) dato che il sardo non ci serve, la lingua Sarda va parlata con i propria dialetti senza che nessuno obblighi a parlare il dialetto di un’altra zona…. sarebbe più opportuno “speak English” dalle elementari.
    Spero che non vengano mandati via i signori del Quatar – a patto che non gli si consenta di costruire le cattedrali che volevano -…difficile il loro compito….fatto sta che il non permettere nulla (sul campo edilizio, energetico, infrastrutturale) non darà i risultati che la gente si aspetta anche perchè non si vive solo di paesaggi …
    Tengo a precisare che le buone idee non sono di dx o sx e starà all’intelligenza di chi siederà nei posti di comando di accorgersene.

  1. febbraio 21, 2014 alle 7:03 am
  2. febbraio 22, 2014 alle 7:02 am

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