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No a nuovi scempi in nome delle “grandi navi” nella Laguna Veneta!


Venezia, progetto canale Contorta - S. Angelo

Venezia, progetto canale Contorta – S. Angelo

Il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inviato, dopo il precedente (28 agosto 2013), un nuovo ricorso (9 gennaio 2014) alla Commissione europea e alle amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali perché siano assoggettate a procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) le ipotesi alternative contro i rischi derivanti dalla presenza delle “grandi navi” a Venezia e nella Laguna Veneta.

Infatti, con decreto Cap. Porto Venezia n. 472 del 5 dicembre 2013 è stata individuata quale “via di navigazione praticabile alternativa a quelle vietate, alle navi di stazza lorda superiore alle 40.000 G.T., del Canale di San Marco e del Canale della Giudecca” il Canale Contorta – S. Angelo quale diramazione del Canale Malamocco – Marghera.   Il canale dovrebbe esser scavato ex novo con indubbi danni di non prevedibile entità al delicatissimo ecosistema della Laguna Veneta.

Venezia, manifestazione contro le "grandi navi" (2013)

Venezia, manifestazione contro le “grandi navi” (2013)

In precedenza, su istruttoria della Capitaneria di Porto di Venezia (note prot. n. 25956 dell’8 ottobre 2013 e prot. n. 27373 del 28 ottobre 2013), al termine di specifica riunione tenutasi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 5 novembre 2013 è stato deciso:

“di vietare il transito delle navi da crociera dirette o in partenza da Venezia per il canale di Giudecca, in attuazione del decreto Clini-Passera, e di prevedere una nuova via di accesso alla Stazione marittima, individuata nel canale Contorta Sant’Angelo, come diramazione del Canale Malamocco-Marghera. Nella valutazione di impatto ambientale di questa opzione saranno naturalmente considerate eventuali soluzioni alternative, compresa quella del Canale Vittorio Emanuele. Inoltre, in considerazione delle prospettive di sviluppo del porto di Venezia, centrate sulla piattaforma d’altura e sulla bonifica e riconversione del porto di Marghera, si è deciso di promuovere una revisione del Piano regolatore portuale con l’obiettivo, tra l’altro, di definire e realizzare a Marghera siti alternativi rispetto all’attuale terminal crocieristico.

In attesa della realizzazione della nuova via di accesso alla Stazione marittima, dalla riunione è emersa la necessità di mettere in atto al più presto misure efficaci per mitigare significativamente il traffico nel Canale di Giudecca. In particolare:

  • dal 1° gennaio 2014 dovrà essere vietato il passaggio nello stesso Canale dei traghetti, con conseguente riduzione del 25% dei transiti davanti a San Marco e del 50% delle emissioni inquinanti;
  • dal 1° gennaio 2014 dovrà essere ridotto fino al 20% (rispetto al 2012) il numero delle navi da crociera di stazza superiore alle 40.000 tonnellate abilitate a transitare per il Canale della Giudecca;
  •  dal 1º novembre 2014 dovrà essere definitivamente precluso il transito delle navi crocieristiche superiori a 96.000 tonnellate di stazza lorda.

Andranno, infine, assicurate una riduzione dello stazionamento giornaliero massimo (non superiore a 5 navi da crociera di stazza superiore alle 40.000 tonnellate) e una contrazione dei passaggi residui nelle ore centrali della giornata, con concentrazione delle partenze e arrivi all’alba e al tramonto”.

Venezia, panoramaCon ordinanza Cap. Porto Venezia n. 153/2013 del 5 dicembre 2013 è stato stabilito in 708 “il numero massimo dei transiti nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca per l’anno 2014 di “navi passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000” tonnellate, il divieto di stazionamento contemporaneo alla Stazione Marittima di più di 5 navi passeggeri di stazza superiore a 40 mila tonnellate, il divieto di transito per le navi traghetto (“fatti salvi eventuali casi di forza maggiore”), nonché, nel 2015, il divieto di transito sempre “nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca” per le navi con stazza lorda superiore a 96.000 tonnellate.

Qualsiasi nuova soluzione va preceduta dai dovuti approfondimenti e dalla procedura di V.A.S.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Venezia, cartografia (1913)

Venezia, cartografia (1913)

Il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune ritiene scorretta e illegittima la procedura avviata dal Governo e dalla Direzione Marittima di Venezia dopo la riunione del 5 novembre 2013 sul crocerismo a Venezia che mira a sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il solo progetto dello scavo del Canale Contorta – Sant’Angelo e dunque ha inviato alla Commissione Europea, in collaborazione con il Gruppo di Intervento Giuridico onlus, un ricorso per costringere l’Italia al rispetto delle normative ambientali.

Il Comitato ricorda che prima di sottoporre a Via l’unico progetto ritenuto conforme al decreto Clini – Passera del 2 marzo 2012, al massimo confrontandolo in sede di procedura ad altri progetti incidentalmente sul tavolo e giudicati non si sa in base a quali criteri come sufficientemente maturi rispetto ad altri, si deve preliminarmente procedere a confrontare in sede di Valutazione ambientale strategica “tutti” gli scenari possibili, quelli oggi sul tappeto e quelli comunque ipotizzabili per risolvere il problema del crocerismo, quali le proposte di attracchi nelle bocche di porto esternamente alle barriere del Mose oppure off shore e senza escludere anche la cosiddetta “opzione zero”.

Il Comitato ritiene comunque inaccettabili tutti gli scenari che prevedono il mantenimento delle grandi navi all’interno della Laguna (Contorta, Marghera, retro Giudecca) ed è certo che a causa delle obiettive criticità connesse al modello oggi imperante (rischio di incidenti, inquinamento, erosione dei fondali, vibrazioni, rumori, stress turistico) una Vas condotta correttamente non potrà che concludersi con l’estromissione delle navi incompatibili dalla laguna. Una scelta, questa, la sola coerente col Piano di assetto del Territorio approvato dal Comune di Venezia e l’unica in grado di salvare davvero la Marittima, la portualità veneziana e il lavoro che gigantismo navale, crescita dei livelli marini e Mose alle bocche di Porto metteranno nel prossimo futuro in crisi.

Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

Venezia, manifestazione contro le "grandi navi" (2013)

Venezia, manifestazione contro le “grandi navi” (2013)

 

da Il Gazzettino, 15 gennaio 2014

Il fronte del NO si appella all’Europa. (Michele Fullin)

da Il Corriere del Veneto, 15 gennaio 2014

Crociere: ricorso all’Europa contro il nuovo canale.

da La Nuova di Venezia e Mestre, 15 gennaio 2014

Grandi navi, ricorso a Bruxelles. (Alberto Vitucci)

da La Nuova di Venezia e Mestre, 25 gennaio 2014

Il carburante “green” diventa obbligatorio. (Roberta De Rossi)

 

 

(simulazione cartografica, foto per conto GrIG)

  1. gennaio 15, 2014 alle 9:01 am

    L’ha ribloggato su profumo di donna.

  2. gennaio 15, 2014 alle 3:00 pm

    mozione di fatto congiunta P.D. e MoVimento 5 Stelle contro il nuovo canale Contorta – S. Angelo.

    * mozione n. 1-00199, pubblicata il 23 dicembre 2013, nella seduta n. 157, sen. ENDRIZZI e altri: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=733894

    * mozione n. 1-00200, pubblicata il 23 dicembre 2013, nella seduta n. 157, sen. CASSON e altri: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=733895

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    da La Nuova di Venezia e Mestre, 3 gennaio 2014
    Grandi navi e grandi opere. «Il governo ritiri il progetto del Contorta». Richiesta congiunta di Pd e M5S al Senato. Casson ed Endrizzi: stop al nuovo canale. (Alberto Vitucci): http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/01/03/news/il-governo-ritiri-il-progetto-del-contorta-1.8405266

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    2 gennaio 2014
    Il sindaco: il canale Contorta? È illegittimo.
    In una lettera al premier Letta chiede la convocazione del Comitatone: «C’è prima la Legge speciale»: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/01/02/news/il-sindaco-il-canale-contorta-e-illegittimo-1.8399842

  3. gennaio 15, 2014 alle 3:05 pm

    A.N.S.A., 14 gennaio 2014
    Grandi Navi a Venezia: ricorso europeo del Comitato dei No. Per costringere Italia a rispetto delle normative ambientali.

    Il comitato ‘No Grandi Navi – Laguna Bene Comune’ ha inviato alla Commissione Europea un ricorso per costringere l’Italia al rispetto delle normative ambientali. Questo perchè gli ambientalisti ritengono “scorretta e illegittima la procedura avviata dal Governo e dalla Direzione Marittima di Venezia dopo la riunione del 5 novembre 2013 sul crocerismo a Venezia che mira a sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il solo progetto dello scavo del Canale Contorta Sant’Angelo”. Lo ha reso noto in un comunicato, lo stesso comitato.
    “Il Comitato – prosegue la nota – ritiene comunque inaccettabili tutti gli scenari che prevedono il mantenimento delle grandi navi all’interno della laguna (Contorta, Marghera, retro Giudecca) ed è certo che a causa delle obiettive criticità connesse al modello croceristico oggi imperante una Vas condotta correttamente non potrà che concludersi con l’estromissione delle navi incompatibili dalla laguna”.

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    da La Nuova di Venezia e Mestre, 14 gennaio 2014
    Grandi navi, ricorso europeo del comitato del no.
    Gli ambientalisti contro il progetto che prevede il passaggio dal canale di Contorta: «Incompatibile con la salvaguardia della laguna»: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/01/14/news/grandi-navi-ricorso-europeo-del-comitato-del-no-1.8467042

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    6 dicembre 2013
    Grandi navi, il Comune ricorre al Tar.
    Firmata l’ordinanza che limita i passaggi e dà il via libera al canale Contorta Sant’Angelo. Orsoni: «Noi non ci stiamo»: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/12/06/news/grandi-navi-il-comune-ricorre-al-tar-1.8243501

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    12 dicembre 2013
    «Il Contorta è illegittimo» Il Comune fa ricorso al Tar.
    Pronta la delibera preparata dall’Avvocatura civica su indicazione del sindaco «Non c’è nel Piano regolatore portuale né nel Prg». Il 22 dicembre l’ultima nave: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/12/12/news/il-contorta-e-illegittimo-il-comune-fa-ricorso-al-tar-1.8292142

  4. gennaio 15, 2014 alle 6:45 pm

    da La Voce del Nord Est, 15 gennaio 2014
    Si vorrebbero far passare le navi per il Canale Contorta – S. Angelo , che dovrebbe esser scavato ex novo con danni imprevedibili per l’ecosistema: http://www.lavocedelnordest.eu/no-a-nuovi-scempi-in-nome-delle-grandi-navi-nella-laguna-veneta/

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    da La Nuova di Venezia e Mestre, 15 gennaio 2014
    Grandi navi, ricorso a Bruxelles.
    I comitati: «Illegittima la procedura del canale». Mozione dei grillini in Senato. (Alberto Vitucci) (http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/01/15/news/grandi-navi-ricorso-a-bruxelles-1.8478153)

    VENEZIA. «Procedura scorretta e illegittima». Con queste motivazioni il Comitato «No Grandi Navi» insieme al Gruppo di Intervento giuridico ha presentato ieri un ricorso alla commissione europea contro la procedura avviata dal governo e dalla Direzione marittima di Venezia che vuole sottoporre alla Valutazione di Impatto ambientale il solo progetto del nuovo canale Contorta Sant’Angelo, voluto da Autorità portuale e Magistrato alle Acque. «È necessario invece», scrivono i ricorrenti, «rispettare la procedura europea sulle norme ambientali. Sottoponendo a Valutazione strategica (Vas) tutte le possibili alternative sul tappeto». «Da parte nostra», concludono i comitati, «saremo sempre contrari a qualunque soluzione preveda lo scavo di nuovi canali e il permanere delle grandi navi incompatibili all’interno della laguna. Unica soluzione ambientalmente compatibile, visti i danni prodotti dal passaggio delle grandi navi e in linea con il Piano di Assetto di territorio del Comune». Battaglia che va avanti. Lunedì prossimo in sala San Leonardo a Cannaregio si terrà un dibattito sulle altre alternative alle navi in bacini San Marco. Ci saranno il sindaco Giorgio Orsoni, il senatore del Pd Felice Casson, l’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos, il presidente della Municipalità Erminio Viero.
    Sul fronte del «no a nuovi canali e grandi navi in laguna» anche il Movimento Cinquestelle. In prima linea il senatore Giovanni Endrizzi e il deputato Marco Da Villa. ma anche la giunta grillina di Mira, con il sindaco Alvise Maniero e l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut. I grillini ricordano come siano depositate in Senato due distinte mozioni (firmate da Endrizzi e Casson) che attendono di essere calendarizzate. «Noi siamo favorevoli alla nuova Marittima fuori delle bocche di porto di Lido», dicono, «e continueremo la nostra battaglia in tutte le sedi». Una critica viene rivolta al Pd, che ha al suo interno «divisioni e posizioni scomposte» sul tema delle grandi navi. «La lettera del presidente Costa di rimprovero ai senatori che hanno scritto a Letta ne è la spia», scrive la rappresentante del Movimento Elena Rossi. Dunque, «non ci sono soltanto il Pd e il sindaco Orsoni a opporsi al canale Contorta. Noi diciamo decisamente no allo scavo di nuovi canali in laguna, sarebbero contro la normativa vigente. Sì invece alla realizzazione di scavi alternativi extralagunari». Una partita che si gioca in molti tavoli diversi. Non solo quello del governo, che ha dato finora ascolto alle istanze del Porto mandando avanti il progetto del Contorta. Ma anche in Parlamento, a cominciare dal Senato, e in Commissione europea. Che già sta indagando sull’esposto inviato a settembre dai comitati, che riguarda l’emissione di fumi inquinanti dai camini delle grandi navi in laguna.

  5. marzo 17, 2014 alle 8:21 pm

    da Il Corriere della Sera – Veneto, 17 marzo 2014
    VENEZIA. Grandi navi libere, il Tar boccia i limiti. Accolta la richiesta di sospensiva, stop ai «blocchi» del governo. (Alberto Zorzi): http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/17-marzo-2014/grandi-navi-libere-tar-boccia-limiti-2224223631393.shtml

  6. marzo 18, 2014 alle 2:58 pm

    da Il Corriere della Sera, 18 marzo 2014
    IL CASO- LA VITTORIA DELLE CROCIERE E LA SCONFITTA DEGLI AMBIENTALISTI.
    Se un giudice cancella i limiti alle grandi navi di Venezia. Secondo il Tar «non ci sono indagini adeguate sui rischi». Il ministro Franceschini aveva appena detto: non ci si può rassegnare a giganti di quelle dimensioni. (Gian Antonio Stella) (http://www.corriere.it/cronache/14_marzo_18/se-giudice-cancella-limiti-grandi-navi-venezia-728e94a0-ae68-11e3-a415-108350ae7b5e.shtml)

    Ha la precedenza il business della lobby crocieristica o l’opinione pubblica mondiale scandalizzata dalle navi immense che solcano Venezia? Il Tar del Veneto ha risposto. Dando torto al governo e sospendendo il contenimento del traffico e perfino lo stop dal 2015 all’accesso delle navi superiori alle 96 mila tonnellate. Come la Divina, lunga due volte piazza San Marco.

    Certo, la «sospensiva» dei Tar è come l’ultima sigaretta al condannato: non si nega a nessuno. Ma la decisione dei giudici, per quanto non inattesa, è stata accolta da una selva di proteste. E molte altre minaccia di sollevarne nei prossimi giorni. Lo stesso ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, infatti, l’aveva appena detto con brutale chiarezza: «È inimmaginabile rassegnarsi al fatto che giganti di quelle dimensioni passino davanti a San Marco. Non lo capisce nessuna persona con un minimo di buonsenso».

    Per capirci, occorre tornare al marzo 2012 quando, nella scia delle polemiche per la tragedia della Costa Concordia al Giglio e del progressivo aumento delle stazze delle navi in transito nel bacino di San Marco, il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera e quello dell’ambiente Corrado Clini fecero un decreto: «È vietato il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda». Dopo di che, fissate alcune norme sul trattamento dei rifiuti subito considerate penalizzanti dagli armatori, precisava che quel divieto andava applicato «a partire dalla disponibilità di vie di navigazione praticabili alternative a quelle vietate, come individuate dall’Autorità marittima con proprio provvedimento. Nelle more di tale disponibilità, l’Autorità marittima, d’intesa con il magistrato alle acque di Venezia e l’Autorità portuale, adotta misure finalizzate a mitigare i rischi connessi al regime transitorio…». Un anno e mezzo dopo, però, queste alternative non si erano viste ancora e tutto continuava come prima al puntoche il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, in audizione alla Camera, invocava: «Il decreto Clini-Passera va applicato immediatamente». Insomma, la deroga «provvisoria» rischiava di durare in eterno. Quindi, d’accordo «la salvaguardia del porto che rappresenta la più importante attività di Venezia» ma la croceristica «deve essere compatibile con la città». Finché, dopo il tuffo collettivo di manifestanti nel canale della Giudecca che aveva bloccato il passaggio degli immensi bestioni da diporto, il governo Letta decise di convocare un vertice. E ai primi di novembre 2013 fissò un anno di tempo, fino al 1 novembre 2014, per risolvere la questione. Dopo di che, stop.

    Nel frattempo, però, erano partiti due ricorsi di «Venezia Terminal Passeggeri», il gestore della Marittima, di una decina di imprese portuali e dal Comitato Cruise Venice. Uno dei quali vedeva la partecipazione, tra gli altri, dell’avvocato Francesco Curato, marito della soprintendente veneziana Renata Codello, da sempre silente sulle le gigantesche imbarcazioni che sfilavano e sfilano davanti al Palazzo Ducale. Alcune delle quali, come la già citata Divina sono quattro volte e mezzo più lunghe e una volta il mezzo più alte, del Palazzo stesso.
    Quante navi sono passate nel 2013, approfittando della moratoria «provvisoria»? Ottocentonovantuno tra navi da crociera, traghetti e grandi navi fluviali, risponde Silvio Testa, del comitato «No grandi navi». Per un totale, fra andata e ritorno, di 3.764 passaggi nel bacino di San Marco. Oltre una decina al giorno, di media. Ma con punte, come sabato 21 settembre, quando Adriano Celentano comprò una pagina sul Corriere della Sera per denunciare l’andazzo, di 13 navi per un totale di 26 passaggi. Più quelli di 334 aliscafi.

    Tutto intorno, polemiche a non finire. Da una parte i sostenitori della croceristica, certi che quelle navi spropositate sono ecologicamente perfette esilenziosissime e sicurissime e mai e poi mai potrebbero avere incidenti come quello capitato tempo addietro alla «Mona Lisa» arenatasi davanti alla Riva dei Sette Martiri e comunque che siano una miniera d’oro per Venezia per un totale di 222 milioni di euro di valore aggiunto pari al 3,26% del Pil. Dall’altra chi contesta tutto e afferma che, al di là dell’«inquinamento visivo» ammesso perfino dal presidente dell’autorità portuale veneziana Paolo Costa, tutte quelle navi non sono affatto un affarone perché solo la miseria di un turista su quattro (mezzo milione su 2 milioni) si attarda a scendere per visitare Venezia (mica Gallarate: Venezia!) e l’indotto è assai più basso dato che, stando uno studio di Giuseppe Tattara, docente di economia a Ca’ Foscari, non solo l’inquinamento e il moto ondoso creano danni alle strutture ma anche la stima sulle forniture va ridotta: «Li contiamo come veneziani i salmoni cileni, la carne argentina o le aragoste di Baltimora? In realtà, il Pil locale andrebbe abbassato all’1,9%».

    Fatto sta che, contro l’ordinanza della capitaneria di porto firmata a ridosso delle decisioni del governo Letta, ordinanza perfino meno restrittiva e contestata sia pure con motivazioni diverse anche dal Comune, il Terminal passeggeri e un po’ di altri soggetti che si ritenevano danneggiati avevano chiesto al Tar di sospendere tutto.

    E il Tribunale amministrativo, come dicevamo, ha dato loro ragione: sia sulla riduzione del 12,5% del traffico delle navi da crociera sia sullo stop a partire dal 1° gennaio del 2015 all’ingresso dalla bocca del Lido alle navi di stazza superiore alle 96 mila tonnellate. Secondo il Tar, infatti, quelle misure «si pongono in contrasto con lo specifico principio di gradualità» in base al quale «l’interdizione del transito può essere consentita solo a partire dal momento dell’effettiva disponibilità di una via alternativa». Di più, secondo i giudici, l’ordinanza che «traduceva» in regole pratiche il dettato del governo, «non appare sostenuta da una adeguata attività istruttoria preliminare, volta all’identificazione dei rischi connessi ai traffici nei canali in questione e ai transiti delle navi con stazza superiore a 40.000 tonnellate».

    Insomma, dicono i magistrati, prima di limitare o addirittura vietare il transito non ci sarebbe stata «un’esauriente ponderazione né dei presupposti di fatto né delle specifiche valutazioni dei rischi, assunti a fondamento delle misure “mitigatorie” in esame».

    Va da sé che le opposte tifoserie sono saltate su all’istante. Di qua i tifosi delle crociere, entusiasti. Di là quelli avversari, decisi a dar battaglia colpo su colpo. Ricorso su ricorso. E se le misure alternative non fossero così facili da individuare? Le grandi navi continueranno a sfilare nei secoli dei secoli. Amen.

  7. marzo 18, 2014 alle 3:00 pm

    ecco l’ordinanza T.A.R. Veneto, sez. I, 17 marzo 2014, n. 178 (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%201/2014/201400146/Provvedimenti/201400178_05.XML)

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    N. 00178/2014 REG.PROV.CAU.

    N. 00146/2014 REG.RIC.

    REPUBBLICA ITALIANA

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto

    (Sezione Prima)

    ha pronunciato la presente
    ORDINANZA

    sul ricorso numero di registro generale 146 del 2014, proposto da:

    Venezia Terminal Passeggeri S.p.A., rappresentato e difeso dagli avv. Giuseppe Scuglia, M. Francesco Curato, Vittorio Domenichelli, con domicilio eletto presso Francesco M. Curato in Venezia, Piazzale Roma, 468/B;

    contro
    Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrett. Stato, domiciliata in Venezia, San Marco, 63; Ministero Ambiente e della Tutela del Mare, Capitaneria di Porto Venezia;
    nei confronti di
    Autorità Portuale di Venezia, Magistrato delle Acque di Venezia, Ministero Difesa;
    e con l’intervento di
    ad opponendum:
    Comune di Venezia, rappresentato e difeso per legge dagli avv. Antonio Iannotta, Giulio Gidoni, Marzia Masetto, domiciliata in Venezia, S. Marco, 4091;
    per l’annullamento
    previa sospensione dell’efficacia,
    dell’ordinanza della Capitaneria di Porto di Venezia n. 153/2013 ad oggetto, in pretesa esecuzione dell’art. 3 del D.M. n. 79/2013, la limitazione del transito nel canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 GT (per l’anno 2014); nonchè il divieto per l’anno 2015 del transito nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiori a 96.000 GT; delle direttive del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 20.11.2013 alla Capitaneria di Porto avente ad oggetto l’adozione delle misure di mitigazione per il periodo transitorio 2014 e 2015; nonchè di ogni atto annesso, connesso o presupposto.

    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Presidenza del Consiglio dei Ministri;
    Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
    Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
    Relatore nella camera di consiglio del giorno 13 marzo 2014 la dott.ssa Silvia Coppari e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

    Il Collegio rileva che l’ordinanza n. 153/2013 della Capitaneria di Porto di Venezia ha disposto che “il numero massimo di transiti nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 GT è stabilito, per l’anno 2014, in 708 transiti” (art. 1) e che “per l’anno 2015, è vietato il transito nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca a navi passeggeri di stazza lorda superiore a 96.000 GT” (art. 3).
    Tali limitazioni, benché formalmente previste per dare seguito a quanto disposto dal Decreto Interministeriale n. 79/2012, risultano stabilite in assenza dello specifico presupposto richiesto per la relativa adozione, dal momento che l’operatività del divieto di transito nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda (di cui all’art. 2, comma 1, lettera b) del citato D.M. n.79/2012) è ivi espressamente subordinata alla disponibilità di praticabili vie di navigazione alternative a quelle vietate, come individuate dall’Autorità marittima con proprio provvedimento (così l’art. 3, comma 1, del citato D.M., peraltro carente di orientamenti concreti).
    Le misure in esame si pongono conseguentemente in contrasto con lo specifico principio di gradualità enunciato dal D.M. n.79/2012, in base al quale l’interdizione del transito può essere consentita solo a partire dal momento dell’effettiva disponibilità di una via alternativa, con ciò sostanzialmente anticipando quel divieto che invece, avrebbe dovuto essere preceduto da opportune, necessarie misure precauzionali, da adottarsi “in attesa di tale disponibilità”, al fine di “mitigare i rischi connessi al regime transitorio, perseguendo il massimo livello di tutela dell’ambiente lagunare”.
    A ciò deve aggiungersi che l’ordinanza de qua non appare sostenuta da una adeguata attività istruttoria preliminare, volta all’identificazione dei rischi connessi ai traffici nei canali in questione e ai transiti delle navi con stazza superiore a 40.000 tonnellate, non potendosi evincere dal provvedimento, un’esauriente ponderazione né dei presupposti di fatto, né delle specifiche valutazioni dei rischi, assunti a fondamento delle misure “mitigatorie” in esame.
    Tale carenza, oltre a concretare un difetto di motivazione, non consente altresì di valutare appieno l’idoneità la razionalità e la congruenza delle misure limitative in concreto adottate, le quali peraltro formano oggetto di contestazioni di segno opposto, ascrivibili alla ricorrente ed al Comune di Venezia, in modo sostanzialmente speculare, in quanto entrambe convergenti nella richiesta di annullamento dei provvedimenti impugnati (e ciò a prescindere da qualunque considerazione in ordine all’ammissibilità dell’intervento ad opponendum del Comune), e volte a dimostrarne, per un verso, la sproporzione rispetto agli obiettivi di tutela e salvaguardia dell’ambiente lagunare e, per l’altro, invece, l’assoluta insufficienza rispetto al medesimo obiettivo.
    Del pari deve rilevarsi, con particolare evidenza, che le stesse Direttive del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 20.11.2013 alla Capitaneria di Porto, aventi ad oggetto l’adozione delle misure di mitigazione per il periodo transitorio 2014 e 2015, appaiono viziate dai medesimi difetti di genericità e indeterminatezza sopra evidenziati con riguardo all’ordinanza n. 153/2013, dal ché deriva la attuale critica situazione di carenza di disposizioni puntuali e idonee a contemperare, razionalmente, tutti gli interessi coinvolti.
    P.Q.M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima) Accoglie la domanda cautelare proposta e per l’effetto:
    a) sospende tutti gli atti impugnati fino alla data di trattazione del merito;
    b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 12 giugno 2014.
    Compensa le spese della presente fase cautelare.
    La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
    Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 13 marzo 2014 con l’intervento dei magistrati:
    Bruno Amoroso, Presidente
    Silvia Coppari, Referendario, Estensore
    Enrico Mattei, Referendario

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA
    Il 17/03/2014
    IL SEGRETARIO
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

  8. marzo 19, 2014 alle 3:05 pm

    interrogazione parlamentare alla Commissione europea da parte dell’on. Andrea Zanoni.

    Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-002409/2014

    alla Commissione

    Articolo 117 del regolamento

    Andrea Zanoni (ALDE)

    Oggetto: “Grandi navi” nella laguna di Venezia: dubbi sul progetto di scavo del canale Contorta-Sant’Angelo

    Facendo seguito all’interrogazione P-000469/2012 del 23.01.2012 va segnalato un importate aggiornamento sulla questione del transito delle “grandi navi” all’interno della laguna di Venezia a causa di intensi fenomeni erosivi che ne stanno modificando la morfologia e mettono in pericolo non solo l’ecosistema lagunare, ma persino la salvaguardia della città. Attraverso una procedura di dubbia legittimità, è stata recentemente individuata quale soluzione l’allargamento del canale Contorta-Sant’Angelo, considerata opera propedeutica alla realizzazione di un percorso di navigazione alternativo a quello lungo il canale della Giudecca.
    Secondo gli oppositori al progetto, tuttavia, non sarebbero state adeguatamente valutate possibili soluzioni alternative che non necessitino attività di scavo e siano maggiormente rispettose del precario equilibrio della laguna (che integra altresì più aree SIC/ZPS) – 1 – . Le considerevoli attività di escavazione richieste, inoltre, movimenteranno più di 7 milioni di metri cubi di fanghi inquinati, mettendo pertanto a rischio lo stato delle acque.
    La decisione viene infatti contestata dal sindaco, da vari esponenti politici e dalla cittadinanza riunitasi in comitati e associazioni – 2 -. I cittadini, inoltre, ritengono di non essere stati sufficientemente informati. Secondo alcuni studiosi, l’unica soluzione possibile sarebbe quella di impedire a tali navi l’accesso alla laguna, optando per stazioni di approdo esterne. Solo così facendo, infatti, si andrebbe a evitare il continuo spostamento di grandi quantitativi di sedimenti, che finiscono col fuoriuscire dalla laguna.

    Può la Commissione riferire se:

    1. è a conoscenza del progetto di scavo;
    2. ritiene che la scelta di movimentare enormi quantitativi di fanghi inquinati sia compatibile con gli obblighi di non deterioramento e ottenimento di un buono stato delle acque imposti agli Stati membri dalla direttiva 2000/60/CE e con quelli di protezione e conservazione dell’ambiente marino di cui alla direttiva 2008/56/CE;
    3. ritiene che la scelta di continuare a consentire l’accesso in laguna a tali navi vada a contrastare anch’essa con la direttiva 2008/56/CE, in particolare con l’obbligo di assicurare la correttezza ecologica delle attività economiche connesse all’ambiente marino;
    4. intende intraprendere iniziative al fine di verificare il rispetto della normativa ambientale UE, stante la carente valutazione di progetti alternativi e l’omessa informativa al pubblico?

    ———–

    1) SIC IT3250030 “Laguna medio-inferiore di Venezia”, SIC IT3250031 “Laguna superiore di Venezia”, ZPS IT3250046 “Laguna di Venezia”
    2) Si segnala che in Italia alcuni senatori su iniziativa del PD (Partito Democratico) hanno presentato un’interrogazione e una successiva mozione al Governo in proposito. Il comitato “No grandi navi” e l’associazione “Gruppo di intervento giuridico”, inoltre, hanno presentato un ricorso alla Commissione europea, ritenendo illegittima la procedura seguita

  9. marzo 22, 2014 alle 11:58 am

    da Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2014
    Adriano Celentano, l’accusa sul Fatto: Venezia, Eataly e i carnefici della bellezza.
    Il cantante: “Il miserabile Tar del Veneto ha deciso che più le maxi navi sono pesanti meglio è. Falsa la filosofia di Farinetti”. Su cui aggiunge: “Mangiare sano ‘è alla base della cultura’. Ma la tua cultura, caro Farinetti, è solo una facciata per riempire le tue tasche”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/20/adriano-celentano-laccusa-sul-fatto-venezia-eataly-e-i-carnefici-della-bellezza/920159/

  10. aprile 7, 2014 alle 12:00 am

    A.N.S.A., 6 aprile 2014
    Venezia: Msc urta finger, torna polemica grandi navi.
    Nessun ferito. Ambientalisti: stiano fuori da laguna: http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2014/04/06/venezia-msc-urta-finger-torna-polemica-grandi-navi_cb1e22f6-e85e-4bbb-90c7-d236d30f6ea3.html

  11. aprile 21, 2014 alle 1:06 pm

    A.N.S.A., 18 aprile 2014
    Clia, da 30/11 stop transiti Grandi navi a S. Marco.
    Galletti, tempi brevi scelta governo; Costa, entro 2016 via alternativa: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/istituzioni/2014/04/18/clia-da-3011-stop-transiti-grandi-navi-a-s.-marco-_016baca3-e223-4bc1-aeea-694ebdb610d0.html

  12. aprile 29, 2014 alle 5:09 pm

    da La Nuova di Venezia e Mestre, 29 aprile 2014
    L’indagine ambientalista: «Servono filtri ai fumi neri delle navi».
    Lo studio ambientalista: obbligo di carburanti a basso contenuto di zolfo e di filtri antiparticolato. Appello a Renzi delle categorie economiche: «Non toccate la Marittima». (Alberto Vitucci): http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/04/29/news/grandi-navi-filtri-ai-fumi-neri-1.9131672

  13. maggio 13, 2014 alle 2:57 pm

    il Canale Contorta – S. Angelo sarebbe uno scempio ambientale: l’ha detto da tempo anche la Commissione V.I.A./V.A.S. con un parere specifico.

    da La Nuova di Venezia, 10 maggio 2014
    Grandi navi, Contorta bocciato dalla “Via” E scoppia la polemica.
    La commissione contraria al progetto del Porto ma il testo non è mai stato reso noto. Casson: «Manca la trasparenza». (Alberto Vitucci): http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/05/10/news/grandi-navi-contorta-bocciato-dalla-via-e-scoppia-la-polemica-1.9203751

  14. maggio 16, 2014 alle 2:57 pm

    da Eddyburg, 15 maggio 2014
    Menzogne e affari sulla Laguna. Non è solo scandalo, è molto peggio. (Silvio Testa)

    Rivelazioni sulle menzogne a nascondere la decisione di distruggere la Laguna di Venezia. Ma c’è chi resiste. Informazioni e commenti di R. De Rossi, la Nuova Venezia, S. Testa, il Gazzettino, e Corriere del Veneto, 15 maggio 2014.

    ________________________________

    La Nuova Venezia, 15 maggio 2014
    Comitati tra blocchi e diffide a Renzi. Affollata assemblea a San Leonardo: sabato a Roma e poi “sorprese eclatanti” per la Biennale Lettera al premier per annunciare ricorsi all’Europa in caso di scavo di canali e attacco diretto al Comune: «Serve una valutazione sulla compatibilità tra porto e laguna». (Roberta De Rossi)

    II Comitato No Grandi navi serra le fila in vista «di quest’ultimo mese che porterà al Comitatone e nel quale ci giochiamo tutto per fermare lo scempio», per dirla con chi è intervenuto ieri alla grande assemblea pubblica che ha affollato Sala San Leonardo. Il programma è fitto. Intanto c’è la lettera-appello-diffida inviata al presidente del Consiglio Renzi per avvisarlo – come spiega Luciano Mazzolin – «che qualora il governo da lei presieduto, nell’ambito del decreto Clini-Passera, autorizzi lo scavo di un qualsiasi canale di accesso alla Marittima (sia Contorta Sant’Angelo voluto dal Porto, quello lungo la Giudecca sostenuto da Scelta civica e Vtp o il Vittorio Emanuele caldeggiato dal Comune), partirà immediata una richiesta alla Commissione europea per mettere l’Italia sotto procedura di infrazione per violazione delle direttive Acque 2000/60». Poi sabato prossimo, a Roma, lo striscione “No grandi navi” aprirà il corteo dei comitati territoriali alla manifestazione nazionale per l’acqua pubblica e contro le grandi opere. E in mattinata ci sarà annunciata visita al ministro Lupi: in partenza 3 pullman. Quindi sabato 7 giugno – per dirla con Tommaso Cacciari – «corteo da piazzale Roma ai cancelli della Stazione Marittima: pacifico, ma molto ben determinato a produrre un disturbo e il blocco all’imbarco dei passeggeri». Domenica 8 giugno, «sorprese eclatanti allo studio» in vista dell’inaugurazione della Biennale d’Architettura e della Vogalonga.

    Il Comitato No grandi navi rilancia poi i progetti che portano fuori dalla laguna lo scalo passeggeri: «Sono 4, perfezionabili, ma puntiamo su quelli», sottolinea l’urbanista Stefano Boato. E attacca chiunque voglia scavare, Comune compreso. Così, il vice presidente di Italia Nostra, Lanapoppi, legge l’ultimo parere della commissione tecnica di verifica del ministero dell’Ambiente che – dopo aver dato parere negativo (1346/2014) sullo scavo Contorta Sant’Angelo – stoppa ora anche il progetto di Nuovo porto passeggeri a Porto Marghera, sostenendo che serve una valutazione tra compatibilità tra laguna e porto: «L’ipotesi progettuale predisposta dal sindaco di Venezia e relativa a nuovo porto passeggeri a Porto Marghera», si legge, «non contiene i necessari requisiti tecnici e di documentazione ambientale, indispensabili anche per esprimere un parere preliminare tecnico circa una possibile compatibilità ambientale del progetto», con «l’esigenza che, prima di poter formulare specifiche valutazioni sui vari progetti in discussione, sia avviato un processo di valutazione di impatto ambientale e o valutazione ambientale strategica, per una visione complessiva delle funzionalità e compatibilità portuali con l’ecosistema lagunare».

    Per la commissione «occorre chiarire e definire quali siano le funzioni portuali che risultino non superare i limiti di compatibilità ambientale rispetto alla protezione e conservazione dell’ ecosistema lagunare nel suo complesso. Ogni progetto per individuare vie di navigazione alternative dovrà essere compiutamente esaminato nell’ambito di una valutazione ambientale approfondita che tenga conto dell’intero complesso lagunare e degli aspetti sin qui non considerati tra i quali si evidenziano la circolazione idrodinamica, incidenza sugli habitat e sulle specie tutelate della Rete Natura 2000 e sull’ecosistema lagunare, l’estensione e il trasporto dei sedimenti, nonché le interazioni dell’opera con il funzionamento del Mose».

    ____________________________________

    La Nuova Venezia, 15 maggio 2014
    Incurante del parere negativo della Via, la Capitaneria ritiene compatibili solo il Contorta e il canale retro Giudecca. (Roberta De Rossi)

    II risultato del gruppo di lavoro del ministero delle Infrastrutture, del quale fa parte anche l’Autorità portuale che propone Io scavo del canale: bocciati gli ormeggi a mare Dipendesse dalla Capitaneria di porto, il prossimo Comitatone di fine maggio avrebbe due sole opzioni tra le quali scegliere: scavo del canale Contorta dell’ Angelo o scavo di un nuovo canale retro Giudecca. Con ponti d’oro alla prima ipotesi.

    Lo scarno dossier – 9 pagine – che riassume al Comitatone i progetti esistenti, ritiene solo questi due progetti compatibili con il decreto Clini-Passera: a firmarlo è l’ammiraglio Tiberio Piattelli, che ha coordinato il gruppo di lavoro composto da Capitaneria, Autorità portuale (per altro parte in causa, come promotrice dello scavo del Contorta) e Magistrato alle Acque (che ha fatto mettere a verbale come il livello di progettazione delle proposte sia difficilmente comparabile), al quale il ministro delle Infrastrutture aveva dato l’incarico di valutare i progetti presentati. Un giudizio finale che scatenerà reazioni accese, di segno opposto al parere della commissione Via del ministero dell’Ambiente, che ha bocciato lo scavo del Contorta.

    Nell’analizzare costi, impatto sull’occupazione, tempi dei vari progetti, l’ammiraglio Piattelli conclude che «le proposte che in relazione al decreto Clini Passera individuano vie alternative sono quelle della Realizzazione tangenziale lagunare canale retro Giudecca e della Ricalibratura Canale Contorta Sant’Angelo e solo tra le stesse, qualora voglia mantenersi l’operatività dell’attuale stazioni passeggeri in Marittima, debba effettuarsi la comparazione», potendole inserire in Legge obiettivo.

    Tutte le altre proposte si riferiscono a nuove stazioni marittime in siti diversi da quelli attuali e pertanto subordinate al procedimento di revisione del piano regolatore portuale». Dopo aver qualificato i fascicoli “No Grandi Navi” e “Gersich” come «piani programmatici e non ipotesi di progetto», il dossier boccia le ipotesi che puntano a spostare gli ormeggi in bocca di porto, per «riserve sulla compatibilità con la presenza del sistema Mose», l’esposizione a «venti dominanti», tempi non ipotizzabili perla necessità di varianti, ricadute sulla crocieristica e il Comune di Cavallino Treporti che ha già deliberato contro.

    Così per la proposta Claut; il progetto Boato Iuav, ma anche per il progetto Duferco Italia Holding (costo 127 milioni) anche relativamente all’«aumento del traffico in laguna per la movimentazione dei passeggeri da bocca di porto a Marittima, comunque necessaria per tutti i servizi ai passeggeri», con aumento di costi per i servizi alle navi. Bocciato anche il progetto E3d Srl, nuovo Porto passeggeri a Porto Marghera, 6 anni di lavori e 299 milioni di spesa, caldeggiato dal Comune che vorrebbe integrarlo con lo scavo del canale Vittorio Emanuele, con ormeggi provvisori a fianco dell’isola serbatoi petroliferi e di fronte alla banchina petroli: «Ciò è incompatibile con la sicurezza. Per le fasi successive si evidenzia l’interferenza negativa tra il traffico passeggeri e il traffico merci, petrolifero, chimico». Il sito rientra nel Piano di Sicurezza integrato trattandosi di area a rischio industriale» e «comporterebbe conseguenze negative sul traffico commerciale e industriale», con perdita di ricavi pubblici e privati e occupazione..

    E, ancora: «La sostenibilità economica non è garantita, la proposta non appare compatibile con la legge 84/94, il codice della navigazione». Promosso, si diceva, il progetto dell’Autorità portuale Apv (in commissione) per la “ricalibratura contorta Sant’Angelo”: 2 anni e 11 mesi dalle autorizzazioni ai collaudi, con lo scavo di 7,168 milioni di metri cubi di fanghi, interramento oleodotto Eni, Terna, materiale riutilizzato per la formazione di velme ai lati canale. Progetto ritenuto «reversibile» e «via alternativa di emergenza al traffico commerciale»: «Realizzare questo percorso comporta trascurabili conseguenze nella fase transitoria sull’offerta crocieristica. Spesa: 157 milioni di euro, 80 per lo scavo, 77 milioni per il recupero morfologico attività prevista esclusivamente in questo intervento. I modelli idraulici evidenziano che l’intervento abbia efficacia nella riduzione degli effetti erosivi tipici della laguna centrale: l’effetto della realizzazione si può considerare positivo per l’ecosistema lagunare. Compatibile con Legge speciale, decreto Clini Passera».

    Nessun accenno alla Via negativa dell’Ambiente. Quanto al progetto Zanetti (neo sottosegretario all’Economia), Vtp per un nuovo canale retro Giudecca: in fase di esercizio, i modelli evidenziano che l’abitato della Giudecca è interessato alla ricaduta dei contaminanti e superamento limiti acustici sulle facciate, a spot, per duemila abitanti. «Relativamente alle modifiche dell’idrodinamica lagunare e del trasporto in solido, su larga scala non si notano modifiche della morfologia lagunare rispetto allo stato di fatto, ma «circoscritte e blande». Tre anni e 6 mesi per i lavori, 6,5 milioni di metri cubi scavati, 60 milioni di spesa, opere a protezione delle rive della Giudecca: «Protocolli volontari per il transito con carburanti di basso contenuto di zolfo, potranno rivelarsi strumenti utili per la riduzione degli impianti e l’impatto diretto sulla Giudecca sarebbe limitato».

    _________________________________________

    Corriere del Veneto, 15 maggio 2014
    Lettera-diffida inviata a Renzi dai No Nav. (E.Lor.- E.Bel.)

    Parte domani indirizzata al premier Renzi e ai componenti del Comitatone la lettera-diffida firmata da Ambiente Venezia, No Navi e Laguna Bene Comune. Annunciano di essere pronti, nel caso in cui il governo decida di scavare nuovi canali in laguna per le crociere, di chiedere l’avvio della procedura di infrazione alla Commissione Europea per violazione della Direttiva Acque. Accusano mancanza di trasparenza nell’individuazione degli scenari, chiamano in causa i pareri «segreti» della Via-Vas, sottolineano che il sindaco ha presentato un progetto senza mandato di Ca’ Farsetti. A leggere la lettera, ieri sera, è stato Luciano Mazzolin durante l’assemblea pubblica a San Leonardo, dove il clima si è scaldato. Armando Danella ha accusato il Pd di totale assenza nella discussione e ha puntato il dito contro gli stessi consiglieri comunali: «Se non si oppongono li consideriamo conniventi». E poi ha aggiunto: «Siamo di fronte a un altro Expo? In Italia per ogni grande opera c’è una tangente».

    Meloni al Porto Riguardo agli atti ancora La presidente di sconosciuti Fratelli d’Italia: «Non Cristiano possiamo regalare di p alare g Italia Nostra turisti ai turchi» chiede che sia l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin a farsi dare tutti i materiali per metterli a disposizione della città e Stefano Boato annuncia incontri pubblici per illustrare i progetti in bocca di porto e degli altri pur in assenza di atti. Intanto venerdì il Comitato presenta un libro bianco sul tema delle navi, in attesa delle altre iniziative, con il clou il 7 giugno con il corteo da piazzale Roma al Porto per bloccare i crocieristi.

    Ha parlato di navi ieri anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale nel suo tour elettorale a Venezia. Meloni, in un incontro con gli operatori del Porto ha promesso di mettere i bastoni tra le ruote del decreto Clini-Passera. Agli operatori delle crociere che le hanno parlato di 2 mila posti di lavoro a rischio Meloni ha promesso «appoggio per qualsiasi iniziativa parlamentare, perché in questo momento non possiamo certo permetterci di regalare un milione di turisti ai turchi».

    ________________________________________

    Il Gazzettino, 15 maggio 2014
    Grandi navi, il “sarto” Costa e la laguna sciancata. (Silvio Testa)

    Quando si crede al lupo che si traveste da agnello, allora si è perduti. Per questo bisogna diffidare delle suadenti parole del presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, che favoleggia una laguna da Mulino Bianco spiegando al colto e all’inclita che grazie al Mose alle bocche di porto e – udite udite – grazie allo scavo del canale Contorta Sant’Angelo, sarà possibile ricostruire la morfologia del bacino centrale che egli stesso riconosce ridotto a un braccio di mare.

    Costa non dice per quale ragione la laguna sia ridotta così, forse sarà colpa di un destino cinico e baro, ma allora glielo ricordiamo: a distruggere la laguna è stato il Canale dei Petroli con le circa 4 mila navi che vi passano ogni anno, e il Contorta ne sarà la replica. Salvo, naturalmente, arginarli entrambi, per confinare all’interno di un alveo chiuso gli effetti erosivi provocati dallo spostamento di migliaia e migliaia di tonnellate d’acqua innescato dal dislocamento delle navi.

    Il presidente dell’Autorità Portuale non parla di argini, ma parla di velme e di barene, come se una volta tagliato un albero si potesse dire al falegname sotto casa di ricostruirne un altro. Le veline e le barene sono frutto della Natura e se sono scomparse è per colpa dell’intervento dell’uomo che si, è vero, ha sempre operato in laguna, ma per preservarla e per difenderla mirando al suo equilibrio, non per distruggerla. Ciò fino alla Modernità, poi sono arrivati i Costa e quelli come lui, che danno ragione a chi dice che per certi ingegneri il fiume più bello è un tubo. Chiamiamo, allora, le cose con il loro nome: le veline e le barene di Costa sono argini, isole artificiali, palizzate, burghe riempite di fanghi (inquinati, inquinanti) e di sassi, se non addirittura dighe di pietrame come quella lunga 8 chilometri e larga 26 metri che l’Autorità Portuale ha per l’appunto proposto chissà perché per confinare il Canale dei Petroli tra San Leonardo e Fusina. Con le finte barene del Contorta si tratterebbe, sia chiaro, della divisione della laguna in due bacini idraulici separati. A sentire Costa, viene in mente una mitica barzelletta di Walter Chiari che raccontava di un cliente e di un sarto che non voleva ammettere i propri errori. Per far star bene un vestito sbagliato sul malcapitato, il sarto lo convinceva a modificare in continuazione la sua postura (le spalle, la schiena, le gambe eccetera), finendo per trasformare il cliente in uno sciancato al quale, però, il vestito cadeva a pennello! Meglio, allora, una laguna “sciancata”, come vorrebbe il sarto Costa, o una laguna sana e con un bel vestito tagliato bene? Nella seconda ipotesi, le navi incompatibili devono restare fuori dalla laguna, conservando la Marittima come terminal per le navi compatibili e come snodo logistico per la nuova portualità.

  15. giugno 7, 2014 alle 5:11 pm

    A.N.S.A., 7 giugno 2014
    Venezia: No Grandi Navi blocca crociere.
    Duemila manifestanti davanti cancelli Stazione Marittima: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/06/07/venezia-no-grandi-navi-blocca-crociere_0e513ea8-84f4-43b2-b127-749a229fd28b.html

  16. giugno 12, 2014 alle 2:51 pm

    da Eddyburg, 8 giugno 2014
    Grandi navi e corruzione. Ricominciare su può. Anzi, si deve. (Giogrgio Salvetti): http://www.eddyburg.it/2014/06/grandi-navi-e-corruzione-ricominciare.html

  17. luglio 11, 2014 alle 11:07 pm

    da Il Corriere della Sera, 11 luglio 2014
    Il sublime terrore delle navi a Venezia.
    I «mostri» che solcano la Laguna hanno una storia fatta di burocrazia e norme mai decollate. Bisogna combattere la decadenza, smettere di considerare la città un hotel. (Vittorio Gregotti): http://www.corriere.it/cultura/14_luglio_10/sublime-terrore-navi-venezia-b8723e0a-0849-11e4-9d3c-e15131ae88f3.shtml

    ——————-

    Mostri a Venezia, gli scatti di Berengo: http://www.corriere.it/foto-gallery/cultura/14_luglio_10/mostri-venezia-scatti-berengo-bb9148b8-084b-11e4-9d3c-e15131ae88f3.shtml

    ———————

    Esplora il significato del termine: I «mostri» invadono Villa Necchi.
    Nelle fotografie di Gianni Berengo Gardin, un atto di denuncia ma anche un gesto d’amore verso una città bellissima e fragile, che vive pure delle sue vedute: http://www.corriere.it/cultura/14_luglio_10/i-mostri-invadono-villa-necchi-f6ab505c-084a-11e4-9d3c-e15131ae88f3.shtml

  18. agosto 8, 2014 alle 10:51 am

    da La Nuova di Venezia, 8 agosto 2014
    Blitz d’agosto sulle grandi navi, il governo decide fra Contorta e off shore.
    A Palazzo Chigi convocata la riunione dei ministri interessati all’argomento. Il Porto esulta, ma è polemica. Non invitata la sottosegretaria Borletti. (Alberto Vitucci): http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/08/08/news/comitatone-fra-contorta-e-off-shore-1.9729171

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