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Chi vuole 100 ettari di terreni a uso civico per soli 100 milioni di euro?


Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

Hanno idee grandiose Franco Tegas, sindaco di Talana, Mariano Muggianu, sindaco di Triei, e Angelo Stochino, consigliere regionale P.d.L., sponsor anche presso l’Emiro del Qatar e già noto per le sue campagne in favore dell’abusivismo edilizio.

Ogliastrini, puntano su un resort con servizi, un campo da golf da 18 buche nel demanio civico (100 ettari, 50 per ogni Comune), dei due Comuni fra Sa Silimbedda e Istolu.

Nel bel mezzo delle montagne d’Ogliastra, a 10-15 chilometri dal mare.

Il Comune di Talana (che ha il piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche fin dal 2001, integrato nel 2003 e nel 2004) ha addirittura predisposto una variante al piano urbanistico comunale (P.U.C.) proprio “per la realizzazione di un impianto golfistico.

Oltre ai culurgioni e all’ottimo prosciutto crudo, dovrebbe essere l’aeroporto di Tortolì-Arbatax a convogliare legioni di turisti fin lì.               L’aeroporto è chiuso da due anni e, nonostante mille pressioni, non ha mai brillato per redditività (non avendo un adeguato bacino d’utenza), ma quella santa della mamma Regione dovrebbe acquisirlo (debiti compresi) dalla Aliarbatax s.p.a. (proprietà del Consorzio industriale provinciale Ogliastra) e buttarci dentro un bel po’ di soldi per tenerlo in vita contro ogni logica economica, essendo anche fuori dalle infrastrutture di primo livello (quelle finanziate dallo Stato) del Piano nazionale degli aeroporti (2012).

Stanno per pubblicare un bando internazionale per la ricerca di soggetti imprenditoriali interessati.

gemme, acqua, bosco

gemme, acqua, bosco

A parte il fatto che – nonostante la recente rapina legislativa ai danni dei demani civici (legge regionale n. 19/2013) – i terreni a uso civico non possono essere ceduti come pare a piace, c’è davvero da leggere con cura il bando prossimo venturo per comprendere come possa saltar fuori qualcuno interessato a investire 100 milioni di euro con la sicurezza di guadagnarci proprio lì.

E a nessuno salta in testa di ripensare al quel parco nazionale del Gennargentu-Golfo di Orosei che incentiverebbe tutto l’anno quel turismo naturalistico e culturale che porta soldi agli agriturismi, nei centri storici, alle guide turistiche, ai piccoli caseifici, ai pastori,

Ma certo, continuiamo così.

Ci sarà sicuramente la fila per investire 100 milioni di euro fra Talana e Triei.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

foglie nel bosco

foglie nel bosco

 

 

 

da L’Unione Sarda, 26 agosto 2013

La montagna sogna il golf. Talana eTriei scommettono insieme sulle terre incolte di Sa Silimbedda. Bando internazionale per un piano da 100 milioniSimone Loi

TALANA. Un bando internazionale alla ricerca di investitori per un progetto da 100 milioni di euro: un campo da golf da diciotto buche sulle terre, civiche e incolte, di Sa Silimbedda e Istolu.  Le amministrazioni di Talana e Triei hanno completato la fase di studio preliminare: sono pronte a cedere 50 ettari ciascuna per un piano che include un percorso simile a quello di Is Molas e Is Arenas. Alberghi, club house e strutture ricettive a dieci chilometri dalle spiagge.

IL PIANO. Talana e Triei non hanno spiagge dorate ma un territorio in gran parte aspro, ricco di tradizioni enogastronomiche (prosciutto e culurgiones su tutti) e vestigia archeologiche. Non abbastanza per sedurre, se non saltuariamente, i turisti che affollano la costa. Per il progetto golf puntano sulla natura incontaminata di una vallata a due passi dall’Orientale sarda. Il progetto è uscito da tempo dalla fase embrionale ed ora attende la valutazione di impatto ambientale. Intanto nei prossimi giorni i due municipi pubblicheranno la manifestazione di interesse.

I MUNICIPI. Il Comune di Talana ha riavuto le terre di Sa Silimbedda dopo una battaglia legale durata trent’anni. Una piana di campi incolti, vigneti e arbusti. Franco Tegas spera che in futuro possibile la desolazione possa trasformarsi in un turismo di qualità. «Il mercato del turismo legato a questo sport è in continua crescita. Insieme agli amministratori di Triei abbiamo deciso di scommettere su uno sviluppo sostenibile e di alta qualità ricettiva». Mariano Muggianu, sindaco di Triei, il green l’ha già inserito nel Piano urbanistico comunale. «Questo progetto è una possibilità importante per valorizzare il territorio. L’intero circondario avrebbe effetti benefici da un turismo di altissima qualità, senza considerare le possibilità di lavoro per i nostri giovani».

LA GRANA AEROPORTO. Il progetto comincia a far discutere e si lega a doppio filo alla grana dell’aeroporto di Tortolì, chiuso da due anni, che attende l’acquisizione da parte della Regione. Da Cagliari nei giorni scorsi sono arrivate notizie positive, tuttavia Angelo Stochino (Pdl) precisa quale sia il nodo da sciogliere. «Il popolo del golf – spiega – ha necessità di muoversi velocemente e lo scalo di Tortolì avrebbe una valenza strategica. La cancellazione dell’aeroporto farebbe abortire anche il progetto del golf, insieme alla prospettiva di un turismo d’elite legato agli aerei privati». Secondo il consigliere regionale il naufragio dell’aeroporto avrebbe un effetto domino anche sulle aspirazioni golfistiche di Talana e Triei. «Verrebbero a mancare le agevolazioni e le premialità. Il progetto golf è un punto di forza nella strada per ottenere il potenziamento strategico dello scalo di Tortolì».

Libellula

Libellula

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. terrestrep
    agosto 28, 2013 alle 8:48 am

    Assurdo, continuano a svendere la Sardegna. Spero che un domani i loro figli li prendano a calci sui denti. Secondo queste persone i sardi non sanno fare proprio nulla, non serve dare lavoro e magari finanziare con i contributi pubblici della regione le piccole attività per valorizzare il territorio. Meglio mandare una ventina di persone a fare gli sguatteri dell’emiro di turno. Che tristezza. Fanno solo venire voglia di andare via.

  2. marco
    agosto 28, 2013 alle 11:14 am

    Io sono in sintonia con voi sull’intento, ma per poter cambiare realmente lo stato delle cose attuali, è necessario acquisire il potere politico sardo. L’acquisizione del potere politico sardo passa attraverso una unionedi forze pensanti sarde scevra da condizionamenti italiani ed interessati solo a questioni italiane in Sardegna.
    Caro Deliperi: anche mio nonno combattè per l’Italia (entrambi i conflitti, era del 1899) in quanto era militare di carriera, e credeva in cio’ che faceva, ma l’Italia che fu non è più tale ed è ora di ripensare ad una Sardegna in Europa, come Malta, Cipro, Slovacchia, Bosnia, Irlanda ecc. Ed è ora di fare spoilsystem dei mediocri soggetti che hanno accettato di annullare un vero popolo in cambio di prebende italiane.
    Viaggia da e per l’Italia con la famiglia e l’auto al seguito e spenderai 800 euro, cerca di comprare una bombola del gas, cerca di bonificare terreni dove gruppi industriali italiani hanno fatto bingo (tutti tranne il popolo sardo) ecc.

    • agosto 28, 2013 alle 9:50 pm

      chi vuol svendere i terreni del demanio civico di Talana e Triei – come nel resto della Sardegna – non viene da Roma o da Spilimbergo.
      E nessuno lo impone da Roma o da Spilimbergo.
      Ricordatelo.
      E’ ora di finirla con l’attribuire ogni boiata fatta in Sardegna ai “continentali”.
      Questo “vittimismo” è quanto di più sbagliato.
      Già oggi siamo artefici del nostro destino e abbiamo una classe dirigente isolana che fa semplicemente pena.
      Non è “colpa” di Roma, è solo “colpa” nostra che li abbiamo eletti.

      Stefano Deliperi

  3. marco
    agosto 29, 2013 alle 9:53 am

    Basta con il piangersi addosso autocommiserandosi e sperando che qualche italiano ci indichi la retta via: determiniamo il nostro futuro con azioni concrete al netto dei condizionamenti italiani.
    Se siamo così è perchè l’Italia ci ha negato il diritto ad essere popolo, ha imposto lingua e modelli sociali con la televisione.
    La vicenda Talana ricorda bene il periodo in cui fu svenduto il patrimonio ambientale della Costa Smeralda in una miserrima Sardegna.
    Non è colpa di un popolo, ormai oltremodo ignorante, se non riesce a trovare la propria strada.
    La colpa è anche di chi ritiene che gli italiani siano più civili e virtuosi dei sardi.
    Guardati la vicenda CIN: non un italiano ha mosso un dito.

    • agosto 29, 2013 alle 3:37 pm

      la “colpa” è di questo cavolo di complesso di inferiorità autoimposto nelle zucche dei sardi.

      Mi scuso per la “finestra” personale, ma mi sento italiano, sardo, cagliaritano, sassarese, genovese, corso, senese, ogliastrino, un pizzico austriaco e, per lontana discendenza, anche con qualche goccia di sangue ebreo. Europeo, per giunta.

      Quindi certe stupidaggini mi annoiano un po’ e basta.

      Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di fare il meglio per noi e per chi verrà dopo su questa Terra, senza pregiudizi.

      Stefano Deliperi

  4. agosto 29, 2013 alle 3:05 pm

    da Arrèxini, 28 agosto 2013
    Spunta un altro campo da golf tra Talana e Triei. Con resort annesso. (http://www.arrexini.info/spunta-un-altro-campo-da-golf-tra-talana-e-triei-con-resort-annesso/)

    Franco Tregas, sindaco di Talana, e Mariano Muggianu, sindaco di Triei, hanno deciso di vendere a 100 milioni di euro 100 ettari di territori ad uso civico (50 ettari per comune), attraverso un bando internazionale per la costruzione di un campo da golf da 18 buche, con annesso resort e servizi vari per il turismo.
    I due sindaci dell’Ogliastra hanno in mente un piano di rilancio del turismo della zona in chiave golfistica, sostenendo infatti che le tradizioni enogastronomiche e l’impronta archeologica del territorio non riescono ad attrarre abbastanza turismo. Non abbastanza, perlomeno, da tenere in vita l’aeroporto di Tortolì. Ribadisce il concetto Angelo Stocchino, consigliere regionale P.d.L, che afferma: “Il popolo del golf ha necessità di muoversi velocemente e lo scalo di Totolì avrebbe una valenza strategica”.
    L’aeroporto, chiuso da due anni per la mancanza di un bacino di utenza, lo dovrebbe rilevare (debiti compresi) la Regione dalla Aliarbatax s.p.a., del Consorzio industriale provinciale Ogliastra. lnoltre, il funzionamento sarebbe sempre interamente a carico della Regione Sardegna, non avendo i requisiti per essere finanziato dallo Stato.
    La domanda sorge dunque spontanea: aeroporto per il golf o il golf per salvare l’aeroporto? Il punto, tuttavia, è che questa sembra essere l’ennesima fallimentare operazione con soldi pubblici: si veda il già dimenticato aeroporto di Fenosu (Oristano). In altri termini, più maliziosi, il dubbio è che questa sia l’ennesima speculazione per sperperare soldi pubblici da ridistribuire alla clientela in periodo pre-elettorale, oltre che cambiare destinazione d’uso dei terreni ad uso civico e svenderli a qualche privato dopo il fallimento dell’operazione golfistica.
    Chi scrive che sia meglio un campo da golf che un campo incolto non si rende conto degli enormi costi per mantenere in vita un campo a 18 buche a partire dalle esagerate risorse idriche per nutrire un prato verde per ricchi signori con la passione del golf, notoriamente la Sardegna non dispone di grandi risorse idriche. Invece, si farebbe forse meglio, come sostiene l’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico, “a incentivare tutto l’anno quel turismo naturalistico e culturale che porta soldi agli agriturismi, nei centri storici, alle guide turistiche, ai piccoli caseifici, ai pastori”.

  5. marco
    agosto 30, 2013 alle 9:25 am

    L’indolenza con cui liquida certe “stupidaggini” non si confà agli esempi con cui manifesta l’attività di certi soggetti altoatesini e l’esempio che costantemente porta all’attenzione dei lettori: il problema non è essere o meno ma governare e autiodeterminare le politiche sociali ed economiche.
    E questo, con il cappello romano, non si puo’ fare.

    • agosto 30, 2013 alle 5:24 pm

      no, non si tratta di “indolenza”, è proprio “noia”.
      L’esempio citato nell’articolo è poi “trentino”, non “altoatesino”.
      Non c’è alcun “cappello romano” che imponga di attendere lo “zio d’America” a Talana e Triei e a sputare sopra la proposta del parco nazionale del Gennargentu-Golfo di Orosei.
      Così come non c’è alcun “cappello romano” che imponga di finanziare con soldi pubblici il fallimentare aeroporto di Arbatax o di difendere gli abusi edilizi sulle coste ogliastrine.
      E’ tutta farina del nostro sacco e non dobbiamo cercare sempre le “colpe” oltre il mare.
      Fin quando non lo capiremo non andremo da nessuna parte, altro che indipendenza.

      Stefano Deliperi

  6. agosto 31, 2013 alle 10:59 am

    da La Nuova Sardegna, 31 agosto 2013
    Offresi campo da golf, prezzi modici. Talana e Triei mettono sul mercato cento ettari di territorio per un impianto a 18 buche. Il costo? Centomila euro l’anno. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/08/31/news/offresi-100-ettari-per-costruire-un-campo-da-golf-1.7663002)
    Lo sponsor in regione. Angelo Stochino (Pdl): «Riapriamo l’aeroporto, lo vuole il popolo dei golfisti». (Paolo Merlini)

    Il progetto di un campo da golf in Ogliastra è strettamente legato alla riapertura dell’aeroporto di Tortolì, uno scalo di ridotte dimensioni (cioè per piccoli aerei, al massimo 120 posti) chiuso da due anni per la gestione fallimentare del Consorzio industriale (oggi commissariato per troppi debiti). I sindaci di Talana e Triei auspicano la sua riapertura, anzi la ritengono indispensabile per l’attuazione del loro progetto. Dalla loro parte hanno il consigliere regionale Angelo Stochino, del Pdl. Buon amico di Tegas, ha fatto parlare di sé nei mesi scorsi per una proposta di legge ribattezzata dagli ambientalisti salva-abusivi, a loro volta riuniti in un comitato che si chiamava “Edilizia spontanea” (sic). La legge, caduta nel nulla, mirava a interrompere la demolizione di abitazioni fuorilegge nelle coste d’Ogliastra disposta dall’allora procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Stochino punta molto sulla riapertura dell’aeroporto, perché «il popolo del golf ha necessità di muoversi velocemente», ha detto di recente inaugurando un’inedita forma di populismo. «La cancellazione dell’aeroporto farebbe abortire anche il progetto del golf, insieme a un turismo d’élite», dice convinto.

    TALANA. Incuranti degli strali ambientalisti e in controtendenza con la domanda crescente di turismo sostenibile, Franco Tegas e Mariano Muggianu, sindaci di due comuni dell’entroterra ogliastrino che insieme non fanno neppure 2500 abitanti, stanno per formalizzare un’offerta che, a sentir loro, dovrebbe cambiare le sorti dei rispettivi paesi, altrimenti condannati a inesorabile spopolamento. I primi cittadini di Talana e Triei hanno infatti deciso di mettere sul mercato cento ettari di territorio comunale, cinquanta a testa, da destinare a un campo da golf da 18 buche. L’amministrazione di Talana si muove in questa direzione già da qualche anno, tant’è che ha predisposto una variante al piano urbanistico, dove quelle aree hanno destinazione agricola, mentre Triei ha meno vincoli e marcia spedito verso la meta. Resta il problema degli usi civici, ma i due comuni ritengono si possa affrontare con successo. La parte più vicina alla costa dista 7 chilometri dal mare e dunque non ci dovrebbero essere ostacoli per le costruzioni previste (un albergo da 150 posti e 50 appartamenti, in un’area di circa 20 ettari che invece sarà venduta). Fra qualche giorno nel Bollettino della Regione e sui principali quotidiani comparirà il bando internazionale per le manifestazioni d’interesse. Ma cosa chiedono in cambio i due sindaci? «Tutto è ancora da definire», risponde Tegas, esponente del Pdl a capo di una lista civica, imprenditore nel ramo supermercati a Tortolì («ma continuo ad abitare a Talana», sottolinea). «Si andrà verso un contratto trentennale, con un canone che ipotizziamo in centomila euro l’anno». Non proprio tanto, insomma, se si pensa all’area che verrà concessa. «Consideri che a parte qualche vigna e un paio di aziende zootecniche, nelle vallate di Sa Silimbedda e Istola non c’è niente. I terreni sono perlopiù incolti. Quanto agli usi civici, li sposteremo in un’altra parte del territorio o li sospenderemo durante l’affitto». A che tipo di imprenditori è rivolta la proposta, ci sono già stati contatti? «Ancora no, ripeto, siamo in una fase preliminare – continua Tegas –. Potrebbero essere sardi oppure no, a noi interessa la serietà della proposta. L’altro aspetto positivo riguarda l’assunzione di personale: contiamo che, con l’impianto a regime, qui possano trovare occupazione almeno quaranta di persone, una cifra importante per i nostri paesi». Ma se per i giovani di Talana e Triei si apre un futuro come caddy o giardiniere, che ne sarà di quanti invece aspirano a un domani legato alle eccellenze del territorio, dall’escursionismo ai prodotti tipici? «Ci sarà posto per tutti, anzi queste attività riceveranno impulso dall’attività golfistica», dice ancora Tegas, che non è preoccupato neppure dalla più classica delle obiezioni in un’isola che va verso la desertificazione: lo spreco d’acqua. «C’è un ruscello, sarà più che sufficiente», risponde sicuro. Salvo un momento di imbarazzo quando gli viene ricordato che un campo da 18 buche consuma la stessa acqua di un paese di 8000 abitanti, almeno secondo gli ambientalisti. E che, come ci insegnano le favole di Fedro, a farne le spese potrebbero essere i paesi a valle del corso d’acqua, Lotzorai per primo. Anche il sindaco di Triei, Mariano Muggianu, direttore didattico, è convinto della bontà del progetto. «Abbiamo inserito la proposta nel piano urbanistico. Crediamo così di poter entrare nei flussi turistici che al momento ci tagliano fuori». Ma a parte rare eccezioni, i campi da golf dell’isola sono in crisi, anche perché la clientela non è esattamente popolare. «È un turismo rivolto a una classe medio-alta, ma rispetto a un tempo il golf oggi è davvero più popolare. Noi facciamo un’offerta, poi sarà l’imprenditore che sposerà l’iniziativa a valutare i pro e i contro». Il campo da golf ogliastrino intanto ha già sollevato la protesta del Gruppo d’Intervento Giuridico, che denuncia la svendita del territorio e mette in guardia sugli usi civici che gravano sull’area. E aggiunge: siamo ai confini del Parco del Genargentu, non sarebbe meglio andare in questa direzione? Giriamo la domanda al sindaco Tegas: «Il Parco? A suo tempo l’abbiamo combattuto, era un progetto calato dall’alto», risponde citando uno slogan del secolo scorso. Meglio stare con i piedi ben piantati per terra, anzi sul green.

  7. agosto 31, 2013 alle 11:17 am

    gente di tutt’altra pasta.

    da La Nuova Sardegna, 31 agosto 2013
    Usi civici, accolto il ricorso dei cittadini. San Nicolò Gerrei, il commissario Giuseppe Pintori ha annullato la delibera del consiglio comunale. (Gian Carlo Bulla)

    SAN NICOLÒ GERREI. Giuseppe Pintori, il commissario agli usi civici della Sardegna, ha accolto il ricorso presentato da sessantadue cittadini di San Nicolò Gerrei rappresentati e difesi dagli avvocati Gianfranco Sollai, Edoardo Spinas e Roberto Masdcia del foro di Cagliari e ha annullato la delibera adottata il 24 luglio dal consiglio comunale di San Nicolò Gerrei presieduto dal sindaco Silvestro Furcas e la determinazione n. 3961 del 3 dicembre del 2010 del direttore del servizio territoriale del Basso Campidano e del Sarrabus dell’ agenzia per la gestione ed erogazione degli aiuti in agricoltura (argea ),ente strumentale della regione Sardegna,perché violano l’esercizio degli usi civici di cui sono titolari i residenti di San Nicolò Gerrei. I ricorrenti, in maggioranza allevatori, avevano contestato il mutamento d’uso e la sospensione trentennale degli usi civici in atto nei terreni ubicati in località Foresta Riu Tolu, Concia, Niu Is Crobus, Matta Masoni dell’estensione complessiva di poco più di 1246 ettari che era stato deciso dal consiglio comunale e poi autorizzata del direttore dell’argea . I terreni tutti gravati da uso civico erano stati concessi all’ente foreste della Sardegna per l’apertura di nuovi cantieri forestali. Secondo il commissario Pintori la delibera e la determinazione impugnate sono “viziate da eccesso di potere e da illegittimità perché non hanno tenuto in alcun conto l’opportunità di non sospendere l’utilizzo di così vasta estensione dei terreni ad uso civico e comunque la necessità di determinare l’indennizzo per la popolazione locale dovuto per la perdita immediata della possibilità di sfruttamento economico dei terreni”. Secondo il commissario il consiglio comunale avrebbe dovuto contemperare le opposte esigenze e l’obiettivo pregevole della forestazione poteva essere raggiunto anche con una destinazione di una parte minore del territorio comunale rispetto a quella ceduta. «Un equo contemperamento – si legge nella sentenza – dei vari interessi coinvolti nella gestione delle terre civiche avrebbe dovuto suggerire una più ragionevole e razionale suddivisione del territorio pubblico, favorendo quanto più possibile l’uso collettivo delle terre, come avvenuto per secoli ».

  8. agosto 31, 2013 alle 3:12 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  9. giovanni
    settembre 2, 2013 alle 10:48 pm

    ridicoli, semplicemente.

  10. settembre 27, 2013 alle 3:00 pm

    bravi, continuate così, ci sarà la fila…Paperon de’ Paperoni, Rockerduck, i Rothschild….

    da La Nuova Sardegna, 27 settembre 2013
    Talana e Triei credono nel golf. Le giunte hanno già approvato lo studio di fattibilità finanziaria dell’impianto. (Nino Muggianu)

    TALANA. Va avanti spedita l’idea delle amministrazioni comunali di Talana e Triei per la realizzazione di un impianto golfistico nei terreni di propria competenza. Il 16 settembre la giunta comunale di Triei ha approvato la linea amministrativa dello studio pali-volumetrico assieme allo studio di fattibilità economico- finanziaria. Passo che il comune di Talana ha già fatto e adesso si va dritti verso la pubblicazione del bando per la manifestazione d’interesse da parte di imprenditori. «Si va avanti, non si torna mai indietro – commenta il sindaco di Talana Franco Tegas – l’idea è sempre quella. Attendevamo solo l’approvazione di questo documento da parte del comune di Triei per poi procedere con la manifestazione d’interesse». Si tratta in sostanza di un progetto di massima sullo sviluppo dell’area che dovrebbe prevedere un impianto da golf con annesse strutture ricettive, residenze, club house, alberghi, ecc. «Qualcosa – spiega Tegas – che si integra con l’ambiente che oggi è degradato e abbandonato. Noi partiamo con quest’idea poi, strada facendo, cercheremo di capire quali sono le criticità, che ci saranno sicuramente. Le critiche da parte degli ambientalisti secondo i quali staremo svendendo il nostro terreno, non ci preoccupano. Noi andiamo a migliorare un’area abbandonata a se stessa, per renderla fruibile. Proveremo a dargli una destinazione specifica e cercheremo di dare risposte ai nostri disoccupati. Noi abbiamo sempre tutelato il nostro patrocinio ambientale con o senza il Parco».

  11. Juri
    settembre 27, 2013 alle 9:36 pm

    Secondo questo sindaco, un’area naturale non antropizzata sarebbe “un’area abbandonata a se stessa” sui cui, pertanto, è necessario intervenire (che, nel gergo involuto dei questi politicanti, è il termine pudico per dire “edificare”).
    Attendiamo ora, anche con una certa ansia, che tutti i sindaci delle zone interne prendano esempio da questo illuminatissimo amministratore locale e, ad esempio, propongano senza indugio una campagna di urbanizzazione delle foreste del Supramonte, così le sottrarremo finalmente all’abbandono millenario.

  12. aprile 9, 2014 alle 2:58 pm

    ma pensassero a bonificare la mega-discarica abusiva, per cui hanno anche ricevuto contributi regionali!

    da Cronache Nuoresi, 8 aprile 2014
    Talana: Guardia di Finanza pone sotto sequestro discarica abusiva. La discarica si estende su circa 5000 metri quadri di terreno comunale: http://cronachenuoresi.it/2014/04/08/talana-guardia-di-finanza-pone-sotto-sequestro-discarica-abusiva/

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