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Nessuna ricerca per energia geotermica senza le procedure di valutazione ambientale.


foresta mediterranea

foresta mediterranea

anche su Il Manifesto Sardo, 16 settembre 2013, n. 153 (“Niente ricerca per energia geotermica”)

 

 

Nei giorni scorsi, finalmente, la struttura amministrativa della Regione autonoma della Sardegna ha messo un importante punto fermo riguardo le tante richieste di permessi per la ricerca di risorse geotermiche.

Il Servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ha affermato chiaramente – senza possibilità di equivoci – “che non può che confermare e condividere quanto rilevato e osservato da codesta Associazione (il Gruppo d’intervento Giuridico onlus, n.d.r.) … non è intenzione dello scrivente rilasciare alcun permesso di ricerca senza che si sia preliminarmente espletata la procedura di verifica/VIA, come stabilito dalla legge” (nota prot. n. 20107 del 4 settembre 2013).

E’ la risposta positiva che ha accolto l’atto di intervento (14 agosto 2013) delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus nel procedimento per il rilascio dei quattro permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Villacidro”, “San Gavino Monreale”, “Sardara” e “Guspini” in favore della Tosco Geo s.r.l. (Arezzo).

bosco e cielo

bosco e cielo

Inoltre, ha comunicato che la Società mineraria ha chiesto la riperimetrazione in diminuzione delle istanze di permessi di ricerca “Sardara” e “Guspini”, quindi, in ogni caso, la procedura dovrà essere nuovamente avviata. Le altre due procedure – relative alle istanze di permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Villacidro”, “San Gavino Monreale” – sono invece sospese in attesa del vincolante esito delle valutazioni ambientali.

Infatti, i progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 2, lettera d, sub-lettera i; art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato 4 alla parte II, punto 2, lettera b; art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B1, punto 2, lettera b). 

Il permesso di ricerca per risorse geotermiche quindi può essere legittimamente rilasciato solo in seguito a positivo esito delle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente (verifica di assoggettabilità, valutazione di impatto ambientale), ai sensi degli artt. 3, comma 5°, del decreto legislativo n. 22/2010 e s.m.i. e 5, comma 2°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna (allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/41 del 7 agosto 2012), ma non risulta l’avvenuta preventiva positiva conclusione di alcun procedimento di verifica di assoggettabilità riferito ai suddetti progetti di ricerca.

corso d'acqua nel bosco

corso d’acqua nel bosco

La Società aretina per le risorse geotermiche ha presentato recentemente ben quattro progetti per la ricerca di risorse geotermiche per gran parte del Campidano, in zone agricole, in aree appartenenti a demani civici, in zone rientranti nella Rete Natura 2000:

* “Guspini”: area di 87,5 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Guspini, Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus, Pabillonis;

* “Sardara”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnostramatza, Collinas, Sanluri, Sardara, Lunamatrona, Siddi, Villanovaforru;

* “San Gavino Monreale”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di Gonnostramatza, San Gavino Monreale, Collinas, Mogoro, Sardara, Pabillonis;

* “Villacidro”: area di 159,2 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Villacidro, Vallermosa, Villasor.

Non sono certo le uniche istanze per rilascio di permessi di ricerca per risorse geotermiche presentati in Sardegna.  Ve ne sono altri, alcuni dei quali “in concorrenza” fra loro:

* il permesso di ricerca “Igia” (Campidano) in favore della Saras s.p.a., nel quale  nel quale “il programma di ricerca geotermica non prevede l’esecuzione di lavori, opere o indagini sul campo ma solo ed esclusivamente la rielaborazione di dati tecnico-scientifici già acquisiti con la ricerca di idrocarburi” (determinazione Ass.to industria R.A.S. n. 14857 del 20 giugno 2013);

* il permesso di ricerca “Siliqua” (Campidano, Iglesiente) in favore della Geoenergy s.r.l., già presentato nel 2010 alla procedura di verifica preventiva, ma modificato nel 2013;

* il permesso di ricerca “Anglona” (Anglona), in favore dell’omonima Unione di Comuni (2011);

* il permesso di ricerca “Bagni Oddini” (Orotelli, Orani), in favore della Ditta Ini Fabi (2010);

* il permesso di ricerca “Cuglieri” (Montiferru), in favore della Exergia Toscana s.r.l. (2008, 2010 e 2013);

* il permesso di ricerca “Martis” (Anglona), in favore della Geoenergy s.r.l. (2011);

* il permesso di ricerca “Sedini” (Anglona), in favore della Geoenergy s.r.l. (2011).

acqua e gemme

acqua e gemme

Alle tante richieste di permesso di ricerca per risorse geotermiche si sommano, le richieste per ricerche di idrobarburi e gas naturale: il più noto progetto “Eleonora” da parte della Saras s.p.a., avverso il quale c’è una vera e propria sollevazione popolare dei territori interessati, e quello off-shore (2010) della Puma Petroleum s.p.a. nel Mar di Sardegna, oggi di fatto resa impossibile in quanto rientrante nel recentissimo decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 settembre 2013, con cui sono state escluse tutte le aree marine protette e le acque territoriali entro le 12 miglia marine dalla costa.

L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale (P.E.A.R.S.) vigente e aggiornato comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali.   Da qui le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione autonoma della Sardegna, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali.

Un vero far west, insomma.

Lo scorso 16 settembre 2013 le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno presentato un nuovo atto di intervento nel procedimento per il rilascio dei quattro permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Siliqua” e “Cuglieri”, in favore rispettivamente della Geoenergy s.r.l. e della Exergia Toscana s.r.l. (aventi ambedue sede in Via Norvegia, 68, a Cascina, in Provincia di Pisa).

Anche in questi casi mancano le procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno fornito supporto in proposito anche alle amministrazioni comunali di Vallermosa e di Seneghe, impegnate nella difficile attività di difesa del proprio territorio.

La difesa strenua di ambiente e salute pubblica da parte delle associazioni ecologiste vede in prima linea gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ma ha bisogno dell’aiuto di chiunque abbia a cuore il presente e il futuro di questa povera Terra e dei suoi abitanti.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    settembre 22, 2013 alle 8:17 am

    G.R.I.G: GRAZIE! State collezionando una notevole serie di vittorie in favore dell’ambiente e di tutti noi.

  2. elena romoli
    settembre 22, 2013 alle 11:13 PM

    che bella notizia!

  3. Raimondo Cossa
    settembre 23, 2013 alle 9:32 PM

    Era ora che “la struttura amministrativa della Regione autonoma della Sardegna metesse un importante punto fermo riguardo le tante richieste di permessi per la ricerca di risorse geotermiche”. Dovrebbe fare lo stesso per tutte le richieste di permessi di sfrutamento, di rapina, speculazione e depauperamento delle risorse e del territorio, da qualsiasi parte provengano.
    Naturalmente ringraziamo la Regione autonoma della Sardegna ma soprattuto il Gruppo di Intervento Giuridico che spesso e volentieri ricorda a quelle “teste calde” della Regione elementari norme di diritto ambientale e l’applicazione di normative regionali, nazionali e comunitarie.

  4. settembre 24, 2013 alle 3:05 PM

    da L’Unione Sarda, 24 settembre 2013
    Valutazione d’impatto ambientale vincolo sulle trivellazioni. Per le ricerche geotermiche adesso è necessaria la“Via”. (Matteo Sau) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130924090133.pdf)

    Un criterio unico per autorizzare le ricerche di risorse geotermiche in Sardegna e il vincolo di effettuare le valutazioni di impatto ambientale (Via). Le associazioni ecologiste Amici della terra e Gruppo d’intervento giuridico onlus, accolgono con favore la decisione del Servizio attività estrattive e recupero ambientale dell’assessorato regionale all’Industria, che ha posto vincoli alle richieste di società private. Il riferimento riguarda il rifiuto, da parte della Regione, di rilasciare i permessi alla Tosco Geo srl di Arezzo, per la ricerca di risorse geotermiche nei progetti denominati Villacidro, San Gavino Monreale, Sardara e Guspini. Il documento dell’amministrazione riporta nero su bianco: «Non è intenzione dello scrivente rilasciare alcun permesso di ricerca senza che si sia preliminarmente espletata la procedura di verifica di valutazione di impatto ambientale, come stabilito dalla legge». Soddisfazione da parte delle associazioni: «È una buona notizia», sottolinea Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico onlus, «ci aspettiamo la stessa risposta per tutte le altre richieste, che sono tantissime». L’obbligo della procedura deriva da una legge nazionale alla quale ha fatto seguito un provvedimento della Giunta. Le ricerche, previste nei quattro progetti, occupano un’area di 414,3 kmq, nei quali ricadono «zone agricole, aree appartenenti a demani civici e zone rientranti nella Rete Natura 2000», evidenziano le associazioni. Antonello Liori, assessore all’Industria, sottolinea che «esiste una legge che regola le procedure e noi a questa ci atteniamo, a prescindere dalle segnalazioni».

  5. settembre 29, 2013 alle 9:39 am

    da La Nuova Sardegna, 29 settembre 2013
    Trivellazioni nel territorio, no dei Comuni. Bortigiadas e Tempio affronteranno il caso in Consiglio. Contestato il progetto della Geoenergy srl.

    CALANGIANUS. Anche le amministrazioni comunali parlano apertamente di future e possibili trivellazioni tra Gallura e Anglona. Un mese fa, attraverso La Nuova Sardegna, sono stati i grillini di Calangianus a portare l’argomento a conoscenza dell’opinione pubblica. «Denunciamo il silenzio totale della politica gallurese riguardo al progetto di trivellazione che la società Geoenergy Srl ha presentato alla Regione. Il progetto“Martis”, già presente nel Buras, riguarda una superficie di 278 chilomentri quadrati e interesserà i comuni di Bortigiadas e Tempio con tre chilometri quadrati del Parco del monte Limbara oltre ad altri nove comuni della provincia di Sassari e consiste nella creazione di centrali geotermiche». A questo, si aggiunge il progetto “Sedini”. Gli amministratori parlano con gli atti ufficiali. Le giunte di Bortigiadas e Tempio si sono espresse e affronteranno il problema nei rispettivi consigli comunali. Domani quello guidato da Emiliano Deiana e martedì quello di Romeo Frediani. «La mia giunta – dice Deiana – prima che qualcuno ne parlasse, esaminando le scarne carte presentate si è detta contraria ad ogni ipotesi di trivellazione che riguarda il 50 per cento circa del territorio comunale. Sedini e Martis sono i nomi di due paesi, diventati i nomi di due progetti di trivellazione per cercare energia geotermica. Non parlo di pozzi di poche decine di metri, ma buchi fino a 2 km di profondità, in un territorio che va da Castelsardo ed arriva fino a Bortigiadas, Aggius, Tempio, Badesi e Trinità». I relatori della delibera per Tempio, gli assessori Antonio Addis e Gianni Monteduro: «Ci sono diverse cose che non ci tornano e da approfondire, ne parleremo in Consiglio». Il 19 ottobre il tema sarà affrontato a Calangianus in un incontro organizzato dai 5 stelle.

    ——————————————

    L’ISPETTORATO FORESTALE. Giancarlo Muntoni smentisce: è tutto falso, basta allarmismi.

    TEMPIO. «Le notizie di trivellazioni geotermiche sul Monte Limbara, messe in giro da qualche sedicente movimento o da qualcuno in cerca di un ipotetico trampolino di lancio politico, non può che essere interpretato come un estemporaneo, “donchisciottismo” avventuriero, attuato non nell’interesse del territorio che di ben altri personaggi e altre attenzioni più immediate e reali avrebbe necessità». Parla così Giancarlo Muntoni, capo dell’Ispettorato forestale di Tempio che smentisce chi annuncia come imminenti sul nostro territori, trivellazioni geotermiche. «Smentisco categoricamente che sui 320 mila ettari sui quali l’Ispettorato che mi onoro di dirigere ha giurisdizione, siano in atto studi, ricerche sondaggi o prove propedeutiche a un inizio di trivellazioni geotermiche. Né presso il Servizio della sostenibilità ambientale e della valutazione degli impatti (Savi) dell’assessorato regionale per l’Ambiente, né presso il mio ufficio, competente per il rilascio delle licenze necessarie sul territorio di mia competenza, sono mai arrivate richieste di tal genere. Chi afferma il contrario sta facendo terrorismo politico a danno del territorio. La norma che regolamenta questa materia – dice Muntoni – è talmente severa che anche una semplice analisi iniziale per valutare se un sito è idoneo allo sfruttamento dell’energia geotermica richiede una procedura severissima. Posso garantire comunque i cittadini e i Comuni interessanti che garantiremo la massima attenzione per evitare eventuali stravolgimenti del territorio. Importante però è che si eviti di voler costruire le proprie aspirazioni politiche su leggende metropolitane». (a.m.)

    • ottobre 2, 2013 alle 2:48 PM

      da La Nuova Sardegna, 2 ottobre 2013
      Il Consiglio cancella un’area turistica.
      Niente sviluppo a San Pasquale, i terreni tornano a essere agricoli. No unanime dell’aula alle trivellazioni sul Limbara. (Tonio Biosa)

      TEMPIO. Il consiglio comunale ha approvato, non senza alcuni appunti da parte delle minoranze, lo stato di attuazione dei programmi e la salvaguardia degli equilibri di bilancio per il 2013. «Si tratta di uno degli adempimenti periodici ai quali l’amministrazione è tenuta – ha spiegato l’assessore alle Finanze Mario Addis -. Diciamo che gli equilibri, nonostante le penalizzazioni imposte al nostro come agli altri Comuni, sono stati rispettati. Le previsioni delle entrate e delle spese sono risultate accurate e corrispondono sostanzialmente all’andamento reale. Non vi sono disavanzi da ripianare e il pareggio di bilancio viene mantenuto. Il patto di stabilità, com’è noto, e moòto stringente. Comunque, questo Comune, seppure con grande fatica, lo ha rispettato». Il Consiglio è passato così alla trattazione degli altri punti all’ordine del giorno approvando in forma definitiva tre varianti al vigente Piano di fabbricazione: la prima relativa alla riclassificazione da zona G (servizi) a zona E (agricola) nel comune capoluogo, la seconda relativa al ritorno a zona agricola di una zona turistica in località Li Lieri a San Pasquale e la terza al ritorno sempre a zona agricola di un’area destinata a zona industriale nella campagna di San Leonardo, ai bordi dell’abitato cittadino. Ampia discussione infine è stata dedicata ai due progetti “Sedini” e “Martis” per la ricerca, tramite trivellazioni, di risorse geotermiche. Com’era nelle previsioni l’atto d’indirizzo del comune di Tempio è risultato negativo, con condivisione unanime. Come sempre la prima parte della seduta è stata dedicata alle risposte alle interrogazioni. Queste sono venute sia dai banchi dellopposizione che della maggioranza. Moltepici e di grande attualità le questioni poste. Quella in particolare del Puc è tornata ad esser cavalcata da Anna Paola Aisoni , del gruppo “Lista Civica per Tempio”. «Dopo tre anni e mezzo siamo al punto di partenza» ha concluso.

      —————————

      LA POLEMICA. I grillini all’attacco della forestale. «Due piani per l’energia geotermica sono stati già protocollati».

      BORTIGIADAS. Il consiglio comunale di Bortigiadas, lunedì, ha affrontato il caso di possibili trivellazioni tra Gallura e Anglona. «All’unanimità – dice il sindaco Emiliano Deiana – l’assemblea ha rigettato il progetto “Sedini” riguardante le trivellazioni nei territori di Gallura e Anglona presentata dalla Geoenergy. Il documento sarà inviato all’assessorato regionale all’Industria competente sulla materia». Intanto, i grillini di Calangianus che avevano sollevato il caso precisano che tra Gallura e Anglona sono previsti due progetti: “Sedini” e “Martis”. Qualche giorno fa, Giancarlo Muntoni, capo dell’Ispettorato forestale di Tempio, aveva smentito tutto. «Il Movimento 5 Stelle Calangianus rimane sconcertato dal tenore delle dichiarazioni sia perché prive di ogni fondamento, sia perché lo stesso funzionario sarebbe dovuto essere al corrente del contenuto presente nel Bollettino ufficiale della Regione numero 33, pagina 24». I grillini riportano il testo. «”La sottoscritta Geoenergy Srl (…) ha richiesto l’attivazione della procedura di verifica per il permesso di ricerca di risorse Geotermiche denominato “Martis” nel territorio dei Comuni di Nulvi (…) Tempio Pausania e Bortigiadas (…). Gli elaborati relativi al permesso di ricerca sono depositati per la consultazione presso i seguenti uffici: (…) corpo forestale e di vigilanza ambientale – Servizio territoriale dell’ispettorato ripartimentale di Tempio, Via Kennedy”. Nessuno di noi vuole sostituirsi agli organi di controllo, ma anche i cittadini possono controllare ciò che succede nel territorio: è un dovere e anche diritto». (s.d.)

  6. ottobre 3, 2013 alle 3:05 PM

    ecco che cosa succede quando si va a bucherellare la terra senza pensare alle conseguenze.

    da Il Corriere della Sera, 2 ottobre 2013
    ESCONO 20 TONNELLATE DI GAS AL GIORNO. Emergenza CO2 a Fiumicino: raddoppiano le emissioni di gas di origine profonda. A fine agosto una trivellazione ha innescato la fuoriuscita presso l’aeroporto. Da alcuni giorni nuovo problema in mare. (Franco Foresta Martin): http://www.corriere.it/ambiente/13_ottobre_02/emergenza-co2-fiumicino-raddoppiano-emissioni-gas-origine-profonda-4e6e54fc-2b3c-11e3-93f8-300eb3d838ac.shtml

  7. ottobre 6, 2013 alle 4:18 PM

    da La Nuova Sardegna, 29 settembre 2013
    Stop alle trivelle, plauso dei sindaci. Incontro a Seneghe dopo il blocco della Regione alle indagini geotermiche. (Piero Marongiu) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2013/09/29/news/stop-alle-trivelle-plauso-dei-sindaci-1.7833878)

    SENEGHE. La richiesta dell’Exergia Toscana srl tesa a ottenere le autorizzazioni per effettuare le ricerche preliminari di risorse geotermiche nella Planargia e nel Montiferru, questa volta è stata fermata dal Gruppo di intervento giuridico e all’associazione Amici della terra, intervenuti presso la Regione chiedendo il blocco immediato delle autorizzazioni alle trivellazioni. A seguito di quell’intervento, il servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’assessorato all’industria della Regione ha precisato che senza la valutazione di impatto ambientale non sarà rilasciato alcun permesso di ricerca di risorse geotermiche». La notizia ha suscitato la soddisfazione di quanti stanno opponendo un netto no alle richieste delle società che intendono effettuare ricerche di risorse energetiche in Sardegna e, alla luce del fatto nuovo, l’altra sera alcuni sindaci dei paesi interessati alle attività estrattive si sono incontrati per mettere a punto una linea di intervento comune da presentare agli assessorati regionali all’Industria e all’Ambiente, per cercare bloccare definitivamente le trivelle. L’intervento di Stefano Deliperi, del gruppo di intervento giuridico – dice il sindaco Antonio Luchesu – è stato importante per fermare, almeno per il momento, la macchina messa in moto dall’Exergia Toscana e ha fatto segnare un punto a favore delle amministrazioni che stanno cercando di difendere i loro territori dalle mire speculative delle multinazionali che lo vorrebbero sfruttare per ricavarne guadagni facili».
    «Nell’incontro dell’altra sera – continua Luchesu – abbiamo predisposto un documento nel quale chiediamo alla Regione che venga dichiarata immediatamente l’improcedibilità dell’istanza di rilascio dei permessi a causa della mancata positiva conclusione del preventivo e vincolante procedimento di verifica di assoggettabilità. La nota della Regione, ha puntualizzato che non verranno rilasciate autorizzazioni per la ricerca di energia geotermica senza la valutazione di impatto ambientale. E a noi non risulta che l’Exergia Toscana abbia i permessi necessari per iniziare le indagini preliminari richieste». Secondo i sindaci dei territori del Montiferru e della Planargia contrari alle trivellazioni, lo sviluppo del territorio non dovrebbe passare attraverso pratiche si ritiene provocano danni all’ambiente, ma da un lungimirante programma di promozione che lo valorizzi.

  8. ottobre 15, 2013 alle 2:44 PM

    da L’Unione Sarda, 15 ottobre 2013
    Villaspeciosa. Il sindaco: assemblea inutile, il Consiglio comunale si è già espresso per il no. «Fermeremo le trivellazioni». Decisa opposizione di comitati e Wwf al progetto di ricerca della Saras. (Alice Deidda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131015085953.pdf

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